Oggi a Madrid siamo tutti contenti, perché i gemellini Po e De De sono FINALMENTE usciti dall’incubatrice, dopo 7 mesi (!!!), ed hanno fatto la loro prima uscita pubblica.
Ma ¿¿chi sono Po e De De?? ti chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid.
Po e De De sono i due panda giganti, nati sette mesi fa nel parco Zoologico di Madrid (e dove senno??). I loro nomi sono assolutamente esplicativi della loro condizione di animali urbani, perché Po è un nome cinese e significa natura innocente e De De è la forma colloquiale di riferirsi a Madrid.
Allora siccome a Madrid abbiamo bisogno di natura innocente e la cerchiamo in ogni istante la prima esperienza all’aria libera di Po e De De si è trasformata in una vera festa, presieduta dalla mismissima Reina Sofia in persona, la quale ha subito approfittato della sua corona per prendersi tra le braccia i pandini giganti e coccolarli!
Non vale così, mia cara Sofia! Anche io vorrei avere la possibilità di coccolare un po’ Po e De De!
In ogni caso dopo baci, abbracci e carezze Sofia ha dichiarato di essere un po’ stanca, perché i cucciolini pesano ben 12 kg l’uno!!Che meraviglia!
Se anche tu vuoi vedere Po e De De dovrai solo comprare dei biglietti aerei e venrie in vacanza a Madrid: da domani infatti i pandoni saranno ospitati in modo permanente nel giardino zoologico de La Signora.
Siccome adesso sicuramente qualcuno commenterà questo post dicendo che io sono crudele perché mi fa piacere che due pandoni nascano in un zoo, ci tengo a specificare che a me non piacciono gli zoo, ma amo tanto la natura. Capito??
Non facciamo come successe per la corrida!
Siccome adesso che è cambiato l’orario io arrivo a casa con il sole e ho molto più tempo per me, ho pensato di parlare di una cosa bellissima che si fa il pomeriggio: ¡LA MERIENDA! In Spagna, così come in Italia, la merenda si fa tra il pranzo e la cena, però siccome qui gli orari sono tutti sballati la merenda spagnola avviene tra le 18.00 e le 19.00. In Spagna non esistono le merendine tipo Mulino Bianco, e per questo qui la merenda è molto più casereccia: quando è salata è costituita da un panino con qualsiasi salume grassolone e formaggio ed il luogo ideale per consumarla è il MUSEO DEL JAMON, mentre quando la merenda è dolce si mangia una PALMERA (bianca o al cacao), che in questa foto non sembra ma ha una superficie di 2 m² ed un sapore plasticosissimo. Se invece vuoi fare una merenda dolce e 100% spagnola devi solo procurarti un panino (anche una rosetta va bene) e una tavoletta di cioccolato, e preparati anche tu il BOCATA DE CHOCOLATE! Questa merenda è tuttavia attualissima in Spagna, ed è l’antecedente delle ipercaloriche merendine italiane! Io non ho mai avuto il coraggio di mangiare un BOCATA DE CHOCOLATE ma giuro che un giorno o l’altro lo provo! E che si beve in Spagna a MERENDA? Bhè, ovviamente dipende dall’età e dai gusti, ma solitamente si beve: una caña (una birretta, ma solo se la merenda è salata!), leche (latte), cafè cortado (caffè con un po’ di latte), cafè con leche (latte con un po’ di caffè), o COLA CAO! Il COLA CAO è cacao in polvere, tipo Nesquik ma OVVIAMENTE leggermente più grassone di questo! Infatti mentre il Colacao apporta 361 calorie ogni 100 grammi il Nesquik ne ha solo 266!!!! Mamma mia come piacciono le cose ipercaloriche agli spagnoli!!
Se ami la Spagna, se sei a Madrid in vacanza, per lavoro o per viverci, se hai un amico spagnolo, se un ispanico/a ha rapido il tuo cuore DEVI, e dico DEVI, provare il COLA CAO, fiore all’occhiello della cultura spagnola.
Provando il COLA CAO, magari con la PALMERA, ti accorgerai che gli spagnoli di dolce non hanno niente, e che sono meglio sotto sale! Hjhjhhj!
Puglia! Mia amata Puglia! Se il mondo fosse un frisella tu saresti la foglia di basilico, che dà sapore e colore alle cose!
Se c’è una cosa MALINCONICA e SUBLIME della vita a Madrid è frequentare l’Associazione dei Pugliesi in Spagna…
Questo piccolo post lo dedico a Anna e Lucia, le mie amiche pugliesi di Madrid (anche se Anna è della Basilicata ed adesso vive a Roma! GRRR!), le mie radici a Madrid.
Allora siccome questa è la settimana dei Pugliesi a Madrid oggi sono stata a ballare la PIZZICA con i Yurlak, ed è stato bellissimo!
(questo video non l’ho preso de you tube!)
Poche volte mi sono sentita così pugliese!
Margarona, questo post è per te! Sei alta 56 cm, pesi 4 kg e 300 grammi ma hai rapito il mio cuore!
Siccome Margarona è NATURA oggi parlerò del Jardín del anciano Ahuehuete, cioè il Giardino dell’anziano Ahuehuete.
Chi è Ahuehuete? È l’ALBERO PIÙ VECCHIO DI MADRID! Madò! Il suo nome significa “antico albero d’acqua” in un dialetto latinoamericano ormai perduto, e la leggenda vuole che Ahuehuete sia stato piantato nel lontano 1632, quando Felipe IV iniziò la costruzione del Palazzo del Buen Retiro. Attualmente Ahuehuete è alto 40 metri, e un diametro di più di sei metri: è un Signor Albero!
Ha una forma di candelabro, e una struttura composta da più di 10 tronchi! Il grande Ahuehuete è stato capace di sopravvivere non solo ai gelidi inverni ed alle terribili estati di Madrid, allo boina negra, all’aria frettolosa della città e alla movida nottirna, ma anche a que cattivone di Napoleone, che usò il tronco di Ahuehuete come scudo per i suoi cannoni! Napoleone, ti sei comportato proprio come un capullo sai??
Dunque mia cara Margarona, il 24 Maggio quando prenderai il tuo volo Alitalia e verrai a Madrid andremo insieme a vedere Ahuehuete e ti farò una foto lì sotto: Margarona con l’anziano Ahuehuete , le meraviglie della natura.
Buon complemese Margarona!
Giovedì scorso mi sono dimenticata di dirti, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, una cosina che è successa nel campus della mia amatissimaaa Universidad Complutense, e più precisamente nella cappella del campus, che io conosco molto bene perché è proprio accanto alla mensa di Psicologia, dove io pranzo tutti i venerdì. Dunque la scorsa settimana circa 50 persone sono entrate nella cappella, ed hanno messo su una manifestazione di protesta contro la chiesa, per essere stata complice della dittatura fascista. Poi per essere sicuri dell’efficacia della loro protesta i manifestanti si sono messi un po’ nudi, togliendosi tutto dalla vita in su, e si sono dati dei baci omosessuali sull’altare.
Poi siccome avevano paura di non essere stati abbastanza espressivi hanno fatto delle scritte all’interno della cappella, e poi tutti in coro hanno detto degli slogan a mio avviso STUPENDI, come “menos rosarios y más bolas chinas”(meno rosari più palline cinesi) e “contra el Vaticano poder clitoriano”(questa non la traduco, perché perderebbe la rima e poi si capisce!).
Insomma chi ha fatto tutte queste monellerie nella cappella della mia università? Sono stati i giovani dell’ Asociación Universitaria Contrapoder, che proprio proprio oggi hanno rivendicato queste azioni, perché questi ragazzi qui vogliono un’università libera e laica. Però nonostante la creatività della protesta i cattolici della Complu si sono arrabbiati TROPPO, perché alla fine la cappella era loro, e per loro era importante andare a chiedere la grazia a San Isidro prima degli esami.
Allora in tutto questo caos io ho pensato che nonostante sia ideologicamente con las bolas chinas e pro potere clitorideo per il Vaticano sono un pò contrariata dall’accaduto, perchè la chiave del benessere sta nella tolleranza e nel rispetto.
Del resto il Campus della Complutense è grande quanto il modo: c’è spazio per tutti, per il Vaticano e per il Clitoride.
Questo post di oggi lo dedico alla mia madrepatria: la meravigliosa, caotica e contraddittoria ITALIA!! Allora per festeggiare ITALIA oggi parlerò di una cosa sublime della mia madrepatria adottiva (la Spagna): il MUSEO DEL JAMON, il museo più chiassoso e appetitoso di Madrid. Si tratta di una catena famosissima in tutta la Comunità Autonoma di Madrid, e in alcune altre città della Spagna, ed è uno dei luoghi più spagnoli che io abbia mai visto. Il MUSEO DEL JAMON è un bar, sempre di dimensioni piuttosto importanti, con le pareti completamente rivestite di prosciuttoni.
In un angolo c’è la salumeria, dove non solo potrai comprare il jamon al taglio, ma anche formaggi, dolci e pane (70 centesimi la barra). Ma la parte seria del MUSEO DEL JAMON è la barra, che percorre tutto il locale ed è sempre sovraffollata di gente. Sgomitando e urlando un po’ riuscirai ad attirare l’attenzione del cameriere (nel MUSEO DEL JAMON il cameriere è sempre un uomo di mezza età, non è mai un 20enne gnocco, sappilo mia cara amica italiana che vuoi venire a vivere a Madrid!) e potrai finalmente disfrutar di UN MENÙ COMPOSTO DA ARTICOLI CHE COSTANO SOLO 1 EURO L’UNO!!! Ma ci rendiamo conto??? Cioè al MUSEO DEL JAMON un panino con il prosciutto costa 1 eurino!! E un panino al formaggio?? Pure! E un caffè? Uguale! E una fanta? Lo stesso! E la birra? Idem!!! È incredibile, lo so, ma è la vera verità! Il MUSEO DEL JAMON è di per sé un ottimo motivo per cercare voli low cost e correre a Madrid!
Allora la procedura è questa: tu vai alla barra e ordini una birra, quindi con la birra loro ti daranno tapas. SOLO DOPO AVER AVUTO LA TUA TAPA dovrai ordinare da mangiare! Mi raccomando, non fare il turistoski chiedendo cibo e bevande insieme! La leccornia del MUSEO DEL JAMON è il Pan Tumaca, che può essere di due tipi: o con jamon iberico (2 euro) o con jamon nornale (1 euro). Sono buonissimi entrambi! Il MUSEO DEL JAMON è aperto praticamente sempre, ma secondo me l’orario ideale per andarci è il pomeriggio verso le sei, quando ci sono i nonni a fare merenda con il chorizo! Inoltre nelle belle giornate potrai anche prendere il sacchetto pic-nic, ed andare a mangiarlo al Retiro! Con soli 2 euro ti daranno: un panino, una bevanda e una frutta! !A questo punto avrai ben capito che il MUSEO DEL JAMON è un luogo perfetto! E invece NO! Anche il MUSEO DEL JAMON ha un piccolo difetto! Essendo un posto 100% spagnolo ha la particolarità di avere i bagni al piano di sotto, e questa secondo me è una pecca, perché alle 5ª birra (quindi quando avrai speso ben 5 eurini!) fare quelle scale pesa…Per il resto si tratta di un museo sublime, perfetta fusione tra architettura e arte, contenitore e contenuto. Lo spettatore-magnone non appena entra nel MUSEO DEL JAMON viene accolto da luce, chiasso, prosciutti appesi e un odore conturbante di grasso animale: ne resta abbagliato, e non dimentica l’esperienza. E adesso in alto i calici y los jamones, brindiamo all’ITALIA!
Oggi che ho un po’ di malinconia di casa ho deciso di parlare del luogo nostalgico per eccellenza a Madrid, del covo degli inquieti, di quel posto dove tutto è ricordo e rimpianto: EL LOCUTORIO.
Non fare come mia madre!!! Non lasciarti ingannare dall’assonanza! Che una volta quando vivevo a Barcellona chiamai mia madre e le dissi che ero al locutorio, e lei urlò “ALL’OBITORIOOOOOOO?????” e a momenti sveniva!
NO, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid! Il LOCUTORIO è un locale commerciale che offre servizio di chiamate telefoniche, generalmente con costi inferiori a quelli delle cabine o dei cellulari. Equipaggiamento del locutorio: il locutorio ha abitualmente una struttura rettangolare, di un 20/30 metri quadri, ed è composto da una scrivania (solitamente collocata di fronte l’ingresso) e ai lati due file: una di pc (con webcam e cuffie) e l’altra con cabine telefoniche. Dietro la scrivania si trova la stampante, dove con 10 cm potrai stampare il tuo biglietto aereo quando 2 ore prima del volo ti accorgi di non avere inchiostro!
I locutorios si dividono generalmente in due tipologie etniche: quelli ecuadoriani e quelli pachistani. In realtà questi due tipi sono assolutamente uguali in struttura, prezzi e servizi, ma si differenziano per l’atmosfera. In quelli ecuadoriani ci sono parecchie donne, spesso con bambini, e sono chiassosi. Quelli pachistani sono più sobri e austeri. Solitamente nel raggio di 10 metri da ogni locutorio c’è un Kebab o un fruttivendolo.
Io devo confessare di essere una discreta frequentatrice di locutorios, perché lì mi compro le schede internazionali per chiamare a casa, e perché ogni tanto mi piace passarci del tempo.
Se ho una nostalgia moderata vado al locutorio ecuadoriano, mentre se ho una nostalgia smisurata vado a quello pachistano.
Il locutorio, questa stanzetta che ha visto passare voci, storie, speranze, illusioni, questo luogo di desiderio, dove non conta chi ti sta accanto ma chi ti ascolta o ti legge oltre il confine. Questo posto qui, il locutorio, questo lembo di terra in cui quando entri il tuo passaporto già non conta niente, perché nel locutorio sei solo uno straniero, solo un nostalgico come tutti. Come piace a noi masochisti il locutorio!
Siccome da qualche giorno succede tutto il contrario di quello che desidero oggi ho deciso di raccontare delle parole spagnole che in italiano sono uguali (o quasi) ma con significati diversissimi.
La prima parola che mi è venuta in mente è HOSTIA, che anche in spagnolo indica il corpo di cristo schiacciato e rotondo che si mangia in chiesa, ma si usa moltissimo come imprecazione. Quella più comune è “¡HOSTIA PUTA!”, in caso negativo, o solo “¡HOSTIA!” quando si esclama per qualcosa di favoloso. HOSTIA significa anche colpo, schiaffo: “me ha dado una hostia” (mi ha dato uno schiaffo), e di superlativo piuttosto volgare: “Se ha comprado un coche de la hostia” (si è comprato una macchina incredibile!). Quando una persona è LA HOSTIA significa che è davvero eccezionale e fuori dal comune. FINALMENTE: questo avverbio significa “in conclusione, alla fine”, esattamente come in italiano, ma viene utilizzato in modo diverso. Mentre in italiano usiamo questo avverbio con un connotato positivo “finalmente ti vedrò!” in spagna si usa anche in occasioni tragiche “finalmente se murió” (infine morì), proprio perché indica semplicemente la conclusione di qualcosa, senza le sue caratteristiche.
Poi la solita lista infinita di parole, che si uniscono al primo elenco sulla grammatica spagnola:
pelo= capello
primo= cugino
tirar= buttare
salir= uscire
subir= salire
guardar= conservare
caldo= brodo
lista= furba
seta= funghi
medias= calze
pipa= pistola, pipa, semini
pasta= pasta, soldi
Oggi voglio superare me stessa parlando di un tema di cui non so un cazzo fritto, e questo post qui lo dedico a Mirko di Napoli, che mi ha espressamente chiesto in una mail di parlare di TELEVISIONE.
Allora mi sono messa a guardare la tv, per vedere se ho delle cose da dire su questo argomento, ed ho scoperto una cosa favolosa: la presentatrice del Gran Hermano (Grande Fratello) spagnolo, Mercedes Milá, non è la solita topona 30enne italian style ma una eccentrica signora nata nel 1951(!!!), morbidona e piena di rughe. La cosa davvero straordinaria di Mercedes (Mercedes è un nome proprio di persona in Spagna, e anche molto diffuso!) è il suo look! Allora io da brava mangiapasta mi sono detta “ma perché mettono una 60enne a condurre il grande fratello e non l’aiutano a vestirsi e a truccarsi???”e ho chiesto informazioni al mio amico google.es, il quale mi ha svelato un sublime segreto di pulcinella: prima di iniziare le puntate del Gran Hermano c’è stato un concorso, a cui potevano partecipare tutti gli studenti delle scuole di moda, inviando un bozzetto per un vestito per la diretta. E poi Mercedes in persona, aiutata dalla stilista ufficiale di Telecinco, ha scelto i disegni vincenti: non è bellissimo?!??! Insomma io credo che dare l’opportunità ad un giovane disegnatore di realizzare il suo bozzetto e vederlo in diretta tv a livello nazionale rivaluta tutto il bruttume del Grande Fratello.
Adesso due dei vestiti vincitori:
Scoprire questa meritocrazia modaiola ha migliorato il mio umore, tetro per via della minaccia di sciopero di Aena nelle vacanze di pasqua. Mia cara Aena,anche a Pasqua distruggerai le mie vacanze?? Mi farai tornare l’herpes zoster per la disperazione, mia cara Aena del los huevos??? Un giorno sarò una blogger famosa, e mi regaleranno voli sono per farmi tacere! Prometto! Ti odio, Aena!
Se ami la patata (intesa come tubero) devi assolutamente venire a cenare dietro casa mia, in Calle Ferrocarril 21. Dopo il Museo del Prado, il Reina Sofia, il Museo Thissen e il Museo del Jamon una tappa imperdibile per gli amanti dell’arte e del cibo è EL MUSEO DE LAS PATATAS, un piccolo bar di quartiere trasformato nel Tempio di DOÑA PATATA.
In questo posto potrai mangiare qualsiasi cosa accompagnata da PATATE ad un prezzo davvero irrisorio, ed ovviamente bere tanta e tanta birra per un prezzo che oscilla tra 1 euro e 1,20 euro, a seconda se consumi al banco (in piedi, o al massimo appoggiato alla barra, proprio come piace agli spagnoli) o seduto al tavolo (come si fa nel resto del mondo).
Le cose curiose de EL MUSEO DE LAS PATATAS sono tre: la prima è che si tratta di un luogo assolutamente didattico, dove numerosi cartelli e poster informano sul valore nutritivo della patatona, ricca di vitamina C, fondamentale per la nostra nutrizione (assieme ai suoi amici Pomodoro e Limone).
La seconda cosa interessante è che tutti i piatti di qualsiasi-cosa-con-patata hanno anche l’uovo. Se la razione è intera ci sono ben due uova per ogni piatto, se invece è una mezza razione troverai solo un uovo. Se anche tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, sei allergico alle uova proprio come me NON TEMERE! Il proprietario de EL MUSEO DE LAS PATATAS ti preparerà un piatto senz’uovo, ma con il doppio di patate! Che bello!
La terza e ultima cosa straordinaria del EL MUSEO DE LAS PATATAS è proprio il suo proprietario: un anziano dalla faccia peculiare e con un discreto culto del proprio io, che ha rivestito il locale di sue foto (tra i manifesti pro-patata). In una di queste immagini si potrà ammirare da giovane, con l’uniforme de los Regulares de Melilla (io non l’avevo mai vista una immagine così!!!).
Quando andrai a EL MUSEO DE LAS PATATAS potrai ordinare qualsiasi cosa: è tutto buonissimo! Non posso consigliarti niente! W LA PATATA E BUONA FESTA DELLA DONNA A TUTTE NOI DONNE PATATOSE!
tCome trovare lavoro a Madrid? Questo tema interessa a TUTTI! Sia a te, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid e che mi scrivi chiedendomi come trovare lavoro qui, e sia a me e al mio grande amico e collega Marione, che in preda all’insoddisfazione cronica ogni tanto mandiamo CV a cazzo di cane, per vedere se poi qualcuno ci risponde, ci fa un colloquio e magari ci dà un nuovo lavoro dove si guadagna di più lavorando meno ore e con meno stress.
Allora siccome io e Marione siamo un pò stanchi di Infojobs, Loquo, Infoempleo, etc. e siccome io e Marione stiamo troppo avanti, l’altro giorno ci siamo detti che forse stavamo sbagliando qualcosa nell’approccio al cambio di lavoro, e abbiamo deciso di fare un gesto coraggioso e controtendenza per due atei come noi: siamo andati alla Parroquia de Santa Cruz (Calle de Atocha, 6 ) a chiedere una grazia a San Juda Tadeo, santo delle cause difficili e disperate. Ci siamo recati alla chiesa con 2 candele dell’ikea alla frutta, profumate alla fragola, per poi scoprire che il San Juda Tadeo di Madrid vuole solo le candeline elettriche al costo di pochi centesimi.
Comunque noi abbiamo fatto così: abbiamo acceso una candela a testa, e abbiamo sussurrato il nostro desiderio di un lavoro nuovo, facendo anche delle promesse di carattere personale. Le promesse, dette anche voti, possono essere di qualsiasi genere, con l’unica condizione che richiedano un certo sforzo e impegno. Per esempio un voto impegnativo per me potrebbe essere rinunciare a mangiare i galletti, o non dire cattiverie sulla cucina spagnola, e cose così. Insomma noi abbiamo acceso la candela a San Juda Tadeo, abbiamo fatto un voto e poi siamo andati a prenderci una birra, come festeggiamento preventivo!