Ansiedad de la imagen

Tra le esposizioni di Photoespaña ce n’è una che esprime la mia anima: Ansiedad de la imagen.
Ansietà dell’immagine, un poeticissimo riflesso delle preoccupazioni umane.

Non a caso entrando c’è uno specchio rotto, che ci ricorda che i protagonisti veri dell’esposizione siamo noi:

Nell’ultima decade la globalizzazione ha prodotto enormi cambi geopolitici, e tutte le zone del mondo in questo momento hanno difficoltà a resistere alla globalizzazione. Nonostante questa immensa fusione socio-culturale ogni regione fa il possibile per presentare una resistenza incosciente (e instabile) e un’opposizione alla cultura dominante. Questa esposizione rappresenta esattamente questa incertezza: il cambio della realtà, un mondo sempre nuovo e in trasformazione, un momento di ansia e di instabilità.
Il click è di artisti di tanti Paesi, e il tocco italiano lo dobbiamo a Matteo Basilé che mi ha provocato come un’enorme esplosione nella testa e nella pancia.

uau!

Allora con morbo mi sono messa a spiare nella rete cercando Matteo Basilè: com’è-che fa-dove vive-con chi-che mangia a colazione-ama i cani?.
Voglio sapere TUTTO.

uau uau!

Navigo nel web, che internet non è altro che l’estrema espressione della globalizzazione, meraviglia con un retrogusto inquietante. La ansiedad de la imagen già mi assale, il web mi sovra stimola e Matteo Basilè non mi interessa più: da fine si trasforma in mezzo.
Scopro una mostra di Matteo che si chiama Il Mito dell’Aspirina, BAYER Italia vedo le immagni, mi fanno schifo e non le capisco e all’improvviso Matteo Basilè non mi emoziona più.

e questa sarebbe arte digitale????!?!?

Mi sembra tutta una farsa, già mi viene fuori molta cattiveria quando scopro che l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ha un’altra mostra sua, THISHUMANITY. Mi assale un’inquietudine, devo vederla subito!
Ansiedad de la imagen.

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Chechi

Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge