STORIE DI POLLINI, DI CERETTE E DI HIJOS A MADRID

L’aria è frizzantina e inebriante a Madrid: la primavera è alle porte! L’ho detto ad un vecchietto che mi stava accanto nel cercania, il trenino che prendo per andare a lavoro, e lui mi ha risposto “Madrid: nueve meses de invierno y tre de infierno”, cioè Madrid: nove mesi di inverno e tre di inferno, e lì è morta la nostra conversazione sul tempo. Comunque questo vecchietto si sbaglia: La Signora ha anche le mezze stagioni, e la primavera è davvero alle porte! Me lo dicono i miei polmoni intasati dai pollini. Dunque oggi per celebrare questa promessa di primavera sono andata al Centro Blondy farmi la ceretta, ed ho scoperto che la ceretta in spagna si fa in modo proprio diverso dall’italia, ed è proprio per questa diversità che ritengo opportuno scrivere un post su questo mio favoloso blog. Mentre in Italia le terribili estetiste ti mettono un leggero strato di cera calda sulla gamba, e poi con una striscia di carta ti strappano via tutto (cera, peli e pelle) qui in spagna ti mettono uno strato incredibile di cera ultrabollente sulla gamba, ma una roba alta due dita, e aspettano 4-5 secondi che la cera si raffreddi.
Una volta fredda vanno de tiron cioè con un movimento brutale ti strappano lo stratone di cera con peli e pelle attaccati: doloooooooreeeee! Io nonostante i lacrimoni mi sono concentrata molto sul procedimento, perché ho subito pensato ma-guarda-che-sprecone-le-terribili-estetiste-spagnole-quanta-cera-buttano e proprio mentre finivo di formulare questo pensiero l’estetista ha preso il pezzo di cera peloso E LO HA RIBUTTATO NELLA MACCHININA RISCALDA-CERA, PER RIUTILIZZARLO!!! Quindi secondo me nella macchinina riscalda-cera ci sono i peli di tutte le clienti!

A me oggi la ceretta l’ha fatta Susy, che si è presto infervorata in un discorso senza fine sulla cattiveria maschile e per ogni strappo aveva una prova inconfutabile di quanto tutti gli uomini siano di hijos (=figli) de puta. Che poi, visto che stiamo, vorrei precisare che esiste una differenza radicale tra hijo (=figlio) de puta e de puta madre, vale a dire che la proprietà transitiva in spagna non è vera per un cazzo! Infatti mentre l’ hijo de puta è un figlio di puttana, se uno è de puta madre vuol dire che è trooooppppoooo figo! Per Susy gli uomini sono tutti hijos de puta, anche quelli de puta madre.

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Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge