Il rito del botellón: EL HIELO

Forse tu non lo sai, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, ma gli spagnoli amano il ghiaccio, el hielo.
Ma di che ghiaccio stiamo parlando?? Ovviamente de las bolsas de hielo, cioè delle enormi bustone di plastica trasparente tutte piene di cubetti di ghiaccio. Queste bustone si vendono praticamente presso tutte le attività commerciali, i bar e soprattutto i negozietti cinesi, e il loro costo varia da 1 euro a 2,5 euro, a seconda dei kg di ghiaccio e dell’onestà del commerciante.

Ma perché agli spagnoli piace il ghiaccio?? Che ne fanno di tutte queste gelide bustone?? Se le mettono forse in testa quando urtano contro lo spigolo della libreria? O sul ginocchio quando cadono durante la partita di calcetto? NO! EL HIELO serve per fare el botellón*. Allora quando si organizza una serata di qualsiasi tipo gli spagnoli danno di matto per l’acquisto dell’alcol, dei bicchieri di plastica e del ghiaccio, e poi ste bustone di ghiaccio gli spagnoli se le portano pure in giro, per strada, per fare el bottellón appunto…che loro sono fatti così!

Ma la cosa che a me fa impazzire del hielo è che una volta che è pronto il Cóctel (come si dice qui) lo spagnolo medio infila l’indice nel bicchiere per muovere il ghiaccio e rinfrescare la bevanda. E a me questa immagine qui, del dito nell’alcol che muove il ghiaccio, a me fa impazzire!

*definito come: Reunión masiva de jóvenes de entre 16 y 24 años fundamentalmente, para consumir la bebida que han adquirido previamente en comercios, escuchar música, y hablar

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Amore e mito: Fuente de la Cibeles

Oggi si parla de la Fuente de la Cibeles, e dedico questo post a Margherita, la cosita più morbida, rotonda e bella che io abbia mai visto!
Cibeles era la dea greca della terra, della natura e dei luoghi selvatici, madre di Zeus, e nella fontana  dell’omonima piazza di Madrid è raffigurata su un carro trainato da 2 leoni e da altre figure mitologiche, alcune aggiunte in epoca postuma.
Una cosa che io amo moltissimo de La Cibeles è il suo aspetto mitologico, ed in particolare la storia dei due leoni e delle pigne…
I leoni che trainano il carro della Dea rappresentano i personaggi mitologici di Melanione (o Ippomene) e Atalanta, la grande cacciatrice del gruppo di Diana. Il mito vuole che Melanione s’innamorò di Atlanta e non sapendo come conquistarla supplicò Afrodite di aiutarlo. Atalanta sottoponeva tutti i suoi pretendenti a una prova di corsa, uccidendo tutti quelli che non riuscivano a batterla. Afrodite diede a Melanione tre mele d’oro e gli indicò come utilizzarle. Per tre volte Melanione ne fece cadere una durante la corsa: tutte le volte Atalanta si fermò per raccoglierle, permettendo a Melanione di vincere e sposare la principessa. Una volta insieme gli amanti commisero un sacrilegio, unendosi in un tempio di Cibele, e Zeus arrabbiato li trasformò in leoni e li condannò a trainare eternamente il carro della dea.

Se si osserva la statua con attenzione si potranno notare una rana, un serpente e diverse pigne sul suolo e come elementi decorativi in altre parti del carro: ma che ci fanno tante pigne? Ebbene pare che Cibeles era nonna (senza saperlo!) di Atis, di cui però s’innamorò pazzamente. L’amore non era corrisposto, e la dea della terra furiosa pensò bene di far impazzire suo nipote, per garantirsi che non sarebbe stato di nessun’altra donna. Scoperto il piano ma non sapendo come frenare la gelosia della sua nonna matta Atis scappò sulle montagne, e si castrò fino a morire dissanguato. Scoperto il suicidio la nonna Cibeles, pentita, lo fece resuscitare sotto l’aspetto di un pino. E così il povero Atis è venerato come Dio della vita vegetale,e proprio in questo modo si spiega la presenza di pigne, foglie e erba attorno al carro de la fontana di Madrid.

Non è ben chiaro se la bellissima fontana fu progettata per essere sistemata a Madrid o per i giardini del palacio real de La Granja,vicino Segovia, però pare che fu accolta con tanto entusiasmo dai gatos che il re Carlo III decise di lasciarla a pochi metri da Puerta de Sol.
La fontana oltre ad essere un’opera d’arte è anche stata di grande utilità per La Signora, poiché fino al 1862 forniva gli “portatori d’acqua ufficiali” (solitamente arturiani e galiziani) che prelevavano l’acqua per trasportarla poi fino alle case vicine e agli altri luoghi pubblici di Madrid. Inoltre pare che l’acqua di questa fontana avesse proprietà curative, e proprio per questo la fonte subì moltissimi cambi e aggiunte di getti d’acqua, per rendere più comodo l’abbeveraggio.
Durante la Guerra Civile Spagnola i Repubblicani (che dominavano Madrid) coprirono la fonte con dei sacchi di terreno per proteggerla da bombe e spari. In questo modo si evitarono danni alla struttura. Nonostante queste precauzioni la dea fu mutilata per ben due volte della mano! …ma come ha fatto la dea della terra a rompersi due volte la mano? Probabilmente quei rozzoni dei tifosi del Real Madrid le hanno dato una mano a rompersi la mano!!! (Forza Atlético de Madrid), poiché dal 1986 la fuente de Cibeles è il luogo dove tradizionalmente il Real Madrid festeggia i suoi successi. Inizialmente ai tifosi era permesso arrampicarsi sul monumento, poi però ne hanno combinate talmente tante alla dea della Terra che il sindaco ha proibito tali espressioni di felicità ai tifosi, permettendole solo ai giocatori.


Per me La Cibeles è una fontana magica, perchè mi fa sognare.
RICORDO CHE DOMANI SCADONO LE VOTAZIONI PER IL CONCORSO FOTOGRAFICO!!! VOTATE!

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Quello che posso fare: ESPERAR

La sola cosa a cui riesco a pensare in questo momento è che in spagnolo aspettare e sperare sono due azioni/stati dell’essere che si indicano con un solo verbo: ESPERAR.

ESPERAR: restare fermi lì dove si crede che andrà qualcuno o succederà qualcosa/ avere la speranza di ottenere quello che si desidera/ credere che succederà qualcosa

Aspetto un certo evento. Aspetto il mio volo Easy jet. Tra poche ore sarò altro. CHE EMOZIONE!

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Parole inglesi nell’italiano e nello spagnolo

Dunque oggi si discuteva con degli amici sulla presenza della lingua inglese nell’italiano e nello spagnolo, e tutti gli spagnoli a prendermi in giro, dicendo che a noi italiani l’inglese piace troppooooo, e facciamo uso e abuso di termini anglofoni. Io siccome è domenica, e la domenica (come direbbe la mai grandissima amica Iriona) non sono persona, non ho potuto fare altro che prendere carta e penna e fare l’elenco delle parole inglesi che usiamo in italiano e che in spagnolo traducono.
Black out= apagón
Mouse= ratón (letteralmente topo)
Phon= secador
Computer= ordenador
Wireless = wifi
Baby sitter= niñera
Scotch= cello
Tapis roulant= cinta de correr
Ciclette= bicicleta estática
Cocktail = combinado
Password= contraseña
Serial killer= asesino en serie
Jeans= Vaqueros
Call center= locutorio
Stage= beca
Trolley= maleta
Pullover= jersey
Staff= Personal
Bodyguard= Guardaespaldas
part-time= media jornada
film= Pelicula
Cric= gato

e le mie preferite:
Hot dog= perrito caliente (letteralmente cagnolino caldo)
Guard rail = quita miedo (letteralmente togli paura)


È domenica, non posso aggiungere altro!


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Case a Madrid: inquitanti curiosità!

Oggi si parla di case, che ci sono delle cose delle case spagnole che io proprio non capirò mai.
Innanzi tutto vorrei dire che a Madrid nelle zone centrali è quasi un sogno trovare una cosa con balcone. Infatti, soprattutto in centro, vanno di moda degli interstizi con ringhiera, dove entra una persona magrissima di profilo, e queste piccole fessure vengono chiamate balcón. Se non mi credi, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, ti riporto la dicitura del dizionario: “El balcón es una estructura cerrada que sobresale del muro. Como alternativa, puede no sobresalir del plano del muro, sino que constituye una superficie abierta de un piso alto, con una balaustrada sólo en el frente, y paredes en los lados. Usualmente el acceso al balcón se logra mediante una puerta.” Capito?? Può no fuoriuscire!

Quindi stai BEN ATTENTO agli annunci di case che promettono balcónes, soprattutto se vuoi metterci il cane! Perché altrimenti il povero cane potrebbe rimanere schiacciato o, San Isidro non voglia, precipitare nel vuoto!! (Che se penso alla casa di ringhiera in affitto milano di mia sorella, con quel balcone luuuuungo che attraversava tutto il palazzo, a me mi viene un’invidiaaaaa!).
Quando l’interstizio è particolarmente ampio, cioè quando entrano due sedie, una piantina e anche una bicicletta, si usa e abusa del termine terraza (cioè terrazza)! Io insomma ogni volta che sono in Italia rinnovo il mio stupore per le dimensioni dei balconi, per non parlare poi delle terrazze!
Cioè una terrazza italiana qui a Madrid sarebbe una piazza!
Poi un’altra cosa davvero curiosona delle case spagnole sono i citofoni, che non hanno i nomi degli inquilini, ma solo numeri e lettere: il primo numero indica il piano della casa, e la lettera indica la porta.
(questo è il citofono di casa mia:)

Quindi se tu vai a trovare fulanito ricordati di chiedergli piano e porta, altrimenti come fai a citofonargli? A me questa storia dei numeri sui citofono mi fa uscire matta! Io ho un frullato di numeri e lettere che ogni volta che vado a casa di qualcuno chiamo 40 volte, perché non mi ricordo mai dove suonare!
Una nota inquietante delle case spagnole è che qui TUTTE (e non temo smentite nel dire TUTTE) le case hanno ALMENO  una finestra in un cortile interno, e dico almeno una perchè io ho vissuto in case che davano solo in cortili interni! Questo perché? Perché a Madrid non ci sono palazzi, ma blocchi di palazzi costruiti attorno ad una piazzola di dimensioni assolutamente variabili!      E infine, diciamolo, e diciamolooooooo…. AGLI SPAGNOLI PIACE IL LADRILLO(che non è un piccolo ladro bensì LA MATTONELLA): GRRRRR!

Infatti quando cerchi casa a Madrid è facile trovare annunci dove dicono “…fachada de ladrillos…” come se fosse un connotato positivo della casa!!! Ma dico io! Il ladrillos ha per caso un fascino??? No va bhè, lo chiedo perchè magari sono io che non l’ho notato,el encanto del ladrillo!

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Cosa vedere a Madrid: el Mercado de San Miguel

Questo post di oggi parla del Mercado di San Miguel e lo dedico a Giacomo di Gravina di Puglia, questo sconosciuto amico italiano che vive a Madrid. (Giacomo, ogni tanto compri i voli Ryanair per Bari?? ¡¡¡Ancora fallisce la tratta!!!). Il Mercado di San Miguel è una vera chicca di Madrid: si tratta di un mercato, situato a pochi metri da Plaza Mayor, che conserva la struttura in ferro dell’inizio del XX secolo.

In realtà il suolo dove adesso si erge elegante e imponente il Mercado di San Miguel fu sempre caratterizzato da ferventi attività sociali: prima c’era una parrocchia (dove fu battezzato il celeberrimo drammaturgo Félix Lope de Vega),e quando questa fu distrutta in un incendio nel 1790 si decise di demolirla e dedicare il suolo alle attività commerciali. L’edificio in ferro che vediamo adesso fu costruito solo nel 1913, con uno stile nettamente parigino, e si tratta dell’unico esempio di architettura di ferro di Madrid. Con gli anni il Mercado di San Miguel andò incontro a una importante decadenza, ma grazie ai fondi della Comunità Europea nel 1999 si poté ridare alla struttura il suo aspetto originario. Successivamente si costituì la società El Gastrónomo de San Miguel, con l’intento di migliorare le attività commerciali tradizionali seguendo l’esempio de La Boquería di Barcellona. Insomma, da essere un mercato qualsiasi San Miguel si è trasformato in un posto radical-chic dove prendere un aperitivo, bere una birra, comprare un libro o una pianta e, magari, anche sognare di fare la spesa.

Così mi contraddico da sola, visto che affermo sempre che gli spagnoli non sono fighetti e il mio sconosciuto amico di Gravina dice che invece mi sbaglio! Ebbene, San Miguel è un posto pijo, ma se fosse a Roma o a Milano sarebbe infinitameeeeente più pijo! Ma quanto costa fare la spesa al Mercado di San Miguel? UN BOTTO! Le mele costano 2,90 euro al kg, la pasta fresca 10 euro al kg e i fagioli verdi a 15,50 euro!!!

Ma siamo matti?? Inoltre al Mercado di San Miguel ci sono anche frutti esotici, primizie, kg e kg di jamon iberico bellota e vini pregiatissimi! Insomma, non ha niente a che vedere con il Marcado di Santa Maria de la Cabeza di fronte casa mia, e proprio per questo San Miguel è un bellissimo posto da vedere e per passeggiarci dentro, più che per fare la spesa.
Ma Chechi ha una bancarella preferita al Mercado di San Miguel? SI! Il pescivendolo! Io infatti quando sono depressa ma voglio sentirmi una gran figa vado lì e mi mangio 1 ostrica per 1 euro, e poi vado a fare la spesa al Mercadona!

Se vuoi sapere cosa vedere a madrid vai nell’apposita sezione del blog!

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Cartoni animati spagnoli anni ’80

A Madrid da qualche giorno abbiamo la boina negra. Che è la boina negra? è una cappa di inquinamento che in alcuni periodi dell’anno si istalla sulla testina di Madrid, specialmente se non piove e non c’è vento. Allora tutti sono arrabbiati con il nostro sindaco Gallardón, che insomma la gente dice che lui non fa abbastanza contro l’inquinamento e contro la boina negra, e pare che negli ultimi giorni TUTTI i gatos stanno male male dei polmoni, e che respirano anidride carbonica perché non c’è ossigeno.

Io no, io sto benissimo. Che io certe volte che vedo Madrid da lontano io penso: “Che bel cappellino grigio si è messa in testa La Signora oggi”

Invece di dare la colpa al nostro sindaco Gallardón usiamo la metro e la bicicletta, no?????

Comunque oggi volevo parlare di CARTONI ANIMATI, poichè qualche giorno fa ho scoperto che i cartoni animati spagnoli degli anni `80/`90 hanno quasi sempre titoli diversi da quelli italiani. Perché? boooo!
ecco alcuni esempi:

Mimì e la nazionale di pallavolo=La panda de Julia (“letteralmente la comitiva di Giulia”)
Ken il guerriero=El Puño de la Estrella del Norte (letteralmente Il pugno della stella del Nord)
Cara dolce Kyoko=Maison Ikkoku
Braccio di ferro=Popeye el marino
Gli orsetti del cuore=Osos amorosos
(in America latina Cariñositos) (orsi amorosi! Non è bellissimo?)
Anna dai capelli rossi =Ana de las Tejas Verdes (ATTENZIONE! letteralmente Anna dalla Piastrelle Verdi!!! Le piastrelle della casa dove viveva, non i capelli!)
Ti voglio bene Denver=Denver, el último dinosaurio
Kiss Me Licia= Bésame Licia (sembra il titolo di un film porno)
La principessa Zaffiro=Princesa Caballero (Letteralmente la Principessa Cavaliere)
Lady Oscar= La Rosa de Versalles
L’uomo tigre il campione= Máscara de Tigre (maschera di tigre. Più coerente!)
Memole dolce Memole=”Las aventuras de Titila” (conosciuta più in messico che in Spagna)

Poi ho scoperto che in Spagna TITTI (l’uccellino di Gatto Silvestro) è maschio! (in Italia è femmina vero?) e sai come si chiama? Titti= Piolín !!
Ed ora attenzione: Qui,Quo,Qua, i nipotini di Paperino come si chiamano in Spagna? Hugo, Paco y Luis!!!
Zio paperone= Rico McPato
Paperino=Pato Donald
Paperina=Pata Daisy
Mickey Mouse= Ratón Miguelito
Gastone= Narciso Bello

E adesso le mie due traduzioni di titoli di cartoni animati preferite:
Mila e Shiro= Dos fuera de serie- però noti a tutti come “Juana y Sergio”
Gigi la trottola=Chicho Terremoto (Chicho si legge Ciccio, ed è in nome spagnolo di Gigi la trottola!)

Poi ho scoperto, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che in Spagna avevano il cartone più bello del mondo: David El Gnomo OP! Lo gnomo veterinario mezzo gay che corre per i boschi in aiuto degli animali! Ma io in Italia non l’ho mai visto!!! ecco la sigla!

W GLI ANIMALI, ABBASSO L’INQUINAMENTO!

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Bellezze (?) a Madrid: el Kilómetro Cero

Dunque questo post mi costerà delle liti, quindi prima di entrare nel cuore del tema, che è il Kilómetro Cero di Madrid (cero si legge sero e significa zero), vorrei salutare tutti i miei amici spagnoli e in particolare il mio pischello, e ricordare a tutti che io a Madrid non è che le voglio bene, no, io Madrid LA AMO!
Insomma a Madrid, mia signora e padrona, c’è una piazza senza porta, che si chiama Puerta del Sol (e già qui c’è qualcosa che non va!), di cui però parlerò in un altro post.
Proprio in questa piazza senza porta c’è un angolino dove ci sono sempre un sacco di persone, che gridano, guardano per terra e si fanno foto. Questo angolino magico, grande orgoglio di tutti i gatos, è il Kilómetro Cero, ricordato con una placca piuttosto grande, di bronzo, incastonata nel cuore pulsante di Madrid.

Ma che è sto Kilómetro Cero? È il punto di partenza virtuale di tutte le strade che attraversano la Spagna, e quindi il punto da cui si misurano tutte le distanze!

Cioè, se tu sei per strada a SANTANDER e vedi la scritta “km 393” significa che sai a 393 km da questa placca di bronzo. Su questa placca è reffigurata la mappa della spagna, con due aghi che segnalano l’esta e l’ovest, e le llinee con le sei strade principali che attraversano la penisola. Nella parte inferiore, a sinistra, c’è l’emblema degli ingegneri edili (come per esempio il mio grande amico Pierpy, che domani compie 30anni AUGURI PIERPI!!),e a destra l’antico scudo di Madrid.

Ma il Kilómetro Cero ha duemila anni?? NOOOO! Fu istallato nel 1950! Ma il Kilómetro Cero è bello??? NOOOO! è una mattonellona di marmo piuttosto rudimentale! Ma allora perché tutte le persone si fa le foto sul Kilómetro Cero???? Io questo proprio non lo so! Forse perché avranno passato tutta la vita a leggere numeri e numeri per le strade, che poi una volta che vedono da dove partono questi conteggi sono felicissimi!
Insomma, l’aspetto interessane o artistico del Kilómetro Cero io proprio non lo vedo, e perché piaccia tanto io proprio non lo so! Quello che so è che ebbi una sincope quando vidi per la prima volta tutta sta gente che si metteva in fila per farsi la foto o schiacciare sto pezzo di suolo, che pensai “poverini! Non hanno niente e si fanno le foto qui”. Comunque adesso che sono mezza madrileña devo dire che ho capito il valore del Kilómetro Cero, che secondo me si riassume in due punti:
1) è un luogo comodo dove incontrarsi con qualcuno, perché tutti lo conoscono ed è perfettamente collegato. Inoltre fa figo pensare che aspetti qualcuno proprio la km 0!
2) Ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia-

Mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, ti ricordo che il concorso di fotografia è scaduto, e che giovedì pubblicherò le foto! Sono tantissime!! La foto più votata vincerà un ticket di 25 euro Ryanair da spendere in voli aerei , quindi da giovedì VOTATE E FATE VOTARE!

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Differenze tra italiani e spagnoli: cattiverie a Madrid

Dunque oggi vorrei parlare di alcune differenze basilari tra italiani e spagnoli, perchè a me piace molto pensare alle differenze ed alle somiglianze, e mi piace parecchio anche pensare alle cattiverie, che mia nonna reciterebbe 35 avemaria se sentisse le cattiverie sugli italiani e sugli spagnoli che mi bombardano il cervello.
Io queste cattiverie qui io le penso in due situazioni: il sabato mattina, quando alle 8.30 sono sul bus A moncloa-somosagua e quando atterro all’aeroporto di bergamo.
Allora siccome oggi è sabato sono trascinata dall’onda della cattiveria, e vorrei parlare delle DIFFERENZE che noi abbiamo con loro (chi siamo noi? Chi sono loro? Non lo so più!).
La differenza di cui parlerò oggi è che si fa quando si conosce qualcuno.
In spagna quando tu conosci qualcuno, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, non devi dargli la mano!
Non devi dargli la mano nemmeno se qualcuno ha 89 anni! No, in spagna vai subito di contatto fisico, vai di bacio.
Ma che bacio?? Ecco, come prova inconfutabile delle differenze I/S il bacio spagnolo è l’inverso dell’italiano.
Cioè se tu sei a Roma baci prima la guancia destra (muovendoti verso la tua sinistra) e poi la sinistra (mettendo tutto il peso del corpo sulla gamba destra).
Se sei a Madrid fai proprio l’opposto, e mentre baci prima muovendoti verso destra e poi spostando il tuo peso a sinistra.
Questa sembra una cosa banale ma ti assicuro che se non ti concentri finisci con il baciare tutti sulla bocca in entrambi i Paesi, e non sempre è bello!
Mentre baci (dal lato giusto) devi dire una di queste frasi: encantada/o ; encantada/o de conocerte; hola; ¿qué tal?; mucho gusto
L’ultima frasetta “mucho gusto” è un po’ cozzala (in spagnolo macarra) quindi io l’eviterei, mentre “encantada/o” è un vero ever green, una parola sobria ed elegante, che va bene con qualsiasi interlocutore.
Poi siccome in spagna ci piace molto questa cosa del contatto fisico e del toccarci ogni volta che ci si vede tra amici ci si saluta con il bacio (sempre inverso rispetto all’italia), e dicendosi “¿qué tal?”, cioè come va?
PERÒ ATTENZIONE, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!
Quando uno ti chiede ¿qué tal? Non vuole sapere davvero come stai, no, per un cazzo! ¿qué tal? È solo un modo di dire, quindi tu stai ben attento a non attaccare una pippa al tuo interlocutore spagnolo, che qui non siamo in Italia!
In Spagna alla gente non gli frega un cazzo di parlare, ma solo di bere!!

la birra, il vero amore degli spagnoli!

A ¿qué tal? Si risponde sempre e comunque bien, o se proprio ti è appena morto il gatto puoi dire eh, bueno… senza aggiungere altro.
Se lo spagnolo vorrà sarà lui a chiederti dettagli sul tuo stato mentale o fisico!
Poi siccome in Spagna non siamo fighetti per niente nella prima conversazione NON si devono chiedere cose del tipo “che lavoro fai, a cosa ti dedichi, di che ti occupi” perché qui si esce per disfrutar,e non per parlare di lavoro.
Poi se proprio viene fuori il tema del lavoro tu devi dire il tuo lavoro vero, non il tuo lavoro migliorato!

Insomma se parli con spagnoli non dire mai:
1) il tuo lavoro con un nome inglese
2) il nome dell’impresa per cui lavori.
Queste due cose sono da macarra!
Che se dobbiamo riconoscere una virtù agli spagnoli è la SEMPLICITÀ.
Che poi a volte sfocia nel primitivo, sì, però per lo meno non hai ansie da prestazione!

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Nostalgie, dolcezze e trazioni a Madrid:La Mallorquina

Oggi racconterò cose dolci e zuccherose, e dedico questo post a Anna e Colino, che hanno lasciato l’amatissima e ineffabile Madrid per tornare a vivere in Italia. ¡¡¡Buuuu!!! ¿¿Perché ve ne siete andati?? ¿¿Perchè?? E insomma la gente a volte fa così, entra nella mia vita e poi se ne va…
…per superare il dispiacere oggi sono stata a La Mallorquina a puerta del Sol, cercando di suicidarmi per iperglicemia (non ci sono riuscita, ndr).

La Mallorquina è forse la più antica pasticceria di Madrid, fondata nel 1894 da un signore che si chiamava Juan ed era originario di Mallorca, da cui il nome. Si tratta di un raro angolo di paradiso per gli amanti dei dolci, visto che a Madrid sono bravissimi a friggere qualsiasi cosa, ma con lo zucchero hanno difficoltà, ed inoltre La Mallorquina è il tipico posto dove si fa merenda nei frenetici sabato pomeriggio madrileñi, con latte e caffè o colacao e un dolcetto, dopo aver passeggiato per il centro. La Mallorquina è un luogo spietatamente anni ’80, e proprio per questo io lo amo: ci sono gli specchi, degli enormi contenitori di vetro assolutamente retrò pienissimi di caramelle e cioccolatini, bottiglie di liquore esposte sulle mensole, signorine con grembiulini e cappellini improponibili e ovviamente dolci e dolci.

Come sono questi dolci? Sono anni ’80 pure i dolci! Sono o piccoli piccoli o grandi grandi, piuttosto lucidi,di colori pastello. Ci sono pure le paste da tè: secche o al cioccolato, minimaliste, essenziali ma deliziose da inzuppare. Poi ci sono le torte, pure queste anni ’80, coperte interamente da uno altissimo strato di zucchero condensato. Se per caso dovessi preferire il salato, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, a La Mallorquina potrai mangiare napolitanas de queso y jamon o qualche salatino.
Ma cosa prende Chechi quando va a fare merenda a La Mallorquina?  BRAZO DE NATA! Si tratta di un dolce buonissimooooo: una pasta sfoglia che avvolge quintali di panna!

Allora se vuoi essere gato-gato ti invito ad andare a La Mallorquina un sabato pomeriggio verso le 18.00, e ti consiglio di salire al secondo piano, dove potrai fare merenda guardando il meraviglioso spettacolo di Puerta del Sol dall’alto!
Cari Anna e Nicola, quando sarete stufi di cornetti e caffè (buono) tornate a Madrid e andiamo a La Mallorquina a bere Colacao!! vengaaaa!

Piccolo promemoria: caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, ti ricordi che dopodomani scade il concorso di foto?? Inviami una foto e vinci un buono di 25 euro per voli low cost

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