Grammatica spagnola: modi di dire a Madrid

Del risultato delle elezioni in Spagna è meglio non parlare, però mi preme specificare che questa schiacciante vittoria della destra non sminuisce in alcun modo il valore della SPANISH REVOLUTION: il desiderio di cambiamento resta forte, presente e incontrollabile nei nostri animi.

Detto questo per sdrammatizzare un po’ la situazione oggi ho deciso di raccontare i modi di dire madrileñi, e dedico questo post all’ineffabile Kike, gato-gato e inesauribile fonte di idee per www.vivereamadrid.it.

A Madrid, e solo a Madrid:
estar el la pomada= estar en la movida= essere nel pieno degli eventi
hacerce una peta= farsi una canna
estar como las griegas= essere matte
hacer la trece-catorce = andaré via senza dire niente
se me va la pinza= mi dimentico le cose
escare= andare via senza salutare
una cachalote= una ragazza grossa
pajaro= ragazzo
jambo= ragazzo
weaitor= personaggio
risión= sfigato
panoja= soldi
gallinas= soldi
lupas= ragazzo con occhiali
prenda= ragazzo
jambo= ragazzo
rasca= frio
churumbel= bebè
piltra= letto
teki= taxi
bule= atobus
buga= macchina
sopa= benzina
peloti= drink
dar un pirulo= fare un giro
dar un brazo= salutare qualcuno
Un’altra cosa curiosa di Madrid sono i modi con cui i maschi (e solo i maschi!) si salutano tra loro. Solitamente usano l’intramontabile ¿que pasa? affiancato da sostantivi curiosi:
¿qué pasa figura?
¿qué pasa maquina?
¿qué pasa artista?
¿qué pasa rey?
¿qué pasa marques?
¿qué pasa fiera?
¿qué pasa valiente?
¿qué pasa javata?

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