Crisi economica spagnola: la burbuja inmobiliaria

Con l’espressione burbuja inmobiliaria si fa riferimento alla speculazione edilizia che ha dominato la Spagna approssimativamente dal 1997 fino al 2008.

I sintomi principali della burbuja inmobiliaria sono stati:
-incremento anormale dei prezzi degli alloggi
-benefici fiscali concessi per l’acquisto di beni immobili
-immigrazione (aumento della popolazione straniera in Spagna da un 0,52% rispetto alla popolazione totale nel 1981 a un 12% nel 2009)
-mancanza di suolo edificabile, quindi speculazione e riqualificazione del suolo urbano
-eccesso di credito

Secondo il Banco de España nel periodo 1997-2006 il prezzo delle case in Spagna ha visto un incremento del 150% in termini nominali, che corrisponde a un 100% in termini reali (leggi qui).
Tra il 2000 e il 2005 si progettarono attorno a un 800.000 case all’anno.
Occorre però precisare che non tutti gli edifici furono terminati. In concreto secondo il Ministerio de Vivienda furono completate: 525.331 opere nel 2003, 586.092 nel 2004 e 612.066 nel 2005.
Ovviamente delle edificazione terminate solo una parte fu venduta: nel 2004 circa 295.000 case nel 2005 circa 336.000. questi numeri significano accumulazione di case nuove, circa un 14,5% del totale (leggi qui)
Indebitamento immobiliario:
Uno dei principali effetti di questa situazione è la crescita del debito per la casa. Se i prezzi delle case aumentano il valore dei mutui aumenta. Il debito degli spagnoli si triplica in meno di 10 anni. Dal 1990 al 2004 la durata media di un mutuo aumenta da 12 a 25 anni.
La BURBUJA INMOBILIARIA ha due pilastri:
• la massiva presenza di denaro per incrementare i nuovi mutui (estrema facilità delle banche nel concedere ipoteche)
• interessi bassissimi per la Spagna per entrare nell’Euro, e quindi la capacità di aumentare i prezzi (maggiore potere economico)
Nel dicembre 2007 la bolla inmobiliaria esplode: ci sono TROPPI edifici (evidentemente si è costruito molto più del necessario), la domande cala di un 40% e l’offerta è sproporzionata.

Riassunto semplificativo ma realistico:
Non si può più costruire= disoccupazione= la gente non sa come pagare i mutui= le case vengono date in pegno alle banche= le banche hanno case ma non hanno soldi= l’economia spagnola è paralizzata e piena di ecomostri dalle sigle più disparate: PAUS, VPO, VPT…
Che sono? Inumani quartieri dalle dimensioni mastodontiche. Vuoti.

[showtime]

Come si possono progettare enormi quartieri così, senza servizi e senza storia? Come si può vivere in luoghi così inumani?
Grazie alla burbuja inmobiliaria si sono arricchiti in tanti.
Mentre adesso tutti ne paghiamo le conseguenze.

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Proverbi spagnoli sulle donne

Oggi vorrei parlare di tradizioni, perché stamattina ho fatto una bella passeggiata nel mio quartiere (popolato prevalentemente da vecchi di classe media) e ho sentito il bisogno di folclore.

un bel vecchiettino del mio quartiere

Qualche tempo fa avevo parlato dei proverbi spagnoli sugli animali, e allora oggi ho pensato di parlare dei proverbi spagnoli sulle donne.
Allora mi sono messa a parlare, leggere e documentarmi e ho trovato dei proverbi davvero bellissimi!
Il miei due preferiti sono:
A mujer bigotuda de lejos se saluda “a donna baffuta da lontano si saluta”
Mujer peluda en la cama cojonuda “la donna pelosa a letto è stupefacente”
Ed ecco che subito entro in confusione, soprattutto ricordando l’italiano “donna baffuta sempre piaciuta” ! Ma in Spagna il pelo piace o non piace?? Non si capisce! Mi sa che il baffo NON piace, ma i peli sulla gambe o sulle ascelle promettono intensa passione. (sarà per questo che io rimorchio tanto in Spagna?? Credo di si!)

La donna è volubile:
Cada día se muda el viento y la mujer cada momento = il vento cambia ogni giorno, la donna ogni momento

e misteriosa:
El melón y la mujer, malos son de conocer =il melone e la donna buoni si distinguono difficilmente

Elogio alla donna bassa:
La mujer y la sardina, cuanto más pequeña, más fina=la donna e la sardina, quanto più piccole più fini” (finas nel senso di saporita per la sardina e intelligente per la donna

Elogio alla donna magra:
La mujer menudita, siempre pollita =la donna magra sempre ruspante (giovanile)

Elogio alla persuasione della donna:
Lo que quiere la mujer, eso ha de ser =quello che una donna desidera si fa!

Elogio alla normalità:

Ni bonitas que encanten, ni feas que espanten = nè belle che innamorino, nè brutte che spaventino

Critica al pianto:
Mujer llorona, es puta o ladrona =la donna che piange molto è puta o ladrona

La bellezza non è tutto:
Mujer graciosa, vale más que hermosa =la donna simpatica e gradevole vale più di una donna bella

Attente a come camminate!
Mujer que al andar culea, bien se yo lo que desea =la donna che sculetta dimostra chiaramente quello che desidera (=sesso!)

La donna è responsabile di tutto!:
Lo que valga una mujer, en sus hijos se ha de ver =quello che vale una donna si vedrà riflesso nei suoi figli

Infine l’ingiusto e internazionale proverbio contro le donne al volante:
Mujer al volante peligro constante.

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Pinella, affacciati alla finestra

Il fatto è che a volte il caldo di Madrid mi crea strane e confuse idee, che producono una specie di enorme corto circuito nella mia testa.
Poi oggi il cielo è bianco, promette pioggia, fresco e aria pulita e non mi smuovo dal quartiere.

io amo il mio finestrone.punto.

Ma che avranno mai i quartieri nelle città? Quando vivevo in paese odiavo il piccolo, e desideravo sconfinate distese di cemento e stradoni dove perdermi.
Ora sono in città e il quartiere mi cattura, ha come un immaginario, labile confine che alcuni giorni non voglio proprio superare.
Un quartiere del cazzo il mio, diciamoci la verità, ma che amo profondamente. Lo guardo dalla finestra (che poi non ho più cambiato casa, perché io non ce la faccio proprio a lasciare questa strada qui dove vivo adesso) con il suo cappellino bianco ricco di pioggia.
Pioverà?
Mi piace questo distrito: Arganzuela, con la sua forma di pata de jamon.

Arganzuela, un bellissimo distrito

Il mio quartierino nel distrito si chiama Palos de Moguer, per un errore di toponomastica.
Io guardo dalla finestra la gente che passa, e mi sento contenta.

Insomma oggi non ho nulla di concreto da dire, solo emozioni varie, tutte belle e tutte per Pinella.
Mi vengono in mette un sacco di cose del liceo, dei maschi quando ancora erano bambini ma ai nostri occhi già maschi, dell’università…
Mi sento ADULTA ma scrivendo questa parola mi gira la testa. Mi vengono in mente gli ulivi della MIA TERRA e il grano, giallo come i capelli di Pinella. Pinella adesso cerco voli lastminute  per venire ad abbracciarti.
Pinella questo giorno è per te, affacciati alla finestra, io mi sporgo dalla mia e ti invio tutto il mio amore, qui da Palos de Moguer fino a Pavia, che a noi le distanze fisiche non ci hanno mai interessato!!!

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PAQUITO EL CHOCOLATERO, el alma de España

In Spagna amiamo la festa, e non c’è festa degna di questo nome senza PAQUITO EL CHOCOLATERO!
Che sia un matrimonio, un grande compleanno, un ballo di capodanno, un battesimo, una laurea, un addio al celibato/nubilato, una festa di paese e chi più ne ha più ne metta PAQUITO EL CHOCOLATERO è sempre il protagonista indiscusso del ballo spagnolo, momento culmine della festa e dell’euforia iberica.

Paquito, il re della pista!

Sulle note di Paquito gli spagnoli si esaltano: urlano, gridano, si dimenano, saltano dalle sedie per lanciarsi in pista e a volte addirittura lasciano il loro coktail da qualche parte per dedicarsi completamente al ballo!
Ma di che cosa parlo?? Di PAQUITO EL CHOCOLATERO, una composizione musicale creata nel remoto 1937 dall’ alicantino Gustavo Pascual Falcó.
Questa canzone è un pasodoble e Gustavo la scrisse in onore di suo cognato Francisco Pérez Molina, conosciuto appunto come Paquito “el chocolatero”.
Il testo originale fu scritto da Gustavo in Valenciano, ed è questo:

Paquito “El Xocolatero”
es un home molt formal
que quan arriba la Festa
va sempre molt colocat

Es posa el vestit de Festa
el puro, cafe-licor
i s´en va per la filada
per oblidarse de tot

(estribillo)

Pe’ l carrer va desfilant
entre flors i colors
el poble se’n va entregant
a la gracia d’ aquest home
que sap com ningu ballar.
Per el carrer va desfilant.
Cantueso i Herbero
per a poder-ho aguantar
mentre dura nostra Festa
tan valenciana, tan popular

(bis)

L’ endemá s´en va a la fabrica
i se posa a treballar
Cantueso i Herbero
per a poder-ho aguantar
fins que torne nostra Festa
tan Valenciana, tan popularLa

che tradotto in castigliano suona così:
Paquito “El Chocolatero”
es un hombre muy formal
que cuando llega la fiesta
va siempre muy “colocao”

Se pone el vestido de fiesta
el puro, cafe-licor
y se va a la “filá”
para olvidarse de todo.

Por la calle van desfilando
entre flores y colores
y el pueblo se va entregando
a la gracia de este hombre
que sabe como nadie bailar.

Por la calle van desfilando
Cantueso y Herbero
para poderlo aguantar
mientras dure la fiesta
tan Valenciana, tan popular.

Despues (mañana) se irá
a la fábrica y se pone a trabajar
Cantueso y Herbero
para poderlo aguantar
hasta que vuelva nuestra fiesta
tan Valenciana, tan Popular.

Insomma il caro Paquito era un perfetto spagnolo: amava la fiesta, e in occasione delle feste di Valencia si vestiva bene e andava sempre in giro colocao (=profondamente allegrone grazie a qualche bicchiere di troppo), ballando, bevendo e fumando un puro(=sigaro).
Il giorno seguente andava a lavoro bevendo Cantueso e Herbero (liquori) per poter resistere fino alla festa successiva.
E la sua professione di chocolatero?? nel testo originale non c’è traccia di churros e porras di Paquito, ma la canzone ha davvero infite versioni.
Una delle più comuni è “Paquito el chocolatero, me tiene hasta los huevos”.

Come si balla Paquito?? non si sa esattamente perchè esistono varie correnti di pensiero: in piedi, in ginocchio, a file parallele, a file diagonali… quello che conta nel ballo di Paquito è URLARE ehe!ehee! e muovere bene il bacino, simulando l’atto sassuale.

Che in Spagna il ballo piace così, un pò carnale!
Adesso non resta che mettere il volume del tuo pc a palla e ballare PAQUITO EL CHOCOLATERO!

Una versione particolarmente choni di Paquito è quella di King Africa: Pischi One mi ha letteralmente proibito di pubblicarla sul blog, quindi ve vuoi vederla clicca qui

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España profunda

Non tutti gli italiani che vivono a Madrid (e più in generale in Spagna) hanno la fortuna di conoscere la España profunda, cosa che io ho fatto questo fine settimana in un paesino della Castilla Leon chiamato Mozar De Valverde, in provincia di Zamora.

Una delle meravigliose cicogne della Castilla Leon

In questo delizioso paesino di 120 anime ogni 23 di luglio si celebra la Fiesta de Santa María Magdalena in un’atmosfera assolutamente surreale che equilibria perfettamente il sacro e il profano, con uno spirito di festa e allegria che solo la Spagna sa trasmettere.
La festa inizia la mattina con i giochi per i bambini:

il cannone di spuma per i bambini

Poi si va alla processione della santa patrona, tutti vestiti bene e pettinati:

Santa María Magdalena

Dopo la processione si va tutti al bar, a prendere il vermùe a ballare el paso doble

anche qui tutto finisce a taralucci e vino

in una dimensione spazio temporale profondamente diversa da quella che conosciamo a Madrid:

amo la Spagna!

Poi un signore sale su una sedia e fa la subasta de la tarta de María Magdalena, che è una vera e propria asta di tortoni un pò secconi. Il più caro è stato venduto per ben 17 euro!

un’immagine che non dimenticherò mai!

La sera si cena tutti insieme, però che ognuno porti 3 euro e PIATTO, CUCCHIAIO, FORCHETTA E COLTELLO. OGNUNO IL SUO!

la cena del villaggio

Dopo la cena si continua a ballare con la Discoteca Mobile

la Discoteca Mobile

Non so se a Mozar de Valverde il tempo si è fermato, ma sicuramente quando io sono li il mio orologio non funziona

credo che questa casa sia fatta di zucchero…

A Mozar tutto è bellissimo, soprattutto le mie amate pecore

Se ami la Spagna DEVI passare da qui.

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Il bello di vivere in Spagna

Siccome i miei grandi perchè della vita in spagna hanno creato un pò di scompiglio ho pensato di dedicare un post al bello di vivere a Madrid (in Spagna).
Questo post non nasce con il desiderio di bilanciare l’altro (i miei grandi perchè vivono e si moltiplicano nella mia mente) ma dalla voglia di comunicare anche quello che io amo di questo folle Paese, e lo dedico alla mia sconociuta amica Rocio e a tutta la comunità di Spagnoli a Roma (e in Italia) che immagino abbiano (giustamente) molta nostalgia della Spagna (e probabilmente leggendo questo post compreranno biglietti aerei per passare qualche giorno a casa).

Forse quello che penso è valido per tutta la Spagna, ma io parlo di Madrid perchè è dove vivo.
Che poi magari un friki di una qualsiasi città, per esempio di Palencia, mi scrive una mail e mi dice no es verdad lo que dices!!! En Palencia no se hace esto si no lo otro!! perchè insomma i rompiscatole abbondano sia in Spagna che in Italia.

Il bello del vivere in Spagna non entra in un solo post nemmeno se lo amputo, lo frullo e lo comprimo. Le idee mi fuoriescono da tutti i pori del mio corpo, e così adesso dirò le prime cose che mi vengono in mente e forse dimenticherò altre più importanti.

La moda dello scompiglio interiore. A Madrid (in Spagna) ce ne freghiamo di quello che dicono le passerelle, e la moda la decide la gente. Gli spagnoli conoscono l’arcobaleno e lo indossano con sommo piacere, superano il dogma nero=eleganza, sanno divertirsi anche con i tessuti e indossano con disinvoltura cose che io fino a qualche anno fa vedevo come impensabili (e che invece ora sfoggio con orgolio=tocados)

Conoscersi e baciarsi. A Madrid (in Spagna) ci si vuole bene! O almeno ci si prova, e per questo non appena conosci qualcuno ti presenti con due sonori baci sulle guance.
Tra maschi però si mantiene la distanza fisica, e si va di stretta di mano.
Il bacio se sei donna devi darlo sempre: a donne, uomini, vecchi e bambini. Nel sudore e nella malattia, sempre. È brutto? No, è bellissimo! È diverso però bellissimo, perchè il bacio rompe barrierie fisiche e mentali, e crea subito vicinanza. Ti conosco e ti bacio: smack!

Il paese che fermò il tempo. A Madrid (in Spagna) non è mai troppo tardi! Gli orari sono dilatati o completamente frantumati da una nuova concezione temporale.
Non è mai troppo tardi per fare niente, si può mangiare, uscire, dormire, fare spese etc a qualsiasi ora del giorno e della notte (nel centro di Madrid alcuni negozi chiudono alle 22.00). La giornata dura davvero 24 ore.

Gente da bar. Cioè per esempio io sono una che ama i bar, e se non so che fare io prendo e vado 5 minuti al bar. A che bar? Non lo so, a uno qualsiasi, al primo che incontro per strada.
Il bar è come tu territorio neutrale, terra di nessuno dove poter bere un caffè (che sarà pessimo se sei a Madrid! Ejeje!) e stare un pò li a guardare la gente che entra e esce, a rubare minuti di vite altrui. Giovane donna solitaria in un bar, a Madrid (in Spagna) è normale. Diciamo che a Madrid (in Spagna) non c’è qualcosa di mal visto. Tu prendi e vai al bar, come è giusto che sia!

A me piacciono le spagnole. Sono etero però riconosco che è IMPOSSIBILE non amarle. Vanno al bar (anche da sole), si vestono come gli pare, ridono, bevono, si ubricano e succede che vomitino per strada, parlano, ballano, si mettono las bolas chinas, sono CONCRETAMENTE femministe, tutti gli anni vanno in vacanza con le amiche: vivono!
Per questo i maschi italiani ignoranti credono che le spagnole siano “ragazze facili”, perchè sono vive e DISFRUTAN.

Los españoles me ponen. Mai dissi verità più vera. Sono lenti, non corteggiano perchè sono paritari, non ti offrono manco una birra, sono dei maledetti Peter Pan, uscirebbero tutti i giorni e fino ai 35 anni rischiano il coma etilico ogni sabato sera PERÒ sono onesti e sinceri. Il maschio spagnolo non mente, non ti prende in giro, è integro e onesto. ¡Me ponen!

Essere o avere? Indubbiamente ESSERE. A Madrid (in Spagna) non conta che lavoro fai, come ti vesti, che macchina hai, dove esci la sera. Quello che conta è come sei.
E un paese in cui conta più il contenuto del contenitore merita tutta una vita.

cielo su Madrid

E tu cosa ami particolarmente di questo Paese?

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I miei grandi perché della vita in Spagna:

  • Perché gli spagnoli mettono la fede (=anello nunziale) a destra e gli italiani a sinistra?
  • Perché gli spagnoli non mettono un fiocco alla porta quando nasce un bimbo?
  • Perché gli spagnoli mettono gli orecchini alle neonate direttamente in sala parto? (che cazzo gli costa aspettare  7-8 anni??)
  • Perché gli spagnoli non tolgono la pelle del salame-chorizo- salchichon per fare i panini?
  • Perché gli spagnoli mangiano in piedi e prendono il caffè seduti?
  • Perché gli spagnoli dicono CIAO solo per despedirse e mai al momento di incontrarsi?
  • Perché le spagnole usano l’ombretto dello stesso colore della maglietta?
  • Perché gli spagnoli non sanno quasi mai distinguere il linoleum dal parquet?
  • Perché le spagnole fanno topples anche in piscina?
  • Perché gli spagnoli mettono le cozze sulle patatine fritte??

patatine e cozze: buonissime!

E soprattutto perché ogni volta che ironizzo sul cibo spagnolo ricevo decine di mails e commenti (che poi cancello quasi sempre- vedi tortilla e tomate frito) di spagnoli che vivono in Italia e che sostanzialmente dicono che non capisco un cazzo e che mi odiano?

Quindi:
Perché gli spagnoli sono così permalosi???

Se hai risposte a almeno una di queste domande o se hai altre domande ti prego scrivimi!

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La TORTILLA, orgoglio nazionale

Una delle cose che più fa inorgoglire gli spagnoli è…ta ta ta tan… la TORTILLA, ed in particolare la TORTILLA DE PATATAS!
Grande classico della cucina spagnola, onnipresente in ogni bar, ristorante, supermercato,colazione, pranzo, cena  a Madrid.
A pensarci bene l’unico pasto spagnolo in cui non ho visto la tortilla è nei pranzi dei matrimoni… al momento!
Stai ben attento mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid a non confondere la TORTILLA con la nostra FRITTATA! Questa associazione di idee crea ripugnanza e avversione in tutti gli spagnoli che giustamente sono molto fieri del loro piatto nazionale e non vogliono paragonarlo a niente al mondo!
Quindi se vuoi avere amici e vita sociale in Spagna dovrai subito dire che la tortilla è buonissima e che la sola cosa che ha in comune con la fittata sono le uova. Punto.
Io purtroppissimooooo sono allergica alle uova quindi non ho MAI MAI mangiato una tortilla spagnola e devo ammettere che questa enorme lacuna non fa che alimentare fantasie e interesse sulla tortilla, che per me resta un mistero assoluto della cultura spagnola.
Perché piace così tanto agli spagnoli da essere mangiata in TUTTI i momenti della giornata??
Perché la tortilla DEVE essere accompagnata da maionese? Perché deve essere molliccia dentro??
Perché è alta, ma così alta che un nano può entrarci dentro?? E soprattutto come cazzo fa a essere così alta???
In italia la frittata è bassina, secchina, usata come piatto-disperazione in tutte le case di studenti fuorisede o come antipasto della domenica da mia zia Giovanna SE e solo se fatta con asparagi raccolti della zia Giovanna medesima nella foresta Mercadante.
La tortilla spagnola non la capisco fino in fondo, qualcosa del suo essere mi sfugge!
Innanzi tutto la sua altezza mastodontica: la tortilla spagnola quando è altissima è fatta con il LIEVITO!
Il preferito dagli spagnoli è la LEVADURA ROYAL, una polverina bianca che si sbatte con le uova come ci dice l’aitante chef della pubblicità Royal (e se lo cosiglia lui io ci credo!).

la TORTILLA più alta che io abbia mai visto è quella del bar EL VALLE dietro casa mia: impressionante!

la tortilla di Gulliver

Il perchè della tortilla+maionese non lo sanno nemmeno gli stessi spagnoli. Pischi One dice che si aggiunge maionese per dare un sabor divertido alla tortilla.
La maionese solitamente viene messa nel piattino accanto alla tortilla, ma esistono anche tortillas fatte con maionese, cioè aggiungendo un cucchiaio di maionese alle uova.

Tortilla e maionese, alla faccia della prova costume!

Una cosa davvero importante nella preparazione della tortilla è che sia piuttosto cruda dentro ma ben cotta fuori. Avere una tortilla semi cruda dentro non è molto difficile considerando la sua altezza, quindi la domanda è: la tortilla spagnola deve essere molle dentro perchè è davvero impossibile cuocerla tutta bene o perchè agli spagnoli davvero piace così?
Questo resta uno dei grandi misteri dell’umanità, assieme a è nato prima l’uovo o la gallina?

Tortilla curda, e non per moodo di dire!

La TORTILLA va mangiata sempre con il pane, e si può mangiare anche a colazione MA in questo caso SENZA maionese!
Per gli spagnoli pigroni esiste anche la versione precucinata: Tortilla de Patata di Hacendado, la stessa marca che fa (tra le altre infinite cose) il tomate frito

Se la fata turchina mi regalasse un desiderio chiederei di non essere allergica alle uova, per poter divorare una tortilla spagnola crudona con maionese: questa si che sarebbe un’emozione forte come quelle che piacciono a me!!!!!

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IVA spagnola e riforme economiche 2012

Eccomi qui, appena tornata dalla prima fase delle mie vacanze, fresca come una scamorzina affumicata.
Nel viaggio di andata pregustavo le straordinariefoto che avrei pubblicato al mio ritorno, ma adesso che sono tornata e informata di tutto quello che è successo in Spagna in questi piccolissimi 7 giorni di assenza mi sento basita, e non so se mettere le straordinariefoto o no…
Ne metto solo 2, poi parlo delle cose serie.

Il mio vicino di tenda: carta igienica, scacchi, pigne e puffi.

Il mio vicino di tenda, un grande uomo

I granchietti trasparenti, must delle mie estati (come l’anno scorso)

dovrei aprire un fashion blog!!

Le cose serie.
C’è crisi, bisogna risparmiare 65.000 milioni di euro quest’anno e il prossimo, e lo stato spagnolo alza l’IVA che dal 1º settembre passerà dal 18% al 21%

Nei settori che avevano l’IVA reducido l’aumento sarà di ben 12 punti percentuali, cioè l’IVA passerà dal 8% al 21%. In concreto parliamo di:
fiori e piante
ostelleria
cinema, teatro, spettacoli…
servizi funebri
parrucchieri
acquisto di opere d’arte

Per tutti gli altri settori (alimentazione, trasporti, vestiti, etc..) l’aumento dell’IVA si mantiene grossomodo del 3%.
Se lo stato è in crisi e non ci sono soldi io posso anche capire l’aumento dell’IVA. Quello che non posso davvero capire sono alcune delle altre riforme, come i tagli agli statali.
Io personalmente lavoro nel privato, quindi il tema non mi riguarda direttamente, ma penso che uno stato degno debba trattare i propri lavoratori in modo equo, difendendo la qualità dei servizi statali. Invece Rajoy non la pensa come me, infatti sospende la tredicesima agli statali (dopo avergli abbassato lo stipendio 3 volte in questi 7 mesi del 2012) e gli toglie giorni liberi.
Le riforme che seguono sono:
Riduzione del paro (il sussidio che lo stato garantisce per alcuni mesi ai disoccupati)
Riordine delle amministrazioni comunali, con importanti penalizzazioni per i municipi con meno si 20000 abitanti
Meno deduzioni alle grandi imprese
Riduzione della Renta Básica de Emancipación
Ovviamente queste riforme hanno provocato reazioni durissime, e migliaia di persone hanno manifestato il loro dissenso in Calle Génova, davanti la sede madrileña del PP e per tutto il centro della città.
Ciliegina sulla torta leggo che la polizia ha caricato i manifestanti per manifestare.

senza parole

La vicepresidentessa Sáenz de Santamaría dice “No son medidas fáciles, pero hay que actuar con realismo”.
Sarà pure vero, ma la signora ha lasciato il suo stipendio invariato. Strano no????

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del Corte Inglés e d’altro ancora

Domani parto e ¡voy a darlo todo!
In preda ad un’incontrollabile euforia pre-viaggio ho seguito Pischi One in un’esperienza veramente sadomaso…. e non parlo di sesso MA dell’accompagnare un uomo(1)  indeciso(2) a comprare un costume(3) al Corte Inglés(4) di Nuevos Ministerios (direi il più grande di Madrid)(5) durante i saldi(6)!!! Chechi santa subito!!!
Il Corte Inglés non si sa esattamente perchè piace da morire agli spagnoli, che quando ci vanno si emozionano, hanno le palpitazioni e emanano calore. Per questo al Corte Inglés fa un caldo che non si sopporta.
Poi il Corte Inglés vuole essere fighetto, per questo quasi tutti gli spagnoli che ci vanno camminano un pò impettiti, per darsi un tono. A me piace molto guardarli, sembrano dei gallinoni.
Le cose che più mi hanno colpito di queste intense ore al 2º piano del Corte Inglés sono:
I commessi che sono tutti o calvi o con il riporto, come il zelante señor Ramón, un uomo d’altri tempi

El señor Ramón, davvero professionale

I camerini zozzi da fare schifo persino a me (nella foto tra carte e gattini di polvere il piede di Pischi One che vestito elegante sembra quasi una persona seria;))

il Corte Inglés, la casa degli acari

La vetrinetta dei tocados più cari della storia

sono belli?? non riesco a decidermi se si o no!

Poi siccome dovevo preparare le cose per la partenza non ho potuto fare più foto, e a un certo punto ho anche smesso di osservare per governare un pò i pensieri.
Per il viaggio ho preparato LA FCAZZ

mmmhm

Non scriverò fino al 14, sopravviverai una settimana senza nuovi post?? Io forse no!

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Voglio energia positiva!

Ricevo delle mails che chiedono perché non scrivi? Non scrivo perché in questi giorni sono stanchina e non so bene che dire e come dirlo.
Siamo in estate, abbiamo vinto gli europei, Madrid è piena di bandiere e di gente in canottiera per strada.

Io ho sempre sonno e voglia di mare. Poi quando dormo sulla spiaggia sogno Madrid, che cose la vita!
Ieri mi sono comprata un costume da bagno stupendo e oggi non riesco a trovarlo. Risucchiato dal mio armadio, perduto per sempre.

In questo vuoto intellettuale mi vengono in mente solo cose tenerine, e allora ho pensato di dedicare questo post a 2 iniziative bellissime di 2 persone speciali che con la Spagna hanno poco a che vedere.
La prime è la mia insuperabile amica Marianna che ha finalmente creato un negozio online di collane BELLISSIME fatte con bottoni degli anni 60, Le collane di Marianna.
Io Marianna la vedo poco per la fottutadistanzaBariMadrid ma solo immaginandola nella sua stanza con la musica e un perenne tic-tic-tic di perline che cadono e rotolano sul pavimento io mi sento felice.

la desidero!

Se anche tu ami la creatività vai su questo sito e guardale: difficilmente troverai qualcosa di più originale!

Ms Brown, tra le mie preferite

L’altra cosa speciale è il libro COME LASCIARE TUTTO E CAMBIARE VITA e già dal titolo sono sicura che diventerà best seller. Come lasciare tutto e cambiare vita? Ce lo racconta il mio amigo virtual Alessandro Castagna di www.voglioviverecosi.com.
Io il libro non l’ho ancora letto ma già mi piace perché come dice Alessandro è un invito semplice e pieno di buon senso a fare programmi propositivi, a cogliere occasioni e non a impantanarsi nelle sabbie molli di uno sterile “vorrei ma non posso”.

Effettivamente basterebbe prendere un volo per qualsiasi posto, ad esempio un volo per Madrid per iniziare una nuova vita. Però volte penso che questo desiderio di lasciare tutto e cambiare vita sia una specie di malattia degenerativa. Cosa vuole dire cambiare vita? Dopo il cambiamento la novità diventa normalità!
Leggerò questo libro per sapere se il CAMBIAMENTO è un cane che si morde la cosa o è un desiderio sano.

Buonanotte da Madrid (352Km dal mare).

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La Roja, ¡campeona de todo!

L’Italia è la mia mamma, la Spagna è il mio papa. A chi voglio più bene? Non posso dirlo perché i genitori si amano con la stessa intensità ma in modi diversi.
Queste due nazioni, questi due mondi, lottano in me alternando il loro predominio.
Quel che è certo è che ieri sera mentre la Spagna vinceva io mi sentivo taaaaanto triste, perché l’Italia perdeva. E perdeva molto!
Ma oggi Madrid si è vestita a festa per celebrare la meritata vittoria, e la mia parte verdebiancorossa nel vedere tanta gioia si è improvvisamente ammutolita. Non mi sento più spagnola di ieri a quest’ora, ma sono molto felice.


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