Invidie, spam e vittorie a Madrid

Oggi devo assolutamente parlare di alcuni problemi della vita da blogger a Madrid, che a leggere questa mia creatura stupenda dal nome www.vivereamadrid.it sembra che uno quando ha un blog e parla di Madrid ha risolto tutti i suoi problemi, invece no, non è vero niente, che i problemi ci sono eccome.
Allora innanzi tutto devo dire che io da quando ho questo meraviglioso blog mi sento proprio una star, che domenica sera ero ad una festa e il mio amico Quique mi ha detto che stavano pure degli italiani, a questa festa.
Allora io sono andata da loro, mi sono presentata e poi ho detto “conoscete la web vuvuvupuntovivereamadridpuntoit?” e quelli mi hanno detto che non l’avevano mai sentita nominare questa pagina web. E poi l’altro giorno ero in un bar e ho sentito che un ragazzo italianissimo chiedeva un caffè, e poi quando anche io con il mio accento italianissimo ho chiesto il mio caffè il ragazzo italianissimo si è girato a guardarmi, ed io ho subito pensato che lui stava pensado che io forse potevo essere Chechimadrid, cioè effettivamente io, la blogger del suo ipotetico blog preferito.
Quindi io mi sono data un tono da blogger ed ho bevuto il caffè e me ne sono andata tirandomela un pò, e solo dopo qualche ora ho pensato che l’italianissimo mi avrà guardata perché italianissima pure io, e non per vivereamadirpuntoit.
Che questi due piccoli aneddoti a me costa fatica raccontarli, che non è facile dedicare praticamente ogni momento libero ad un blog e poi avere una vita normale, e solo i bloggers lo sanno questo.
Poi devo dire che questo mio stupendo blog è soggetto a molte invidie. Innanzi tutto qui a Madrid c’è una grande associazione di italiani che vivono a Madrid, che io ho sempre snobbato per la mia indole radical chic, che non è che io vivo a Madrid per stare con gli italiani, però nemmeno per non starci.
Io vivo a Madrid e basta, quindi se conosco degli italiani sì che ci esco, ma non vado a mettermi in questi covi di persone accomunate solo dalla dimensione della carta di identità. Però insomma lasciando stare le polemiche devo dire che questa gente, o meglio il leader di questa gente con la carta di identità marroncina e piuttosto grande, ha
letteralmente boicottato il mio blog, perché dice che lui ne sta facendo uno uguale e non vuole concorrenza. Che concorrenza non ne voglio nemmeno io, mio caro nemico italiano che già vivi a Madrid, e concorrenza non sarà, poiché tu potrai avere tutti i contatti che vuoi ma mai avrai i miei occhi taglienti né la mia lingua biforcuta!E poi a dimostrazione che la vita del blogger non è facile per un cazzo si è messa tutta questa gente davvero cattiva e priva di moralità che fa spam sul mio blog, e devo cancellare milioni di commenti-spam ogni ora. Che non è vita questa!
Allora oggi al lavoro io ho parlato di questo problema dello spam con il mio amico Pedro e lui, che è proprio la leche per queste cose, mi ha detto che è buono che mi fanno spam, perché significa che il mio blog è importante, e che lui non metterebbe il codice capcha per non ridurre le visite.
Io non sono molto d’accordo però gli ho detto che va bene, proviamo a non metterlo il codice capcha e vediamo che succede.
Comunque adesso per dare una nota positiva a questo post un pò sfigato devo annunciare che ho vinto un viaggio a Londra, per seguire una conferenza di web marketing. Il volo e l’albergo e spero anche il cibo mi sono generosamente offerti dalla mia impresa, perchè sono stata la migliore del 2009 nel mio lavoro, che è un lavoro di traduzioni e creative marketing, e ne sono contenta e finalmente ho un motivo reale e concreto per tirarmela un pò. Quindi il 10 maggio vado a londra.
Che a me prima la metro di londra mi faceva paura, ma ora che vivo qui la metro di londra mi fa ‘na pippa!

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Storie lattose a Madrid

A me una cosa che ha turbato parecchio è stato scoprire che in spagnolo il latte è femminile, e si dice la leche, e si legge la lece.
Che può sembrare che io mi turbo facilmente, e sì, è versissimo che io mi turbo facilmente, ma cambiare il sesso del latte non mi è facile da accettare.
Comunque io devo dire che il latte è una bevanda molto amata dagli spagnoli, che ne fanno uso e abuso nel caffè, con il Colacao, nei dolci (ad esempio il celebrerrimo arroz con leche, nell’immagine) ed ovviamente nella lingua.

Per esprimere sgomento o sorpresa si esclama LA LECHE!
La stessa espressione si utilizza per definire qualcuno incredibilmente sveglio o intelligente, che sarà appunto LA LECHE!
Per indicare un’azione molto rapida, o per dire che bisogna fare in fretta A TODA LECHE!
Una cosa bellissima è DE LA LECHE!
Avere cattive intenzioni, o stare di cattivo umore è TENER MALA LECHE
Ma TENER LECHE significa essere fortunato.
Non capire un cacchio di qualcosa è NO ENTENDER UNA LECHE!
In campo lattifero la Spagna ha sofferto da poco un lutto: la marca LAUKI (della storica industria di Valladolid) si è fusa con la marca President, cambiando così il nome del latte da LAUKI a LACTEL; ecco la prova:

cioè il tuo Lauki di semrpe si chiamerà Lactel
Non ti dico che pippe si sono fatti gli spagnoli per questo cambio!

Bene mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, ti saluto dicendo che l’esito del sondaggio sulle mie nuove scarpe mi ha messo davvero de mala leche: NON PIACCIONO A NESSUNO! considerando che io ho votato da 2 pc diversi, quindi 2 volte, che sono bellissime deduco che alla maggior parte dei mie lettori queste scarpe fanno schifo…che delusione!

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Madrid, una città che ama!

A Madrid i madrileñi si chiamano gatos (cioè GATTI), e coloro che hanno i 4 nonni madrileñi ci chiamano gatos-gatos.
Questo nome è dovuto ad un episodio avvenuto durante la riconquista, quando i castigliani volevano riconquistare la città di Maguerit (antico nome di Madrid) occupata dagli arabi. La città era difesa da alte mura, ed i castigliani non avevano nessun mezzo per scavalcare la cinta muraria se non le loro forze: iniziarono quindi ad arrampicarsi come gatti, riuscendo ad entrare, e da qui l’appellativo gatos!
Ma La Signora è una città che ama, e lo dimostra il detto Gato se hace, no se nace cioè “gatto ci si diventa, non si nasce” che rappresenta perfettamente lo spirito di accoglienza di questa incredibile città. Io il sabato mattina è un momento in cui mi sento molto gata, perchè mi lego i capelli, indosso il mio giacchino di finta pelliccia (regalatomi da mia sorella, che ringrazio! questo giacchino fa davvero una gran figura!) e vado in centro a vedere i negozi, attività molto molto amata da noi gatos.
La questione è che a Madrid le mode sono davvero spinte, e se non si presta attenzione è facilissimo farsi prendere la mano dalle tendenze più improponibili, soprattutto in quel tempio sacro situato in Gran Via e conosciuto come H&M!! Io oggi sono comprata queste scarpe, con 10 cm di zeppona!!

Ti piacciono le mie scarpe con 10 cm di zeppona?
si, sono bellissime!
sono carine ma io non le metterei mai
fanno schifo!
cadrai e ti romperai una gamba
meglio les pisamierdas

pollcode.com free polls

È che non ho potuto resistere!! mi sembrano meravigliose, e mi sento davvero gata con queste scarpe!!

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Storie di capelli a Madrid

Oggi dico qualcosa di negativo su Madrid, altrimenti questo amico sconosiuto di nome Gianfranco non smette più di dire che gli da invidia che io vivo a madrid, e l’invidia è una brutta bestia.
Allora oggi vi dirò una cosa brutta di Madrid, che a me da quando vivo a Madrid mi puzzano sempre i capelli, perchè qui a Madrid sembra di stare nell’Italia degli anno ’90, che ancora si fuma in tutti i posti.
Poi siccome i ristoranti, i bar, i pubs, le discoteche e tutti i luoghi sono sempre affollatissimi, più la gente fuma un sacco, più tutti gridano perchè qui è così, che ci piace gridare, più in tutti i posti si mangia mondo fritto insomma tutto questo fà si che nei locali ci sia un caldo esagerato.
Quindi tra il sudore, il fumo, la frittura e gli schizzi di saliva di quelli che gridano i capelli puzzano. Allora ho pensato che forse per questo qui a madrid è difficile trovare qualcuno con i capelli lunghi, perchè io sono un pò maniacale e su certe cose mi fisso, e mi sono accorta che i capelli a Madrid sono piuttosto corti, se si esclude la mia maestra di danza che lei sì che ha dei capelli esagerati, che alza la media della lunghezza dei capelli di tutta la zona sud della city.
Insomma io ho pensato che forse quando proibiranno di fumare nei locali la gente inizierà a farsi crescere i capelli, che con tutto questo fumo è faticoso lavarsi la testa tutti i giorni.
Poi sempre sviscerando questo interessantissimo tema dei capelli io devo dire che a La Signora tutti sono abbastanza fissati con il gel, che in spagnolo si chiama gomina. Della gomina si fa un vero abbuso, che io non so perchè a volte la gente esprime il suo disprezzo per il mondo accanendosi contro i capelli, evvai di gomina, che tutta la testa diventa un blocco di boccoli viscido e duro.
Poi vorrei dirti, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che qui è davvero difficile trovare un parrucchiere bravo.
Che io a luglio mi feci la tinta in casa e tutti a dirmi sei matta-sei matta ma io non sono matta, io so quello che possono fare qui i parrucchieri e preferisco farmelo da sola. A lavapies io ero stata da una giovane parucchiera cubana che ora, a pensarci, io sono sicura di essere stata la sua unica cliente. Che mentre stavo lì sotto le sue mani io le chiesi se le piacesse La Signora e quella mancava poco che mi strappasse tutti i capelli, tanto dolore e nostalgia di Cuba le feci riaffiorare.
Comunque io non voglio assolutamente rovinare il mercato già miserrimo della giovane parucchiera cubana, quindi non ti darò nessun indizio per non trovarla, invece sì che ti dirò di stare alla larga da una catena di parrucchieri che si chiama Marco Aldany.
I prezzi sono molto bassi, ma non quanto la bravura di coloro che ci lavorano! Non andarci!

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La nostalgia a Madrid

Quello che voglio raccontare oggi è la nostalgia. Che pure a Madrid certi giorni nevica e fa freddo, e non tutto è semplice.
Allora io oggi mi sono messa a pensare a delle cose delle mia vita di cui ho nostalgia, tanto per complicare la situazione emotiva già labile, e le suddette cose nostalgiche sono veramente parecchie; oggi la più grande è il mio amico del cuore Andrea.
Ed è tutto il giorno che barcollo tra la nostalgia ed il freddo e penso ad un argomento interessante da scrivere su questo mio bellissimo blog, che poi ci sto mettendo un impegno della madonna a farmi pubblicità e quindi è particolarmente importante scrivere molto bene, così la gente pensa che sono proprio brava e che il mio blog è davvero figo, ma insomma oggi l’argomento non viene.
Poi stamattina un giovane mi ha pure scritto una mail con questo testo “ma lo sai che i galletti del mulino bianco sono risultati positivi alle analisi sulla presenza di metalli pesanti?” che io ci sono davvero rimasta male per questa mail, perchè i galletti sono come un riferimento nella mia sbandata vita.
Che poi non so se è normale inviare certe mail così, solo per togliere punti di riferimento alla gente…
Comunque tornando al tema di oggi, la nostalgia a Madrid, io ho pensato un modo per affrontare questa bruttissima bestia della nostalgia qui a Madrid, ed il modo è comprare un biglietto della metro e mettersi a girare a cazzo per tutte le linee, facendo avanti e indietro, e impagnandosi a toccare bene bene periferie e capolinea.
Che normalmente la gente dice che quando si è depressi bisogna vestirsi bene ed andare a ballare e non pensarci, ma io invece seguo un insegnamento di un amico che ho avuto, che si chiama Mauro, che questo amico aveva formulato la teoria del superamento dei problemi, e tale teoria diceva che quando hai un problema per superarlo devi pensare ad un problema più grande.
Quindi questo mio amico Mauro mi faceva un esempio pratico, dicendomi che se tu un giorno perdi le chiavi della macchina e scleri perchè ti sembra un problema grande, tu devi incendiare la macchina, proprio ,la tua, proprio quella di cui hai perso le chiavi perchè così all’improvviso non te ne fregherà più un cazzo che non trovi le chiavi, perchè inizierai ad occuparti dell’auto in fiamme.
Io ho sempre avuto una grande stima della teoria del superamento dei problemi del mio amico Mauro.

Allora se tu vai a Museo del Jamon e per 2 euro ti compri il meù para llevar (1 banino, 1 birra e 1 mela) e poi ti infili sottoterra, in quella cosa che si chiama metro e ti pianifichi di passare un paio d’ore facendo avanti e indietro, secondo me si che poi non ci pensi più alla nostalgia.
Che poi io quando sto lì sotto, seduta, tra tutti questi emeriti sconosciuti che ci guardiamo tutti come alieni, con occhi interrogativi, che siamo tutti qui a vivere ed a dividerci gli spazi cercando di conquistare la nostra fetta di felicità, quando sto lì sotto io penso infinite cose e grossomodo sto meglio.
Solo mi spiace che non ci sia una fermata che si chiama Re di Roma.

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Cose tristi a Madrid

Oggi devo dirti una cosa parecchio triste, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid.
È morto il mio tritone, di nome Saqui (leggi SAKI). Praticamente questo tritone, piccolino, piuttosto brutto, ma a cui io ero molto affezionata, viveva nell’acquario assieme a molti pesci.
Ma questo tritone, Saqui, non aveva un carattere facile, proprio per un cazzo, e si comportava piuttosto male con i pesci (che invece sono tutti molto educati, meno uno che era un vero stronzo e lo trovammo morto quasi subito, ucciso. Pace all’anima sua).
Non è che Saqui, il malevolo Saqui, facesse nulla di particolare, però era molto schivo, non interagiva con gli altri e soprattutto intimoriva tutti ed esercitava prepotenze di vario tipo, indubbiamente agevolato dal suo aspetto ripugnante. Comunque io e PischiOne siamo due persone parecchio buone,e stavamo lì sempre dietro il tritone, che come sta il tritone, che dove sta il tritone, che il tritone si sente solo etc. ma questo tritone, Saqui, non ha mai mai ricambiato il nostro affetto.
Soprattutto con me è sempre stato davvero perfido, però non vorrei entrare troppo nel personale in questo racconto di questa storia triste, quindi ti dirò solo che un giorno il malevolo Saqui scappò. Scappò perchè noi avevamo lasciato il coperchio dell’acquario socchiuso, e il malevolo Saqui non aspettava altro che un piccolo errore umano per urlare al mondo la sua cattiveria.
E così fuggì, e noi non sapevamo proprio come fare per trovarlo, quindi niente, smettemmo di cercarlo non appena accertammo la sua fuga. E la vita in casa proseguiva piuttosto tranquilla, che si stava bene e non avevamo più da pensare al malevolo, e solo qualche volta io mi chiedevo dove fosse ed andavo a spiare nell’acquario, ma i pesci stavano di un bene che io poi smettevo subito di cercarlo al malevolo Saqui, tanta era la paura di trovarlo.
Fino a ieri, che PischiOne lo trovò sotto il divano, non morto ma mortissimo! Era completamente rinsecchito il malevolo Saqui, prosciugato dalla sua stessa cattiveria e meschinità, un pezzettino di pelle arsa.
E questo è quanto ho da dirti oggi, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid.
Questa è la fine della breve esistenza del malevolo Saqui (che visse in casa mia circa 12 giorni).

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El Rastro

Questo post di oggi è per Daniele, questo amico misterioso che comenta sempre il mio blog, e a cui dico GRAZIE.
Che io all’inizio credevo che Daniele fosse Bimbo Daniele, il mio coinquilino dell’università. Allora qualche giorno fa l’ho incontrato sul facebook e gli ho detto grazie per commentare sempre i miei post, che mi sembra una grande prova di amicizia, e lui invece mi ha detto che no, che non commenta proprio niente!
Allora io gli ho detto sei-proprio-un-amico-del-cazzo-BimboDaniele-che-non-commenti-i-miei-post e lui mi ha risposto che ha provato a leggere il mio blog, ma gli sembra una roba da menomati, scritto da una bambina di 14 anni. Quindi io mi sono messa a ridere molto forte, che a me piace molto questo tipo di comunicazione che ho con BimboDaniele.
E così ho scoperto che il Daniele che commenta è un altro, ed a lui dedico questo post che parla del Rastro (mentre a BimboDaniele non dedico proprio niente, almeno fino a quando con commenta 4 o 5 post!)!!
Il Rastro è il mercato più importante de La Signora, anche se lì di madrileñi ce ne sono davvero pochi. Questo nome,rastro, deriva dal verbo arrastrar e si riferiva al trasporto degli animali morti dal mattatoio alle curtidurías (cioè i posti dove si lavorava il cuoio, da cui il nome della strada Ribera de Curtidores); questo spostamento avveniva appunto trasciando (arrastrando) l’animale, il quale lasciava un rastro (impronta) di sangue per strada.
A me il Rastro mi fa subito pensare a Porta Portese, con l’unica differenza che la vendita del panino con la porchetta è sostituita dal commercio del bocata de chorizo, e la parte a destra di Porta Portese (quella legata al commercio di moto,bici,kart e quant’altro) è rimpiazzata da una vastissima scelta di negozietti di antiquariato molto carini.
La mia cosa preferita del Rastro è quello che avviene in calle Fray Ceferino González, però quello che avviene in calle Fray Ceferino González merita un post tutto suo, quindi non ne parlerò ora.
La cosa più curiosa del Rastro è la bancarella delle molle.
Ma che diavolo ci fa uno con tutte quelle molle??? e soprattutto al proprietario della bancarella delle molle vorrei chiedere “ma a te com’è venuta la bizzarra idea di vendere sempre e solo molle nella tua vita???”

Io quando vado al Rastro (praticamente tutte le domeniche che sono a Madrid) mi compro un bustina di olive, e poi mi lecco le dita.
Le mie preferite solo le aceitunas violadas o rellenas (cioè olive violentate o ripiene): al posto del nocciolo vi è conficcato a pressione un piccolo cetriolo: matrimonio divino!

Quando vai al Rastro, mio caro amico che vuoi venire a vivere a Madrid, stai attento al portafoli!

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Arte gratis, a Madrid.

Io oggi sono stata a vedere una mostra. Che una cosa meravigliosa di Madrid, La Signora, è che puoi amare l’arte ed essere povero senza nessun conflitto nè frustrazione, senza fare il punkabbestia dannato, senza metterti su internet a vedere i quadri perchè non hai i soldi per il biglietto del museo,o cercare di convincere quello che sta alla biglietteria che sei ancora studente, mostrandogli il tesserino dell’università del 1996!
No, qui queste umiliazioni puoi evitarle giacchè quasi tutti i musei e le sale espositive di Madrid sono gratis, o hanno orari di entrata gratuita. Non come a Roma, dove devi pagare pure per andare al museo comunale!
Che l’altro giorno una mia carissima amica che è pittrice e viveva con me a roma mi ha detto che era stata al Palazzo delle Esposizioni ed era pieno di bella gente, e i ragazzi erano tutti gnocchi, tutti eleganti, tutti fighi, che io lo so che lì è così, non è che lo conosco poco il Palazzo io, io lo conosco fin troppo quel posto di merda, il Supermercato delle Esposizioni, che un biglietto costa 12 euro! 12 euro! Allora io ho subito detto alla mia carissima amica pittrice che ci credo che lì sono tutti belli de eleganti, a 12 eurazzi il biglietto! Io sabato mi sono comprata un paio di jeans da Zara a 12 euro! Comunque qui a Madrid no, qui a Madrid tu puoi amare l’arte, amare lo shopping e avere pochi soldi senza problemi, perchè puoi vedere delle cose bellissime gratis e poi quando esci dalla sala espositive puoi pure andare a comprarti dei vestiti, che tanto qui ci sono ancora i saldi e le cose te le buttano appresso.
Comunque è meglio se non parlo della realtà museale romana, altrimenti mi censurano il blog, che poi non sarebbe una grandissima novità visto che qualche mese fa mi hanno censurato un gruppo che avevo creato sul facebook e che è meglio non nominare, altrimenti sì che mi censurano nuovamente!
Non è che io sia una persona persona particolarmente intellettuale, nè colta, assolutamente! A me mettimi sulla spiaggia con una peroni de un panino con la porchetta de io sto benissimo, però io riconosco il valore dell’arte, l’arte che purifica, ripulisce, aiuta. Osservare cose belle dà senso alla giornata, e crearle dà senso alla vita, dico io.

Oggi io, a Madrid, in questa bellissima cittadona che mi ha amorevolmente accolta, ho visto una bellissima mostra di fotografia a 0 euro. Il fotografo è un ragazzo pelato con la faccia un pò sorpresa, e si chiama Pierre Gonnord, e la sua mostra si chiama Terre de personne.
Si tratta di ritratti bellissimi, e poi qualche foto della natura.
Io oggi in calle Alcalà 31 davanti alle foto di Pierre sì che sono stata bene.

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Las PISAMIERDAS: una cosa che adoro!

Che poi io certi giorni mi sveglio che ho un sacco di idee e di cose da scrivere sul mio prezioso amico e blog vivereamadrid.it, poi però torno a casa e il vuoto intellettuale mi assale. Comunque io oggi voglio scrivere un piccolo post, perchè per tutta sta storia del marketing e del traffico è molto importante rinnovare il contenuto nei blog, quindi il mio contenuto di oggi è questo: las Pisamierdas.
Las Pisamierdas (letteralmente schiaccia merda) sono, secondo me, la prova che noi italiani siamo dei fighetti malati di mente! infatti le stesse identiche scarpe in italia si chiamano Clarks e costano più di 100 euro, mentre qui a Madrid si trovano a 16 eurini (ovviamente non della marca clarks, ma made in spain) e soprattutto di tutti i colori del mondo!
Ecco le mie:

Ci sono anche piccolissime, per bambini, e costano un pò meno: 15,49 eurini

“!!!VOGLIO LE PISAMIERDAS! ¿¿¿DOVE POSSO COMPRARLE???” ti starai chiedendo tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid! ebbene io ti consiglio un meraviglioso negozio storico: Calzados Lobo

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Allora dico io: LA SMETTIAMO DI FARE I FIGHETTI, CARI CONNAZIONALI ITALIANI???
faccio un appello: se sei un commerciante di vestiti o di scarpe e stai leggendo questo blog contattami! Importaremo las pisamierdas in italia!!! io mi occupo degli invii!

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Abitudini del fine settimana a Madrid

Il fine settimana o i giorni di festa a Madrid si esce a fare l’aperitivo. L’orario di questo evento, più che mondano familiare (perchè la tradizione vera vuole che si faccia con la famiglia, prima del pranzo), è dalle 13.30 alle 14.30, e normalmente si beve un bicchiere di Vermù (o vermuth), o un corto de cerveza (non una caña! Attenzione, mio caro amico che vuoi venire a vivere a Madrid!).

Come sempre anche con il vermù ti serviranno gratuitamente una piccola tapas, il che mette sempre di buon umore!
Una tapa che a me piace da morire è l’uovo ripeno e fritto, in spagnolo huevo rebozado.
Una delle cose più difficili al mondo è vivere a Madrid avendo l’allergia alle uova…quindi io a dire la verità l’uovo ripieno non l’ho mai potuto mangiare, però sì che vedo le facce soddisfatte di quelli che si ingozzano di questo uovo sodo, ripieno di tonno, formaggio, pomodoro o qualsiasi cosa de infine fritto. Guardate com’è bello!!! saporito e grassolone!

Che madre natura mi tolga l’allergia alle uova!

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Dammi del jamon!

Dammi del jamon quando ho nostalgia di Roma, di Bari, dei miei, della motorina, della famiglia, di mia sorella…dammi del jamon serrano e calmerò ogni dolore, spalmandomelo addosso in fettine come bende lenitive, e succhiandolo come nettare miracoloso. Una gambona di jamon da tagliare per colazione, pranzo, cena, per preparare i legumi, le verdure, le crocchette di patate e tutto quello che ti viene in mente.
E se hai voglia di cultura al jamon qui a Madrid abbiamo una vastissima scelta di Museos del jamon, dove per 1 euro potrai comprarti un panino, al jamon ovviamente, e per un altro euro una caña,cioè un bicchiere di birra!
E se vuoi esagerare ordina jamon bellota: si tratta della gamba di un maiale che fu felice, perchè mangiò bellotas, ghiande.
La sua felicità è davvero contagiosa: anche se dell’animale non resta che una gamba, enorme, morbidona e grassa, basta assaggiarne un pezzettino per toccare il cielo con un dito e sentirti contento come un porco!
Il miglior jamon si trova in extremadura. Extrema y dura soprattutto per il cibo: ti consiglio di andarci, anche solo per un pranzo…ti sentirai vivo!
I jamon che pedono felici dai soffiti dei bar hanno un cono di plastica attaccato sotto; perchè? Questo conino raccoglie il grasso che cola….avoja, se cola!

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Storie di cani a Madrid

Cane in spagnolo si dice perro, ed una cosa che trovo davvero curiosa è che gli spagnoli prestano molta attenzione al sesso del cane, chiamandolo perro o perra a seconda se è maschio o femmina, mentre in italiano il cane è solo e sempre un cane.
Se un giorno ti senti pigro e svogliato puoi dire estoy como un perro, mentre se vuoi offendere una donna puoi dargli della perra (e qui il tema è internazionale!); ma ATTENZIONE: la perra gorda non è una gran ***** bensì l’antica moneta di alluminio che valeva 10 centesimi di peseta!
Per offendere qualcuno di un’altra religione è possibile (ma ovviamente sconsigliato) dargli del perro judío o perra infiel (letteralmente “cane ebreo” o “cagna infedele”).
Uno che tiene muchas perras non è uno che ha molte cagne ma molti soldi, mentre soltar los perros significa rimproverare qualcuno.
In latino america si usa l’espressione andar perro por alguien, che significa corteggiare qualcuno con molta insistenza.
Il detto muerto el perro,se acabó la rabia significa che quando finisce la causa di qualcosa, finisce anche il suo effetto.

Madrid è una città piena di cani, ma la curiosità curiosa è che qui praticamente non esistono cani randagi: sarà per il freddo esagerato dell’inverno, sarà per il caldo spropositato dell’estate, sarà per il traffico frenetico ma i cani di Madrid sono tutti dei gran fighetti metropolitani, proprio il contrario delle persone!
Un cane che piace molto a Madrid è il bulldog, sia il ciccione che nelle sue varianti più piccoline e snelle.

Questo tipo di cane è di moda in tutta la città, ma soprattutto nel barrio de Chueca (del barrio de Chueca parlerò in un apposito post, non temere mio caro amico che vuoi venire a vivere a Madrid!).
Un’altra curiosità a proposito di cani è che in spagnolo hot dog di dice perrito caliente, cioè cagnolino caldo!
…ti saluto mio caro amico, perchè hoy estoy como una perra!

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