Curiosità spagnole: usi creativi del bidè!

Secondo me una delle cose più affascinanti del vivere in un’altra nazione è la scoperta della RELATIVITÀ, cioè la presa di coscienza di come ogni cosa ha significati e funzioni differenti a seconda del punto di vista, come nel caso del BIDÉ.

Insomma l’altro giorno a lavoro si parlava del bidé, questo strano ibrido tra il water e il lavandino, e tutti eravamo assolutamente d’accordo sulla sua utilità. Una volta sancita l’imprescindibilità di quest’oggetto ho scoperto che nessuno degli spagnoli che conosco nati tra il ’75 e l’82 usano il bidé per la sua funzione (secondo me) reale: lavarsi le parti intime dopo aver fatto cacca.
No! Gli spagnoli, originali anche nella quotidianità, usano il bidé per (graduatoria in ordine di originalità dell’utilizzo):
1. Mettere le piante. Mai portafiori fu più comodo da innaffiare
2. Mettere le birre al fresco
3. Mettere gli ombrelli bagnati
4. Mettere animaletti marini appena acquistati (tartarughe, granchi, pesci rossi)
5. Lavare le scarpe
6. Lavarsi i piedi in estate

Che insomma io quando ho detto a come usiamo il bidé in Italia io mi sono un po’ vergognata, per la monotonia nell’utilizzo dell’oggetto. Allora ho poi pensato che magari per essere creativa nel bidé ci posso mettere in ammollo le lenticchie.

Quindi se vieni a cena a casa mia, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, sei avvisato! hihihihi!

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Sgomento a 20km da Madrid:la Catedral de Justo

Dunque io l’altro giorno ho visto la cosa più folle del mondo!
A soli 20 km da Madrid c’è un posto magico, ma una roba da cercare subito delle offerte Wind Jet e correre in Spagna! Si tratta della Catedral de Justo a Mejorada del Campo , conosciuta anche come ‘la catedral del loco’ (cattedrale del pazzo) o la Virgen del Pilar, (patrona di Spagna).
Ma perché uno nato e cresciuto in Italia, culla dell’arte cattolica, dovrebbe rimanere a bocca aperta davanti alla Cattedrale di Justo? E poi: chi è questo Justo? Ebbene mio caro amico che vuoi venire a vivere a Madrid, questa cattedrale non è bella ed è ancora in fase di costruzione, ma la cosa sconvolgente è che è ENORME ed è COSTRUITA TUTTA INTERAMENTE A MANO DA UN UNICO SIGNORE! Proprio dal signor Justo!Eccolo qui, bello e pensativo:

Justo iniziò a costruire la Cattedrale su un terreno di proprietà della sua famiglia, il 12 ottobre del 1961, dopo essere stato espulso da un monastero perché malato di tubercolosi.
Quindi questo Justo qui, che proprio bene bene non sta e non solo per la tubercolosi, pensò di vendere tutte le proprietà della sua famiglia, meno il terreno dove sorge la cattedrale, e dedicare tutti i soldi, le forze ed il tempo a questo progetto! Ed in 50 anni, senza essere ingegnere né architetto né muratore, Justo ha costruito tutto questo DA SOLO! Inoltre come lui specifica in un cartello che accoglie i visitatori all’entrata questa cattedrale non ha un progetto, e non ha una fine: tutto è nella sua mente!
Infatti camminandoci un po’ si nota questo essere in divenire, ma insomma se io devo essere sincera devo dire che Justo è il mio mito, perché lui, Justo, crede in una cosa e la fa! E se ne frega di quello che dice la gente! BRAVISSIMO JUSTO!
La catedrale de Justo occupa un terreno di 4.740 metri quadri, e vale circa 1.170.000 di euri!!! All’interno è alta circa 35 metri, mentre le torri misurano 60 metri!

Ha una cripta, un chiostro, scalinate, arcate, portici, transetti: non le manca niente!
Ma dove ha trovato il materiale per costruire tutto questo il signor Justo? ATTENZIONE! La cattedrale è fatta prevalentemente con elementi riciclati! Per le colonne Justo ha usato i bidoni di benzina, per i pilastri lattine di coca-cola riempite con cemento! E la carrucola per muovere i materiali da un piano all’altro? Una ruota di bicicletta!
La Catedral de Justo è un inno al coraggio e alla determinazione! non si può raccontare, si deve vedere! Vieni a Madrid!

Ti piace la Catedral de Justo?
si! anch’io voglio costruire una cattedrale!
no,e non capisco perche le dedichi un post!
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COSA VEDERE A MADRID: EL HOTEL DE BASURA

Dunque, se io posso essere sincera devo proprio dire che da quando vivo a Madrid ho spessissimo la sensazione che la birra sia il centro del mondo! Non solo qualsiasi momento è buono per andare a prendere una birra, ma la birra finanzia anche un sacco di cose interessanti, e insomma secondo me la Spagna è una nazione “birrocentrica”. Questa idea è stata rafforzata ieri sera, quando uscendo dalla bocca della metro di Callao mi sono trovata davanti un grande albergo fatto tutto di immondizie inorganiche!

Il tetto, le pareti, le finestre, le porte: ogni elemento di questa struttura è formato da residui trovati sulle spiagge di Bahía de Portmán, a Cartagena, come vuole il progetto Save The Beach finanziato dalla birra Coronita. Coronita mon amour! Oltre a essere buona sei anche brava! “ma dormire in questo albergo costerà quanto un affitto Roma!” ho subito pensato terrorizzata! E invece siccome a Madrid oltre a essere ubriaconi, creativi ed ecologisti siamo anche proletari l’alloggio nelle 5 stanze dell’hotel di monnezza non si paga, bensì si sorteggia su facebook a questa pagina: http://www.facebook.com/savethebeach.
Le condizioni un po’ spartane sono chiare, ma io credo che valga la pena rinunciare a qualche comodità per dormire in un hotel così bello e pieno di colore, e essere in qualche modo partecipe della salvazione di una spiaggia.
Però se tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, sei più interessato all’ecologia che al design, e vorresti che Coronita pulisse anche la tua spiaggia del cuore, devi solo fare un clik! Infatti sulla pagina ufficiale del progetto è possibile candidare la propria spiaggia del cuore!
Ci sono già parecchie spiagge italiane candidate: io voto per LO SCOGLIO in provincia di Taranto.

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Amore a Madrid: cose da NON fare!

Dunque io oggi devo dichiarare una cosa che mi mette parecchio in difficoltà, ma insomma io questa cosa qui devo dirla, e questa cosa qui è che a Madrid, e in Spagna in generale, piace molto Federico Moccia!!! In che senso??? Eh, nel senso che non solo i suoi libri vengono tradotti in spagnolo e comprati, ma certa gente a volte quando dici che sei italiano alla classica cantilena “ah!pizza-pasta-Berlusconi” aggiunge anche “Moccia”, e insomma capirai bene, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che questo è proprio un colpo basso. Che poi la gente fa trasmissioni televisive, dibattiti e scrive pure libri sul perché i giovani vanno via dall’italia…che se Moccia è rappresentativo del Paese a me sembra miracoloso che ci sia ancora gente che in Italia ci sta…

Comunque insomma quello che vorrei dire oggi è che non solo agli spagnoli piace Moccia, e non solo si leggono i suoi libri tradotti, ma fanno anche le cose che lui dice sui libri, tipo mettere i lucchetti da qualche parte, come vuole il libro “Tengo ganas de ti”. E dove li piazzano questi lucchetti d’amore? In Plaza Mayor, sotto la statua di Filipe III!!

Eddaiiiii!!!! Adolescenti spagnoli, perché fate queste cose brutte? Copiate le cose belle dell’Italia! O non copiate niente, e inventatene delle altre! Ma insomma, i lucchetti in Plaza Mayor noooo!

Infine vorrei concludere questo doloroso post con una riflessione: ma se l’amore è libertà, perché cazzo metti un lucchetto per dimostrare al mondo che sei innamorato??! Insomma, se ami vuole dire che il tuo cuore è grande e libero! Allora che so io, fai volare un palloncino! Che ogni coppia innamorata faccia volare un palloncino, così non solo umiliamo Moccia ma tappiamo anche il buco dell’ozono di plastica e siamo tutti più felici!

Ho avuto un problema con la posta elettronica, e ho perso alcune mail. Se mi hai scritto e non hai ricevuto risposta scrivimi a chechimadrid@gmail.com (Marco che venivi in vacanza a Madrid: ho perso anche il tuo numero, che era nella mail!scrivimi a chechimadrid@gmail.com)

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Avviso serio!

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Tradizioni spagnole: ¡el Ratoncito Pérez!

Anche in Spagna quando a un bimbo cade un dente si nasconde il dentino sotto il cuscino, e la notte arriva un topolino che si porta via il dente lasciando in cambio qualche eurino. Ma devi sapere, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che in spagna questo topolino non solo ha un nome proprio, e si chiama Ratoncito Pérez, ma ha anche un indirizzo!!! E non ti meraviglierà scoprire che Ratoncito Pérez viveva proprio nell’ineffabile Madrid, a due passi da Puerta del Sol. Se non mi credi vieni in Calle Arenal 8 e guarda la targa commemorativa!


Ma come nacque il Ratoncito Pérez? Ebbene pare che alla fine dell’ ‘800 il futuro re Alfonso XIII, che all’epoca era solo un bimbo, era coccolato, viziato e anche un po’ paranoico non solo perché erede al trono ma anche perché la sua salute era molto instabile. Ebbene quando agli 8 anni di età perse il suo primo dente da latte (a 8 anni??anche a me sembra tardi, ma la storia dice questo!) pare che il giovane Alfonso XIII si preoccupò molto per la sua salute, e allora la Regina Marìa Cristina per tranquillizzarlo chiese al famoso novellista Padre Luis Coloma di scrivere un raccontino sul dente caduto. Ed ecco che nasce Ratoncito Pérez, che vive in Calle Arenal 8, in una scatola vuota di biscotti Huntley, una marca di biscotti inglesi che piaceva moltissimo al piccolo Alfonso.

Secondo la storia creata dal Coloma il Ratoncito Pérez era buonissimo: per ogni dente che raccoglieva lasciava un regalino, fino al giorno in cui visitò un bimbo poverissimo, e impietosito dall’umiltà della sua casa il Ratoncito Pérez decise di cambiare il regalino con una moneta, per dare un aiuto più concreto ai bimbi sdentati!
Se il Ratoncito Pérez è improvvisamente diventato il tuo idolo sappi che alal prima pianta dell’edificio di Calle Arenal 8 c’è addirittura il Museo del Ratoncito Pérez, dove si potranno ammirare oggetti che hanno a che fare con la vita del topolino spagnolo, ed una cassettina dove i bimbi possono lasciare i loro dentini al Ratoncito Pérez!

Mio caro amico, ti informo che il mio indirizzo di posta elettronica chechi@vivereamadrid.it ha qualche problemino! se hai qualcosa da dirmi scrivimi a chechimadrid@gmail.com!

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Cosa vedere a Madrid:un segreto di Plaza Mayor

Oggi ti racconterò un segreto, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, il segreto del piccolo cimitero di Plaza Mayor.

Al centro di questa nostra bellissima piazza di Madrid si erge una statua equestre, che raffigura il Re Felipe III a cavallo. Questa statua fu costruita nella prima metà del ‘600, iniziata dall’artista italiano Giambologna e poi terminata da Pietro Tacca, e questa statua qui dietro la sua apparenza banale e discreta nasconde un SEGRETO: la sua pancia era un cimitero degli uccellini!

Questo piccolo segreto della statua di Felipe III lo conosce ben poca gente, ma se ti metti ad osservare attentamente la statua potrai notare che la bocca del cavallo è saldata. In realtà secondo il progetto iniziale del Giambologna la bocca del cavallo aveva un’apertura di qualche cm, sufficiente per permettere l’entrata agli uccellini.
Questi pare che si posassero sempre sulla bocca del cavallo, e poi incuriositi entravano nella gola, e quindi finivano nella pancia della scultura. Una volta dentro, al buio più nero, gli era impossibile uscire e morivano. Buuu! Ebbene per più di 300 anni nessuno seppe dell’esistenza di questo piccolo cimitero degli uccellini nel cuore di Madrid, fino a quando nel 1931 fu proclamata la II Repubblica, e gli antimonarchici presi dall’entusiasmo distrussero la statua, e le infilarono un enorme petardo nella bocca: con l’esplosione vennero alla luce centinaia di piccole ossa di uccellini! Dopo la Guerra Civile iniziò il restauro della statua, e finalmente si decise di saldare la bocca del cavallo!

Ti piacciono queste chicche su Madrid?
si! bellissime
nooo! non mi interessano
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Vuoi vincere un Cheques-regalo Ryanair? Partecipa al concorso di fotografia! Presto!!! inviami un tuo scatto! Se vuoi sapere cosa vedere a Madrid visita l’apposita sezione!

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Curiosità e tradizioni spagnole

E insomma a Madrid ci piace bere, e questo si sa, ma ci piace molto anche mangiare.
Io da quando vivo a Madrid ogni volta che mangio fuori ho fondamentalmente due pensieri che mi bombardano la testa:
1- ¡¡¡Joder quanto olio!!!!!
2- Ma perché agli spagnoli piace mangiare in piedi??
Che insomma io la storia di friggere tutto posso pure capirla, per intensificare i sapori, sopravvivere al freddo di Madrid e accumulare riserve di grasso per eventuali momenti di magra (del resto non così remoti, in questo momento storico).
Ma la mia seconda questione rimane irrisolta! Spagnoli, perché vi piace mangiare in piedi??? Perché a volte anche se c’è un tavolo libero voi dite “nooo,mangiamo alla barra!”???? qualcuno me lo spieghi, perché io non ce la posso fare! Poi quando si mangia fuori succedono sempre cose strane, soprattutto se si mangia in piedi, e per questo è abbastanza comune trovare nei bar e nei ristoranti dei cartelli tipo questo, che dicono:PROIBITO CANTARE E BALLARE.

La prima volta che ho visto un cartello così fu alla marisqueria ribeira do miño e pensai “mah”, e ordinai MARISCO. Poi MARISCO arrivò, ed era così:

La cosa più fantastica della marisqueria ribeira do miño è che assieme al pesce freschissimo danno delle ciotoline ripiene di maionese, dove inzuppare i pesci, e poi delle ciotoline di vino gallego Ribeiro, che si finiscono con un solo sorso.
E mangia un pesciolino, e bevi un bicchierino, e mangia un pesciolino, e bevi un bicchierino che è successo? Che mi sono ritrovata a cantare e a ballare! Ecco perché quei cartelli lì li mettono. Anche se non servono. Se non mi credi prendi un volo last minute e vieni a vedere.

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Grammatica: amore e sesso a Madrid

Oggi si parla di amore e di sesso, nella grammatica.
In spagnolo il verbo amare si traduce come AMAR, ma stai attento mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, perché gli spagnoli il verbo AMAR non lo usano praticamente mai!
Mentre in america latina il verbo AMAR è molto diffuso nella Penisola Isterica (hjhjhj!) questo verbo qui è sostituito in tutto e per tutto da QUERER, che significa volere, desiderare, aver bisogno, anelare e chi più ne ha più ne metta. Es:
quiero un vaso de agua (voglio un bicchier d’acqua)
quiero dormir (voglio dormire)
quiero a mi perro (voglio bene al mio cane)
quiero vomitar (ho bisogno di vomitare)
¡te quiero! (ti amo, ti desidero)
Etc.
L’unica eccezione possibile è quando si desidera esprime un gusto, es. amo la literatura.
Quindi, mia cara amica italiana che vuoi venire a vivere a Madrid, rassegnati: se il tuo pischello è spagnolo non ti dirà mai TE AMO!

Questa praticità del linguaggio si rispecchia (credo,azzardo,suppongo) anche nella vita sessuale, ed ecco qui la chicca: come si dice “vibratore” in spagnolo? Si dice CONSOLADOR!
Cioè il verbo CONSOLAR è il nostro consolare, e cosa consola di più di un po’ di sano autoerotismo? Niente! Da qui CONSOLADOR!
Poi, visto che siamo in tema, io voglio svelarti un piccolo segretino delle donne spagnole, cioè che in spagna un sacco di pivas (ragazze) usano las bolas chinas. Cioè non è che in Italia non ci sono! No, ci sono eccome, però qui pare che se non hai las bolas non sei una Femminazza.

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Mezzi nudi a Madrid: No Pants Subway Ride

Dunque oggi a Madrid fa piuttosto freddo, e è tutto il giorno che pioviggina.
Poi siccome il sabato sera è stato impegnativo oggi siamo tutto un po’ mostruosi, ma questo non ci ha impedito di fare il ‘No pants! Subway Ride’.
Cioè praticamente l’iniziativa di oggi nella city era prendere la metro dalle 16.00 alle 18.00 togliendosi i pantaloni, e restando in mutande. L’appuntamento ufficiale era a Plaza de Castilla, però poi siccome a Madrid ognuno fa quello che gli pare ti poteva pure succedere che mentre eri in metro per andare a Lavapies ti trovavi uno in boxer! Perché?? Per far ridere la gente, e rompere la monotonia della città.
Cioè siccome persino a Madrid c’è gente piuttosto antipatica che sta in metro de mala leche questa iniziativa, precedentemente fatta in diverse città di tutto il mondo, aveva come unico scopo FAR SORRIDERE.
Che poi non tutti hanno saputo cogliere l’ironia…e va bhè!

Comunque la regola prima e assoluta era che tutto doveva svolgersi con NATURALITÀ. Se qualcuno domandava “scusa ma perché sei in mutande?” si doveva rispondere “Perché sto più comodo!”. Poi, sempre secondo il regolamento, non si poteva indossare biancheria volgare. Cioè i tanga con la proboscide d’elefante che vendono i cinesi non si potevano mettere, ed effettivamente io non ne ho visti, per fortuna!
A me quest’idea qui, di girare in metro in mutande, mi è sembrata molto simpatica. Però io dico: la prossima volta perchè non lo facciamo in estate il ‘No pants! Subway Ride’????

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Motoamatori in Spagna: los PINGÜINOS

Oggi si parla di MOTO e di PINGÜINOS, e questo post lo dedico a mio padre e al mio amico e Parente Pietro, che sono due motoamatori e sicuramente leggendo le mie parole diranno MAMMAMIAAA-ORA-PRENDO-LA-MOTO-E-VADO-IN-SPAGNA!
Questo perché oggi a Pinar de Puente Duero, vicino Valladolid, nella gelida e interessantissima Castilla y León, c’è il 30º raduno dei motoamatori di tutta la Spagna, che sono detti PINGÜINOS. Perché questi motoamatori sono detti PINGUINOS?? Perché questi signori amano molto le moto, e non temono il freddo né la pioggia. Infatti non solo vanno fino a Valladolid in moto, arrivando da ogni angolo della spagna e anche dell’Europa, ma una volta arrivati dormono nelle tende, che così loro si sentono più amici e si vogliono più bene (per la cronaca: oggi a Valladolid la massima è 1º!).

Ogni PINGÜINO per partecipare all’evento deve pagare 25 euro, e questa quota serve per organizzare i concerti, i fuochi di artificio, l’attrezzatura del camping… Poi l’organizzazione all’arrivo dei PINGÜINO regala a ogni partecipante una borsa con sciarpa, guanti e cappello…che dico io: se questi sono arrivati vivi a Valladolid avranno già sciarpe,guanti e cappello noooo??
Comunque a me quello che piace dei motoamatori è lo spirito con cui affrontato l’avventura, e infatti in Spagna hanno un detto che fa:
Préstale tanta atención a tu compañero como se la prestas al acelerador (dedica al tuo compagno la stessa attenzione che dedichi all’accelleratore): VIVA L’AMICIZIA!
Dunque in questo week end i PINGÜINO mangeranno, BERRANNO, staranno insieme e poi parteciperanno anche a una lotteria, ed alla consegna di alcuni premi, tra cui il PINGÜINO DE ORO. Questo premio si dà a personalità di spicco nel mondo dei motoamatori, come per esempio a questo signore qui del video, che non è mai mancato a un raduno,dalla prima edizione. Cioè lui sono 30 anni che è PINGÜINO e come va vestito?? Da Koala! Questo signore qui potrebbe essere mio amico.

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Piatti tipici spagnoli e tradizioni:Los Reyes Magos

Oggi si parla di tradizioni, perché a Madrid siamo ancora nel pieno delle feste natalizie, in febbrile stato di shopping fomentato dai saldi e dall’attesa dei Re Magi.
Infatti devi sapere, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che a Madrid (ed in generale in tutta la Spagna) solitamente non è Babbo Natale a portare i doni, ma sono i Re Magi, Los Reyes Magos, la notte tra il 5 e il 6 gennaio. Cioè mica in Spagna siamo dei burini filoamericani! Qui le tradizioni ci sono ancora, e i bimbi scrivono delle letterine a Los Reyes Magos chiedendo loro quello che desiderano. Se anche tu vuoi consegnare la tua letterina e sei a Madrid puoi farlo in calle de Preciados nº2, mettendoti in coda con mille milioni di bambini isterici per poter consegnare di persona la tua epistola a Melchor, Gaspar e Baltasar.

Nella fervente attesa de Los Reyes Magos che si fa? SE MAÑA! E CHE SE MAÑA? Il Roscón de Reyes (con o senza panna, questo lo decidi tu, però devi mangiarlo!altrimenti non sarai mai un vero spagnolo!).
Il Roscón de Reyes è un elaboratissimo dolce a forma di ciambellina, decorato con pezzi di frutta candita di moltissimi colori, e un importante strato di zucchero condensato.

Questo dolcissimo dolce si mangia solitamente a colazione o a merenda, il 5 e 6 di gennaio ma più in generale durante le feste natalizie. In realtà le origini del Roscón de Reyes non hanno molto a che vedere con i Re Magi ma sì con le saturnali romane, le feste dedicate al dio Saturno. Per queste feste si facevano torte rotonde con fichi, datteri e miele e si distribuivano tra plebei e schiavi. Nel III secolo fu poi introdotta in queste torte una FAVA SECCA: colui che trovava la fava era il re dei re per un giorno! Questo dettaglio goliardico è ovviamente rimasto nella tradizione spagnola, dove ogni Roscón de Reyes contiene non una fava secca ma una statuina: colui che la trova nel suo piatto è il Re. Ebbene, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, io l’anno scorso l’ho trovata, e sono stata Regina delle Regine per un giorno! Ecco qui la foto della mia statuina, che conservo gelosamente:


¡Que los Reyes nos traigan muchos, muchos regalos!

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