ESTAR DE RODRIGUEZ: una dolcissima sensazione!

Esiste forse per l’uomo spagnolo una condizione più bella, solare e felice di ESTAR DE RODRÍGUEZ (e molto probabilmente per la donna dell’uomo spagnolo)?? No!
L’espressione spagnola estar de Rodríguez si usa per indicare un uomo fidanzato/sposato che resta da solo in città, perché la sua donna è fuori per vacanze.
Questo bellissimo modo di dire ha un’origine molto semplice: quando estar de Rodríguez era una cosa abbastanza rara gli uomini ne approfittavano per fare di tutto di più mentre la donna era fuori città, e usava come nome d’arte il nome “Rodriguez”, per mantenere l’anonimato nelle loro monellerie.
Per questo l’espressione ESTAR DE RODRÍGUEZancora oggi indica questa sublime situazione dell’essere sentimentalmente impegnato ma momentaneamente solo.
Ma che fa l’ uomo spagnolo quando ESTÀDE RODRÍGUEZ?? Secondo me assolutamente nient’altro che invitare gli amici a giocare alla x-box e bere birra fino al coma etilico!
Questa espressione si può usare anche per indicare la donna che resta a casa quando il marito è fuori, ma non dimentichiamo che nasce per descrivere la situazione maschile (noi donne non abbiamo bisogno di inventarci nomi per fare quello che vogliamo!)

Los hombres y el verano a estudio – diezminutos
Al 71% de los hombres les gustaría estar "de rodríguez" al menos una semana este verano . Lo dice el II Barómetro Amstel sobre la masculinidad de los españoles.

Ed ora il test:

secondo te che fa lo spagnolo medio quando ESTA DE RODRIGUEZ?
Mangia 20 pizze di Telepizza guardando la TV a tutto volume
Compra tutte le birre del Mercadona
Gira nudo per casa con tutte le finestre e le tende aperte
Fa cosa inimmaginabili…
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Liberar móviles: una passione tutta iberica!

Se sei in giro per la Spagna, e sopratutto per MADRID (ovviamente), incontrerai con una certa frequenza cartelli, insegne e volantini con la misteriosa scritta “se liberan moviles(si liberano cellulari).

Di che si tratta?? Da cosa si liberano i cellulari?? Dalle persone?? Non sarebbe meglio liberare le persone dai cellulari? Ebbene NO, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!
In Spagna i telefoni si liberano dalle limitazioni, perché quando compri un telefono nella Penisola Isterica normalmente puoi usarlo con la sola SIM dell’operatrice telefonica a cui hai comprato il tuo cellulare!!!

Quindi se per esempio tu compri un telefono con la SIM Vodafone per tutta la vita potrai usare solo SIM Vodafone, a meno che non liberi il cellulino!
Il perché in Spagna si vendano cellulari bloccati è presto detto: qui le tariffe telefoniche sono significativamente più alte di quelle italiane, ed anche i cellulari costano di più! Per cercare di avere offerte più convenienti o “non pagare” il cellulare è assolutamente normale fare contratti con le operatrici telefoniche per 12 o 18 mesi, ed acquistare un telefono bloccato, cioè il telefono ha una specie di cintura di castità con cui l’operatrice in qualche modo ti obbliga a non andare con un’altra operatrice telefonica!

Quindi se tu proprio vuoi andare con un’altra operatrice o semplicemente non credi nella monogamia telefonica devi andare ad un locutorio e farti sbloccare il telefono, per la modestissima cifra di 5 euro!
Non ti sembra paradossale tutto questo? A me si, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!

Proprio per i prezzi FOLLI delle chiamate in Spagna impera il whatsapp, che è una chat per il telefono. In Italia lo usa solo chi sta troppo avanti (come mio cugino Andrea! ciao Andrea!), però in Spagna lo usiamo tutti! Lo uso pure io, immagina!!!!
Comunque a proposito di telefoni devo dire che gli spagnoli pensano che noi italiano siamo sempre a telefono. Cioè loro ci immaginano così: con una pizza in una mano e un cellulare nell’altra!
Concludo il post chiedendoti un favore: mio caro amico italiano che vieni in vacanza a Madrid, non fare lunghe chiamate telefoniche per strada! Chiama dall’ostello, così mi aiuti a sfatare il mito dell’italiano cellulare-dipendente!

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Un compleanno sospesa su Madrid!

Oggi compio 30 anni!!! Auguri Chechi!!

Allora per festeggiare il mio compleanno stamattina ho fatto una cosa davvero specialissima, che avrei voluto fare da tanto tempo ma il mio compleanno è stato un ottimo ricatto morale per convincere PischiOne ad accompagnarmi: andare sul teleférico!!

Vedere la mia adorata Madrid stando sospesa in una pallona di vetro che va a 3 metri al secondo è stata un’emozione davvero unica, degna di questi intensissimi 30 anni! Il teleferico si prende dalla Estación de Rosales (un luogo tristemente conosciuto ai madrileñi per un cruento episodio che però non voglio raccontare il giorno del mio compleanno) e ti porta volando e volando fino a Casa de Campo.
Il biglietto solo andata (che è quello che consiglio!) costa solo 3,70 euro, e per evitare la fila converrebbe farlo su internet. Fare la fila è sempre noioso, ma fare QUESTA fila per me oggi è stato drammatico, perché tra il peso dei miei 30 anni e mille bambini indemoniati io ho sofferto proprio parecchio oggi.
Una volta che sali sulla teleferica tutto diventa meraviglioso!!! Un audio simpaticissimo commenta il panorama e mentre voli a 40 metri dal suolo ti senti davvero la regina di Madrid! Dopo solo 11 minuti di volo si arriva alla Casa de Campo.
Questa Casa de Campo è una specie di dottor jekyll mister hyde de noartri!
Si tratta di uno sconfinato parco che di giorno è popolato da ciclisti, salutisti e famiglie felici e di notte è pieno di prostitute e trans che svolgono la loro professione. Però non temere! Di giorno Casa de Campo è un gran bel posto, e in una passeggiata di 10 minuti avrai un’irrefrenabile voglia di fare sport e mangiare solo insalata per il resto della tua vita! Questo desiderio salutista scompare una volta arrivati al LAGO di Casa di Campo: lì hai solo voglia di bere 4 birre e poi affittare una barchetta e farti un giro nel laghetto.
Attento a non esagerare con le birre: l’acqua del lago è spessa, verde e viva perché sebbene si chiami LAGO non è nient’altro che una grandissimissima pozzanghera, quindi cerca di non caderci dentro!

Quindi brillo e felice puoi prendere la metro LAGO e tornare nella city: con due fermate di metro sarai a Plaza de España, nel cuore pulsante di Madrid!

Che bello!!! W LA TELEFERICA!!!
Per completare il mio compleanno in bellezza stasera farò una piccolissimissima festina al MUSEO DEL JAMON:¿te apuntas?

Se non vuoi/puoi venire a festeggiarmi ma vuoi augurarmi qualcosa puoi farlo sulla pagina di facebook di vivereamadrid: http://www.facebook.com/vivereamadrid

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Caffè: quanto mi manchi!!!!

Questo post di oggi tratta un tema molto doloroso, quindi, caro amico italiano che vivi ancora in Italia, dopo averlo letto vai al bar e beviti un espresso alla mia salute, perché oggi parlerò del caffè spagnolo (¡Hay Que Dolor!)
Com’è il caffè in Spagna? Io istintivamente risponderei OLIOSO!


Io non so perché ma davvero il caffè in spagna è tutto oliosetto, che quando ti danno la tazzonona (la tazzina italiana ha solitamente una capienza di 85 cl, contro i 180 cl della spagnola) se tu guardi il suo contenuto in controluce noterai una diffusa macchia d’olio, che ti ricorderà tanto l’acqua di una qualsiasi piscina comunale cittadina in un qualsiasi giorno di agosto.
L’origine dell’olio nella tazzina del caffè è assolutamente misteriosa! Io però penso che siccome in Spagna tutto è un pò unto, anche le cose che non hanno untuosità intrinseca finiscono con l’avere un’untuosità acquisita.
Quindi niente, rassegnati: il caffè è imburrato! Oltre ad essere unto e bisunto il caffè spagnolo viene sempre servito in quantità esagerate, e spessissimo en vaso, cioè nel bicchiere!!! Un caffè in un bicchiere di vetro??!? Parliamone!

Nei beberoni di caffè gli spagnoli ci inzuppano di tutto: merendine, porras y churros, pezzi di pane e quant’altro, e questi beberoni sono spesso e volentieri accompagnati da abbondante latte e quantità esagerate di zucchero, che io in tanti anni non ho mai conosciuto uno spagnolo amante del cafè amaro!

Il mix caffè-latte ha proporzioni variabili a seconda del nome. I tre grandi classici sono:
Cafè con leche= più latte che caffè, questo è quasi sempre servito nel bicchiere di vetro e siccome e bollente risulta abbastanza entretenido guardare la gente che si brucia le dita nel tentativo di avvicinare il bicchiere alle labbra!
Cafè cortado o semplicemente cortado= cafè con poco latte. Il concetto di poco è relativo.
Cafè solo= caffè solo, senza niente. La solitudine di questo caffè viene compensata dalle quantità, anche in questo caso esageratissime.
Un altro ever green è il café expreso, che io personalmente sconsiglio vivamente. Vivamente.
Così come il cappuccino, che in Spagna non lo sa fare NESSUNO! ma dico io:sarà così difficile quel movimento del polso versando il latte bollente sul caffè??? evidentemente SI!
Quello che in italia si chiama caffè corretto in Spagna è conosciuto come carajillo: la ricetta base è uguale (caffè+ alcol) ma gli spagnoli aggiungono quel tocco di malizia iberica, dato da un pezzettone di cannella.

Una differenza culturare davvero curiosissima tra italiani e spagnoli è che in Italia il caffè si beve al bancone, rapidamente, mentre in Spagna il caffè lo prendi sempre seduto. Cioè nella Penisola Isterica si mangia in piedi e si beve il caffè al tavolino!!! Ma quanto costa il caffè a Madrid?? Un botto! 1,20 euro!
E invece la caña costa 1 euro, quindi ecco qui bello e servito il perché in italia la gente è isterica mentre in spagna siamo tutti felici: meno caffè e più birra per tutti!

Tra 2 giorni e il mio compleanno!!!

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Il CINEMA: un vero piacere, a Madrid

Secondo me uno dei piacere più intensi della vita è andare al CINEMA.

Esiste forse un luogo più speciale di una sala cinematografica, dove ci si emoziona per 7,5 euro e dopo 120 minuti si torna alla vita di merdy di sempre? No, un posto più speciale del cinema non c’è!
Siccome io qualche tempo fa avevo parlato del film Vorrei vederti ballare e alcune persone si erano arrabbiate con me e con la mia sincerità, io questa volta per non far arrabbiare nessuno (per questa volta) non parlerò di film ma di una cosa fighissima che inizia proprio oggi: la FIESTA DEL CINE, cioè la festa del cinema!

Cioè andando al cinema (non a un cinema qualsiasi ma ad uno di questa lista) dal 19 al 25 settembre, e pagando un biglietto normale, potrai poi comprare un biglietto a soli 2 euro dal 26 al 28 settembre.
Hai capito che furboni gli organizzatori della FIESTA DEL CINE??? Potevano almeno darci qualche giorno in più per poter andare al cinema a 2 euro, dico io! Però insomma, il marketing chiama l’arte e l’arte risponde, quindi dobbiamo accontentarci.
Comunque la cosa che davvero mi riempie di gioia è che nella lista della fiesta del cine c’è anche il mio cinema preferito: YELMO CINES IDEAL!

Che bello! E chi l’avrebbe mai detto?? Questo cinema trasmette i film in lingua originale, quindi se vuoi darti un tono e sentirti un vero cittadino del mondo devi e devi andare al cinema IDEAL!
Però se vai al IDEAL non c’è bisogno che ti vesti da intellettuale, come faresti (giustamente) andando al cinema Nuovo Sacher a Roma, dove dovresti metterti degli occhiali grossi neri, o una borsa molto grande di cuoio, o dei mocassini minimalisti.

No, al cinema Ideal puoi vestirti da persona normale, perché qui siamo in Spagna, e qui in Spagna conta solo il contenuto e non il contenitore (nel bene e nel male).
Poi siccome in Spagna ci piace bere, ma anche mangiare, se vuoi vivere un’esperienza 100% iberica devi e devi comprarti i popcorn (grandi) e una bottiglietta d’acqua.
Se invece vuoi essere iberico ma nella versione moderna puoi sostituire il popcorn con le giuggiole, ma sappi che la tua ibericità ne verrà intaccata.
Quindi insomma ci vediamo al cinema in questi giorni, ma non il 24 che è il mio compleanno e compio 30 anni!!!! mio dioooo!!

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PADEL: se non giochi sei ‘na pippa!

Una cosa che va troppo di moda in Spagna, e ovviamente soprattutto a Madrid, è il PADEL.
Che è questa cosina chiamata PADEL?
È uno sport che va super di moda in america latina, e quindi di riflesso è arrivato anche nella Penisola Isterica, facendo furore. Si tratta di una specie di tennis per pigri, in quanto le regole sono più o meno uguali, però il campo è più piccolo, quindi si corre meno. Essendo tutto di dimensioni puffiche (10×20 metri) è frequentissimo trovare mille e mille piste di padel disseminate per madrid, e anche le case bunker di cui parlavo qualche giorno fa sono quasi tutte dotate di pista di padel (mentre la piscina è obbligatoria).

E visto che queste piste sono in città che si fa per non perdere le palline??? Si avvolge la pista con  una rete, quindi mentre giochi ti senti proprio un topo in gabbia.

Questo sport è davvero di moda a Madrid! Insomma, se non sai giocare a padel non sei nessuno, al punto che anche io ho iniziato a giocarci, per non sentirmi emarginata!
Devo dire che la racchetta di padel è una caccona gigante che pesa parecchio, e io dopo 1 ora di padel non posso nemmeno lavarmi i denti con la mano destra.
Se vuoi essere un gato fighetto non devi giocare al polisportivo municipale (come faccio io), ma devi andare alla Ciudad de la Raqueta (città della Racchetta), che già il nome la dice tutta su questo posto qui.
Adesso sperando che Pischi One non legga questo post devo confessarti, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che la Ciudad de la Raqueta è proprio un posto del cazzooooo!!!
Sta talmente lontano che non si può raccontare, ed è formato solo da campi di padel e tennis, una piscina, molti prati e un bar fighettissimo (un caffè 1,80 euro!).
Affittare la pista di padel per 1 ora costa 14 euro, contro i 6,5 dei dignitosissimi Polisportivi Municipali, e ovviamente sei vai alla Ciudad de la Raqueta non puoi metterti la tuta delle medie, ma devi andare pijo: TERRIBILE! Credimi, io ci sono stata ben 2 volte!
Poi una cosa che fanno molto gli spagnoli qaundo giocano a padel è sputare a terra. Che loro sono così: un racchettazzo, uno sputazzo.
Infatti io consiglio a tutti di non cadere, nelle piste di padel.
Concludo questo post dicendo che domani devo NUOVAMENTE andare in viaggio per lavoro. Arret?? SI!
E poi sabato devo andare con Easyjet a Milano.
Che stress!!! Abbasso il lavoro e viva il padel!

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Barcellona, odi et amo

Io negli ultimi tre giorni sono stata a Barcellona, e ogni volta che vado a Barcellona penso così tante cose di quel posti lì che poi torno a Madrid e sono stanchissima, per il peso dei miei pensieri.

Esiste forse nel mondo un posto più caldo, umido, strabiliante e bulimico di Barcellona?? Secondo la mia esperienza NO! Siccome questo tema qui di Barcellona affrontato da una madrileña è quasi più delicato che il tema della corrida vorrei premettere che secondo me Barcellona è proprio una gran città.
Io quando sono lì ho sempre voglia di correre nuda avanti e dietro per La Rambla, uscire tutta la notte, alle sei del mattino andare in spiaggia, alle nove mangiare un pa amb tomata e poi dormire tutto il giorno, che secondo me Barcellona ti risveglia degli istinti primitivi che io mi chiedo come fa la gente a lavorare, in quel posto lì.
Poi giovedì alle 13.00 ero in plaça catalunya aspettando il mio amico Marione (che anche lui era a Bcn per lavoro, che noi vacanze niente!) e in 40 minuti di attesa mi sono messa a pensare al sesso delle città, e ho capito chiaramente che Barcellona è una donna: un po’ isterica, viziata, prepotente, infantile, affascinante.
Invece Madrid è un trans.
Poi sempre aspettando Marione sono entrata in tanti bar e negozi, e IMMEDIATAMENTE mi sono ricordata del perché io non vivrei mai a Barcellona toda mi vida. Lo dico? Non lo dico? Lo dico: Il motivo si chiama CATALANO. Ovviamente non è la lingua di per sé il problema, anche perché un dialetto parlato da 4 milioni di persone non è un problema per nessuno, ma tutto quello che c’è dietro.
Quindi per dirla tutta io me ne andai da Barcellona perché secondo me non è una città ospitale, non ti abbraccia, non ti coccola e non ti aiuta. Barcellona ti punzecchia, di incita a produrre, consumare, divertirti, strafare e poi a sparire. Barcellona, la ultraterrena, non accoglie: tollera. Barcellona è territorio catalano sommerso di stranieri euforici.
Madrid è la nostra grande signora castellana.
Però dopo questa personalissima confessione non pensare che a me non piace Barcellona: per carità!
Mi piace così tanto che tra due settimane ci torno! Tra le cose che più amo di Barcellona ci sono:
1) il bincing (troppo avanti!)

2) gli INCREDIBILI negozi di perline del Barrio Gotico
3) la notevole offerta di musei e sale espositive

Gaudí??? Gaudí bellissimo, punto.

Tra le cose che detesto della città sul podio metto:
1) il PATETICO nazionalismo
2) la quantità esorbitante di svedesi gnocchissime e mezze nude
3) la quantità smisurata di italiani

Per concludere una piccola barzellettina sua catalani, conosciuti per la loro tirchiagine (non pensare ai genovesi! che la mia UNICA amica genovese, la mitica Marina di Genova, si è rivelata infinitamente più generosa anche dei Napoletani!)

-.¿Como meter a cuatro catalanes en un coche?

-.Muy fácil: tirando un Euro dentro.

-.Y como se les hace bajar?

 

 

 

-.Pues gritándoles ¡QUE ES UN TAXIiiii!

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Cercare casa a Madrid

Io in questi giorni sono proprio distrutta per via di una cosa TERRIBILE che sto cercando di fare da diverso tempo, assolutamente senza successo: cambiare casa.
Allora siccome un sacco di gente mi chiede informazioni su come trovare casa a Madrid ho pensato di scrivere un post su questo sciagurato tema. (Preciso che CAMBIARE CASA non è come CERCARE CASA,perchè quando vuoi cambiarla vuoi migliorare, quando la cerchi vuoi solo un tetto!)
Chi mi ama e mi segue sa già che le case a Madrid hanno degli aspetti davvero sinistri e inquietanti che ho descritto in questo post, più altri aspetti sinistri e inquietanti che il 17 febbraio non ricordavo, come che i soffitti delle case spagnole sono NANI!
¿Perché? Ovviamente per ricavare un piano in più! Cioè in Spagna l’altezza del soffitto deve essere minimo 2.30 metri contro i 2.70 metri italiani!
Ti posso garantire, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a madrid, che questi 40 cm sembrano pochi ma pochi non sono!
Anche perché in italia 2.70 sono il minimo, in spagna (per la mia esperienza) 2.30 sono il minimo e generalmente anche il massimo!
Alla tragedia del tettino si somma la passione tutta iberica per le case-bunker, cioè una serie di palazzoni edificati attorno ad una piscina e a 4 alberi, vera delizia dei palazzinari.

Se anche tu hai l’animo del palazzinaro a Madrid troverai infiniti quartieri formati da blocchi di palazzoni in ladrillo e con la piscina al centro. Ma che hanno di bello questi posti di merdy? Qualcuno può spiegarmelo??
Se invece sei una persona grossomodo normale e non vuoi andare a vivere in un bunker al quinto coño ti consiglio di cercare casa in quartieri umani, come Atocha e tutto quello che le sta attorno.

Se cerchi affitti a breve termine sicuramente l’ideale è vivere in zone più centrali: Chueca, Huertas, Sol che sono tutte zone bellissime, ma con una pessima relazione qualità/prezzo delle case e con un’altra caratteristica architettonica tutta spagnola: le stanze senza finestre!!!
Se vuoi trasferirti a Madrid ma vivi ancora in Italia ti consiglio assolutamente di cercare casa direttamente da qui, senza fare affidamento alle foto e alle inserzioni di internet!!!

Secondo la mia esperienza è FONDAMENTALE vedere personalmente le case! Un aspetto da considerare cercando casa a Madrid sono gli scarafaggi: facendo un esame di coscenza devo dire che io sono abbastanza simile agli scarafaggi perchè come loro amo il caldo, l’umido e Lavapiés!Concludo con una domanda che probabilmente resterà irrisolta (però ti prego, prova a rispondermi!): perchè le cucine delle case spagnole sono strette e lunghe, tipo autobus??
Insomma vivere a Madrid è una figata, quando si ha già una casa!

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JODER: un verbo davvero versatile!

Un verbo spagnolo davvero versatile è JODER, crocevia di azioni e sensazioni , sia come verbo che come esclamazione.

Il verbo joder significa:
• Fare l’amore
• Molestare o dare fastidio a qualcuno (¡deja de joder con tanto ruido!)
• Rovinare qualcosa o impedire che qualcosa riesca bene (acabo de joder el mando de la tele: ahora no funciona)

Oltre al suo uso come tempo verbale JODER è anche nella top five delle esclamazioni spagnole, ed indica sorpresa, ammirazione o fastidio: ¡joder!
Se non vuoi essere cafone potrai sostituire il JODER con jolin, jopeta, jopelines, jo, jorar, joé

Nelle espressioni più frequenti abbiamo:

ESTAR JODIDO: star male, avere dei problemi
SER UN JODEDOR: essere un tipo scherzoso e allegro
SI TE ENCUENTRA DE JODE: se ti incontra di picchia o ti uccide
ME JODIÓ: mi fece male, mi vinse in una discussione, mi mise in ridicolo
“ALGO” MUY JODIDO: “qualcosa” molto difficile
VAYA JODIENDA: che situazione di merda
JODERLA: distruggere qualcosa/qualche situazione

La mia espressione preferita con il verbo joder è:
¡NO ME JODAS!
Questa esclamazione non ha un significato sessuale ma di sorpresa e stupore, e potrebbe tradursi come un “ma che dici???/ Maddai!!!/ Ma va!!!”

Questo verbo è talmente presente nella cultura/società spagnola che esistono anche dei detti in suo onore:
Joder no joderemos, pero joder que ganas tenemos. (scopare non scoperemo, però cavolo che voglia abbiamo!)
Jodido pero contento (messo male però contento)
Il duplice significato di JODER è palese nella celeberrima frase di Camilo José Cela, premio nobel per la letteratura spagnola:
“No es lo mismo estar dormido que estar durmiendo, porque no es lo mismo estar jodido que estar jodiendo”
(non è la stessa cosa essere addormentato e star dormendo, perché non è la stessa cosa stare messo male che stare scopando)

Adesso per fare in modo che no nos jodan mi piacerebbe sapere se è vero che dal 1 novembre verranno cancellati i voli Ryanair Siviglia-Bari. Per favore chiunque abbia informazioni a proposito mi scriva, perchè dobbiamo assolutamente fare qualcosa!

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DIFFERENZE TRA GLI ITALIANI E GLI SPAGNOLI

Oggi vorrei parlare di un tema tanto vasto e caro a noi italiani che viviamo in Spagna (e soprattutto a Madrid), e questo tema qui è
LE DIFFERENZE TRA GLI ITALIANI E GLI SPAGNOLI.
Oh mio dio! Non mi basterà tutta la vita per affrontare questo tema sconfinato! Allora oggi parlo solo della DIFFERENZA DI ORARI TRA ITALIANI E SPAGNOLI, e vorrei dedicare questo post all’ineffabile Giuann di Aversa, a Lucia di Bari, Alida di Catania a CaDia di Perugia e a tutti gli italiani che non conosco ma che vivono a Madrid.
In Spagna siamo tutti accumunati da un grandissimo desiderio: DORMIRE! Perché qui si va a letto tardissimo ma ci si sveglia presto (lavorando), quindi soffriamo molto perché abbiamo sonno. Per sconfiggere il sonno si va al bar, a prendere un caffè.
Ma che fai se il caffè costa 1,30 euro? Prendi una birra che costa un euro! Oppure il vermù!
Quindi al sonno si aggiunge la sbronza. Tra una birra e uno sbadiglio si arriva all’ora del pranzo: 15.00. ma perché si mangia così tardi in spagna? Io soffro!
Comunque si mangia tardi molto probabilmente per non morire di fame fino all’ora della cena: 22.00.
Tutti gli italiani credono che tutti gli spagnoli dopo il pranzo fanno la siesta, ma non è vero per un cazzo!
Per lo meno a Madrid io non ho mai visto nessuno fare la siesta! Quindi mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid prima di trasferirti pensaci bene: Madrid vive 24 ore al giorno, e non esistono sieste per nessuno!
Ora entriamo nel fase più lunga e faticosa della giornata spagnola: LA TARDE (il pomeriggio).
La tarde inizia verso le 14.00 e finisce ad orari estremamente soggettivi, ma solitamente dopo cena. Quindi se tu vuoi vedere qualcuno alle 20.00 gli darai appuntamento “a las ocho de la tarde”. Poi perché gli spagnoli non usano MAI i numeri fino a 24 ma solo fino a 12 per indicare le ore? Non si sa, ma insomma quel che è certo è che LA TARDE non finisce mai.
Nella TARDE si pranza, si fa merenda (a las seis de la tarde los niños, a las siete los adultos), si studia, si legge, si fa di tutto e potendo ci si riposa, in visione de LA NOCHE!!!
LA NOCHE spagnola, vero tallone d’Achille per TUTTI gli italiani residenti in Spagna.
LA NOCHE inizia dopo la cena, quindi verso le 22.00.
A las once de la noche ci si vede con gli amici per uscire, e inizia una vera e propria Via Crucis dell’alcol che può avere vari nomi ir de cortos, ir de cañas, ir a la ruta.
Qualsiasi sia il suo nome quest’attività ha sempre un identico svolgimento: si entra in un bar, si ordina da bere, si beve (rigorosamente in piedi,MAI sederti a un tavolo) e si cambia bar.
Così per un minimo di 5 bar ed un massimo di ∞ (numero infinito). ATTENZIONE! nella Via Crucis dell’alcol inizi a bere birra, ma dopo 3 o 4 bar DEVI passare ai superalcolici!

Se non ti piacciono i superalcolici puoi continuare con la birra. Se non ti piace neanche la birra corri il rischio di essere socialmente isolato.
Dopo i bar, che chiudono solitamente verso le 3 de la mañana, si va in discoteca, e dopo la discoteca si va a mangiare churros y porras, e dopo a casa.
Cioè lo spagnolo medio durante il we non torna mai a casa prima delle sette del mattino.
Ma per tutta la vita? Mi chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. Non lo so, ma spero proprio di no!
Passando così il fine settimana capirai bene che il sabato e la domenica mattina non esistono in spagna. Si tratta di lassi di tempo che in pochissimi hanno vissuto, e solitamente pochissime volte nella vita!
Per questo se ad esempio la domenica mattina vuoi andare a fare shopping in centro non devi andare prima delle 12.00 perché è tutto chiuso! Anche per le commesse di Zara esiste il sabato notte! Che credi!??
Comunque una cosa che io adoro degli orari spagnoli è che qui ogni momento è ottimo per fare qualsiasi cosa.
Non è mai troppo tardi per nessuna attività della vita, e si vive al massimo tutto il giorno e tutta la notte. Che sonno!
Se hai un argomento per il tema DIFFERENZE TRA GLI ITALIANI E GLI SPAGNOLI scrivimi!

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