Caso Repsol-YPF

La cara presidentessa d’Argentina da ieri sta facendo girare le eliche a tutta Europa, e in particolare alla Spagna: Cristina Fernández de Kirchne ieri ha infatti annunciato che lo Stato ha dichiarato d’utilità pubblica e soggetto all’espropriazione del 51% le azioni che appartengono al gruppo Repsol-YPF.
I funzionari del governo argentino, guidati dal ministro per la pianificazione Julio de Vido, sono entrati nei locali della società petrolifera, l’YPF-Repsol, hanno preso possesso della sede ed espulso tutti i dirigenti spagnoli presenti.
Il colpaccio – la succursale argentina rappresenta con una produzione di 472mila barili al giorno un terzo del fatturato di Repsol – era nell’aria da settimane ma la notizia è arrivata qui in Spagna nel momento meno opportuno.

non ho parole

Stando alla divisione delle azioni (una parte in mano al Governo Nazionale e l’altra parte alle dieci province produttrici di idrocarburi) il Governo Argentino conterà con il 26,01% del capitale.
Tutte queste azioni si espropriano a Repsol, e nessuna al gruppo argentino Petersen (che possiede il 25% di Repsol-YPF).
Lo stato spagnolo ha chiesto che Argentina paghi 8000 milioni di euro, ma Cristina Fernández ha già fatto sapere che argentina non pagherà.
Questa azione rompe in modo drastico il clima di amicizia tra Spagna e Argentina, e secondo Rajoy: “La expropiación de YPF puede perjudicar a toda Latinoamérica”.
La borsa di Madrid crolla, l’economia spagnola barcolla e Argentina si allontana sempre di più dalla Spagna.

Ma cosa ha portato la presidentessa a una mossa così spregiudicata?
• Il gruppo di giovani peronisti (“La Campora”) guidato da Maximo Kirchner, il figlio primogenito di Cristina. Nazionalisti, populisti e autarchici si ispirano alla sinistra peronista anticapitalista degli anni Settanta.
• fabbisogno di energia per sostenere la crescita
• la scoperta di nuovi giacimenti per 22 miliardi di barili (una dimensione che potrebbe rendere il paese autosufficiente dal punto di vista energetico per molto tempo) in un’area chiamata Vaca Muerta, nella provincia di Mendoza, vicino alle Ande, che il governo Kirchner vuole controllare direttamente.

A personalmente me fa male tutto e non ho parole per descrivere lo stato d’animo della Spagna in questo momento.

Argentina, sarai anche bella e affascinante ma ti comporti malissimo!

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Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge