Crisi economica spagnola

Eccomi finalmente di nuovo a Madrid!
Vado a Vienna per lavoro 3 giorni e che seccede?? Di tutto! Quasi quasi cerco biglietti aerei per scappare! la Spagna si blocca per uno sciopero generale contro il governo e Rajoy informa delle prime manovre economiche per salvare l’economia spagnola: un tijeretazo récord de 27.300 millones! (tijeretazo viene da tijeras, forbice).

29 Marzo 2012, Puerta del Sol, Madrid

Ovviamente l’idea che signor Rajoy abbia deciso di provare a salvare l’economia spagnola ormai alla deriva fa solo piacere, ma leggo con un notevole sgomento che la sua fonte d’ispirazione è stata… ta ta ta tan… BERLUSCONI! Mamma vienimi a prendere, ho paura!!!
Oltre ad ispirarsi allo scudo fiscale di Berlusconi (per facilitare la regolarizzazione del denaro in questo caso spagnolo all’estero) le idee di Rajoy per ridurre il deficit dal 8,5% al 5,3% (come chiede Bruxelles) sono tante, con tagli prevedibilissimi :( :

  • Abbassare i costi dei licenziamenti
  • Tagli ministeriali per un 16,9% (il più colpito sarà il Ministerio de Exteriores con un taglio del 54,4%) ma ovviamente anche Educación, Cultura y Deporte avrà una mazzata (-21,2%). I tagli minori si registrano per la Difesa, la Giustiza, il Ministero degli interni e la Presidenza (strano eheeh!??)
  • Un 322 milioni di euro saranno destinati a las ayudas para el acceso a la vivienda, cioè agli aiuti per acceso alla casa. In che consistono esattamente questi aiuti? Non si sa!
  • I sindacati riceveranno 6,2 milioni meno
  • Meno 51 milioni per la promozione economica delle imprese
  • Aumento dell IRPF (già approvato nel dicembre 2011)
  • Approvazione dell’ la amnistía fiscal per recuperare 25000 milioni di euro di denaro nero, parte rimpatriato dall’estero, parte nascosto nel Paese.

Ma che vuol dire amnistía fiscal? Significa che gli evasori fiscali pagheranno meno tasse di quelle che avrebbero pagato in modo normale. Cioè mentre i redditi che superano i 52,361 euro bruti l’anno pagherebbero 43% di tasse grazie all’ amnistía fiscal gli evasori adesso pagheranno tra il 19% e il 21%.
Imbarazzante.

Madrid 29 Marzo 2012

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Mexico lindo y querido

Eccomi appena tornata dalle mie vacanze in MEXICO! Ma quanto è bello il Messico?? Non si può capire!
Che io mentre giravo per le strade di tutte le città messicane che ho visto io solo odoravo profumi sublimi.
Se io vivessi in Messico peserei 300 kg minimo…

Le strade sono come dei ristoranti all’aperto, in Messico

Puoi mangiare grilli fritti

Patate frittolone e dolci a volontà

Los tacos que enchilan

Las quesadillas, cioè la versione messicana dei panzerotti

Salse salse salse, tutte piccantose

Pollo. Devo dire che le condizioni igieniche dei polli non erano delle migliori…

In Messico ci sono anche i fuochi per cucinare, per strada

Quintali di patatine piccanti

Frutta esotica economica e buonissima!!!!

Mele a 12 pesos!!

Cumuli di gelati

Poi oltre al cibo un’altra cosa molto molto importante in messico sono le unghie, che per essere alla moda devono essere lunghe e estrose:

Con i fiori…

animal…

ESAGERATEEEEEE

Però soprattutto mi sono piaciuti i luoghi e le persone del Messico. Ma questo lo racconterò domani…

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QUEDAR, il verbo minestrone

Se wordpress funziona questo post verrà pubblicato il 20 marzo, mentre io starò viaggiando lungo la Riviera Maya!!!
Se c’è un verbo che significa di tutto in spagnolo questo è il verbo QUEDAR, vero minestrone del castigliano.

QUEDAR si pronuncia chedar e significa:
• Stare, restare in un luogo (se quedará en Madrid – resterà a Madrid)
• Sottrarre, restare parte di una cosa (me quedan tres pesetas – mi restano 3 pesetas; queda por instalar la cocina – resta da montare la cucina)
• Parmanere in una condizione, o passare ad un’altra condizione più o meno stabile (quedó herido – restò ferito)
• Trovarsi in una condizione come conseguenza di qualcosa (después de aquello,quedó como el tonto de la clase – dopo quell’esperienza restò come lo scemo della classe)
• Terminare, finire (quedó aquí la conversación – la conversazione restò qui)
• Organizzare un appuntamento (quedamos a las 8- ci vediamo alle 8)
• Quello che manca per arrivare a una situazione o a un luogo (quedan dos semanas para la entrega del proyecto – mancano 2 settimana per la consegna del progetto; quedan 2 km– mancano 2 km)
• Essere situato (ese pueblo queda lejos de aquí – questo paese è lontano da qui)
• Con la preposizione CON indica possessione (yo me quedaré con estos libros – prenderò questi libri; quedate conmigo – resta con me)
• Con la preposizione EN indica una decisione (quedamos en comprar el piso– siamo d’accordo nel comprare l’appartamento)
Quedar indica anche concetti più astratti, come:
• provocare buona o cattiva impressione a qualcuno: si le llevas flores quedarás muy bien – se le porti dei fiori farai bella figura
• stare bene o male con un vestito: este vestido te queda fenomenal!- questo vestito ti sta benissimo; este vestido te queda fatal!- questo vestito ti sta malissimo;
QUEDAR lo incontriamo anche nelle espressioni familiari:
quedarse atrás: restare indietro, anche in senso figurato
quedarse a oscuras: non capire qualcosa
quedarse bizco: (letteralmente restare strabico) stupirsi
quedarse corto: non riuscire a raggiungere un obiettivo
quedarse más ancho que largo, quedarse tan ancho, quedarse tan fresco: (letteralmente restare più largo che lungo, restare molto largo, restare molto fresco) restare completamente indifferenti verso qualcosa
quedarse tieso: morire
quedarse yerto: spaventarsi terribilmente
aquí me quedo, besos desde Mexico lindo!

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Apañarse, ossia cavarsela in spagnolo

Se wordpress non è una ciolata (come io temo!) questo articolo si pubblicherà automaticamente il 17 Marzo, mentre io starò viaggiando per il CHIAPAS!!!

Tra i verbi curiosissimi del castigliano sicuramente troviamo APAÑARSE, che si pronuncia APAGNARSE perché ha la Ñ (gn), ed è un verbo davvero molto molto usato nel castigliano.
Questo verbo significa:
1. Prendere, afferrare: apañó un bolígrafo – afferrò una penna
2. Conservare qualcosa, o appropriarsi illecitamente di qualcosa: el ladrón apañó todas las joyas – il ladrone afferrò tutti i gioielli
3. Aggiustare qualcosa che sta rotto: apañó la falda como pudo- sistemò la gonna come podette
4. Risolvere: apañar las cuentas – aggiustare i conti
5. Riparare, correggere: apañar la casa, el peinado – sistemare la casa, i capelli
6. Condire il cibo: apañó la comida con un poquito de orégano – aggiustò il sapore del cibo con un po’ di origano
7. Darsi da fare per fare bene qualcosa: a pesar de ser novato, se apaña muy bien en el trabajo – nonostante sia un novizio si gestisce molto bene con il lavoro
8. Cercare il modo per risolvere un problema, una situazione: se las apañó para que no le descubrieran – gestì la cosa in modo che non lo scoprissero
Dal verbo APAÑAR viene l’aggettivo APAÑADO, che significa:
- abile, pratico (es muy apañado y lo mismo arregla un enchufe que una silla// è molto pratico, sa aggiustare sia una presa che una sedia)
- adeguato all’uso a cui qualcosa si destina (se hace unas vacaciones muy apañadas// si fa dei viaggi molto organizzati-fighi)

Ovviamente l’aggettivo APAÑADO lo troviamo anche con i nostri migliori amici ser-estar!
A seconda del contesto della frase questo aggettivo può anche avere un significato negativo:
estar o ir apañado può voler dire essere in errore, equivocarsi (si esperas que te llame por teléfono, vas apañado – se speri che ti chiami a teléfono ti stai sbagliando)
APAÑARSE è spesso sinonimo di espabilarse (cioè svegliarsi) e indica in generale azioni volte a risolvere situazione problematiche o statiche.

Apañarse vuol dire un pò di tutto, per questo io amo questo verbo!

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¡VIVA MEXICO CABRONES!

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TOMATE FRITO, lo squallore chiuso in un brick

Questo post è programmato per essere pubblicato il 13 marzo, mentre io sono in viaggio in CHIAPAS!

Nella Top10 delle ossessioni nella mia vita in Spagna primeggia indubbiamente EL TOMATE FRITO, cioè il pomodoro fritto, agghiacciante surrogato della salsa.
Caro amico terrone che vuoi venire a vivere a Madrid, ti ricordi quelle lontane domeniche di fine anni ’80, quando si andava a casa della nonna a fare la salsa???
Con la mamma e le zie che bollivano i pomodori nel pentolone del militare, e tutti noi piccoli dovevamo fare lavori umilianti come trasportare le bottiglie vuote da una parte all’altra? (che quelle piene le facevano portare ai cugini più grandi…).

Ebbene tutti questi ricordi terroni sono tanto dolci quanto velati e lontani, ma si trasformano in leggenda ogni qual volta il mio campo visivo incontra lui: EL TOMATE FRITO.
Che venga un herpes zoster all’inventore del tomate frito, che ha preso la salsa e invece di imbottigliarla come i cristiani ha pensato bene di friggerla prima, e non nell’olio d’oliva ma nell’olio di girasole!!!
La cosa più terribile del tomate frito è che gli spagnoli lo usano così, alla brutto dio: aprono il brik e lo versano FREDDO sulla pasta o sul riso. I più evoluti lo riscaldano, ma senza aggiungerci nessun tocco personale. No, direttamente dal brick alla padella, senza passare dal via.
Se non mi credi leggi il bric: ¡ABRIR Y SERVIR! no calientar ni hostia, aprire e servire!!!

Tomate frito, mi sfami ma ti odio!

Di tomates fritos ce ne sono mille milioni ma il più famoso è quello della marca HACENDADO, vero monopolio alimentare nella Penisola Isterica.
Ha un sapore molto forte, con un vago retrogusto di pomodoro, e si presenta in stato semi-solido.
È proprio un cremone denso, tipo balsamo per capelli! Capito??? L’aspetto più inquietante di questo prodotto alimentare è che el tomate frito è talmente radicato nella cultura spagnola che gli iberici pensano sia un prodotto sano e naturale, e lo danno da mangiare agli ammalati e ANCHE ai bambini.
Cioè a 2 anni il parmigiano non lo danno ma il tomate frito si. No va bè, parliamone!
Poi se un giorno hai la diarrea e lo dici a qualche amico spagnolo preparati: il consiglio sarà pranzare arroz con tomate frito para estar bien.
Essendo fritto nell’olio di girasole questa salsa è grassissima, e ne ho le prove:

Tutti ciccioni con il tomate frito!

Mentre la passata di pomodoro italiana è DAVVERO sana e leggera:

Passata di pomodori, dolci ricordi!

Per favor, qualcuno mi spedisca una bottiglia di passata di pomodoro italiana!!!
Per concludere inserisco la nuovissima pubblicità del DIA, che ci aiuterà a riflettere su 2 drammatiche verità e 1 bugia iberica:

1) La ragazza solo dopo aver buttato la pasta si accorge che non ha il condimento (GULP!)
2) Il maschio iberico le procura TOMATE FRITO e lei lo riscalda nella padella senza aggiungere un goccio d’olio, una fogliolina di basilico, un pezzettino d’aglio… niente!
3) Lei gratta il parmigiano: BUGIAAAAA!!! Nessuno spagnolo gratta il parmigiano!!! I buongustai lo comprano già grattuggiato!
Distrutta dal tomate frito me despido!

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11 M e la cicatrice di Madrid

11 MARZO, 11 M.

Scrivo questo post qualche ora prima della mia partenza per il Messico, e lo programmo perchè si pubblichi nel giorno del dolore, il giorno degli attentati terroristici in Spagna.

Un dolore grande quanto la tua forza, Madrid mia

La verità è che di anno in anno è sempre più difficile poter scrivere qualcosa in questa data, per questo ho deciso di copiare il mio post dell’anno passato, che recita così:

Madrid ha una grande e profonda cicatrice che le segna una parte della città (la parte a me più cara), la totalità della sua anima e tutta la Spagna.
Questo suo dolore si chiama 11M, cioè 11 marzo 2004, quando un attacco terrorista colpì 4 treni della rete del Cercania della città, uccidendo 191 persone. Questo drammatico episodio ebbe delle ripercussioni immediate sulla politica del Paese, poiché fu fatto esattamente tre giorni prima delle elezioni generali che portarono alla vittoria di Zapatero.
L’11 marzo 2004, subito dopo l’attentato, la destra (che a tavolino era già vincitrice delle elezioni) attribuì il gesto alla banda terrorista dell’ETA, nonostante gli esponenti politici di questa frangia indipendentista avessero sempre dichiarato la più completa estraneità ai fatti: ma né il governo, né i partiti politici né i mezzi di comunicazione ammisero ufficialmente l’estraneità dell’ETA.
Solo quando il Al Quds Al Arabi di Londra ricevette una lettera che dichiarava la colpevolezza di Al Qaeda davanti agli attentati non si poté più nascondere la verità.
Gli spagnoli, feriti nel cuore pulsante della nazione e traditi dalla classe politica che per ore fece di tutto per nascondere la verità, spostarono massimamente il voto a sinistra, quindi a Zapatero.

Proprio di fronte alla stazione di Atocha (sede degli attentati) si erege un cilindrone di vetro alto 11 metri, cicatrice di questo grande dolore. All’interno di questo monumento(ci si può entrare da un corridoio che si trova sotto la stazione) una complessa struttura “intrapola” i bigliettini che tutti i cittadini scrissero nei giorni immediatamente successivi all’attentato, in ricordo delle vittime.

Interno del monumento in ricordo del 11 M

Ai miei occhi questa struttura, perfettamente integrata nel contesto urbano ma con una forma ed un materiale che creano una frattura evidente con gli altri edifici che la circondano, è un qualcosa di sublime.

Madrid.

Ed adesso un po’ di silenzio, soprattutto a Madrid.

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Mode spagnole: EL TOCADO

Programmo la pubblicazione di questo post per il 9 marzo (sperando che funzioni!) ma lo scrivo il 6 sera.
Devo dire che scrivere un post pensando nel futuro da un subidón non indifferente perchè ti proietta in un’altra dimensione!!
Dunque mentre questo post si pubblicherà automaticamente io sarò a Cruenavaca perché domani (il domani del 9 marzo, non di oggi!!) si sposa la mia cara amica Nitzia!

Un matrimonio messico-spagnolo: che bello!!!

E qual è l’accessorio imprescindibile in un matrimonio iberico (anche se questo si tiene dall’altra parte del mondo)??
EL TOCADO! El tocado, vero fiore all’occhiello della moda spagnola! Anche la Duquesa de Alba lo indossa!

Duquesa de Alba, sempre divina!

El tocado è un oggettino che copre la testa: nasce infatti per ripararsi dal freddo o dal caldo, e in breve tempo si evolve e diventa un MUST della moda iberica e anglosassone.
Si può trattare di un cappellino, di un fiore, di una composizione di piume, di un tessuto eleborato… e chi più ne ha più ne metta!

El tocado non conosce limiti, perché parliamo pur sempre di una moda spagnola e si che che in Spagna piace strafare!

Il tocado di Robin Hood

Questo accessorio esiste di tutti i tipi, le dimensioni, i materiali e i prezzi: ¡tu decides!

tripudio di piume

cappello fiorito: tra i miei preferiti!

tocado gallinone

Tocado rotondo, tra i più comuni in Spagna

Piume di pavone!

Allora siccome all’altro matrimonio a cui sono stata io ero L’UNICA e non avere il tocado questa volta mi sono data da fare, ed ecco cosa ho comprato al Rastro per soli 15 euro:

Il mio primo TOCADO!!! (primo di una LUNGA serie!)

Ma al Rastro c’è da impazzire!

Li voglio tutti!!!

belli belli belli!

Se stai pensado che EL TOCADO è una burinata ricrediti subito!!! Anche io ho attraversato questa fase del pensiero e ne sono venuta fuori! Il tocado è divin0: mai più senza!

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¡VIVA MEXICO CABRONES!

Dove vado con uno zaino di 60 litri ricolmo di: costumi da bagno, creme abbronzanti, felpe e giacca a vento, scarponcini da montagna, sandali e unos tacones, jeans e un vestito fighettissimo, cappellino di paglia e un enorme tocado rosso?????

Giuro che non abbinerò i miei scarponcini storici con questo tocado spagnolissimo!

La valigia più eterogenea del mondo ha una sola, grande destinazione: MEXICO!!
Tra pochissime ore un volo mi porterà a MexicoDF, dove farò queste cose:
-rivedrò Marione e Chiuc, i miei ineguagliabili amici
-andrò al matrimonio della mia cara amica Nitzia: ¡¡FELICIDADES NITZIA!! (¡¡¡Nitzia tirame el bouquet!!!)
Poi prenderò tanti voli: prima andrò in CHIAPAS a fare la rivoluzionaria, poi andrò a Cancun a vedere i pesci e il mare verde, e infine prenderò un 3º volo e tornerò a Mexico DF, per poi tornare a Madrid, il 24 marzo!

Marione, prepara il guacamole che arrivo!!!

Allora per non lasciarti in crisi di astinenza da post , mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, ho pensato di programmare la pubblicazione di un articolo ogni 4 giorni: secondo te la pubblicazione automatica funzionerà?
Secondo me no, però ci proviamo!
Al mio ritorno racconterò il Messico con i miei occhi, hasta entonces ¡VIVA MEXICO CABRONES!

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Cosa pensano gli spagnoli degli italiani?

Tra uno zainone e l’altro (partoooo!eheheh!partopartoparto!) mi sono ricordata di questa sublime pubblicità del Carrefour, che ironizza in modo geniale sullo stereotipo del maschione italiano.

L’associazione di turisti italiani che ogni estate invadono Ibiza e Gandia per conquistare le ragazze spagnole, atteggiandosi come chef provetti quando in realtà di cucina solo sanno dire PEPERONI raccomanda: Carrefour.
E con quello che i membri di questa curiosa associazione risparmiano sulle pizze riescono ad andare ad Ibiza anche in inverno.
Ad Ibiza in inverno… a fare che?? A inseguire le ragazze facendo pizze acrobatiche!
Questa pubblicità è geniale, e non ha bisogno di commenti!

MI HAI VOTATA?? mooo e votami!!! qui VIVERE A MADRID, il penultimo della pagina, il primo del tuo cuore!

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es TOTAL y a todos les encanta

Una parola spagnola che mi incuriosisce molto è TOTAL.
TOTAL sarebbe il nostro TOTALE, ma in spagnolo viene usato in vari modi.
Può indicare (esattamente come in italiano):
- Il risultato di una somma
- Qualcosa che è completo o include tutti gli elementi e le parti di qualcosa
- L’insieme di persone o cose che formano una classe o una specie se ha hecho una estadística sobre el total de los italianos en Madrid
Ma questa parolina magica in castigliano viene usata anche per tirare le somme di un discorso total, que no piensas venir, e come semplice coniugazione total que le dije…
Poi ovviamente TOTAL può essere abbinato con i verbi SER y ESTAR, come aggettivo ipersuperlativo.

Per esempio la canzone NO CONTROLES degli Olé Olé il cui testo dice
No controles mi forma de vestir porque es total
Y a todo el mundo gusto
No controles mi forma de pensar porque es total
Y a todos les encanta
No controles mis vestidos
No controles mis sentidos
No controles mis vestidos
NO controles mis sentidos
Noooooooo

¡un grupo TOTAL!

Cioè definiamo qualcosa TOTAL quando la sua perfezione e bellezza non è discutibile.
Un po’ come il video di NO CONTROLES, que es TOTAL!
Prima di rituffarci nel cuore degli anni ’80 una riflessione: non è davvero incredibile che tutto questo solo pochi anni fa era di moda???

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Inquinamento a Madrid…

Da qualche giorno a Madrid siamo tutti uniti da un grande, intenso e irrefrenabile desiderio: che piova!
Perché La Signora ha deciso di indossare uno dei suoi capi più cool: un cappellino grigio fatto di smog.

Madrid ti prego, togliti il tuo cappellino grigio!!!

I dati dicono che Madrid supera del 35% il limite dell’inquinamento tollerato, e anche i polmoni di noi poveri abitanti se ne sono accorti!!
I sintomi di questo smog insopportabile sono: occhi rossi, muco grigio, affanno, pelle secca, capelli pesanti e soprattutto tanta tanta voglia di trovarsi in una foresta incontaminata.

E siccome nunca vienen solas al fumo del traffico si è sommata una massa di polvere del Sahara!

Insomma, io non credo che sopravviveremo a lungo con quest’aria! se non mi credi prendi un volo per Madrid e vieni a vedere!

Ma di chi è la colpa?? Ovviamente di tutti noi consumisti che inquiniamo come dei matti, ma secondo me la responsabilità più grande va alla nostra amata alcaldesa del Ayuntamiento de Madrid: la signora Ana Botella Serrano, conosciuta come Ana Botella.

Ana Botella, stupida gallinona!

La signora Ana Botella è del Partido Popular, ma le voci maligne dicono che sia diventata alcaldesa non come apice del suo percorso politico ma grazie all’aiutino di suo marito, il signor José María Aznar. José María Aznar… ti dice niente questo nome, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid?? Eheeh! Come vedi tutto il mondo è paese!
La signora Botella ha il privilegio di rappresentare Madrid ma in realtà lei non vuole bene alla nostra città, e in una situazione davvero insostenibile come questa lei se hace la sueca (letteralmente fa la svedese, cioè fa la gnorri) e non prende nessuna decisione per limitare lo smog della capitale.

Zone verdi? No! Targhe alterne? No! Blocco del traffico la domenica? No! Piste ciclabili nel centro, per poter usare la bici per andare a lavoro e non solo per percorrere il perimetro della capitale? No!

La cara Botella pensa che tutto vada bene e ha avuto il coraggio di dichiarare davanti alla stampa cose raccapriccianti, tipo:
• “la contaminación atmosférica de la capital no es nociva para la salud de los ciudadanos”
• “¿Contaminación? La gente está deprimida por el paro… eso asfixia más”

Allora secondo me ci sono solo due spiegazioni a quello che dice Botella: o è una bugiardona interessata o non vive a Madrid, e quindi non respira quest’aria.
Ma il sindaco di una città può vivere in un’altra città? Boh! Io credo di no ma google non mi aiuta molto a tale proposito.

Signora Botella, perché domani non vieni nel mio quartiere a respirare quest’aria non nociva (stando a quanto dici tu!)?

E soprattutto perché ti sei messa in politica?? Non era forse più rilassante e positivo per tutti averti nel ruolo di moglie di Aznar?(il che già è un fardello non da poco!!)
Va bhè, continuiamo con la danza della pioggia…

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