• Madrid answers: fai una domanda, dai una risposta

    Madrid answers: fai una domanda, dai una risposta

    | 18/11/2012 | Comments (0)

    Ogni giorno ricevo numerosissime email con le domande più disparate. Non sempre ho le risposte, e spesso non ho tempo per scrivere ad ognuno singolarmente ma per questi 2 problemi ho la soluzione:MADRID ANSWER Aiuta www.vivereamadrid.it a crescere: quando hai una domanda, o una risposta, scrivi su MADRID ANSWERS

  • Di Madrid si muore.

    Di Madrid si muore.

    | 18/11/2009 | Comments (4)

    Una cosa che devo onestamente ammettere è che di Madrid si muore. Io chiamo Madrid “La Signora” perchè Madrid non è un luogo, ma una donna grassa e soda, stravagante, chiassosa, una nobile dalle maniere provinciali, abbellita da nastri, merletti e perle. La Signora si muove, ti allontana, ti abbraccia, ti strozza con la sua [...]

  • I MASCHI DI MADRID

    I MASCHI DI MADRID

    | 13/11/2009 | Comments (8)

    Per una eterosessuale abbastanza convinta e praticante come me quello de I MASCHI DI MADRID è un tema abbastanza doloroso, poichè a Madrid i maschi sono praticamente tutti frosci. Bhè, non tutti, per esempio Pischi One (chi è PischiOne? in un post lo spiegherò!) ed alcuni suoi amici no, (e mi immagino che in questa [...]

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Cosas que molan…

| 21/05/2013 | Comments (0)

Siccome sono femmina ogni tanto mi metto a spettegolare nei blog di moda, quelli che si chiamano fashion blog, scritti dalle fashion blogger, ed entro in un vortice di post, foto, storie che il mio cervello fa bizzzz e va come in corto circuito.
Innanzi tutto guardo sempre con rinnovato stupore le centinaia di migliaia di foto che queste ragazze riescono a farsi scattare dai loro fidanzati. Solo io non riesco a trovare un attimo per farmi fare una cazzo di foto, solo del vio, per una cosa mooooolto importante che non posso dire adesso???? Care fashion blog, ma che tipo di ricatti fate ai vostri pischelli??? scrivetemi, raccontatemi, illuminatemi su come schiavizzare un uomo e risvegliare in lui un interesse per vestiti e trucchi!!!
Poi quando mi riprendo e torno su www.vivereamadrid.it mi chiedo per un momento se il mio blog MOLA davvero, lì dove MOLAR non indica il dente molare ma il verbo piacere.
Per esempio “ese blog me mola”, cioè “questo blog mi piace” che poi se molar lo vuoi usare alla madrileña dovrai dire “ese blog mola mazo”, cioè “questo blog mi piace tantissimooooo”. Che a Madrid si usa così, con MAZO si mette senza articolo e indica tantissimo.
Per non sentirmi da meno a queste cozze vittime della moda anche io ho deciso di pubblicare un outfit con alcuni dei miei più cari amici:

ci sim bell

Siamo o non siamo fashion victims??

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AIUTO!!!!

Eurovegas a Madrid

17/05/2013 | Uncategorized | Comments (2)

Più di un anno fa avevo parlato dell’EUROVEGAS, il mostruoso progetto dell’impresario Sheldon Adelson di costruire una Las Vegas europea in Spagna.
Le città che concorrevano per vincere questo progetto erano Madrid e Barcellona, e pochi mesi fa è stata dichiarata la vincitrice: Madrid.
Sebbene l’idea di ospitare un progetto miliardario, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, farebbe piacere e inorgoglirebbe chiunque in questo caso specifico la situazione è abbastanza diversa: il mastodontico progetto (30 kilometri di strade, 600.000 tonnellate di calcestruzzo, 3,3 milioni di metri quadrati) vuole piazzare hotel, casinò, sale riunioni, ristoranti e locali seguendo fedelmente il modello di Las Vegas.

AIUTO!!!!

Queste strutture porteranno soldi e lavoro, ma di che soldi e lavoro parliamo? Quale scempio dovrà vivere Alcorcón, il municipio a nord di Madrid che ospiterà il centro, e quante leggi si dovranno cambiare per creare la capitale del vizio?
Eurovegas è disegnato in tre fasi, per una durata totale di 13 o 14 anni, quasi 17.000 milioni di euro e 250.000 posti di lavoro (edilizia, ristorazione ma anche tutto quello che abitualmente ruota attorno al vizio, e che in Spagna certo non manca: prostituzione, droga, traffici illeciti). La prima fase inizierà tra pochi mesi e terminerà nel 2017 e prevede l’edificazione di 4 hotel di 4 e 5 stelle, per un totale di 12.000 stanze. 4.800 posti di ristorazione e ovviamente il fiore all’occhiello del perverso progetto di Sheldon Adelson: il casinò. 384 tavoli da gioco e 8160 slot machine, oltre a centri commerciali, un circo, outlets, sale riunioni, piscine, spa e campi da golf.
La seconda fase inizierà circa due anni dopo il completamento della prima, e la terza fase solo nel 2025, se non ci sono ritardi e imprevisti nei due stadi precedenti.

questo è bello??

Ovviamente Eurovegas cambierà radicalmente lo skyline madrileno: le quattro torri non si noteranno più per la loro altezza, poiché gli edifici che ospiteranno case da gioco e hotel saranno una sfida contro il buongusto e la discrezione. Proprio l’annullamento dei limiti di altezza delle nuove costruzioni ha permesso a Madrid di vincere la sfida con Barcellona. La capitale catalana, infatti, aveva stabilito un limite di altezza ai grattacieli per una questione di sicurezza nei voli e per non superare i 145 metri di altezza della torre Agbar.
Quando il miliardario Adelson visitó la torre più alta di Barcellona dichiarò: “Eso no es un rascacielos”, cioè “questo non è un grattacielo”, e proprio con questa frase fu chiaro il destino dell’Eurovegas.
Cosa nascerà dalla passione tutta iberica per il ladrillo (la mattonella) e la passione tutta americana per le luci e il kitsch? Non ci resta che aspettare qualche anno per scoprirlo con i nostri occhi, ma la cosa non promette bene…
Inoltre Adelson esige che si possa fumare nei suoi casinò, e il Governo ha subito dichiarato che probabilmente cambierà la legge anti-fumo, valutando la possibilità di fumare nella case da gioco. E perché dopo aver tanto faticosamente fatto e fatto accettare una civilissima legge antifumo che proibisce di fumare in tutti i locali chiusi per l’Eurovegas bisognerebbe fare un’eccezione? Ovviamente solo e sempre per i soldi, che il Governo spera siano tanti. Se poi questi soldi provengono dal gioco, dalla prostituzione o dalla droga poca importa, i sostenitori dell’Eurovegas saranno ben disposti a chiudere un occhi (e anche due).
Ma il Governo spagnolo pensa davvero che questo discutibile progetto possa cambiare le sorti dell’economica del Paese?

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Buona festa della MAMMA!

Buona festa della MAMMA!

12/05/2013 | emozioni | Comments (1)

Questo fine settimana qui che stiamo ancora vivendo ma quasi volge al termine sono stata a Milano.

Di Milano è facile dire delle cose brutte (soprattutto per chi come me viene dalla Puglia), ma secondo me questa città qui ha anche tantissime cose belle, che me la fanno stare simpatica. Per esempio Milano si vende bene, e fa in modo che tutto quello che succede lì è figo.
Questo week end avevano messo delle rane su delle terrazze dei navigli, e non si capiva il perchè, però alla fine l’effetto era bello e la gente si sentiva molto figa pagando un cocktail 10 euro e bevendolo sotto una ranona di plastica

La cosa più bella che ho visto a Milano sono stati, oltre i miei nipotini, mamma e papà

bellissimi

La cosa più tenerina l’incontro tra il cane più grande del mondo e un cane piccolo

sarà amore???

la cosa più strambotica il punk con i capelli lunghi

La cosa più buona è stata ovviamente LA PASTA!!

A Milano tutto è elegantino e carino, invece a Madrid ci piace il zozzo.

Quando sto a Milano mi immagino come sarebbe la mia vita lì ma la rappresentazione di me in quella città non mi soddisfa. La città urla PRODUCI-CONSUMA-MUORI mentre Madrid urla altre cose, ugualmente stressanti ma più poetiche, che non parlano di soldi, immagine e apparenza ma di vita.

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una cosa che madrid non ha :(

Di mare e di libri

05/05/2013 | emozioni | Comments (2)

In questi giorni non ho scritto niente perchè sono stata in viaggio, al mare.
Tutti gli anni PischiOne, Pei, Pedro detto Dimitri Petrof e altri amici che variano facciamo questo viaggio qui, al mare.

una cosa che madrid non ha :(

Poi questo viaggio finisce sempre di domenica, e prima di tornare a Madrid andiamo sempre al ristorante La Tana a mangiare la la paella mixta. La paella murciana (cioè di Murcia) che è diversa dalla valenciana perchè è più brodosa. A me piace di più la valenciana.

paella murciana

Questo viaggio qui è molto bello, e torno sempre abbronzata e contenta.
La cosa che più mi è piaciuta di questa vacanzona (5 giorni senza lavorare sono davvero un lusso!) è stato iniziare e finire uno dei libri più belli che abbia mai letto, dal titolo SALIENDO DE LA ESTACIÓN DE ATOCHA,(cioè “uscendo dalla stazione di Atocha”) di Ben Lerner, consigliatomi dal mio caro e sconosciuto lettore Paolo. Grazie Paolo!!
Ben è uno scrittore nato nel 1979 e che io invidio moltissimo perchè scrive proprio come vorrei scrivere io.
Nel libro Ben descrive le vicende di un giovane scrittore americano, Adán, che passa alcuni mesi a Madrid per una borsa di studio.
Adán come me gira per Madrid e racconta quello che vede e sente, ma lo fa dalla sua cultura americana, e dalla sua visione della vita un po’ nichilista. Adán fa quello che faccio io, ma meglio di me. Molto meglio di me!

La frase più bella del libro, e forse di tutti i libri che siano mai passati dalle mie mani, è
“la relación que podría haber mantenido a la favorecedora luz del subjuntivo”.
Come mi piace questa frase!!! Non voglio tradurla per non toglierle valore e poesia.


E così sono tornata a Madrid, innamorata di un personaggio di un libro, abbronzata, contenta, stanca.

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el empollón soffre di discriminazioni anche in spagna

Polla, e tutto il resto è noia..

21/04/2013 | Uncategorized | Comments (0)

Questo post contiene palabrotas, cioè parolacce, quindi se sei u poi’ bigotto non leggerlo, e soprattutto non sognare di venire a vivere a Madrid, perché Madrid non è un posto per bigotti!
Il tema di oggi è LA POLLA, cioè il cazzo, non tanto come organo sessuale maschile ma in quanto concetto, idea, parola.
POLLA (che si legge poia, perché ha la doppia L come paella, calle, etc..) è femminile, sebbene si tratti dell’attributo maschio per eccellenza. A compensare cotanta femminilità ci pensa EL COÑO, cioè la patata, che è invece una parola di genere maschile sebbene il solo pronunciarlo diffonde nell’aria miliardi di milioni di estrogeni.
Perché i generi di queste parole sono contrati rispetto all’italiano? Sono gli spagnoli a essere strani o sono gli italiani strampalati? Non ci è dato saperlo, quel che conta è che la stranezza della polla non si limita nel suo genere ma sfocia nel suo significato.
Potrai infatti esclamare ¡LA POLLA! Quando qualcosa ti piace tantoooo e ti emoziona.
Allo stesso modo potrai definire una persona la polla per dire che è un individuo straordinario, meraviglioso e sorprendente. Io vorrei tanto ¡ser la polla!
Un verbo che come suono ricorda la polla è empollar, che significa covare. Da qui l’aggettivo empollón, che indica un secchione che sta sempre seduto davanti ai libri, come se stesse covando un uovo.

el empollón soffre di discriminazioni anche in spagna

Se a empollón gli togli il prefisso EM resta pollón, che significa cazzone, ma il pollón non è detto che sia bravo, è semplicemente un superdotato!
Tutte quelle espressione di cui in italiano facciamo uso e abuso, come non mi frega un cazzo, dove cazzo vai?, chi cazzo è?, che cazzo fai?, in spagnolo non esistono!!! O meglio esistono ma non con polla!
E el coño?? quello lo racconto in un altro post, che sono 3 anni e mezzo che scrivo in questo mio bellissimo blog e ogni tanto ho paura di finire gli argomenti :)

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cane sconosciuto ti amo

Di partenze, pelos y pelotas

15/04/2013 | Uncategorized | Comments (0)

Siccome dopodomani devo andare a Londra in questi giorni sono un po’ su di giri, che a me Londra mi muove qualcosa dentro, e mi emoziona.
Quando vado a Londra finisco sempre con comprarmi o desiderare qualcosa con le borchie, bere litri di caffè da quei bicchieroni con il coperchio col buco e andare in giro senza calze anche se ci sono 9º.
Londra è magica, o almeno così mi viene in mente dal mio divano di Madrid, anche se poi io ovviamente anche questa volta di Londra non vedrò un cavolo, perché non avrò tempo.
Devo andare a Londra anche se non mi va molto, cioè come si direbbe a madrid “es lo que hay”, cioè questa è la situazione, allora tanto vale abituarmi all’idea e sentirmi euforica: LONDRAAAA!!!! La sola cosa che mi intristisce di questo viaggio a Londra è lasciare la primavera di Madrid, questo tripudio di pollini che già mi fa venire voglia di sedermi ai tavolini per strada e bere mille birre.

Non so esattamente perché ma la preparazione di questo viaggio mi ha fatto venire in mente un’espressione spagnola a me molto care: A PELO. Il pelo è il capello, in quanto il pelo nella concezione italiana è vello, che si leggio “veio”, come paella e calle (capito papà???ejejje!). L’espressione A PELO significa senza niente, quindi:
presentar algo a pelo fare una presentazione senza preparazione, a braccio
follar a pelo, fare sesso senza preservativo
Venir al pelo significa anche “calzare a pennello”, cioè qualcosa che viene proprio nel momento giusto
In modo molto molto colloquiale per dire che stai davvero bene puoi usare l’espressione “estar al pelo”, come sinonimo di molto bene.
Una parolina simile a pelo è pelota, cioè palla, da cui provengono altre mille espressioni:
estar en pelota, essere completamente nudo
per rendere più divertete l’espressione potrai dire:
estar en pelota viva
estar en pelota picada
se sorprendi qualcuno in un momento inaspettato potrai dire coger en pelota

Oltre a estar en pelota potrai (spero di no!) anche hacer la pelota o ser un pelota: nel caso di hacer la pelota, cioè fare la palla, significa essere lecchino mentre ser un pelota significa essere un paraculo
Se ti piace sbevucchiare potrai tomar un peloti, cioè bere un cocktail, ma questo solo a Madrid capitál in quando nel resto della spagna il peloti si chiama cubata. Quando la bevanda in questione è molto forte potrai dire che stai bevendo un PELOTAZO!
Se hai adocchiato un collega di ufficio per andare a tomar un peloti e lui si fa desiderare potrai dirgli che LA PELOTA ESTA EN TU TEJADO, cioè che la palla sta nel suo campo: spetta a lui prendere una decisione.
Ovviamente parlando di pelotas, cioè palle, non posso dimenticare l’espressione estoy hasta las pelotas, letteralmente “ne ho fino alle palle”, cioè il nostro ne ho le palle piene.

