Amore e mito: Fuente de la Cibeles

Oggi si parla de la Fuente de la Cibeles, e dedico questo post a Margherita, la cosita più morbida, rotonda e bella che io abbia mai visto!
Cibeles era la dea greca della terra, della natura e dei luoghi selvatici, madre di Zeus, e nella fontana  dell’omonima piazza di Madrid è raffigurata su un carro trainato da 2 leoni e da altre figure mitologiche, alcune aggiunte in epoca postuma.
Una cosa che io amo moltissimo de La Cibeles è il suo aspetto mitologico, ed in particolare la storia dei due leoni e delle pigne…
I leoni che trainano il carro della Dea rappresentano i personaggi mitologici di Melanione (o Ippomene) e Atalanta, la grande cacciatrice del gruppo di Diana. Il mito vuole che Melanione s’innamorò di Atlanta e non sapendo come conquistarla supplicò Afrodite di aiutarlo. Atalanta sottoponeva tutti i suoi pretendenti a una prova di corsa, uccidendo tutti quelli che non riuscivano a batterla. Afrodite diede a Melanione tre mele d’oro e gli indicò come utilizzarle. Per tre volte Melanione ne fece cadere una durante la corsa: tutte le volte Atalanta si fermò per raccoglierle, permettendo a Melanione di vincere e sposare la principessa. Una volta insieme gli amanti commisero un sacrilegio, unendosi in un tempio di Cibele, e Zeus arrabbiato li trasformò in leoni e li condannò a trainare eternamente il carro della dea.

Se si osserva la statua con attenzione si potranno notare una rana, un serpente e diverse pigne sul suolo e come elementi decorativi in altre parti del carro: ma che ci fanno tante pigne? Ebbene pare che Cibeles era nonna (senza saperlo!) di Atis, di cui però s’innamorò pazzamente. L’amore non era corrisposto, e la dea della terra furiosa pensò bene di far impazzire suo nipote, per garantirsi che non sarebbe stato di nessun’altra donna. Scoperto il piano ma non sapendo come frenare la gelosia della sua nonna matta Atis scappò sulle montagne, e si castrò fino a morire dissanguato. Scoperto il suicidio la nonna Cibeles, pentita, lo fece resuscitare sotto l’aspetto di un pino. E così il povero Atis è venerato come Dio della vita vegetale,e proprio in questo modo si spiega la presenza di pigne, foglie e erba attorno al carro de la fontana di Madrid.

Non è ben chiaro se la bellissima fontana fu progettata per essere sistemata a Madrid o per i giardini del palacio real de La Granja,vicino Segovia, però pare che fu accolta con tanto entusiasmo dai gatos che il re Carlo III decise di lasciarla a pochi metri da Puerta de Sol.
La fontana oltre ad essere un’opera d’arte è anche stata di grande utilità per La Signora, poiché fino al 1862 forniva gli “portatori d’acqua ufficiali” (solitamente arturiani e galiziani) che prelevavano l’acqua per trasportarla poi fino alle case vicine e agli altri luoghi pubblici di Madrid. Inoltre pare che l’acqua di questa fontana avesse proprietà curative, e proprio per questo la fonte subì moltissimi cambi e aggiunte di getti d’acqua, per rendere più comodo l’abbeveraggio.
Durante la Guerra Civile Spagnola i Repubblicani (che dominavano Madrid) coprirono la fonte con dei sacchi di terreno per proteggerla da bombe e spari. In questo modo si evitarono danni alla struttura. Nonostante queste precauzioni la dea fu mutilata per ben due volte della mano! …ma come ha fatto la dea della terra a rompersi due volte la mano? Probabilmente quei rozzoni dei tifosi del Real Madrid le hanno dato una mano a rompersi la mano!!! (Forza Atlético de Madrid), poiché dal 1986 la fuente de Cibeles è il luogo dove tradizionalmente il Real Madrid festeggia i suoi successi. Inizialmente ai tifosi era permesso arrampicarsi sul monumento, poi però ne hanno combinate talmente tante alla dea della Terra che il sindaco ha proibito tali espressioni di felicità ai tifosi, permettendole solo ai giocatori.


Per me La Cibeles è una fontana magica, perchè mi fa sognare.
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