Vivere all’estero. Vivere a Madrid

| 13/12/2010 | Comments (18)

Una cosa di cui si parla proprio parecchio è del perché i giovani se ne vanno dall’Italia.
E insomma questo tema qui è fritto e rifritto, e secondo me alla gente piace intellettualizzare questo fenomeno qui, che si chiama EMIGRAZIONE ma che si chiama anche semplicemente COSE-DELLA-VITA. E allora si cercano sempre delle cause trascendentali che spieghino questo banale effetto dello spostarsi, che a mio parere è quanto di più naturale esista, che quando a me la gente mi chiede “ma perché vivi qui?” io penso “ma perché dovevo rimanere dove stavo???”.
Su questo tema qui secondo me ci sono essenzialmente tre cose da puntualizzare:
1) Non tutti gli italiani che vivono all’estero fanno lavori buoni-ottimi-sicuri-strapagati, come la gente crede.
2) Quasi tutti gli italiani che vanno a vivere all’estero non sanno quanto si fermeranno fuori, e alla maggior parte delle questioni della vita si rispondo “BHOOOO”
3) Non solo i giovani italiani vanno a vivere all’estero, ma in tutte le nazioni ci sono giovani di tutte le nazioni che sentono come CASA il paese adottivo e non quello d’origine. O il contrario. O tutti e due. O nessuno dei due.

Allora io giovedì andrò una tavola rotonda sul tema “L’ emigrazione nell’era di Internet”,e secondo me ci devi venire pure tu, mio caro amico italiano che vivi a Madrid, perchè è organizzato dall’Associazione Pugliesi in Spagna (bella gente), se magna, se beve ma soprattutto si parla di noi…e voglio proprio sapere che dicono!
E insomma io è già qualche ora che penso alle cose interessanti che ho fatto nelle nazioni dove ho vissuto, alle persone speciali che ho incontrato e alle cose che ho visto, e devo dire che sono troppe e non mi entrano nemmeno nella testa, ma l’ultima esperienza magica l’ho fatta proprio ieri, incontrando il cane con la coda più lunga del mondo.

Che questa cosa qui in Italia non credo che l’avrei vista.

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Category: emozioni

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Comments (18)

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  1. Antonio scrive:

    …io ti adoro :D

  2. Laura scrive:

    Io vivo all’estero perché ho trovato un lavoro buono-ottimo-sicuro ma non strapagato. Comunque per ora di tornare in Italia proprio non se ne parla, sto troppo bene qui! Noi italiani all’estero che non abitiamo a Madrid aspettiamo un resoconto della discussione di questa tavola rotonda :-)

  3. andima scrive:

    grande chechi :)
    guarda io qualche tempo fa scrissi qualcosa di molto simile, qui:
    http://andimabe.blogspot.com/2010/08/di-italiani-dai-piedi-leggeri-ma-anche.html

    commentando/criticando un articolo de “Il sole 24 ore” che fece venire l’orgasmo a molti italiani all’estero.

    Sulla domanda “ma perché dovevo rimanere dove stavo?”, beh lì se ne potrebbe parlare a lungo ma alla fine dipende sempre dai compromessi personali che ognuno ha, come una bilancia su cui pesare cose positive e cose negative, per alcuni sarà meglio restare, per altri sarà meglio andare altrove, nessuno dei due sbaglia, sono scelte, ma proprio per queste non bisogna farle diventare da supereroi, a maggior ragione in un’era in cui le distanza si accorciano, i costi di spostamenti si abbattono e l’Europa ci offre notevoli vantaggi nel cambiare paese di residenza: e allora, se prima abbattiamo le frontiere con tanto entusiasmo, poi perché meravigliarci se i giovani le varcano???

  4. lucioluci scrive:

    Chechi!
    che sorpresa! Grazie :)
    ci vediamo dopodomani quindi al comites… domani inoltre ho un gran piano per un altro evento, presto leggerai resoconti sul mio sitello.
    salute!
    Lucio
    (e grazie!)

  5. alida angela scrive:

    Ehi Chechi! ma dov é questo incontro? forse ci vengo anch io!

  6. michele scrive:

    “Ma perchè hai deciso di vivere all’estero?” è forse una delle domande che più mi sono sentito rivolgere nella mia vita. E anche la mia risposta è sempre stata simile alla tua:”Perchè no?”
    Aggiungo solo una cosa al post che hai scritto: credo che chi non ha mai vissuto all’estero non capisca che la scelta può essere dettata da tanti motivi diversi. L’idea di un unico modello stereotipato di italiano all’estero non regge: Non siamo tutti strapagati, non continuiamo per forza a mangiare pasta e pizza tutti i giorni (io si), e non sempre incontriamo cani con la coda più lunga del mondo come è stato nel tuo caso.

    Ultimo, e qui finisco, ho visto il link alla conferenza l’emigrazione ai tempi di internet. Io lavoro con internet e la mobilità che è in grado di concederti non ha eguali. Uno dei miei paletti a un eventuale ritorno in Italia è proprio la mancanza di una connessine media decente.

    Poi scriverai di come è andata la conferenza?

  7. Federica scrive:

    Perchè vivo all’estero???beh bella domanda…diciamo che sono partita, come credo la maggior parte delle persone, per dare una svolta nella mia vita…perchè la mia adorata SARDEGNA iniziava a starmi stretta…perchè volevo sfidarmi…sono partita senza programmi, senza una casa e senza un lavoro solo con una valigia piena di sogni, determinazione e una fotografia del mio mare…Ora sono qua da due mesi…ho una casa e un lavoro (e come dice chechi nel punto 1 non è che sia buono-ottimo-sicuro-strapagato)però è già qualcosa per iniziare…quanto rimarrò a Madrid?? citando sempre la padrona di casa vi rispondo BHOOOO…la mia vita ora è tutto un punto di domanda…ci rimarrò finchè mi sentirò libera e finchè continuerò a sorridere come faccio da due mesi a questa parte!

  8. andima scrive:

    chechi, ho commentato ieri ma mi sa che il commento è andato perduto :/

  9. andima scrive:

    ritrovato:) spe’ magari era andato in moderazione per qualche parolina da correggere;)

    grande chechi :D
    guarda io qualche tempo fa scrissi qualcosa di molto simile, qui:
    http://andimabe.blogspot.com/2010/08/di-italiani-dai-piedi-leggeri-ma-anche.html

    commentando/criticando un articolo de “Il sole 24 ore” che fece venire elettrizzare di gioia molti italiani all’estero.

    Sulla domanda “ma perché dovevo rimanere dove stavo?”, beh lì se ne potrebbe parlare a lungo ma alla fine dipende sempre dai compromessi personali che ognuno ha, come una bilancia su cui pesare cose positive e cose negative, per alcuni sarà meglio restare, per altri sarà meglio andare altrove, nessuno dei due sbaglia, sono scelte, ma proprio per queste non bisogna farle diventare da supereroi, a maggior ragione in un’era in cui le distanza si accorciano, i costi di spostamenti si abbattono e l’Europa ci offre notevoli vantaggi nel cambiare paese di residenza: e allora, se prima abbattiamo le frontiere con tanto entusiasmo, poi perché meravigliarci se i giovani le varcano???

  10. Il postino scrive:

    Cara Chechi,

    l’estate scorsa, leggendo un libro sulla emigrazione degli italiani, dei meridionali in particolare, in America, mi ritrovai con queste linee di Leopoldo Franchetti.
    Non credo che il fine sia cambiato: anche oggi andiamo via per fecondare le idee del nostro paese…

    Ci vediamo giovedì (spero)…

  11. [...] fonte: Vivere a Madrid » Vai al post originale [...]

  12. alida angela scrive:

    Perché i giovani (e non solo quelli italiani!) vanno all’estero? Beh! Io credo che dipenda innanzitutto da circostanze personali; credo che chi decide di cambiare Paese è sempre in cerca di qualcosa di diverso, di nuovo e certamente più cose ha visto o fatto prima, più nutrirà questa propensione. Credo anche però che in questo momento l’Italia non offra un granché ai giovani, parlando con molti coetanei, sembra quasi che la disillusione (la parola è un po forte, lo so!) in un modo o nell’altro li/ci tocchi tutti. Io sono del Sud Italia ed andarsene era inevitabile. Dove?! Al Nord (“No, grazie!) o all’estero (“Perché no!?”).
    Ora vivo a Madrid da un mese. Ho un lavoro pomeridiano certamente non proporzionato al mio livello di studi e alle mie capacità ma l’accetto perché io sono partita con la consapevolezza che qui non avrei trovato l’Eden. E questo è un punto fondamentale! Non è che chi lascia l’Italia, lo fa perché crede che varcati i confini nazionali come per magia troverà il lavoro dei suoi sogni e l’amore della sua vita!
    Una cosa è la spinta, la decisione di partire ed un’altra è l’aspettativa che si ha al riguardo.
    Per questo ribadisco che credo si tratti in moltissimi casi di una scelta strettamente personale, intima ed anche in parte inconsapevole. L’imprevedibilità e l’indeterminatezza sono componenti indiscusse di questo “gioco”,(il famoso “Boooh!” di cui parlava Chechi). Non sai cosa farai, chi conoscerai, dove e con chi vivrai, quanto resterai ed un sacco di altre cose (quando cambi Paese sei obbligato a ripartire da zero, che sia chiaro questo!)
    Molti torneranno, altri resteranno, altri ancora cambieranno nuovamente Paese ed in questo momento giuro che non vorrei avere la palla di vetro per sapere quale sarà il mio destino!
    Detto tutto ciò, io credo che non sia sbagliato indagare il fenomeno dell’emigrazione dei giovani italiani ma andrebbe fatto concentrandosi allo stesso tempo su quello che è in questo momento l’Italia e quello che offre ( o forse sarebbe meglio dire “non offre!” ad un giovane tra i 20 e i 30 anni.

  13. Fede scrive:

    bellissimo quello che hai scritto alida angela!

  14. marielabrioche scrive:

    Tutte giuste le valutazioni fatte da voi ragazzi sul perchè della emigrazione verso paesi europei.La cosa che non reggo è,però,la costrizione che si nasconde molte volte dietro questa scelta dovuta allamancanza di prospettive di lavoro e di inserimento politico e sociale giacchè l,Italia continua ad essere una gerontocrazia:Ritengo,perciò,che molte volte la vostra non sia una scelta libera come volete far credere ma dettata da una costrizione storica della quale certo non avete alcuna colpa.Se,ancora,è VERO CHE VOI AVETE RESO REALTà QUELLA unione europea vagheggiata da uomini del calibro di Altiero Spinelli ed altri,è anche vero che questo fenomeno sta portando all,azzeramento della cultura storica locale ed all,impoverimento affettivo di quella che era La FAMIGLIA come saldo nucleo emotivo ed economico:Comunque,siete davvero coraggiosi ed in gamba ad affrontare tante situazioni nuove ed a volte,anche spiacevoli.Avete tutta la mia ammirazione perchè non siete certo I BAMBOCCIONI favoleggiati da un certo ministro.

  15. Mario scrive:

    Sapete che c’è? Io in Italia avevo un lavoro migliore di quello che ho adesso (o, meglio, stavo facendo tirocinio e potevo concentrarmi sugli studi senza la necessità di dovermi mantener da solo), non pagavo l’affitto, non dovevo cucinare, non dovevo far la spesa, avevo la famiglia vicina. Però a volte è la necessità di sentirsi A CASA dove si vive a spingere al cambio. Quando, dopo cinque anni, mi dicono “Perchè non torni? Sicuro che trovi lavoro pure qua”, a volte abbasso la testa per non rispondere, altre mi esce un istintivo “Noooo, non ci penso proprio”. Soprattutto adesso che c’è recessione, andare all’estero (e a Madrid) non è esattamente dirigersi verso El Dorado. Poi ho visto tanta gente venir qua e dopo un pò (chi sei mesi, chi un anno) dire “Sta bene, bella esperienza, ora torno a casa”. Ma è il concetto di CASA che ognuno deve definire: per me, ad esempio, per quanto mi dispiaccia per l’Italia natale, casa è Madrid. ¡Felices fiestas a todos!

  16. shady scrive:

    Ciao anche io sono uno che vuole andare in giro per il mondo a scoprire nuove cose..lasciarsi tutto alle spale ed iniziare una nuova vita..infatti appena finisco il liceo penso di scappare forse in Inghilterra:)perché ci vanno tutti la..xò visto che ho trovato un Blog come il tuo…ho capito a grandi linee con’e la vita a Madrid..ma tipo se voglio vivere la?ci sono gli ostelli x i giovani x l’alloggio?ed di lavoro si trova li?grazie in anticipo x la risposta:)

  17. admin scrive:

    Caro Shandy, Madrid è pienissima di giovani, e di tutte le cose che a noi giovani servono: ostelli, alberghi, ristorante, discoteche, biblioteche, parchi, centri sportivi, negozi…etc…
    Per quanto riguarda il lavoro saprai che in spagna la crisi è molto forte, quindi non ho notizie particolarmente buone a rigurado. ma insomma, spero che per la fine del tuo percorso di studi ci saremo rimessi in carreggiata, e che tu possa trovare un buon lavoro a madrid!

  18. shady scrive:

    Ciao grazie..cmq mi chiamo shady :) ..devo ancora decidere..ma preferirei di andare in Inghilterra..anche per imparare meglio l’inglese:)cmq grazie x le informazioni!

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