Crisi economica spagnola: la burbuja inmobiliaria

Con l’espressione burbuja inmobiliaria si fa riferimento alla speculazione edilizia che ha dominato la Spagna approssimativamente dal 1997 fino al 2008.

I sintomi principali della burbuja inmobiliaria sono stati:
-incremento anormale dei prezzi degli alloggi
-benefici fiscali concessi per l’acquisto di beni immobili
-immigrazione (aumento della popolazione straniera in Spagna da un 0,52% rispetto alla popolazione totale nel 1981 a un 12% nel 2009)
-mancanza di suolo edificabile, quindi speculazione e riqualificazione del suolo urbano
-eccesso di credito

Secondo il Banco de España nel periodo 1997-2006 il prezzo delle case in Spagna ha visto un incremento del 150% in termini nominali, che corrisponde a un 100% in termini reali (leggi qui).
Tra il 2000 e il 2005 si progettarono attorno a un 800.000 case all’anno.
Occorre però precisare che non tutti gli edifici furono terminati. In concreto secondo il Ministerio de Vivienda furono completate: 525.331 opere nel 2003, 586.092 nel 2004 e 612.066 nel 2005.
Ovviamente delle edificazione terminate solo una parte fu venduta: nel 2004 circa 295.000 case nel 2005 circa 336.000. questi numeri significano accumulazione di case nuove, circa un 14,5% del totale (leggi qui)
Indebitamento immobiliario:
Uno dei principali effetti di questa situazione è la crescita del debito per la casa. Se i prezzi delle case aumentano il valore dei mutui aumenta. Il debito degli spagnoli si triplica in meno di 10 anni. Dal 1990 al 2004 la durata media di un mutuo aumenta da 12 a 25 anni.
La BURBUJA INMOBILIARIA ha due pilastri:
• la massiva presenza di denaro per incrementare i nuovi mutui (estrema facilità delle banche nel concedere ipoteche)
• interessi bassissimi per la Spagna per entrare nell’Euro, e quindi la capacità di aumentare i prezzi (maggiore potere economico)
Nel dicembre 2007 la bolla inmobiliaria esplode: ci sono TROPPI edifici (evidentemente si è costruito molto più del necessario), la domande cala di un 40% e l’offerta è sproporzionata.

Riassunto semplificativo ma realistico:
Non si può più costruire= disoccupazione= la gente non sa come pagare i mutui= le case vengono date in pegno alle banche= le banche hanno case ma non hanno soldi= l’economia spagnola è paralizzata e piena di ecomostri dalle sigle più disparate: PAUS, VPO, VPT…
Che sono? Inumani quartieri dalle dimensioni mastodontiche. Vuoti.

[showtime]

Come si possono progettare enormi quartieri così, senza servizi e senza storia? Come si può vivere in luoghi così inumani?
Grazie alla burbuja inmobiliaria si sono arricchiti in tanti.
Mentre adesso tutti ne paghiamo le conseguenze.

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Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge

3 Comments

  • Nicola
    01/08/2012

    Non come esperto, ma come osservatore di quello che succede…
    La bolla immobiliaria è qualcosa che si crea in tutti i Paesi del mondo ed ha la sfortuna di non essere una malattia come la varicella che una volta presa non torna più.
    E’ caratterizzata dall’essere ciclica (come in generale le crisi nell’economia liberista…ma su questo lasciamo perdere…).
    Per dirne una, ce ne sono state 3 in Italia negli ultimi 30 anni, mentre negli USA, quella del 2008 ha provocato la crisi che ci ritroviamo ora.
    Ora stesso, a Roma, se ne sta creando una piccola limitata alla città dove, per esempio, uno dei costruttori della Metro C ha preteso in compenso parziale il permesso di costruire migliaia di m3 mentre il mercato delle case è quasi fermo.

    Messa sul semplice…come funziona:
    - un costruttore chiede un prestito ad una banca
    - costruisce case e ne costruisce più del vendibile, così che diverse rimangono invendute
    - usa le stesse case non vendute come patrimonio immobiliario a bilancio, potendole usare a garanzia per chiedere un ulteriore prestito alle banche

    A questo punto si scolla il mercato della costruzione dalla domanda e si arriva ad un punto in cui non è neanche importante vendere, bensì costruire e basta, come dimostrano le case inutili e senza servizi essenziali nell’articolo.

    La Spagna ha avuto la sfortuna di averne una in concomitanza con una delle più grandi crisi del dopoguerra trovandosi dietro una UE imbalsamata e fondamentalmente comandata dalla Germania che ritrova le sue spinte “espansionistiche” d’antan…e vedremo come andà a finire…

  • chechi
    chechi Author
    02/08/2012

    caro Nicola, il tuo discorso è molto interessante ma quello che fa male al cuore è che in spagna si costruiscono (ancora adesso) case di MERDY, che ricordano tanto le palazzine popolari italiane degli anni 70 ma qui sono vendute come “case buone”.
    quello che personalmente mi incuriosisce è il completo disinteresse verso l’estetica, l’umanità e la bellezza.
    tutto è solo e sempre PRATICO.
    tetti bassi, bagni senza finestre, cucine strette e lunghe, angoli inutili, amore per le forme marcatamente rettangolari e disprezzo completo per le quadrate..
    ma questi ingegneri, architetti, operai etc. hanno mai aperto un libro di storia dell’arte?? hanno mai visto delle case NORMALI?? hanno mai viaggiato?? io capisco che esistano case economiche (per materiali, dimensioni, zone, rifiniture, etc..) e case fighette ma sinceramente vendere blocchi di cemento a quei prezzi è assurdo!!! e la tarima flotante?? e il finto legno?? e le maniglie dorate?? e il balconi che non fuoriescono verso la strada ma sono semplicemente stanze senza la parete frontale e senza tetto?? e le stanze di dimensioni lillipuziane?? tutto questo per una persona che apprezza il BELLO è un incubo che non si spiega solo con l’economia…

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