Cementerio de Lurca

di Vale Campana

In trentasette anni di servizio aveva finito per preferire i morti alla maggior parte dei vivi del paese. Così, anche quelli che in vita detestava, da morti si guadagnavano lapidi lustre e fiori ben curati. All’inizio gli era sembrato un poco strano, ma poi non ne aveva più potuto fare a meno: la vista a picco sulla costa, l’azzurro pastello di cielo e mare, il bianco gesso delle tombe e quel silenzio surreale, ne avevano fatto il miglior rifugio dalle brutture del mondo.

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Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge