STORIE DI VELI A MADRID

Una cosa molto interesante che è successa qui a Madrid è che una giovanissimissimissima musulmana (14 anni) andava a scuola con il velo che le copriva i capelli, e la normativa scolastica ha obbligato la ragazza a togliere questo velo, dicendo che durante le ore di lezione non è ammesso nulla che copra la testa (cappellini, berrettini, veli…niente!): evvai con la polemica!
Le amiche della ragazze si sono tutte presentate a scuola con il capo coperto da veli,la destra accusa, la sinistra offende, il centro annuisce e chi più ne ha più ne metta.
Mentre un liceo vicino a quello incriminato di razzismo si dichiarava disponibili ad accogliere la giovane donna con velo annesso, l’estrema sinistra si arrabbiava dicendo che no, che non è giusto trasferire la ragazza perché questo lederebbe i suoi diritti. Allora la comunità musulmana ha risposto che il velo resta, e la ragazza al liceo pure, e punto e a capo!
In tutto questo urlio alla Chechi è piaciuto quello che ha detto Il portavoce della comunità di Madrid, cioè che il velo non dev’essere ammesso perché non si deve ammettere alcun simbolo religioso, e basta.
Insomma la Francia resta un grandissimo modello, dove le musulmane arrivano a scuola con il velo, lo tolgono per seguire le lezioni e una volta fuori dall’edificio scolastico si ricoprono.
Che poi, diciamoci la verità, il velo in se per sé non è un problema.
Il problema è quello che rappresenta.

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