Tu

di M. Berrettini

Rubia, spalmata sulla sabbia, lambita dal mare purpureo di sdraio notturne, gelati, piccole bugie, otarde immaginarie, scarpe di corda. Le note dei Mecano ci guidano in camera.
Il cuore esplode nel ricordo; come quella notte, come le grida soffocate da una mano umida, come le risa che, la mattina a colazione, trasparirono dagli occhi dei due della stanza accanto.
Dove sono la sacca col denaro, i biglietti d’aereo, i mille pantaloni, i miei baffi, le soffitte colme di vinile e strati di lenzuola?

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Chechi

Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge