Parole spagnole nuove: così decise la RAE

Come ogni anno anche in questo turbolento 2012 la RAE (Real Academia Española) che è l’istituzione culturale che si dedica alla pianificazione linguistica del castigliano ha incorporato nuovi vocaboli nel dizionario spagnolo ed a modificato il significato di altri già esistenti.
Siccome nel mondo ci sono 21 paises hispanohablantes (quindi questa lingua è utilissima se viaggi in mezzo mondo) e lo spagnolo è in continua evoluzione la RAE ha davvero molto lavoro, perché i dubbi sulla correttezza delle parole ci assalgono quotidianamente!
Per esempio la RAE ha salvato la mia amicizia con Nathalie, che un giorno iniziammo a litigare sulla parola parvulario (che secondo lei non esisteva) e tra me che sono di Bari e lei che è francese ti lascio immaginare le urla che non si finiva più!
Meno male che poi la RAE mi ha dato toda la razon!!
Tra tutte le magiche paroline nuove o riadattate quella che ha scatenato maggior interesse (anche da parte mia, lo ammetto) è MATRIMONIO che da oggi si potrà usare anche per indicare l’unione di persone dello stesso sesso: che bello! Viva l’amore!

Matrimonio per tutti!

(a proposito di matrimonio per favore rispondi a questo sondaggio che pubblicai 1 anno fa ma resta ancora attualissimo!)
Tra le nuove parole che hanno passato da essere okupas ad avere tutti gli onori del castigliano doc quelle che più mi hanno colpito (per il motto dalla strada al dizionario) sono:
Canalillo= inizio della concavità che separa i due seni della dona, così come si vede in una scollatura
Emplatar= mettere il cibo nel piatto
Culamen= culo
Gayumbos= mutande da uomo
Gracieta= aneddoto divertente
Cuentacuentos= persona che narra un racconto pubblico
Friki= persona stravagante, eccentrica
Orgásmico= relativo all’orgasmo
e BOLG!!! La RAE riconosce la parola BLOG come spagnola!
E allora come direbbe un vero cattedratico spagnolo:
                              Mi blog es un poco friki pero cuenta gracietas, y al final resulta orgásmico!

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Chechi

Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge

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3 Comments

  • Alessio
    31/07/2012

    Gli spagnoli, a differenza di noi italiani ci tengono molto alla loro lingua, in quanto la lingua fa parte della propria cultura. Ci tengono e mettono in atto politiche che la tutelino, preservino e salvaguardino da eventuali insidie che potrebbero minarne la validità e la durata nel tempo. Per fare un paragone con l’Italia in Spagna le parole straniere oltre ad essere vietate nelle pubblicità {(me lo confermi?) (e direi anche che è stragiusto, la sentiamo 100mila volte al giorno in tv, sui giornali, sui tabelloni, per la strada!)} esiste anche la RAE che è un istituto statale autorevole. In Italia non facciamo che utilizzare termini inglesi in maniera che piano piano ci stiamo dimenticando i significati italiani, e questo non accade solo con parole “nuove” (tipo quelle del gergo informatico) ma anche con parole vecchie! Adesso in Italia facciamo “shopping”, che è una parola inglese che fino a 60 anni fa traducevamo con “compere”. La mia non è una crociata contro l’inglese, ma la crociata per la salvaguardia della lingua, che è uno degli aspetti principali della propria cultura. In Italia soffriamo di un senso di inferiorità (e di imbecillità) che stiamo facendo a gara a chi usa più parole inglesi (match al posto di incontro/partita, gay al posto di omosessuale, star al posto di stella, red carpet (!!!) al posto di tappeto rosso, etc. etc.). L’emblema di tutto è il semplicissimo OK. In spagna si dice vale, in italiano si dice d’accordo, apposto, bene, e adesso? anziani di 70 anni che ti rispondono OK. Politicamente penso che questo sia avvenuto per un discorso politico: l’Italia ha perso la guerra, la Spagna no. Ma qui si entra in discorsi e teorie che sconfinano dal fatto che la nostra cultura dobbiamo salvaguardarla e non ostacolarla, stando attenti però a non scadere in inutili iniziative nazionaliste. Sia chiaro, e concludo, per me la musica rock si chiama rock, perchè l’hanno inventata gli anglofoni e gli hanno dato quel nome, ed è giusto così, ma il self service si deve chiamare fai da te, i last minute si deve chiamare ultimo minuto, altrimenti di questo passo parleremo l’angliano: dieci parole inglesi (interpretate anche male tipo “tilt” che per noi italiani significa una sorta di corto circuito quando in inglese significa inclinare) e una italiane, che non ci serviranno ne per parlare bene una lingua, ne l’altra! Un saluto a tutti, e scusate per la lunghezza dell’intervento, Alessio.

  • Nicola
    01/08/2012

    Vorrei solo far notare che la bionda nella foto sembra la Merkel… :’

  • 03/08/2012

    non conoscevo la parola parvulario! e mi sembra così strano che la RAE accetti parole inglesi anche se di uso comune.. che gran passo in avanti, no? complimenti per il post ;)

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