Quasi sinonimi a Madrid

Stasera scrivere un post mi fa fatica, allora mi sono messa a pensare alle cose curiose della lingua spagnola e mi è venuta in mente la quantità di sinonimi per chiamare qualcuno, cioè quello che a Bari sarebbe il “giovaneeee”.
Qui a Madrid le persone si chiamano così:
amigo= amico, si usa per definire la relazione di amicizia o per chiamare qualcuno con spirito fraterno
tio/a= letteralmente zio/a, è una parola usatissima nello slang madrileño per indicare un amico
pive/a= ragazzo. La parola pive si usa in modo discorsivo, per parlare di qualcuno non presente nella conversazione. Da pive viene PIVON, che è una ragazza gnocca
chaval= ragazzo
chavalin= ragazzino. Questa parola è usata da un giovane per indicare un bambino.
chavalote=ragazzone. È il termine che un adulto usa per indicare un ventenne.
Joven= è la parola con cui un vecchio parla a un giovane
colega= significa collega, ma la parola è comunemente usata per indicare un amico di uscite e bevute.
tronco= parola super gata (super madrileña), sinonimo di colega
compañero= si usa per indicare qualcuno che condivide un tuo stesso interesse o percorso (compañero di lavoro, di ballo, etc.)
macho= solitamente si usa nell’abusata espressione “joder macho!” che può significare qualcosa di straordinario o di terribile, a seconda del contesto.
Buonanotte, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!
p.s.
a questo post non metto immagini, che ho gercato su google.es immagini con chaval,pive,etc. e sono venute fuori cose strane!

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ABBIAMO VINTOOOOOO!!!!!!!!!!

Che anche dopo mille birre io ho capito che abbiamo vinto, noi dell’Inter!! Che puoi essere dell’interanche se sei nato in terronia,anche se non sai i nomi dei giocatori, anche se non hai mai visto una partita intera. Perchè essere dell’inter è una ideologia più che una realtà, e ti può venire da piangere alla sola idea che qualcuno a cui vuoi bene è lì, attaccato alla tv, a gridare e soffrire per la maledetta palla.
Allora io questo post lo dedico al mio amico e parente Pietro e alla sua sposa, che a me solo a pensare a loro mi viene da piangere. Che a volte mi hanno detto che io su questo blog non metto niente di personale…ed ecco, questo post che più personale non potrei.
Abbiamo vinto, abbiamo vinto e ci vediamo per la finale…A MADRID!!!!!!!!!!!

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LA FEBBRE DEL MATTONE, A 550KM DA MADRID

Ieri sono tornata dal mare, che avevo bisogno di acqua salata, e allora con degli amici siamo stati a sud, a La Manga. Che io pensavo di aver visto cose strane nella mia vita, ma mi sbagliavo, perché ancora non avevo visto La Manga.
E se non conosci La Manga, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se non conosci La Manga non conosci una delle cose più tremende del mondo.

Che poi qui a Madrid l’aggettivo tremendo ha una connotazione positiva, ed esempio se un tio està tremendo significa che è un ragazzo davvero gnocco, ma io qui uso tremendo nel senso italiano, di teribbile (con una r e due b!). Che insomma questa cosa terribile, La Manga, è una lunga striscia di terralunga 24 km e larga 1,5, che si trova vicino Murcia. Questa lingua di terra è come un capello che attraversa due punte della costa, quindi è bagnata dal mare su entrambi i lati (dal Mar Minore e dal Mar Mediterraneo).

Si tratterebbe di un posto fantastico, se non fosse per quel terribile fenomeno che in Italia chiamiamo “febbre del mattone”, e che qui è sviluppata come una pestilenza.
Negli anni 60 la zona fu letteralmente presa d’assalto dalla costruzione indubbiamente abusiva, ed attualmente è completamente edificata, ed in estate vi alloggiano più di 500 persone (ahaah!volevo scrivere 500.000, correggo! come giustamente mi ha fatto notare il caro amico Diego!). Queste case di villeggiatura non sono villette, ma palazzoni di cemento di 10 piani, che le Vele di Napoli in confronto sembrano palazzi dell’ottocento. Insomma in questa Manga tu giri e giri e ovunque vedi cemento, che ti senti male.

Allora quando proprio non ce la facevo più a vedere tanto cemento e stavo per sentirmi male ho chiesto ai miei amici spagnoli se anche loro trovassero brutto quello scempio naturalistico, e loro mi hanno risposto praticamente in coro “questo è stato il boom economico spagnolo. Grazie a questo siamo cresciuti”. E allora io mi sono stata zitta, e mi sono rimessa a contemplare il cemento. Che io a volte penso che la Spagna ha due facce, una simpatica,progressista e allegrona, conosciuta ed amata dagli stranieri, e l’altra cupa, arretrata e rozza, che in pochi conoscono ma ogni tanto fa capolino, colpendoti come un pugno in faccia.
E questa faccia brutta, che si manifesta prevalentemente nell’ urbanistica, a me fa proprio venire il mal di pancia.

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STORIE DI VELI A MADRID

Una cosa molto interesante che è successa qui a Madrid è che una giovanissimissimissima musulmana (14 anni) andava a scuola con il velo che le copriva i capelli, e la normativa scolastica ha obbligato la ragazza a togliere questo velo, dicendo che durante le ore di lezione non è ammesso nulla che copra la testa (cappellini, berrettini, veli…niente!): evvai con la polemica!
Le amiche della ragazze si sono tutte presentate a scuola con il capo coperto da veli,la destra accusa, la sinistra offende, il centro annuisce e chi più ne ha più ne metta.
Mentre un liceo vicino a quello incriminato di razzismo si dichiarava disponibili ad accogliere la giovane donna con velo annesso, l’estrema sinistra si arrabbiava dicendo che no, che non è giusto trasferire la ragazza perché questo lederebbe i suoi diritti. Allora la comunità musulmana ha risposto che il velo resta, e la ragazza al liceo pure, e punto e a capo!
In tutto questo urlio alla Chechi è piaciuto quello che ha detto Il portavoce della comunità di Madrid, cioè che il velo non dev’essere ammesso perché non si deve ammettere alcun simbolo religioso, e basta.
Insomma la Francia resta un grandissimo modello, dove le musulmane arrivano a scuola con il velo, lo tolgono per seguire le lezioni e una volta fuori dall’edificio scolastico si ricoprono.
Che poi, diciamoci la verità, il velo in se per sé non è un problema.
Il problema è quello che rappresenta.

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Cose sospese a Madrid

A Madrid abbiamo un edificio sospeso, che io lo conoscevo ma come distratta passante, e non mi ero mai resa conto che la Caixa Forum di Madrid di libra nell’aria come una pesante ape, ed il traffico diventa il suo ronzio. Allora, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se un giorno qualunque tu sei qui a Madrid e la vita ti sembra difficile e anche un po’ noiosa io ti consiglio davvero di andare in Paseo del Prado n36 , infilarti nello spazio tra il suolo e l’edificio, alzare la testa e fare OOOOOHH.
Che così, d’un baleno, la vita ti sembrerà più speciale solo per aver visto una vecchia Centrale Elettrica sospesa di fronte ad un giardino verticale; questo miracolo dell’archeologia industriale è CaixaForum, l’antica Centrale Elettrica de La Signora, riabilitata nel 2001 dallo studio di architettura Herzog De Meuron con i soldi della Caixa (la banca, in catalano).
La facciata toglie il fiato: la parte superiore è di acciaio e la inferiore di cemento…questa surreale struttura contiene 3 piani di esposizioni temporanee.

Al terzo piano ce n’è una di fotografia molto interessante, tra cui scatti dell’italiano Emilio Morenatti che fanno commuovere.

Secondo me questo reperto d’archeologia industriale è un posto dove l’anima sta in pace, e la mente si libera.
Secondo me questo è proprio uno dei migliori luoghi della mia Signora.

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PAROLE,PAROLE,PAROLE A MADRID

Che poi se posso dire la verità un blogger non sempre ha tempo/voglia di scrivere dei post, e questo succede soprattutto se il blogger in questione vive a Madrid, che si sa che La Signora succhia e risucchia tempo e energie.
Comunque oggi ero in metro sballottata da mille voci e mi sono messa a pensare alla perole, e ho capito che una parola che amo moltissimo è VENGA.
Venga è una parola che non ha una precisa traduzione in italiano: può significare andiamo, sbrigati, va bene, ok, maddai, non perdere tempo… ma io la tradurrei più generalmente alla romana, tipo STICAZZIII.
VENGA, ai miei occhi di italiana, è una concentrazione di felicità, spensieratezza e libertà!

(nella foto i Vengaboys, un gruppo a me sconosciuto di eurodance olandese. ho cercato su google-immagini venga e mi è venuta fuori questa immagine come primo risultato!)
Una parola italiana molto amata dagli spagnoli è OVUNQUE! Questa parola infatti si traduce in castillano come “en todos lados” , e non con una sola parola.
Per questo i miei amici spagnoli che parlano l’italiano (un caro saluto a Sara,Kike,Dani e PischiOne) mettono la parola “ovunque” ovunque!
ed ora è sabato sera…VENGAAAA!

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Storie d’etilismo adolescenziale a Madrid

Qual è la cosa che più amano fare gli spagnoli? La cosa che più amano fare gli spagnoli, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, è indubbiamente BERE!
Così come in Italia tutto finisce a tarallucci e vino qui a Madrid i tarallucci possono anche mancare, purché siano presenti vino e birra in grandissime quantità!
Che a Madrid siamo 6,3 milioni di abitanti (registrati!) e quando usciamo siamo mossi tutti da idee e gusti diversi, ma accomunati da un unico, grande ed inebriante obiettivo: BERE!
Allora io oggi vorrei parlare dell’approccio al vino, e quindi della prima fase dell’etilismo spagnolo, quando il giovane adolescente iberico produce e consuma CALIMOCIO in quantità esagerate, raggiungendo massimi risultati con minimi sforzi economici (là dove per risultati intendiamo vomitizzi per strada!). Il CALIMOCIO è un coctel estremamente proletario composto da vino economicissimo e coca cola.

Praticamente questa necessità perversa di mischiare vino con coca cola, così come la cultura del bottellon di cui parlerò in un altro post, trovano le loro radici nell’economia degli adolescenti, che non avendo soldi per comprare un buon vino ma avendo l’impellente necessità di ubriacarsi rapidamente hanno pensato bene di occultare il vino pessimo con la coca cola.
Questo calimocho si beve freddo, e le sue proporzioni sono 50% vino e 50% cola. Esiste poi una versione più aggressiva ed economica che si chiama MORTA e consiste nel versare una latta di cocacola direttamente nel cartone del vino. Un’altra versione, chiamata KALIZER, prevede il mix (letale) di birra e kalimocho; la ricetta ha due varianti: 50% birra e 50% calimocho o 25% birra e 75% calimocho.
Secondo la Chechi calimocho fa schifo ma almeno una volta nella vita bisogna provarlo, e per provarlo davvero non devi usare la coca cola, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, ma la cola del discount!
Ed ora arriba, abajo, al centro: para dentro!

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COSE UN PÒ ZOZZE A MADRID

Una cosa che a me piace molto di Madrid, e in generale di tutta la Spagna, è che qui siamo un po’ zozzi quando andiamo al bar. Nel senso che, caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se tu sei in un bar e ti metti la mano in tasca e trovi il fazzolettino smocciolone della scorsa settimana non cerchi un cestino dove buttarlo, ma lo butti a terra.

Praticamente tutti i rifiuti, organici e inorganici, nei bar tu li devi buttare a terra, perché qui si fa così.
Che io nella mia prima vita spagnola, a Barcellona, non ci avevo fatto molto caso a questo buttare a terra qualsiasi cosa, perché Barcellona è un po’ fighetta e questi fenomeni hanno un’entità ridotta, però da quando sono a Madrid a me sembra di impazzire! Tutti buttano a terra tutto, ma solo nei bar!

Poi a 240 km da Madrid io ho scoperto un posto, La mejillonera (che sarebbe “il cozzificio”, poiché mejillone è cozza) dove si buttano a terra anche i gusci delle cozze, e mentre cammini è tutto un cri cri senza soste. Tu succhi la cozza e butti il guscio: che goduria! Purtroppo adesso questo posto è chiuso per ristrutturazione, e per questo non dispongo di foto.
Comunque, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, la verità vera è che oggi è un giorno molto speciale qui in spagna per via del derby di questa notte Madrid-Barça: tutti al bar a gridare, bere birre e buttare qualsiasi cosa a terra!
Io, come sai, sono dell’Atlético ma forse questa notte chiudo un occhio e tifo Madrid!

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Cose del Marocco a Madrid

Allora io devo raccontare alcune cose del Marocco, come mi chiede l’amica Laura. Che il Marocco è proprio un bel posto, molto variegato, con deserto, montagne, foreste e mare, e lì ci sono tutti i colori della natura, ed i minerali, oltre che un cielo con delle stelle speciali.
In Marocco si mangia bene, economico, per strada e speziato come piace a me.
In Marocco la gente urla per strada, che sembra di stare a Bari.
In Marocco tutti ti chiedono di tutto, e in ogni conversazione regna la legge della contrattazione, della mediazione e del tanto aspirato equilibrio.
In Marocco il sole picchia forte, ma anche il freddo si fa sentire, e gli sbalzi ti temperatura ti fanno uscire un moccio liquido e trasparente.
Io in Marocco ho visto tante cose davvero strane, che pure nell’altro viaggio avevo visto ma i miei occhi erano diversi e queste cose qui non mi erano sembrate poi così strane…in questo viaggio mi hanno colpito i dolci delle bancarelle nei mercati letteralmente ricoperti di apone grossissime e apparentemente crudeli.

Poi ho scoperto che non solo qui in Spagna la gente consuma una quantità spropositata di uova ma anche in Marocco ne fanno abuso, che uno deve stare attento a dove mette i piedi perché le strade sono quasi rivestite di uova, ed agli angoli ci sono gruppetti di gallinone con le zampe legate e l’aspetto remissivo che sembrano cuscini per fare la siesta.

Poi, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se tu vai a fare un viaggio in Marocco ti invito a stare molto attento ad una malefica spezia apparentemente uguale al prezzemolo, ma sostanzialmente diversissima da questo: il filandro (questo è il nome spagnolo, quello italiano non lo so e non lo sa neppure wikipedia!). Che questo filandro lo usavano pure gli irlandesi per farci il pesto nel disperato e assolutamente malriuscito tentativo di imitare il pesto alla genovese, ed una volta ho sfiorato la morte per aver addentato una forchettata di spaghetti al filandro pensando fossero al pesto. Insomma FUGGI DAL FILANDRO: è amaro e fa schifo!

Comunque parlando di temi un po’ più seri io devo dire che in Marocco la gente è deliziosa, ma questa questione della religione musulmana è un vero dramma, secondo me. Io non voglio entrare in temi religiosi, però in Marocco sono stata in una discoteca ed è stata un’esperienza incredibile, ma forse è meglio che non faccio commenti, ma metto una foto abbastanza rappresentativa dell’educazione delle donne in Marocco.

Che insomma, se guardi un posto con occhi un po’ severi, uscendo dal ruolo di turista spendaccione e magnone, ti rendi conto che ci sono cose talmente brutte da annullare anche le bellezze assolute del Marocco.
Poi quando sono tornata dal Marocco mi è caduta a terra la macchina fotografica, e si è rotto il vetro che proteggeva l’obiettivo, e quindi ho pensato di approfittare di questo post per chiedere a mio padre (che legge periodicamente il mio blog) se per caso lui mi vuole fare un regalo e aggiustarmi la macchina…che lui è molto generoso
VIVA LA LIBERTÀ!

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