Capodanno a MADRID!

Tra 2 giorni finisce il 2010, che le cose che sono successe questo anno qui sono talmente tante che non entrano nemmeno nei ricordi.
Che si fa a Capodanno a Madrid? a Madrid il 31 dicembresi va a Puerta del Sol ad aspettare l’anno nuovo, e lì il famoso orologione scandisce gli ultimi secondi che separano questo denso 2010 dal misterioso 2011.

Che io mi ricordo che nel mio primo capodanno spagnolo io stavo a Barcellona, da Patry (¡hola niña!) e stavamo incollati alla tv a guardare l’orologio di Madrid, ed io pensai mah!, e poi mi avevano dato un bicchierino con gli acini d’uva, che io pensai nuovamente mah!. Infatti negli ultimi 12 secondi del vecchio anno bisogna mangiare 12 acini d’uva (uno per ogni mese), che portano buona fortuna.

Ma perché i 12 acini d’uva? questa tradizione iniziò nel 1909, quando i viticultori dovevano liberarsi di immense quantità di uva, e non sapendo che farne pensarono bene di regalarla ai cittadini inventando questa curiosa tradizione.

Però siccome a noi a Madrid le cose ci piace farle bene siamo un po’ tesi perché abbiamo paura che l’orologio di Sol non funzioni. Poi risulta che mangiare 12 acini d’uva in 12 secondi non è mica facile, quindi bisogna allenarsi, e proprio per essere pronti e sicuri a Madrid il 30 Dicembre ci sono le prove generali del 31 Dicembre, che secondo me le prove sono più interessanti della festa in sé per se.
Cioè il 30 dicembre ci si vede tutti verso le 23.45 a Puerta del Sol, sotto l’orologione, e si controlla: l’orologio funziona o no? le 12 uve riesco a mangiarmele o no? e siccome tutto è proprio bellissimo, proprio come se fosse il 31, oltre all’uva si porta anche lo champagne, per il brindisi, si esprimono dei desideri per il nuovo anno, e ci si fa anche gli auguri, per essere sicuri che poi il giorno dopo viene tutto bene.
Il mio desiderio per il 2011 è che www.vivereamadrid.it cresca e si gonfi come la massa della focaccia sotto le coperte.
I miei auguri per il 2011 sono per tutti voi, per un anno ricco di emozioni, ed un augurio speciale alla mia famiglia, soprattutto a mia sorella ed il mio parente e amico Pietro, che tra pochissimo diventeranno GENITORI, ed io ZIA! UZ! Unica Zia! Il 2011 promette meraviglie!

¡FELIZ AÑO NUEVO!

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Male leche a Madrid

Oggi alle 9 del mattino c’è stato il sorteggio dei numeri vincenti della LOTERÍA DE NAVIDAD.
Questo sorteggio qui dei numeri vincenti viene fatti dai bambini del Colegio de San Ildefonso, che una volta estratta la pallina con il numero lo cantano!
niños san ildefonso
Cioè questi bambini qui si passano tutto l’anno cantando i numeri, e sotto sottoposti ad una pressione mediatica che non se ne può più: tutte le sere in tv ci piazzano un bambino del Colegio de San Ildefonso che dice che si sente un po’ nervoso per il canto del numero, e che spera di non sbagliare.
L’anno prossimo mi organizzo in tempo e fondo un comitato di protezione dei bambini del San Ildefonso, cazzo!
Comunque oggi sto con una mala leche acojonante perché quest’anno non ho vinto proprio niente, nemmeno i 20 euro di rimborso del biglietto.
E allora siccome sono arrabbiatissima mi comporterò in modo sovversivo questa notte, svelandoti un piccolo segreto per comprare gli ultimi regali di natale distruggendo il sistema: se val al Corte Inglés di Sol, al secondo piano c’è un punto di informazioni per turisti. Tu presentati lì con la tua carta di identità italiana, e in quanto turista ti faranno una tesserina che ti da diritto al 10% di sconto su ogni articolo. Poi pure se non è vero che sei turista, perché tu vivi a Madrid, che ti frega! Io ieri l’ho fatto, ma mi hanno vista molto gata e mi hanno chiesto il nome del mio albergo, e io ho detto che sono ospita da una amica. Fallo anche tu!! hihihhi! Inoltre, visto che parlar male del Corte Inglés è una delle mie passioni, devo dire che anche quest’anno hanno messo su il Cortylandia , cioè un orrendo parco giochi pieno di mostri e luci che non è altro che un inno al consumismo. Per il motto “porta qui un bimbo normale e te lo vieni a riprendere lobotomizzato”.
Che io non so certa gente che porta i figli in sti posti…

Infine, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, ti comunico che domani (se dio vuole, e dio in minuscola sempre perché sono incazzatissima!) ho un volo low cost to orecchiette alle cime di rapa, quindi ¡feliz navidad!

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La LOTERÍA DE NAVIDAD a Madrid

In Spagna siamo tutti un po’ nervosi in questi giorni, perché come tutti gli anni il 22 dicembre viene sorteggiato il vincitore de la LOTERÍA DE NAVIDAD.
Il sistema della LOTERÍA DE NAVIDAD è davvero complicato per il mio cervellino umanistico, poiché non si vendono dei numeri bensì dei decimi!
(adesso faccio frasi bervi per capirlo meglio io stessa!)
Cioè di ogni numero si emette una serie, per cui ogni biglietto acquistato rappresenta un decimo del numero.
Vengono emesse 195 serie di ogni numero.
Ogni decimo costa 20 euro.


Tu, per esempio, se volessi comprarti un numero intero perché sei sicuro che questo numero qui sia il vincente, mettiamo per esempio il numero 03604 che fu quello vincente nella prima edizione della LOTERÍA DE NAVIDAD nel 1812, tu dovresti spenderti 200 euro per comprarti una serie, e 39.000 euro per comprarti tutto un numero!
La cosa bellissimissima di questo sistema perverso è che vincere è abbastanza facile!
Cioè oltre ai classici vincitori ci sono 1.774 premi da 1.000 euro, detti la «Pedrea» e poi 8.499 reintegros, 20 euro per ogni decimo (rimborso spese).
Io l’anno scorso vinsi il reintegro e me la tirai troppo, che la gente credeva che avessi vinto El Gordo!
A Madrid ovviamente andiamo fuori di testa per la LOTERÍA DE NAVIDAD, e tutte le aziende, i circoli, i locali, le palestre, i negozi, i ristoranti e in generale i punti di incontro che si rispettino vendono decimi del numero che loro hanno comprato.
Allora io, per esempio, io mi sono comprata un decimo a lavoro con il mio amico Mario, e un altro decimo l’ho ricevuto in regalo da PischiOne. Però poi ho scoperto che il mio fruttivendolo di fiducia ha fatto una cosa strafiga: lui con lo scontrino dà un biglietto dove si impegna a dare 50 euro in cambio di ognuno di questi biglietti se, e solo se, vince il primo premio della LOTERÍA DE NAVIDAD!
Qui a Madrid tutti vogliono i biglietti venduti da Doña Manolita, che già nel 1904 vendeva i biglietti, quindi a me sembra difficile che nel 2010 possa trovarsi ancora su granvia….comunque…in Puerta del Sol tutti gli zingari che vendono i biglietti hanno su il cartello LOTERIA DOÑA MANOLITA, e davanti al botteghino di Doña Manolita c’è sempre una fila.. ma una fila…

Nel prossimo post ti spiego la celebrazione della LOTERÍA DE NAVIDAD!

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Dolori, bruciori e cose strane a MADRID

Io ieri mi sono svegliata che mi faceva male il fianco, dentro e fuori, e ho pensato che-cazzo-è-mooo-che-mi-pizzica-il-fianco (moo=in codesto momento ndr) e ho continuato a vivere. Solo che poi ieri sera io non potevo più vivere bene, perchè il fianco mi pizzicava troooppo, e allora solo verso le 23.00 ho trovato il coraggio di tirarmi su la maglietta e guardare.
E ho visto quello che mai averi voluto vedere: UNA MACCHIA ROSSA.
Poi siccome sono ipocondriaca mi sono subito detta che la macchia rossa era un tumore e che quindi la macchia rossa non esisteva per davvero, e sono andata a dormire. Solo che questa mattina proprio non ci stavo con la testa con il dolore della pelle del fianco, ma al contempo non avevo il coraggio di guardarmi il fianco e ho fatto cose un po’ strane, tipo:
-vedere il riflesso della macchia rossa sul cucchiaino per non avere bene idea delle dimensioni e del colore
-strofinarmi fortissimamente sul fianco un cubetto di ghiaccio per cancellare la macchia e il bruciore
-dire al lavoro che ero caduta dalle scale, per giustificare le posizioni strambotiche che ho assunto tutto il giorno sulla mia sediolona di pelle.
Però insomma poi quando sono uscita da lavoro MADRID, mia Signora e Padrona, mi parlava solo di malattie, e allora io mi sono accorta che se uno a Madrid sta male, che ha qualcosa di specifico, come per esempio una macchia rossa sul fianco che non lo lascia vivere, deve solo girare con la testa in alto per trovare il suo medico di fiducia.
Cioè per esempio se tu cammini e cammini perché sei un turista e poi a un certo punto scopri che hai camminato così tanto che ti sono venute le varici, tu vai dalla dott. Velasco e le dici: “una sclerosanti per favore” e tac, sei come nuovo!

O se hai mangiato tante tantissime fritture che hai iniziato a perdere i capelli e a riempirti di brufolazzi la soluzione non è cambiare l’alimentazione, bensì andare in Plaza Tirso di Molina dallo specialista di pelle e capelli, che ti fa trapainto e trattamento in una sola botta!

Che insomma, io le luci a neon per i medici le ho viste solo a Madrid!
Poi comunque poi al medico ci sono andata. La macchia rossa è un herpes zoster. E mi è venuta perché ho bisogno di VACANZE (ma io questo mio bisogno lo conoscevo già, non è che avessi bisogno che me lo dicesse il medico!)

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Vivere all’estero. Vivere a Madrid

Una cosa di cui si parla proprio parecchio è del perché i giovani se ne vanno dall’Italia.
E insomma questo tema qui è fritto e rifritto, e secondo me alla gente piace intellettualizzare questo fenomeno qui, che si chiama EMIGRAZIONE ma che si chiama anche semplicemente COSE-DELLA-VITA. E allora si cercano sempre delle cause trascendentali che spieghino questo banale effetto dello spostarsi, che a mio parere è quanto di più naturale esista, che quando a me la gente mi chiede “ma perché vivi qui?” io penso “ma perché dovevo rimanere dove stavo???”.
Su questo tema qui secondo me ci sono essenzialmente tre cose da puntualizzare:
1) Non tutti gli italiani che vivono all’estero fanno lavori buoni-ottimi-sicuri-strapagati, come la gente crede.
2) Quasi tutti gli italiani che vanno a vivere all’estero non sanno quanto si fermeranno fuori, e alla maggior parte delle questioni della vita si rispondo “BHOOOO”
3) Non solo i giovani italiani vanno a vivere all’estero, ma in tutte le nazioni ci sono giovani di tutte le nazioni che sentono come CASA il paese adottivo e non quello d’origine. O il contrario. O tutti e due. O nessuno dei due.

Allora io giovedì andrò una tavola rotonda sul tema “L’ emigrazione nell’era di Internet”,e secondo me ci devi venire pure tu, mio caro amico italiano che vivi a Madrid, perchè è organizzato dall’Associazione Pugliesi in Spagna (bella gente), se magna, se beve ma soprattutto si parla di noi…e voglio proprio sapere che dicono!
E insomma io è già qualche ora che penso alle cose interessanti che ho fatto nelle nazioni dove ho vissuto, alle persone speciali che ho incontrato e alle cose che ho visto, e devo dire che sono troppe e non mi entrano nemmeno nella testa, ma l’ultima esperienza magica l’ho fatta proprio ieri, incontrando il cane con la coda più lunga del mondo.

Che questa cosa qui in Italia non credo che l’avrei vista.

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Emozioni intense a Madrid

Innanzi tutto io devo dire che Marina di Genova ha superato se stessa, inviandomi non solo i Galletti ma anche i kinder e delle nutelline-monodose da assumere rapidamente in caso di calo glicemico.
Queste nutelline qui hanno un buco, che io credo che significhi che mettendoci un nastrino rosso si possono appendere all’albero di Natale, ma io manco morta le appendo al mio alberello! No, le nutelline sono nella borsa, pronte all’uso.
E insomma io prima a Marina di Genova le volevo bene, mentre adesso mi sa che la amo! Marina, verro a vivere a Genova e metteremo su il blog www.vivereagenova.it! Anzi no! Marina, prendi un volo low cost e vieni tu a vivere a Madrid che qui possiamo pure sposarci, e fare un buffet di galletti e nutella! Sarà bellissimo Marina!!!
Allora io con tutta questa emozione di questo paccone incredibile che mi ha mandato Marina di Genova io ho dovuto fare qualcosa di rilassante, per bilanciare le emozioni, e sono andata al Caixa Forum; questo è un posto dove io non mi stanco MAI di andare, che quando a Madrid non so che fare io vado ai posti che non mi stancano MAI, che sono: il Reina Sofia, il Caixa Forum o H&M di Callao (H&M-di-callao-mammaaaaa-miaaaaa!).
Dell’edificio del Caixa Forum e del giardino verticale io ho parlato troppeee volte, ma quello che forse non ho detto è che al Caixa Forum si sta bene pure dentro, e non solo fuori.

Questo edificio qui ha tre piani, e ci sono sempre tre esposizioni che si alternano. Adesso le esposizioni sono: Dalì, Lorca y Residencia de Estudiantes, l’infanzia vista dall’obiettivo di Isabel Muñoz e il nostro Fellini. Lì dentro il Caixa Forum fa un caldo che la metà basta, ma per il resto è un vero piacere passeggiare e prendere l’ascensore e fare l’intellettuale a costo zero.
La mostra Dalì, Lorca y Residencia de Estudiantes è interessantissima e a Milano l’ingresso costerebbe 10 euro (caro amico milanese che vuoi venire a vivere a Madrid, non pensare che questa frase contenga razzismo perché così non è! Questo ipotetico prezzo dell’ipotetica esposizione Dalì, Lorca y Residencia de Estudiantes a Palazzo Reale me l’ha detto un milanese, non è venuto fuori dalla mia mente terruncella!!!).
Dell’esposizione su Fellini quasi non posso dire niente, perché alla terza foto mi sono messa a piangere e me ne sono uscita: troppa Roma! Troppa NOSTALGIA!
Quello che invece dirò tratta dell’esposizione di Muñoz, che le foto di questa signora sono magnifiche, e pure qui mi veniva da piangere ma non per nostalgia, ma per la vita in generale.

Ma devo anche dire che la mostra l’hanno montata in una sala piccolissima, che non ci stava un cazzo dentro, tutte le foto appiccicate, tutto stretto, duemila gradi, quindi secondo me io ho pensato che il direttore espositivo, un certo Manuel Blanco, lui aveva visto il catalogo delle foto e aveva letto male lui, che pensava fossero in cm le dimensioni, invece erano in metri. Quindi poi il giorno del montaggio che sono arrivati i camion con le gigantografie il signor Manuel ha capito che le foto erano GIGANTI, e però lui poverino non sapeva più come fare, che aveva prenotato solo quella saletta lì, e allora ha fatto un labirinto con le foto e ha detto che lo spettatore interagisce con l’opera.
Che queste minchiate qui, dell’arte contemporanea, nascono così.
MARINAAAA! a Manuel Blanco niente Galletti! solo a me!

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Storie di emozioni,baccalà e denti a Madrid

Se un pomeriggio tu sei in giro per il centro di Madrid e ti viene un po’ di fame, e alla fame si aggiunge la nostalgia di casa e la rabbia di aver perso il volo per colpa dello sciopero dei controllori aerei, questo giorno qui, che potrebbe essere benissimo un 5 di dicembre, io ti consiglio di andare in calle de Tetuán 12, a Sol, in un posto che si chiama CASA LABRA, e metterti in coda.

Aspetta e aspetta, aspetta e aspetta, arriverà il tuo turno, e potrai finalmente godere delle specialità di questo ristorante che esiste dal 1860 (1860! Sarebbe l’equivalente di una trattoria del 10 d.C. a Roma!): las tapas de bacalao! Oltre alle deliziose crocchette e ai mille tipi di rebozados (cioè cose soffrittine e mischiate con l’uovo) una cosa davvero celeberrima di CASA LABRA sono i ‘Soldaditos de Pavía’, cioè pezzi di baccalà avvolti nell’uovo e nella farina, insaporiti con un po’ di prezzemolo e fritti, il cui nome si deve al General Pavía che pose fine alla I Repubblica. Si tratta di un piatto conosciutissimo della cucina mardileña del periodo pasquale, spesso arricchito con pezzi di peperone rosso.

Tu ordina tutto quello che puoi, e una vota che uscirai satollo e riginfio di frittura e birra ti consiglio di guardare l’ingresso, e fissarti su quello che c’è un pò più su dell’insegna CASA LABRA: si tratta di un DEPOSITO DENTAL!!!

Che è un DEPOSITO DENTAL?? si depositano i denti??? e se si, chi lo fa e con quale finalità?? tutto questo è un mistero interessantissimo, ma con tanto baccalà nella pancia non ti resta che infilarti nella bocca della metro e andare a casa!

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Luci oniriche a Madrid

A me il Natale non piace molto, ma devo dire che La Signora si imbelletta bene bene per le festività, e assume un fascino tutto particolare. Che siccome Madrid è una città moderna e anticonformista qui le luci e le decorazioni natalizie non hanno assolutamente nessun riferimento al messaggio religioso o tradizionale della festa, ma si tratta più che altro di visioni oniriche.
Allora ieri sera io e la mia macchina fotografica abbiamo affrontato questo viaggio spazio-temporale, che ti ripropongo con una selezione delle più belle luci natalizie di Madrid…
L’ALBERONE PSICHEDELICO DI SOL, che ti fa scoppiare gli occhi se lo guardi per più di un minuto!

I CUBONI che pendono dal cielo. A seconda dell’umore con cui li si guarda possono sembrare regaloni di natale che piovono dalle nuvole o pacchi bomba.

Le LUCI METROPOLITANE, casomai ti dovessi scordare che ti trovi in una vera CITY

Le LUCI-OCCHIONE, che ci fanno sentire un pò spiati un pò ammirati

e infini le mie luci preferite: I DISCHI VOLANTI DI PLAZA MAYOR!

Esiste qualcosa di più divino che mangiare un bocadillo de calamares tremando dal freddo e illuminato da un enorme disco azzurro??? Direi proprio di no! Mentre mastichi il calamaro aspetti Alien, e quando finisci il panino e ti scopri ancora in attesa ci resti male…
E PER TE, QUAL’È LA LUCE PIÙ ONIRICA??
Tra tanto sbrilluccichio ti dico, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che domani ho un last minute per Milano, dove devo andare a fare una cosina per tre giorni, e poi lunedì sono nuovamente a Madrid. Siccome questa cosina che devo fare a Milano è molto grande e stancante se tu vivi a Milano, sei una persona seria, forte, hai una macchina e vuoi aiutarmi scrivimi a chechi@vivereamadrid.it e ti spiegherò.

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Cose semi-porno e total-`80 a Madrid

Allora a me oggi su facebook una persona mi ha detto che scrivo poco, e mi ha scritto “scusa Vivere ma perché scrivi poco?” (che poi a me la gente su facebook mi chiama Vivere, va bhè) e io quasi lanciavo il pc contro l’acquario, e poi non l’ho fatto solo per il medesimo motivo per cui scrivo poco, cioè se avessi rotto l’acquario dopo avrei dovuto asciugare tutta l’acqua e raccogliere i pasci, quindi PULIREEEE! Che insomma il mio desiderio ossessivo da qualche tempo a questa parte è avere una domestica, cioè una asistenta, o chacha. Allora commentavo questo fatto con gli amici di lavoro e loro mi hanno detto che a Madrid, dove c’è proprio di tutto di più, ci sono anche delle signorine che fanno le pulizie vestite sexy, cioè che di mestiere fanno le porno-chachas!
E allora io stasera questa cosa qui la dirò al mio coinquilino, e magari così si convince a prendere una chacha, che lui guarda e io scrivo, e tutti e due stiamo bene.
Ma il tema vero di oggi non è l’igiene della casa bensì LA MODA!
A Madrid oltre le calze color carne vanno di moda gli anni ’80, e questo si sa, ma insomma ieri io ho capito che a Madrid non si scherza…
1:Maglia DE CORAZONES

2: SCARPE INDEFINIBILI

3: IL REGGISENO STELLARE

Allora io mi sono sentita rockstar con i mie guanti di pelle nera con i brufoli…

…e me ne sono andata a casa felice!

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