cane sconosciuto ti amo

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un paesaggio bellissimo

Quello che ho vissuto a Gran Canaria

07/04/2013 | emozioni | Comments (2)

Da poche ore sono tornata da Gran Canaria, una delle isole canarie dove è sempre primavera inoltrata, con 25º.
A 25º fa abbastanza caldo per andare al mare e prendere il sole, ma troppo freddo per fare il bagno, quindi io sono riuscita a immergermi solo 2 volte, per pochissimi secondi.
Per quanto abbia passato 4 giorni cercando di relativizzare il concetto adesso devo dire la verità: l’acqua delle canarie è gelida.
Mentre ero in volo per arrivare a Las Palmas de Gran Canaria mi chiedevo: sarà bella l’isola? sarà brutta? che cosa penserò? ed ecco che questo isolotto mi ha davvero sorpreso, perchè è bello e brutto allo stesso tempo e in modo molto intenso.
Una buona metà dell’isola è colonizzata da tedeschi, con palazzoni a picco sul mare, mentre l’altra metà è montagna, boschi selvaggi e spiagge deserte

l'isolotto del disequilibrio

La cosa più brutta di Gran Canaria è la Playa del Inglés, che già il nome ti farà capire, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, quanto di poco ispanico abbia questa spiaggia

grattacieli a volontà

Io la passione per la cementificazione delle coste proprio non la condivido e non la capisco.
Invece la parte più bella dell’isola è il parco naturale, che verso la costa è una specie di deserto sul mare

un paesaggio bellissimo

Mentre l’interno dell’isola è caraterizzato da rocce, boschi e montagne senza fine

Ma la cosa veramente veramente più bella di Gran Canaria sono solo loro: I CACTUS, le mie piante preferite

bellissimi!

I cactus di Gran Canaria sono veramente una cosa esagerata! mi vergogno molto dei miei cactus che tanto faticosamente sto facendo crescere da anni e anni

I miei cactus nanetti

Comunque la cosa davvero stupenda e indimenticabile di Gran Canaria è la sua specialità culinaria: PAPAS ARRUGADAS CON SALSA MOJO PICÓN.
Las PAPAS sono patatine novelle al forno

amo la patata

condite con la salsa anti-vampiro: el mojo picón, una salsa di olio, aceto, peperoncino, sale e tanto, tanto, tanto aglio, per disinfettare bocca e anima. MOJO viene da MOJAR, cioè bagnare, inzuppare, e PICÓN da  PICAR, che significa (tra tante altre cose) piccante

l'aglio non mi fa paura

In questa salsina lì alle canarie inzuppano tutto: pane, carne, papas, grissini…qualsiasi cosa, perchè di essere buona è buona e poi il mojo picón crea anche dipendenza, che ti svegli al mattino e senti il tuo corpo che desidera aglio. Poi un’altra cosa che alle canarie è buona è el platano, cioè la banana.
La banana canaria è piccola ma molto dolce e saporita, io ne vado matta!
la dimensione non è tutto
Poi l’ultima cosa che mi è piaciuta da matti è il porto di Las Palmas de Gran Canaria, che è un luogo speciale, un poco romantico e un poco nostalgico. Io guardavo il porto, con le navi, le barche, le onde e la gente, e pensavo “come farò a tornare a Madrid dove tutto è secco??” e allora oggi ero preoccupata, perchè non sapevo come sarei stata sensa l’acqua.
E invece sono arrivata a casa e sono stata bene, anche perchè come diciamo a Madrid no me queda otra, cioè non mi resta che star bene anche al secco, altrimenti domani chi sopravvive in ufficio??
E quindi niente, eccomi nuovamente sul divano di casa, con una valigia da disfare e un’altra da preparara tra 7 giorni. Sognando il mare…

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