IVA spagnola e riforme economiche 2012

Eccomi qui, appena tornata dalla prima fase delle mie vacanze, fresca come una scamorzina affumicata.
Nel viaggio di andata pregustavo le straordinariefoto che avrei pubblicato al mio ritorno, ma adesso che sono tornata e informata di tutto quello che è successo in Spagna in questi piccolissimi 7 giorni di assenza mi sento basita, e non so se mettere le straordinariefoto o no…
Ne metto solo 2, poi parlo delle cose serie.

Il mio vicino di tenda: carta igienica, scacchi, pigne e puffi.

Il mio vicino di tenda, un grande uomo

I granchietti trasparenti, must delle mie estati (come l’anno scorso)

dovrei aprire un fashion blog!!

Le cose serie.
C’è crisi, bisogna risparmiare 65.000 milioni di euro quest’anno e il prossimo, e lo stato spagnolo alza l’IVA che dal 1º settembre passerà dal 18% al 21%

Nei settori che avevano l’IVA reducido l’aumento sarà di ben 12 punti percentuali, cioè l’IVA passerà dal 8% al 21%. In concreto parliamo di:
fiori e piante
ostelleria
cinema, teatro, spettacoli…
servizi funebri
parrucchieri
acquisto di opere d’arte

Per tutti gli altri settori (alimentazione, trasporti, vestiti, etc..) l’aumento dell’IVA si mantiene grossomodo del 3%.
Se lo stato è in crisi e non ci sono soldi io posso anche capire l’aumento dell’IVA. Quello che non posso davvero capire sono alcune delle altre riforme, come i tagli agli statali.
Io personalmente lavoro nel privato, quindi il tema non mi riguarda direttamente, ma penso che uno stato degno debba trattare i propri lavoratori in modo equo, difendendo la qualità dei servizi statali. Invece Rajoy non la pensa come me, infatti sospende la tredicesima agli statali (dopo avergli abbassato lo stipendio 3 volte in questi 7 mesi del 2012) e gli toglie giorni liberi.
Le riforme che seguono sono:
Riduzione del paro (il sussidio che lo stato garantisce per alcuni mesi ai disoccupati)
Riordine delle amministrazioni comunali, con importanti penalizzazioni per i municipi con meno si 20000 abitanti
Meno deduzioni alle grandi imprese
Riduzione della Renta Básica de Emancipación
Ovviamente queste riforme hanno provocato reazioni durissime, e migliaia di persone hanno manifestato il loro dissenso in Calle Génova, davanti la sede madrileña del PP e per tutto il centro della città.
Ciliegina sulla torta leggo che la polizia ha caricato i manifestanti per manifestare.

senza parole

La vicepresidentessa Sáenz de Santamaría dice “No son medidas fáciles, pero hay que actuar con realismo”.
Sarà pure vero, ma la signora ha lasciato il suo stipendio invariato. Strano no????

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Chechi

Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge