Storie di TORI a Madrid

Oggi a Madrid c’è stata un’accesa manifestazione su un tema a me molto caro, cioè il tema della CORRIDA. Negli ultimi mesi questo tema sta generando discussioni senza fine: il Parlamento Catalano ne ha discusso per settimane, proponendo la possibile proibizione delle corride nelle comunità autonome, iniziativa che si voterà a maggio. Come reazione all’eventuale proibizione della tauromachia le comunità autonome di Madrid, Valencia, Murcia e Navarra hanno deciso di dichiarare questa attività Bene di Interesse Culturale.
A Madrid la presidentessa della comunità, Esperanza Aguirre, ha pronunciato un personale e passionale panegirico in difesa della tauromachia “un’arte che merita di essere protetta poiché appartiene alla cultura spagnola e mediterranea da tempi lontanissimi”; di tutta risposta i manifestanti hanno sfilato per le strade al grido di “Torero, cabrón, trabaja de peón” o “Esperanza, te gusta la matanza” (“torero, stronzo, lavora come muratore” o “Esperanza, ti piace la mattanza”).

Cosa pensa la Chechi su questo tema? Ebbene Chechi si sente un po’ confusa, e proprio per questo parla in terza persona! Da un lato riconosce la ferocia e l’esagerato accanimento contro il toro, e dall’altro pensa a Goya, Picasso, García Lorca, Hemingway, Orson Welles e tutti gli infiniti artisti e comuni mortali che si sono emozionati davanti a quest’arte, che la Chehi senza dubbio definirebbe Patrimonio Culturale Immateriale .
E questo e quanto.

About the author  ⁄ Chechi

Chechi

Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge