Cose dislessiche a Madrid

Una cosa davvero flipante che a me è successa solo a Madrid è avere un’insegnante di pilates dislessica! La poverina, che per rispetto alla privacy le daremo il nome fittizio di Disly, confonde la destra con la sinistra, l’espirare con l’inspirare, il sopra col sotto e via dicendo. Per cui tra la dislessia di Disly e la stanza piena di specchi i 90 minuti di lezione con lei scatenano vere crisi di identità. Poi mentre le insegnanti di pilates sono in genere donne molto serene e spirituali la Disly no, per un cazzo, la Disly è un’isterica matta che si muove a scatti. Che io oggi mentre ero a testa in giù la osservavo e mi sembrava una cavalletta impazzita che correva su e giù per la classe, ed io e le mie compagne delle enormi ranocchie con le facce rosse e gli occhi fuori dalle orbite per lo sforzo. E poi quando conta la Disly mi fa impazzire, perché prima ci fa raggiungere la posizione più scomoda, innaturale e imbarazzante del mondo e poi conta: 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10 ed io penso OLÈ e lei 10,1-10,2-10,3 etc ed io la odio quando fa così, la Disly!!! Che questo lo faceva anche la mia insegnante di pilates di Lavapies, ed allora penso che a Madrid tutte le insegnanti di pilates fanno un corso con una insegnante per le insegnanti che spiega che bisogna contare così, per far venire l’orchite alla gente. Comunque oggi a me la Disly ha fatto venire meno mal di testa del solito, perché io tutta la lezione avevo un solo, grande, bombardante pensiero di nome MAROCCO! Che tra 6 ore sarò in aereo verso il continente nero, e non scriverò su questo mio meraviglioso blog per almeno 6 giorni, cioè fino a quando non ritornerò ne La Signora.
Buon viaggio Chechi!!

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Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge