El Rastro

Questo post di oggi è per Daniele, questo amico misterioso che comenta sempre il mio blog, e a cui dico GRAZIE.
Che io all’inizio credevo che Daniele fosse Bimbo Daniele, il mio coinquilino dell’università. Allora qualche giorno fa l’ho incontrato sul facebook e gli ho detto grazie per commentare sempre i miei post, che mi sembra una grande prova di amicizia, e lui invece mi ha detto che no, che non commenta proprio niente!
Allora io gli ho detto sei-proprio-un-amico-del-cazzo-BimboDaniele-che-non-commenti-i-miei-post e lui mi ha risposto che ha provato a leggere il mio blog, ma gli sembra una roba da menomati, scritto da una bambina di 14 anni. Quindi io mi sono messa a ridere molto forte, che a me piace molto questo tipo di comunicazione che ho con BimboDaniele.
E così ho scoperto che il Daniele che commenta è un altro, ed a lui dedico questo post che parla del Rastro (mentre a BimboDaniele non dedico proprio niente, almeno fino a quando con commenta 4 o 5 post!)!!
Il Rastro è il mercato più importante de La Signora, anche se lì di madrileñi ce ne sono davvero pochi. Questo nome,rastro, deriva dal verbo arrastrar e si riferiva al trasporto degli animali morti dal mattatoio alle curtidurías (cioè i posti dove si lavorava il cuoio, da cui il nome della strada Ribera de Curtidores); questo spostamento avveniva appunto trasciando (arrastrando) l’animale, il quale lasciava un rastro (impronta) di sangue per strada.
A me il Rastro mi fa subito pensare a Porta Portese, con l’unica differenza che la vendita del panino con la porchetta è sostituita dal commercio del bocata de chorizo, e la parte a destra di Porta Portese (quella legata al commercio di moto,bici,kart e quant’altro) è rimpiazzata da una vastissima scelta di negozietti di antiquariato molto carini.
La mia cosa preferita del Rastro è quello che avviene in calle Fray Ceferino González, però quello che avviene in calle Fray Ceferino González merita un post tutto suo, quindi non ne parlerò ora.
La cosa più curiosa del Rastro è la bancarella delle molle.
Ma che diavolo ci fa uno con tutte quelle molle??? e soprattutto al proprietario della bancarella delle molle vorrei chiedere “ma a te com’è venuta la bizzarra idea di vendere sempre e solo molle nella tua vita???”

Io quando vado al Rastro (praticamente tutte le domeniche che sono a Madrid) mi compro un bustina di olive, e poi mi lecco le dita.
Le mie preferite solo le aceitunas violadas o rellenas (cioè olive violentate o ripiene): al posto del nocciolo vi è conficcato a pressione un piccolo cetriolo: matrimonio divino!

Quando vai al Rastro, mio caro amico che vuoi venire a vivere a Madrid, stai attento al portafoli!

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Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge