Modi di dire spagnoli che AMO!

Un’espressione spagnola che io amo MOLTISSIMO e che secondo me rappresenta un po’ l’animo degli spagnoli è DARLO TODO.
Darlo todo letteralemente si traduce come darlo tutto MA MA MA non pensare al male, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!!
Darlo todo in spagnolo non ha un significato sessuale (non solo, diciamo…) ma indica impegno, costanza, determinazione e GANAS. Quindi la traduzione più opportuna sarebbe METTERCELA TUTTA, anche se non rende.
DARLO TODO si usa abitualmente così:
¡vamos a darlo todo! Quando stai per uscire con gli amici e vuoi liarla parda, cioè dare il meglio di te nel creare situazioni improponibili e vivere esperienze uniche.
Dandolo todo che indica un grande impegno verso qualcosa ANCHE sotto un profilo sessuale.

La seconda espressione spagnola che adoro è LIARLA PARDA, che viene dal verbo LIAR.
Questo è uno dei verbi minestroni spagnoli: significa un sacco di cose tra cui aggravare una situazione, fare in modo che qualcosa risulti più complicato del normale.
Quindi LIARLA significa (tra le altre cose) fare casino, ma LIARLA PARDA significa fare DAVVERO casino.
La parola PARDA indica una persona un po’ sciocca, quindi con il verbo LIARLA possiamo immaginare che ne viene fuori!!
La celebrità dell’espressione LIARLA PARDA la dobbiamo a una soccorista di Madrid che qualche anno fa provocò una nube tossica in una piscina mescolando in modo sbagliato due prodotti che provocarono una reazione chimica.
Quando i giornalisti la intervistarono lei fu solo capace di dire “Que vamos que la he liao parda” Ecco il video, credo che non esista uno spagnolo che non l’abbia visto almeno 3 volte!

Io mi sono comprata dei biglietti aerei perchè domani andrò in Galizia, e sono determinata a liarla parda dandolo todo: SI SALVI CHI PUÒ!!!

una donna indimenticabile!

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Arte a Madrid: LEWIS HINE

L’altro giorno sono stata alla Fundación Mapfre per una bellissima esposizione (gratuita) dell’arte per me ASSOLUTA:la fotografia.
Trovarmi davanti a una carta che cattura un momento realmente vissuto e passato per sempre è sempre qualcosa di magico per me, però se questo momento narra una storia la magia diventa illimitata.
Per questo profondo interesse che nutro per le vicende umane mi sono innamorata dell’esposizione di LEWIS HINE, che racconta storie facendo scatti, con una sorta di alfabeto morse personale che toglie colore al mondo attuale: quello che conta sono le persone, i viaggi, gli arrivi, le partenze, il lavoro, la fame e il sonno.

Le foto che più mi hanno emozionata sono state quell della Isla Ellis, che parlano d’immigrati.
La mia condizione di emigrata, immigrata (anche se con altre necessità, in una diversa situazione), donna con la valigia mi fa sentire le storie dei nostri nonni immigrati in America come mie.
Le valigie di cartone non sono forse nostre? Da dove veniamo tutti?
quanta pace sento guardando foto!!!
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RIFORMA SANITARIA SPAGNOLA

Come ho accennato nel post sul re di Spagna che chiede scusa uno dei temi bollenti di questi giorni è la RIFORMA SANITARIA SPAGNOLA, disperato tentativo del governo Rajoy di recuperare un po’ di soldi.
I due aspetti a mio avviso più interessanti della riforma sanitaria sono (elencanti in ordine di vergogna che mi provocano):
• La restrizione dell’accesso alla sanità agli immigrati non in regola
• Il copago farmacéutico

I tagli alla sanità uccidono

Il primo punto è quello più imbarazzante in assoluto, al punto che anche l’Unione Europea ha chiesto di fare un passo indietro: gli stranieri che non risiedono legalmente in Spagna avranno accesso solo al pronto soccorso e alla maternità.
Questa brutale idea nasce da un problema realmente esistente: l’abuso della sanità pubblica da parte di alcuni cittadini stranieri (principalmente inglesi) che vengono in Spagna a operarsi in modo completamente gratuito. Mentre fino ad oggi era sufficiente empadronarse per accedere a tutti i servizi della sanità pubblica spagnola adesso il governo informa che “El padrón no les bastará”.
Per avere diritto alla sanità si dovrà dimostrare di vivere, lavorare e pagare la tasse in spagna.
Risultato: gli immigranti irregolari avranno diritto solo al primo soccorso, alla maternità e alla cura dei bambini.
Con questa vergognosa riforma sanitaria il governo aspira a risparmiare 500 milioni di euro, e ovviamente chi ne pagherà le conseguenze non saranno i nostri cugini europei (che indubbiamente hanno approfittato dell’ottimo servizio della sanità pubblica spagnola per farsi operare aggratis) MA i circa 500mila sin papeles che vivono in Spagna.
No insomma, io mi vergogno.
Il secondo punto è il COPAGO DEI FARMACI, e questa volta la necessità di liquidi dello stato spagnolo si abbatte sui pensionati i quali passano da avere le medicine gratis a pagare il 10% delle stesse, fino a un massimo di 20 euro al mese, a seconda del reddito dichiarato. Indubbiamente utile come deterrente per tutti i vecchiettini che per anni hanno abusato di medici e medicine gratuiti per anni, ma una sanità pubblica gratuita per tutti non è una grande dimostrazione ci civiltà??? Secondo me SI!
Ovviamente anche la cosiddetta popolazione attiva dovrà attivamente partecipare al copago farmaceutico: io ad esempio pagherò il 40% delle medicine che il mio medico mi prescriverà.
Proprio come uno che guadagna 99.000 euro all’anno!!!! Cara signora ministra della sanità Ana Mato ma tu come cazzo calcoli le fasce di reddito???
Insomma l’impegno del distruggere la sanità pubblica spagnola resta un obiettivo prioritario del governo Rajoy, e al momento i risultati sono soddisfacenti.

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IL re di Spagna chiede SCUSA!!!

Oggi sono stata a vedere una stupenda mostra di fotografia di Lewis Hine, però non posso raccontare le emozioni vissute perché la politica spagnola in questi giorni è densa di eventi, e lascia davvero poco spazio all’arte e alla sublimazione dell’anima.
Dunque la prima cosa davvero scioccante del giorno è vedere il nostro malandrino re Juan Carlos chiedere scusa davanti alle telecamere per la prima volta in più di 30 anni di regno!
Ma perché chiede scusa?? Per tutto direi, e soprattutto per quello che non sappiamo!!
Iniziando dallo scandalo che ha visto come protagonista suo genero Urgandarin per finire con le sue vacanze imbarazzanti: una battuta di caccia all’elefante (peraltro a pagamento!!) occultata a tutti (quando il Re per uscire dal Paese deva avvisare il Presidente del Governo, per ragioni di sicurezza) e venuta fuori solo per la rottura del femore del monarca.

Come mi piacerebbe partecipare a una CACCIA AL RE!

E adesso il lato oscuro di questa storia oscura: pare che Juan Carlos sia andato in Africa invitato da Mohamed Eyad Kayali, impresario saudita e braccio destro del principe saudita Salman, ministro della Difesa del Regno e amico intimo del re… e persona chiave nel contratto della creazione di un AVE (treno di alta velocità) tra La Mecca e Medina che sarà fatto da imprese spagnole!!!
Hai visto?? anche in Spagna e in Arabia Saudita, così come in Italia, si crede molto nell’amiciziaaaa!!!
È proprio vero che tutto il mondo è paese!

Insomma il re chiede scusa, e per una volta che lo fa godiamoci il momento!

La seconda cosa scioccante riguarda la riforma sanitaria spagnola e la racconto domani… adesso pigiama, copertina e divano, che non è proprio un buon momento per ammalarsi questo!

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Caso Repsol-YPF

La cara presidentessa d’Argentina da ieri sta facendo girare le eliche a tutta Europa, e in particolare alla Spagna: Cristina Fernández de Kirchne ieri ha infatti annunciato che lo Stato ha dichiarato d’utilità pubblica e soggetto all’espropriazione del 51% le azioni che appartengono al gruppo Repsol-YPF.
I funzionari del governo argentino, guidati dal ministro per la pianificazione Julio de Vido, sono entrati nei locali della società petrolifera, l’YPF-Repsol, hanno preso possesso della sede ed espulso tutti i dirigenti spagnoli presenti.
Il colpaccio – la succursale argentina rappresenta con una produzione di 472mila barili al giorno un terzo del fatturato di Repsol – era nell’aria da settimane ma la notizia è arrivata qui in Spagna nel momento meno opportuno.

non ho parole

Stando alla divisione delle azioni (una parte in mano al Governo Nazionale e l’altra parte alle dieci province produttrici di idrocarburi) il Governo Argentino conterà con il 26,01% del capitale.
Tutte queste azioni si espropriano a Repsol, e nessuna al gruppo argentino Petersen (che possiede il 25% di Repsol-YPF).
Lo stato spagnolo ha chiesto che Argentina paghi 8000 milioni di euro, ma Cristina Fernández ha già fatto sapere che argentina non pagherà.
Questa azione rompe in modo drastico il clima di amicizia tra Spagna e Argentina, e secondo Rajoy: “La expropiación de YPF puede perjudicar a toda Latinoamérica”.
La borsa di Madrid crolla, l’economia spagnola barcolla e Argentina si allontana sempre di più dalla Spagna.

Ma cosa ha portato la presidentessa a una mossa così spregiudicata?
• Il gruppo di giovani peronisti (“La Campora”) guidato da Maximo Kirchner, il figlio primogenito di Cristina. Nazionalisti, populisti e autarchici si ispirano alla sinistra peronista anticapitalista degli anni Settanta.
• fabbisogno di energia per sostenere la crescita
• la scoperta di nuovi giacimenti per 22 miliardi di barili (una dimensione che potrebbe rendere il paese autosufficiente dal punto di vista energetico per molto tempo) in un’area chiamata Vaca Muerta, nella provincia di Mendoza, vicino alle Ande, che il governo Kirchner vuole controllare direttamente.

A personalmente me fa male tutto e non ho parole per descrivere lo stato d’animo della Spagna in questo momento.

Argentina, sarai anche bella e affascinante ma ti comporti malissimo!

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Una domenica a Madrid

Per combattere la tristezza non resta altro che prendere la macchina fotografia e andare in giro per Madrid:

La strada che porta alla mia casa nuova

Paseo de las Delicisa deserto

Minnie e Topolino a Puerta del Sol

I cartoni animati chiacchierano

Un albero speciale

L'uomo senza testa

L'uomo senza testa 2

Una statua speciale

Gesú si prepara...

Opera

Palacio Real

Plaza de Oriente

Campo del Moro

El Palacio Real

Plaza de España

Calle Ferraz

Don Quijote y Sancho

E per concludere il mio pranzo: BOCATA DE CALAMARES

mmmhm che buono!

Dovresti venire qui per le tue vacanze

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Qualcosa di personale, qualcosa di mio…

Guardo dalla finestra e mi sento TRISTONA. TRISTONISSIMA.
Adesso vedo questo:

dal salotto della mia attuale casa

Tra poche settimane vedrò questo:

il Museo del Ferrocarril dal salotto della mia futura casa

Avrò anche uno sgabuzzino!!! Avrò anche uno sgabuzzino ma mi sento TRISTONA.
E ora il test (sii sincero nel tuo voto, anche se la verità a volte fa malissimo!):

Quale dei due panorami e’ piu’ bello?
pollcode.com free polls
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La marijuana ci salverà??

C’è crisi. C’è grossa crisi.
E che si fa in Spagna per dare una sterzata a questa terribile crisi economica che ci attanaglia?? Oltre il progetto dell’Eurovegas si propongono dei piani anticrisi davvero originalissimi, come ad esempio quello di Rasquera, piccolissimo comune catalano in provincia di Terragona da qualche giorno protagonista della politica spagnola.

A Rasquera stanno TROPPO AVANTI!

Gli abitanti di questo municipio oggi hanno deciso tramite referendum (e siamo in attesa del risultato) se cedere i terreni del comune per COLTIVARE MARIJUANA!!!
Questo progetto davvero alternativo è inserito nel piano anticrisi del comune, uno dei più indebitati di tutta la cataluña.
La coltivazione a grande scala di marjiuana sarebbe destinata ai 5.000 soci del club di autoconsumo, che pagherebbero 1,3 milioni di euro in 2 anni. Inoltre questa coltivazione creerebbe 40 posti di lavoro diretti e indiretti.
Il sindaco di Rasquera ha dichiarato che porterà avanti il progetto solo se minimo il 75% degli abitanti vota per il si, e se dovesse vincere il NO lui si dimetterebbe.

La scheda per il referendum, ovviamente in catalano!!

Le votazioni si sono chiuse alle 21.00 di questa notte: hanno votato 555 persone, il 68% dei residenti con diritto al voto. Che avranno deciso?? Dovremo aspettare ancora qualche ora per saperlo ma questa interessante storia ci lascia un insegnamento sicuro: la crisi economica o deprime o scatena la creatività, senza vie di mezzo!


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EUROVEGAS: ¡no todo vale!

Uno degli aspetti più terribili di uno stato in crisi economica è il desiderio di arricchirsi in modo rapido e facile.
Ed ecco che in tutta europa il bingo, i gratta e vinci, le lotterie, le scommesse, etc.. si trasformano in una speranza di ricchezza immediata non solo per i cittadini in ristrettezze economiche ma per gli stati stessi.
In questo doloroso panorama di “ricerca di soldi facili” la Spagna fa da padrona con un inquietante progetto chiamato EUROVEGAS.

quello che a Madrid NON serve!

L’imprenditore americano Sheldon Adelson vuole creare in europa una città del vizio su modelo di Las Vegas.

Sheldon tornatene in America!

Il suo occhio da pesce lesso è ricaduto sulla Spagna, dove già da diverse settimane la Comunità di Madrid e la Cataluña stanno combattendo per accreditarsi la sede di questa città del vizio che prevede: 6 casinó, 3 campi da golf, 1 centro congressi, 12 hotel con 36.000 stanze: un investimento di 22.000 milioni di dollari con cui (pare) si creeranno 160.000 posti di lavoro diretti in 10 anni (ma di che tipo di lavoro stiamo parlando?? Quali professionalità si vedrebbero impegnate in una città del vizio??).
Questi mostruosi numeri sono accompagnati da mostruosi cambi legislativi: cambi negli orari commerciali dei negozi, cambi sulla legge del gioco, cambi sulle altezze massime degli edifici costruibili in città, cambi sulle leggi lavorative spagnole oltre che una serie di agevolazioni fiscali che permetterebbero a Sheldon Adelson di concretizzare il suo negozio in modo quasi gratuito.
Nonostante Las Vegas stessa sia profondamente in crisi in quanto modello di negozio non sostenibile il governo insiste e lotta perchè l’EUROVEGAS diventi realtà.
Quale turismo porterà un centro come questo a Madrid?
Quali professionalità si vedranno impegnate per soddisfare quali bisogni?? La A-LEGALITÀ della prostituzione non è un problema giá abbastanza grande e vergognoso per la Spagna??
Occorre forse uno stradone di casinó, lupanari, bar e discoteche?
Vogliamo incrementare il turismo, creare nuovi posti di lavoro e lavorare per una Madrid cosmopolita e forte ma è soprattutto ora di puntare sulla qualità.
¡NO TODO VALE!

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Mode spagnole: MANOLETINAS y MERCEDITAS!

Anche se piove o pioviggina o è nuvoloso la verità vera è che a Madrid è arrivata la PRIMAVERA!!!
Il gazpacho impera in tutti i banchi frigo dei supermercati, le terrazze e le strade del centro sono ricolme di tavolini, l’aria pullula di pollini assassini e nelle vetrine iniziano a comparire le prime alpargatas e Victoria, accompagnate dalle MANOLETINAS! Finalmente!!!

Le scarpe spagnole sono STUPENDEEEEE!

Di che si tratta?? Ebbene las manoletinas sono un vero must della moda spagnola: si tratta di un tipo di scarpe estremamente basiche (quindi estremamente spagnole! Ehehe, ma quanto sono vipera??!) caratterizzate da:
- Assenza di tacco
- Suola piana, piatta come il piattume esistenziale di una choni
- Struttura molto flessibile
- Colori sgargianti
- Tessuti più disparati (dal vellutino autunnale al cotone estivo, passando per il plasticone sintetico
Il nome manoletinas deriva da Manuel Laureano Rodríguez Sánchez detto Manolete, uno dei più grandi toreri di spagna degli anni 40.

IL Manolete è un vero personaggio storico spagnolo, mito della postguerra non tanto per l’incredibile modello di scarpe che inventò ma perché da buon torero morì incornato a soli 30 anni!

Il torero-modista MANOLETE

Mi dispiace Manolete, perché forse se fossi vissuto più a lungo avresti potuto inventare altri stupefacenti modelli di scarpe, però BEN TI STA! Che la corrida è anche questo, mica deve morire sempre il toro che nemmeno ha scelto di stare lì!!! (o no??!?)
Insomma las manoletinas sono una specie di ballerine, ma più flessibili: belle da dio!

STUPENDE!

A Madrid potrai trovare alcuni modelli originali e made in Spain nello stesso negozio de las ALPARGATAS, cioè al Calzados Lobo
Le cugine di primo grado delle MANOLETINAS sono las MERCEDITAS: delle ballerine caratterizzate da un laccetto sul collo del piede.

divinas de la muerte!

Comprati un volo lastminute e vieni a vedere di persona la moda spagnola!

W le scarpe spagnole che non hanno il tacco e che permettono persino a me di essere alla moda!!!! ‘¡aúpa!

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Feste spagnole: la Fiesta del Delantal

Oggi è uno dei pochissimi giorni in cui non vorrei trovarmi a Madrid ma a Carlet, in provincia di Valencia.
E perché?!??? Ti chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid.
Ebbene perché oggi a Carlet si celebra una delle feste più strambotiche di tutta la Spagna: la festa del DELANTAL, cioè del grembiule!

Finalmente un dress code che fa per me!

Tutte le casalinghe di Carlet organizzano questa festa a partire dalle 16.30 nel mercato municipale della città, con dress code UN GREMBIULE!

belle belle!

La Fiesta del Delantal si celebra da più di 30 anni, e richiama appunto il clima pasquale di felicità.
Ci si sente allegri e ci si veste bene, ma se tu sei una casalinga e passi tutto il giorno tra i fornelli che ti metti per essere elegante?? Un grembiule nuovo!
Poi siccome in Spagna ogni occasione è buona per fare gruppo e volersi bene le amas de casa che sono amiche tra di loro devono andare alla festa con lo stesso grembiule, per rafforzare lo spirito corporativo. Che figo!
Poi si sa che las amas de casa stanno ben attente all’economia domestica, quindi i grembiuli non li comprano ma li cuciono loro, creando capi unici: ¡AUPA LAS AMAS DE CASA DE CARLET!

voglio questo grembiule!

Ma che fanno tante donne con grembiule in un mercato?? Cucinano (e magnano!) 14 KG di cioccolata, la mona de Pascua ela longaniza de Pascua

La MONA DE PASCUA: buona!
La LONGANIZA de Pascua: BUONISSIMA!

Ecco, io quando sarò casalinga andrò a vivere a Carlet!

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Un fine settimana a Madrid

Siccome le ultime settimane sono state davvero intense questo we ho deciso di dedicare tempo a tutte le cose più belle che si possano fare a Madrid: mangiare cose madrileñe, sentire buona musica con veri amici, fare spese in un mercatino vintage in ottima compagnia, passeggiare per ore a Lavapiés, intossicarmi con una paella indigesta, andare in un locale bellissimo di cui parlerò presto e ovviamente vedere stupende esposizioni:

cocido madrileño home made
Subsonica a Madrid
mercadillo Utopic Sundays
primavera a Lavapiés
la paella assassina (Mano a mano- calle Lavapiés 12, NON ANDARCI!!!)
Un angolo di paradiso in calle del Barco 45 (¡gracias Lucia y Jose!)

Le esposizioni che ho visto sono due: CHAGALL alla Fundación Caja Madrid (che merita un post intero) e varie esposizioni a La Casa Encendida (che ha un nuovo bar!!).
Di tutte le cose bellissime che ho visto a La Casa Encendida mi sono davvero emozionata con le opere della piano -1:  10 nuovi giovani artisti che hanno vinto il concorso “Generaciones”, ricevendo premio in denaro e l’esposizione delle loro opere.
L’idea portante di tutte le opere è l’empatia tra l’opera d’arte e lo spettatore, relazione che porta alla completa fusione nelle opere di Almudena Lobera e Isabel Martínez Abascal.

PORTADORES. LA IMAGEN EN EL CAMPO AMPLIADO DEL CUERPO

Il lavoro di questi due artisti si chiama PORTADORES. LA IMAGEN EN EL CAMPO AMPLIADO DEL CUERPO, ed è formato da 12 disegni originali tatuati sui corpi di diverse persone.
Il processo artistico consta di tre fasi: la prima consiste nella realizzazione dei disegni e nell’esposizione di questi in una galleria.
Le persone che desiderano “possedere” questi disegni si rendono disponibili a tatuarli sulla propria pelle, il prezzo dell’opera è offrire la propria pelle come supporto.
La seconda fase è proprio il tatuaggio dei disegni sui corpi, e quindi la terza fase è trasformazione del corpo-opera in galleria d’arte.

dove finisce l’opera e inizia lo spettatore??

Questo straordinario lavoro ci da un interessante spunto di riflessione sulla forma materiale dell’opera, valorizza il concetto di opera unica e trasforma la visione materialista dell’opera d’arte: la creazione non si può comprare e/o vedere, l’opera è unica e originale.

asustado, adj. Que desea con comedimiento que las cosas sean distintas de lo que parecen.

Esiste un’emozione più intensa di quella che nasce guardando un’opera? Esiste qualcosa di meglio dell’originalità?

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