Storie luminose a Madrid

Io devo dire GRAZIE a varie persone della mia vita, e pian piano con questo blog le ringrazierò tutte.
Oggi è il turno di Ransie, una emerita sconosciuta (dalla lingua biforcuta almeno quanto la mia) che non solo legge il mio blog, lo commenta e lo mette tra i suoi link da visitare, MA mi dice pure che le piace come scrivo! Che ieri io incontrai nuovamente il mio ex coinquilino BimboDaniele su facebook (io su sto cazzo di facebook non ci devo andare piùùùùùùùù!), e lui prima ancora di dirmi ciao si definì linguista e mi scrisse “non è che scrivere un CHE in ogni riga ti rende più figa!”. Allora io vorrei cogliere l’occasione per spiegare una cosa del mio stile letterario e del mio uso e abuso del pronome CHE, che a me piace tanto. Perchè questo stile, lo stile del CHE, è una evoluzione del linguaggio…
insomma…Montale, Calvino e Svevo sono morti, scrivendo tutto lo scrivibile. Che ora è ora di percorrere nuove strade, dico io.
Ed ora torno al mio argomento preferito: MADRID.
Madrid non è una città, ma un posto dove tutto può succedere. Madrid non è una città ma Madrid Capital, e non si trova in una regione ma È la Comunidad Autonoma de Madrid.
La Signora è un vasto e eterogeneo territorio di archeologia urbana, perché cose davvero antiche non ce ne sono. Qui ci si affeziona alla metro, e si guardano i palazzi del ‘600 come a Roma si osserva il Colosseo. Una cosa che io amo molto di Madrid sono i suoi neon, che sembrano nei sporgenti sul suo corpo; mi provocano un po’ di disgusto ma a lungo andare mi piacciono, e diventano dei riferimenti nel contesto urbano. Tra tutti i suoi neon quello che più mi turba e conturba è il Tío Pepe, a Puerta del Sol, Tío Pepe è piazzato lì dal 1935, ed ha il grande pregio di essere sopravvissuto ai bombardamenti della Guerra Civile. Questa bottiglia con giacca, cappello e chitarra ricambia i miei sguardi sospetti e mi segue minacciosa nel mie frenetici giri attorno ai negozi di Puerta del Sol.

Adesso io sono un pò triste per quanto riguarda questo tema qui, il tema dei neon, perchè la Ordenanza de Publicidad Exterior mette in serio pericolo queste scritte luminose ed amabilmente retrò! Gli aspetti temuti sono: la saturazione dell’espressione pubblicitaria, l’eccessiva eterogeneità dello spazio dedicato al messaggio pubblicitario, il recare disturbo ai vicini, lo spreco di energia elettrica e l’inquinamento luminoso.
Allora io ho pensato che scriverò una lettera al sindaco de La Signora, il signor Alberto Ruiz-Gallardón, per proporgli di piazzare Tio Pepe sopra casa mia, che a me non mi disturba di sicuro…ed i vicini so come farli stare zitti, io!

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Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge