Autobuses, os amo!

Così come quando a Madrid ho nostalgia mi faccio inghiottire senza meta dalla metropolitana, quando sono di buon umore mi piace prendere gli autobus e farmi dei giri per la città.

La Signora ha una rete di autobus da fare invidia: più di 210 linee diurne e 17 notturne attraversano Madrid, componendo misteriosi disegni sul suo tessuto urbano.
Questi autobus qui che abbiamo a Madrid oltre a essere tanti ed efficienti sono anche belli di brutto: sono tutti nuovi, lunghi come dei millepiedi, hanno i seggiolini per i bambini, il sedile grosso per gli obesi, i sedili normali per gli anziani, le gravide e gli invalidi e ADDIRITTURA lo spazio per mettere il carrozzino!

A questo proposito vorrei precisarti, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che sugli autobus di Madrid è permesso un solo passeggino per volta. Cioè se sull’autobus c’è un bebè con passeggino e tu vuoi salire con il tuo l’autista ti dirà NO: per la sicurezza della cittadinanza tutta non possono andare due passeggini, anche se l’autobus è vuoto!
Una delle leggi basiche dei trasporti pubblici di Madrid è NON CONTRADDIRE MAI L’AUTISTA.
El conductor infatti non solo guida ma saluta sempre tutti, da informazioni ai turisti, fa i biglietti, frena all’improvviso seminando panico tra i passeggeri e grazie allo specchietto che ha piazzato sulla testa controlla che dalle porte posteriori nessuno faccia il furbetto, salendo senza obliterare.
Se qualcuno si infila nell’autobus senza pagare il pedaggio lo zelante autista madrileño emetterà un fischio, richiamando il furbetto al suo dovere di cittadino: 1,50 euro di biglietto o una bella multazza!
Di tutte le linee di autobus che ho provato la mia preferita era la 6, ma devo dire che ultimamente anche la 45 mi fa battere il cuore.
La 6 mi porta da casa a Plaza Jacinto Benavente, verso lo shopping madrileño, la 45 mi porta dal lavoro a casa, verso la mia pace e il MIO tempo.
Ancora non ho deciso se è meglio stare per negozi a provarmi vestiti o sul divano in pigiama a leggere un libro, ma quel che so è che il tempo in autobus non è mai perso, a Madrid.

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Chechi

Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge