Quello che mi piace di M&M

Quello che mi piace di Madrid quando fa freddo è andare in giro a guardare gli edifici. Quelli del centro, che la periferia di Madrid è proprio raccapricciante.

Madrid congelata

Entrare nei bar e bere un bicchiere di CALDO

un caldo caldo

Guardare i mimi per strada

Questo signore lotta contro il tempo, come me.

Sedermi davanti al jardín vertical aspettando l’estate

bello bello

Domani ho un volo per Milano e sono contenta.
Quello che mi piace di Milano sono LE SCRITTE SUI MURI. In quanto a scritte sui muri Roma vince Milano e stravince Madrid, ma io domani vado a Milano e non a Roma, quindi mi accontento delle scritte di Milano. Vorrei cogliere l’occasione di questo post per invitare la gente che dice che Milano è brutta a leggerla. Milano ascoltata è brutta, ma letta è molto bella.
È così poetico scrivere pensieri, riflessioni e speranze sui muri!

dichiarazioni

saggi consigli

rivendicazioni

dure verità

Durissime verità!

bisogni

Se anche Madrid avesse delle scritte sui muri secondo me si starebbe ancora meglio qui. A me per esempio non peserebbe tanto camminare per 800 metri per arrivare alla metro, perchè lo farei con la speranza/sicurezza di trovare una scritta sui muri che mi dirà qualcosa, che mi scalderà il cuore.

non dimentichiamo!

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Aguantar, più che un verbo una filosofía di vita.

Tra i verbi rappresentativi di questo 24 novembre de mierda abbiamo sicuramente AGUANTAR, che come mojar,comer, joder, quedar e tantissimi altri è un verbo minestrone, e vuol dire di tutto un po’.
Tra i suoi significati abituali abbiamo:
1) Sostenere, non lasciar cadere (la columna aguanta el techo, la colonna sostiene il tetto)
2) Reprimere o contenere (no puedo aguantar el llanto, non posso trattenere le lacrime)
3) Tollerare o sopportare un dolore (no aguanto este dolor, non sopporto questo dolore)
4) Sopportare con fatica qualcosa di fastidioso (no aguanto su comportamiento, non sopporto il suo comportamento)
5) Reprimere, contenersi (habria querido llamarla pero me aguanté, avrei voluto chiamarla però resistetti)
6) Adattarsi a quello che si ha (si esto no te gusta, ¡te aguantas! se questo non ti piace ti arrangi!)

In tauromachia aguantar si usa quando il torero conserva la posizione di provocazione e sfida verso il toro, resistendo ai suoi attacchi (aguantar la suerte, sostenere la fortuna).
Oggi quello che io sento è AGUA Y AJO, che è un modo meno diretto per dire una esclamazione molto usata in spagna:
A AGUANTARSE Y A JODERSE (sopportare e soffrire).

una ricetta sempre attuale

Quando le cose non vanno esattamente come desiderato, sperato e pensato prima di pendere decisioni la cosa migliore è indubbiamente vivere il dolore e resistere. Anche a Madrid!

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A Vienna (parte seconda)

A Vienna fa un freddo cane che non ho fatto foto perchè non avevo i guanti (e anche perchè avevo dimenticato la macchinetta in hotel, però quello mi fa vergogna dirlo).
A Vienna si parla tedesco. Il tedesco sembra una lingua creata apposta per non essere capita da nessuno.
A Vienna ci sono pizzerie ogni due per tre, che se mi fermo qui una settimana inizio a rotolare.
A Vienna nei bar nessuno grida e c’è la musica classica.
A Vienna alle 18.00 i negozi chiudono, che io penso che per via degli orari di lavoro singolari di ognuno secondo me c’è gente che non ha mai visto un negozio aperto, a Vienna.
A Vienna ci sono un sacco di pasticcerie, il che probabilmente spiega perchè i viennesi da adulti sono tutti ciccioni.
A Vienna sembra che non ci sia molto da fare, che penso che la gente si debba innamorare molto spesso qui a Vienna, per far passare il tempo.
A Vienna le vetrine dei negozi non sono belle come in Italia, ma le caffetterie sono anche più belle.
A Vienna io oggi sono inciampata e quasi mi rompevo un dente, per il freddo che fa qui che ti scordina tutti i movimenti.
A Vienna mi viene molta nostalgia nel cuore, per gli amici che stanno a Madrid (la nostalgia per gli amici che stanno in italia è ormai congenita nel mio essere).
Siccome secondo me Vienna la capisci solo se hai il pischello vicino e io il pischello ce l’ho a Madrid io questa città non riesco ad amarla molto.
A Vienna ci sono un botto di mercatini di Natale, e mille milioni di luci scintillanti che se ti piace il superfluo dici che queste cose sono bellissime, però io sono abbastanza essenziale quindi resto un pò così, che non so che dire.
A Vienna il Natale piace così tanto che pure le hostess della compagnia di bandiera austriaca, la Austrian Airlines, le vestono da decorazione natalizia (ANCHE LE CALZE!), che in confronto le hostess di Ryanair sembrano vestite da Armani.

signorina, mi dispiace tanto!

Insomma Madrid non è Vienna, ma soprattutto VIENNA NON È MADRID!

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Vienna, che dire di te???

Ed eccomi a Vienna! Vienna, così italiana, così tedesca… ma l’Austria che è???
Allora premetto che mi devo sbrigare perchè alle 19.30 ho la CENA (19.30) con i colleghi, ma scrivo un post perchè nel brevissimo tragitto dall’ufficio all’hotel ho visto cose che meritano di essere riportate:
il signore in accappatoio on the street

prendere un the pre strada in accappatoio: c'è a chi piace!

per passare inosservati...

La moda inverno 2012/13: il cappello col pon pon!

Il manichino della “zebra a lutto”: senza parole

signora che entri in questo negozio dopo aver visto il manichino: NON FARLO!

19 novembre: BUON NATALE!

qui al nord è già natale!

Gli animaletti di ceramica dimensioni reali: quello che vorrei!

MAMMA: HO PAURA!!!!

va bhè, vado a cenare! ciao!

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Capicua: giochini on the road spagnoli

Oggi devo andare a Vienna (arret*??? Dirai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. E si, che a me ogni tanto mi prendono e mi mandano a Vienna, preferibilmente di inverno per farmi congelare per benino), ma prima di partire vorrei condividere con te una bellissima parola spagnola che ho imparato la scorsa settimana: capicúa!
Capicúa in italiano si traduce con Numero palindromo, che però non è divertente come in spagnolo. Capicúa viene dal catalano cap i cua, «cabeza y cola» cioè testa e coda, ed indica quelle cifre che rappresentano lo stesso valore sia che siano lette da destra che da sinistra, tipo 78787.

capicua!!!


Ovviamente Capicúa vale anche per le parole, per esempio io ho una amica capicúa: Anna!
Allora siccome in Spagna si gioca sempre se vedi un numero capicúa per strada (per esempio una targa) devi urlare CAPICÚA! e dare uno schiaffetto sulla fronte all’amico che ti sta accanto. Suddetto amico potrà bloccare il tuo schiaffo e vincere il gioco solo mettendosi il pollice sulla fronte e aprendo la mano a mó di corno e rispondendo CAPICUA! Se non lo fa riceve il colpo sulla fronte e perde.
Ecco, noi a Madrid ci divertiamo con poco…

*nuovamente, in barese

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MADRID ANSWERS: domande e risposte su Madrid!

Sará perchè sono ottimista, sará perché sono fortunella ma io in questa vita a Madrid non smetto mai di incontrare persone bellissime generose e straordinarie, come la cara brava e bella Alessandra, corriere di parmigiano
Qui Alessandra e il parmigiano al BAR REST ASTURIAS (Ale che poi non abbiamo commentato ma il cameriere è devvero carino! vero???)

Alessandra e il parmigiano dell'amicizia!

GRAZIE ALESSANDRA!Tu e Marina di Genova sì che mi volete bene!
In preda alla gioia per questo meraviglioso regalo di Alessandra sono riuscita finalmente ad aprire MADRID ANSWERS, la pagina di risposte su Madrid! Adesso mancano solo le domande!!!
Siccome ogni giorno ricevo un sacco di mail con domande di ogni tipo (dove mangiare una buona paella? dove andare a capodanno a Madrid? quando apre il Rastro? il Prado è bello? ma gli spagnoli scopano bene? come fare il NIE? come convalidare i titoli universitari? etc…) e siccome io purtroppo non ho risposte per tutto/i ho creato questa sezione, dove potrete farvi delle domande e darvi delle risposte! (ovviamente pure io vi risponderó).
MADRID ANSWERS: entra e fai una domanda! Forza!!! (se non hai domande ma hai risposta entra uguale!)

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Sciopero generale in Spagna

Lo sciopero generale di oggi contro le riforme del governo e l’attuale (durissima) situazione economica e lavorativa del Paese ha bloccato Madrid, soprattutto il settore dell’industria e dei trasporti. Si vogliono chiudere gli ospedali pubblici e/o privatizzarli, si rende il lavoro più flessibile (=instabile), non si propongono soluzioni concrete per risolvere il problema della disoccupazione (che supera il 25%).
La gente scende in piazza paralizzando la cittá, una marea indignata ma dignitosa, come solo gli spagnoli sanno fare.
Ma poi ci sono gli scontri con la polizia, e questo confonde tutto.
Chi sono i manifestanti che lanciano le pietre? sono davvero manifestanti? e perchè mai la polizia finisce sempre con caricare la folla?
Mi sarebbe piaciuto scrivere questo post con altri toni, con quello che io ho vissuto nel corteo (rispetto, protesta, voglia di giustizia),e invece i giornali raccontano altre cose.
Apro Repubblica e anche in Italia la situazione è la stessa. Certamente lo scontro è insito nella manifestazione, sebbene indecente, ma come sarebbe bello leggere queste stesse notizie scritte da giornalisti indignati chiedendosi perchè la polizia carica in tutte le manifestazioni?
Invece è molto comodo parlare di lanci di sassi e episodi di violenza da parte dei manifestanti, dimenticando che in migliaia sono pacifisti e in 3 sono esaltati.
Io di questo sciopero generale ricorderò le cariche con la tristezza che sempre caratterizza la gestione dei governi (destra e sinistra) delle masse, e la voglia di cambiamento con il rispetto e la stima che nutro per gli spagnoli.
Questo è stato il 14-N:





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Per essere felici

Io oggi non mi ricordo quasi niente di ieri, però si che mi ricordo che la mia cara amica Erika (con K) mi ha detto che Osho le ha detto (a lei e a tutti, anche a te mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!) che noi la vita la dobbiamo vivere come un ruscello di acqua che scorre, e non come uno stagno.
Cioè insomma che anche se i cambi fanno paura il futuro è criptico e la vita inclemente noi dobbiamo vivere trattenendo le cose positive e non avendo paura che le cose cambino. Erika con K, ho capito bene o non ho capito un cazzo?
Supponendo che abbia capito bene e supponendo che questo Osho sia davvero un saggio e non uno sfigato qualsiasi come quasi tutti io ho pensato di provarci a fare quello che dice Osho, di essere ruscelli e non stagni.

Prendi qualcosa per essere felice? Si, decisioni

Porvaci pure tu!

A proposito di felicitá: caro sconosciuto amico lettore se nei prossimi giorni vieni a Madrid capital per favore mi scrivi a chechi@vivereamadrid.it? Ho bisogno di un corriere di parmigiano, ovviamente pago il formaggio e se sei simpatico di offro pure una birra. Aiutami ad essere felice e non avere carenze di calcio. Grazie!

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La festa de la Almudena a Madrid

Oggi a Madrid siamo felici di brutto perché è la festa de a Virgen de la Almudena, a cui è intitolata la grossa cattedrale di Madrid che sta proprio dietro la mia nuova casa.

La catedral de Santa María la Real de la Almudena

In questa festa qui innanzi tutto non si lavora, poi si regalano fiori alla vergine e si mangia la Corona de la Almudena che è un dolce identico al Roscón de Reyes
Questo dolce qui in spagna si mangia anche in tante altre occasioni che adesso non mi ricordo ma io inizio a pensare che hanno solo questo dolce qui, gli spagnoli, e per questo lo mangiano di continuo.

non ne posso più con tutte ste corone!

Poi ogni tanto quando a madrid è festa la gente sbrocca e si veste da chulapos, cosa che personalmente mi piace tanto. Un giorno non molto lontano da questo anche io mi vestiró da chulapa!

oggi in centro chulapos a volontá

Non ho molto altro da dire in questo momento, tranne che oggi ho fatto un girone nel mio nuovo quartiere e la cosa piú carina che ho trovato è stata una casa azzurra:

voglio vivere in questa casetta azzurra!


Sicuro che quello della casetta azzurra quando passa davanti casa mia dice che vuole vivere nel palazzetto del ladrillo loco.
MA PERCHÈ NOI ESSERI UMANI DESIDERIAMO SEMPRE QUELLO CHE NON ABBIAMO???? Almudena, aiutaci tu!

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Madrid, dove il freddo ti entra nel cervello

Quello che oggi posso dire di MADRID è che fa un frio de cojones e che non è affatto bello stare sul motorino, né per strada, io solo starei sul divano con la coperta e un cioccolatino in bocca.

La nostra bella Madrid, dal clima ostile

Ma come può una cittá friggere di estate e congelare di inverno i suoi numerosi, imprevedibili e caotici abitanti??
Poi oggi mi sono ricordata che a settembre quando faceva caldo e si stava sempre in giro a un certo punto decisi di aprire una sezione di street style su questo mio bellissimo blog, per essere più alla moda. E scattai pure qualche foto a sconosciuti, pazienti e creativi passanti, ma poi credo di non averne pubblicata nemmeno una!
E così oggi ho ritrovato la foto di questa timida ed eccentrica signorina leopardata, che si era gentilmente prestata al mio obiettivo con la scioltezza di un burattino di legno.

Pinocchio, ma dove vai??

Devo assolutamente migliorarmi come fotografa.
E adesso il momento della veritá: il TEST! Perché la tua opinione mi interessa ‘na cifra!

Ti piacerebbe che VIVEREAMADRID avesse una sezione di streetstyle?


pollcode.com free polls 

Scusa se scrivo cose pietose ma se vedessi il trascorrere delle mie giornate e il mio cervellino congelato capiresti, mio caro caro caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!

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Olerse la tostada, cioé prevedere qualcosa

Quando succede qualcosa che in qualche modo immaginavi in spagnolo si dice “Olerse la tostada”, cioè “sentire il profumo del pane tostato”.

come direbbe la nonna: "IO LO SAPEVO!!!!"

Così come sentendo l’aroma del caffè possiamo immaginare che qualcuno lo sta preparando, l’espressione “olerse algo” significa intuire (sospettare con una certa sicurezza) che succederà qualcosa, e può avere un’accezione positiva. Aggiungere “la tostada” vuol dire indicare l’esatto segreto che stiamo indovinando, che in genera ha una connotazione negativa, come scoprire un tranello o un inganno.
Esempi: La fiesta a sorpresa ha salido fenomenal, pero me olía algo
La festa a sorpresa è stata fantástica, però un pó me lo immaginavo
Cuando les vi juntos no me quedé sorprendida: ¡ya me olía la tostada1
Quando li vidi insieme non restai sorpresa, giá avevo intutito qualcosa

La situazione contraria si esprime con caerse de las nube, cioé l’italiano cadere dalle nuvole (ma al singolare, non si sa perché!).
Per indicare una persona particolarmente distratta e stordita a Madrid capitál si usa estar en la parra, e parra è vigneto.

hoy estoy en la parra

Uno que está en la parra no se enterara de nada y nunca podrá olerse la tostada, pero si caerse de la nube :)

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