Ultimo giorno del 2012 a Madrid!

Ultimo giorno del 2012!!! Ciao 2012, sotto un profilo personale sei stato un anno davvero bellissimo! Ecco la classifica delle cose strabelle che sono successe nel 2012:

1)Non è successo niente di brutto! Ecco la ricetta del mio ottimismo: non vado per obiettivi ma per tragedie evitate.

2)È nato Ciccio! Si, nel 2011 era nata Margherita! Si, ho solo una sorella, e che vogliamo fare? C’ha preso gusto e fa un figlio all’anno! Noi xxxxaxx siamo fatte così, siamo un po’ ossessive!

Ciccio, un grande uomo!

Margherona, protagonista del film "Il diavolo veste Chicco"

3)Mi è successa una cosa TROPPO BELLA! Talmente bella che non posso ancora dirla, la dirò a maggio. NON È NESSUNA GRAVIDANZA NÉ MATRIMONIO! Cazzo mi sembri mia madre, mio caro amio italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!!!!

4)Ho tanti amici, in Italia e in Spagna. Mi sento felice con i miei amici. Amici cari, grazie per volermi bene. So che a volte sono paranoica e possessiva, ma vi amo tanto e mi comporto sempre bene con voi.

5)www.vivereamadrid.it sta BENE! Grazie per leggermi (ma esattamente perché lo fai??? Ejejeje!)

6)Ho cambiato casa e sono entrata anche io nel LADRILLO LOCO! Eccomi 100% made in Spain, da giugno vi aspetto tutti in piscina. Ecco il mio mostruoso condominio visto con google. Ho cancellato le strade per darmi un tono e mantenere l’anonimato ;)

ladrillo loco!

7)La mia amatissima Pinella è incintissima!!! Grossomodo il 5 febbraio io mondo sarà migliore perché arriverà Beatrice. Bea, sono già pazza di te!

Allora prima di andare a Puerta del Sol a mangiare l’uva (qui spiego cos’è) oggi alle sei si va tutti a correre la San Silvestre Vallecana, la maratona della città. Bello di brutto!
La cosa più bella è che gli spagnoli colgono ogni occasione per travestirsi, cioè come dice la mia cara Luciadibari sono un popolo di Travesti! Ma è vero!
La San Silvestre Vallecana si corre o vestiti da sportivi, come si farebbe in qualsiasi città del mondo, o vestiti a maschera (gulp!) o con parrucche colorate (help!). ma è questo il bello della spagna, la follia!!!
Qui delle foto della San Silvestre Vallecana dell’anno scorso!

chiamali se vuoi corridori

chiamali se vuoi atleti

tutti a correre!

Vado a comprare il tavolo, che proprio per essere 100% spagnola sono 2 mesi che mangio seduta sul divano. Mamma perdonami!

BUON INZIO ANNO CARO LETTORE!!! MAGARI SE DOMANI MI SVEGLIO TI RIFACCIO GLI AUGURI…

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Non facciamo finta di niente, per favore.

Sono giorni che apro il giornale e mi viene da vomitare e da piangere, non si senso figurato ma reale.
Tralasciando la politica interna non so se mi fa più male pensare alla sciagurata che ha partorito ne bagno di un McDonald’s di Roma buttando il bambino nel water, alla morte della giovane indiana stuprata e picchiata da sei aguzzini in un autobus a New Delhi o allo stupro e assassinio della 45enne vicino Calcutta.
Per non parlare della violenza subita settimane fa dalla giornalista Lara Logan a El Cairo.
E vomito e piango anche per tutte quelle violenze che non sappiamo, non leggiamo e non conosciamo e magari sono proprio dietro la nostra porta.
Solo in Spagna nel 2012 sono state assassinate 55 donne in quel perverso fenomeno chiamato violencia de genero
Che dobbiamo dire di questa follia collettiva? Usiamo queste feste anche per pensare e cambiare il mondo il più possibile.

Parliamone, pensiamoci, non facciamo finta di niente.
Miglioramolo ‘sto mondo di merda. Grazie.

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Cielo bianco su Madrid

Ogni tanto mi scrive qualcuno che legge il blog e vuole incontrarmi.
Mi lusinga che la gente voglia incontrarmi, grazie sono lusingata, quindi anche se non ho tempo io tendenzialmente dico di si, agli incontri con i lettori, perché diciamoci la verità: questo blog senza di te, mio caro lettore e amico, non esiste. Mica scrivo per me.
Che se scrivessi per me lo farei nel diario segreto delle medie, e invece lo faccio per te, per noi, diciamo.
Insomma non so perché ma ogni volta che fisso un appuntamento per conoscere qualcuno che legge il blog mi succedono cose che spengono la mia verve, è proprio imbarazzante! Mi viene la dermatite, che non posso manco truccarmi che mi si stacca la faccia, mi viene il raffreddore, ho l’isteria pre-mestruale, ho i capelli sporchi e non mi da tempo lavarli… mi succedono sempre cose così, che sicuramente la gente pensa che quella che va agli incontri non è la Chechi che scrive, ma è un’altra. Invece sono proprio io!
Mi fa vergogna a volte essere così, essere me in questo modo, che poi nella mia vita me ne frego di questo senso di inadeguatezza ma quando il virtuale incontra il reale mi sento sempre così, spaurita. Che si va in un bar, magari a bere un bicchiere di vino, e io quasi mi vedo da fuori, passando per la vetrina, ed ecco che vedo il mio profilo ma non sapendo che sono io! Vedo una spettinata che si mangiucchia la parte interna della bocca, e penso: quella lì si sente inadeguata.

Allora poi stamattina mi sono svegliata che il cielo è bianco come un enorme batuffolo di ovatta, sembra che debba nevicare, e ho pensato che questo batuffolone è sceso per cancellare l’inadeguatezza che tutti sentiamo delle volte e renderci tranquilli.

nevicherà??

Non bisogna essere stronzi e tirarsela, ma nemmeno essere troppo umili e sentirsi insufficienti. NO?

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¡MENUDO post he escrito hoy!

La parola più bella che mi viene oggi in mente è MENUDO, che come potrai ben immaginare, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, significa tutto e niente, come tutte le parole che piacciono a me: che belli i vocaboli caotici!
Menudo, al femminile menuda, significa:
1) Qualcosa di piccolo: de constitución menuda.
2) Qualcosa di enorme, grande, incontenibile: ¡menudo post!
3) Qualcosa di poco rilevante: centrémonos en lo importante y obviemos lo menudo.
4) Spiccioli: dame el cambio en monedas menudas.
5) Interiora degli uccelli

La locuzione A MENUDO vuol dire frequentemente e con continuazione: voy al cinema a menudo.

Il grande interrogativo degli ultimi giorni del 2012 è: come riconosciamo quando MENUDO indica qualcosa di grande e quando di piccolo? È persto detto: dal contesto!
In genere le frasi esclamative con MENUDO indicano qualcosa id grande, come
¡Menudo rebote se agarró! Che indica una GRAN arrabbiatura
¡Menudo chasco te llevarás! Che indica una gran delusione, e così via…

MENUDO è anche una minestra moooolto contundente, fatta di pezzi di carne con altre cose di misteriosa origine ma indubbiamente grasse, saporite e peccaminose.
In Spagna questo bel pappone si usa contro la RESACA:

come direbbe la nonna: "quel che non ammazza ingrassa"

Musicalmente parlando i MENUDO son una band, una GRANDE BAND nata a Puerto Rico nei durissimi anni ’80 ma famosa in tutto il mondo.
Non mi credi?? Alza a palla il volume e balla con me: ¡MENUDO TEMA!

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Tradizioni natalizie catalane: el CAGANER y el TIÓ DE NADAL

Siccome io amo le sfide e le emozioni intense ieri ho voluto andare incontro alla fine del mondo attraversando una bufera in un volo easyjet: per la prima volta ho toccato il tetto dell’aereo con la testa, che non è esattamente come toccare il cielo con un dito ma quasi… anche questa è fatta!
Allora mentre l’aeroplanino era allo sbaraglio tra le nubi io ero relativamente tranquilla perché nel mio piccolissimo presepino di Madrid ho messo la statuina del CAGANER: impossibile morire di incidente aereo se hai un caganer che ti protegge!

Ad alcuni la cacca piace!

Il CAGANER è una tradizione catalana, però se una cosa è bella bisogna dirlo senza badare ai confini geografici, culturali o mentali: EL CAGANER MOLA, cioè il caganer piace, anche se catalano! Ma di che cazzo parlo?!?!?? Di una statuina del presepe che la tradizione vuole si collochi in un angolino o dietro un arbusto, poiché rappresenta un signore impegnato nel fare la cacca.
Si crede che questa tradizione sia nata tra il XVII e il XVIII secolo quando l’arte era caratterizzata da un realismo esagerato, ed infatti la figura del caganer, in castigliano cagón cioè cacone, è davvero realista poichè indossa gli indumenti tipici della tradizione catalana: un berrettino rosso e una fascia a mo di cintura. Il cagón fa la cacca per fertilizzare la terra, quindi si considera un simbolo di prosperità e buona fortuna, come testimonia il mio scampato incidente aereo di ieri sera.
Ma un terribile sospetto sorge in me: i catalani sono ossessionati con la cacca??!? Secondo me si!
Perché la tradizione catalana vuole che i regali non li portino los Reyes Magos (come in tutta la Spagna), né Papá Noel (come in alcune famiglie estremamente moderne e emancipate della mia amata nazione adottiva) MA el TIÓ DE NADAL, letteralmente lo zio di natale: un personaggio mitologico catalano impersonato da un tronco.
Il giorno dell’Immacolota Concezione si piazza el TIÓ DE NADAL in casa, protetto da una coperta per non soffrire il freddo durante la notte, e gli si dà da mangiare fino il giorno di Natale.

¡Abrígate tío! (copriti zio!)

Questo giorno qui, il giorno di Natale, tutti gli individui sono più buoni, lo sai no??!? Anche quelli agnostici, anche quelli come me che sono atei, tutti, proprio tutta la gente del mondo che sa chi è gesùbambino in questo giorno di Natale è più buona perché ci dicono che a Natale siamo tutti più buoni e non per gesù bambino o per i regali ma perché è anche giusto definire un giorno all’anno in cui la media della bontà personale si alza un po’.
Insomma questo giorno della bontà i bambini catalani sai che fanno, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid??? PICCHIANO EL TIÓ DE NADAL CON UN BASTONE, PER FARGLI CAGARE I REGALI!

E DAJEEEE!

Che così è la tradizione in quella regione lì chiamata Cataluña: picchiare per far cagare i regali. Più picchi forte e più regali ricevi, in Cataluña.
E che devo dire io, che a me piace quell’altra Spagna lì de los Reyes Magos, de Papá Noel, del roscón de Reyes, del Amigo Invisible, etc…??? Dico: che ognuno segua le tradizioni che vuole, purchè con amore.
Che alla fine è questo che muove il mondo, EL AMOR! Di coppia, tra amici, per un nipote, un figlio, un cane, un blog bello come il mio, un ideale, un progetto, per una cosa materiale, per una speranza… L’AMORE!
Amiamoci di più a partire da oggi che la vita è breve
:a questo pensavo io ieri sera da dentro la bufera, a tutto l’amore che muove il mondo.

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Natale a Madrid: el ROSCÓN DE REYES

Siccome siamo nel periodo natalizio dobbiamo mangiare il ROSCÓN DE REYES, il dolce di natale spagnolo, diciamo er panettone de noarti.

il dolcione ciccione

Anche se non lo vuoi il roscón lo devi mangiare, sia perché le tradizioni culinarie non si discutono e sia perché il roscón è una sfida al destino: ti darà la possibilità di peggiorare le tue finanze O di diventare re per un giorno.
Questo dolcione a foma di ciambella, ricoperto di pezzettini di frutta e zucchero a velo, è riempito fino all’inverosimile o di crema o di panna (la mia versione preferita), e tra questi dolci ripieni si nascondono due piccoli segreti: una fava (sfortuna) e una figurina (fortuna!), entrambi di dimensioni minuscole e avvolti in una bustina di plastica.

figuritas y haba

Quando compri il roscón in pasticceria sotto il vassoio troverai sempre, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, una corona di cartone ripiegata: l’accessorio perfetto per il re per un giorno! Che credi?? A Madrid le cose le facciamo per bene!
Allora ricapitoliamo: si taglia il roscón in modo discreto, si mangia tranquillamente fino a quando qualcuno sentirà crick sotto i denti: statuina o fava?? Questo solo il tempo potrà dirlo!
Colui che trova la fava lo paga, colui che trova la statuina deve montare la corona di cartone e piazzarsela in testa: non ridere di lui, è il tuo re per un giorno!!
Io nella mia vita ho mangiato veramente tanti roscón, e una volta sono stata pure regina, 4 anni fa. Quest’anno invece abbiamo comprato un roscón piccolino e quel golosone di PischiOne lo ha mangiato quasi tutto lui, con il risultato di aver trovato la fava e la figurina! Quindi era re ma al contempo doveva pagare il roscón!
Allora io ho pensato che essendo re poteva anche cambiare la legge e non pagare il roscón, così come tristemente ci insegna la terribile politica italiana, che quando uno comanda invece di rispettare ancora più degli altri la legge e le cose pubbliche fa il prepotente e decide il cazzo che gli pare, ma non gli ho detto niente a PischiOne, perchè alla fine lui era anche il mio re quel giorno lì, cioè ieri l’altro, e non volevo entrare in discussione con il Re di Spagna.
Insomma alla fine si è messo la corona e ha pure pagato il roscón.

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Nostalgie d’Italia

La nostalgia (parola composta dal greco νόστος (ritorno) e άλγος (dolore): “dolore del ritorno”) è uno stato psicologico di tristezza e di rimpianto per la lontananza da persone o luoghi cari o per un evento collocato nel passato che si vorrebbe rivivere, spesso ricordato in modo idealizzato.
La nostalgia dell’Italia a volte nasce dalle note di una canzone, a volte prende forma dal ricordo del viso di un amico, a volte è un piatto di spaghetti alle vongole, a volte un caffè macchiato caldo con cioccaolatino e bicchiere d’acqua senza chiederli.
La nostalgia a volte nasce ascoltando la voce della mamma, altre volte è un bar zozzo a farti rimpiangere i bar puliti.
La mia nostalgia si chiama Pinella, Andrea, Pierpaolo, Roma,Puglia e altri infiniti nomi, ma a volte la nostalgia è anche semplicemente ritrovare una foto che in altre situazioni, in altri percorsi, MAI avresti fatto: un bagno con bidet e finestra

dedicato a tutti gli italiani in spagna!

E allora il ricordo del farsi il bidè con il venticello che ti accarezza i capelli è nostalgia dura.
:)

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Di differenze tra Vienna e Madrid e d’altro ancora…

Oggi il cielo è nuvoloso: la città piange per il ritorno della mia cara amica Theresa a Vienna, sua città natale.
Theresa, ma chi te lo fa fare???
E soprattutto: perchè la gente viene e va?? NON NE POSSO PIÙ DI SEPARAZIONI!!!

Io e Theresa condividiamo alcune grandi passioni, come:
el jamon

¡nos gusta el cerdo!

il vino

¡vino tinto toda la vida!

Uscire a Chueca (quartiere gay)

¡Chueca mola!

Il massaggio thailandese di MTHAI

Tirateci fino a romperci!

Qualche sventura lavorativa e ovviamente l’amore per l’unica, grande, incomparabile MADRID!

Theresita, ti regalerò quest’orso!

Allora ieri ho chiesto a Theresita di passarmi un elenco delle differenze tra Vienna e Madrid, poichè io sono una fissata con differenze, e lei (specifico che queste differenze sono quelle che vede Theresita, alcune di quelle che vedo io sono qui) mi ha scritto che gli spagnoli sono strambotici perchè:

    • usano il pane con qualsiasi piatto (riso, pasta, paella…)
    • sono TOCONES, cioè toccano continuamente quanto ti parlano, e ti baciano ogni volta che ti vedono
    • hanno degli orari per pranzare e cenare pazzeschi, spostati in avanti di un 3 ore circa
    • la birra spagnola sa di succo di frutta e la bevono congelata
    • usano cubetti di ghiaccio giganteschi
    • quando pensano dicono sempre “eheheheee”
    • fanno sciopero ogni giorno
    • dicono “guapo” (cioè bello) a tutti, anche ai brutti
    • traducono tutto allo spagnolo, anche le canzoni nei film hanno sottotitoli in spagnolo
    • hanno alberi di natale di plastica con decorazioni superkitsch, piene di luci e plasticume
    • definiscono tutti i paesi a nord della Spagna “nord Europa”
    • non hanno una buona relazione con i latino americani ma sono affascinanti da Londra e Berlino
    • la maggior parte delle ragazze hanno i capelli lunghi

Questa lista di differenze mi ha fatto pensare per la prima volta nelle vita che probabilmente Austria non è nord europa!!!! Aiuto, devo rivedere la mia geografia!!!

Theresita, mi mancherai tanto!!!

Theresita piange perchè non vuole lasciare Madrid

Allora ieri notte mentre tornavo a casa che mi sentivo molto triste e avevo il cuore già pieno di nostalgia per Theresita ho pensato che fissarsi sulle differenze è molto facile, ma la vita è fatta anche di straordinarie somiglianze. Per esempio io sono una terruncella e Theresita è una vichinga per me, io sono cresciuta al mare e lei sulla neve, io sono ti dimensioni normali e lei è gigantessa, io sono molto estroversa e lei è piuttosto timidina ma abbiamo tante, tante cose che ci accomunano, e queste cose contano di più di tutte le differenze del mondo.
¡¡¡MUCHA SUERTE THERESITA, TE QUIERO MUCHO!!!

Si stava bene girando di bar in bar, Theresita!

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Expresar y exprimir: due verbi molto diversi!

È vero che a Natale siamo tutti più buoni, però siccome Natale ancora non è lasciami fare un po’ la professorinadistocazzo, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid! Ejeje!
Tra i tanti verbi che fanno parte della nostra amata lingua materna ne abbiamo due molto diversi tra loro, seppure simili: esprimere e spremere. In spagnolo questi due verbi si traducono così:
esprimere= expresar
spremere= exprimir
niente di strano: i significati sono assolutamente identici all’italiano!
Expresar= manifestare, con o senza parole, un desiderio o un’idea
exprimir = estrarre un liquido, abusare di una persona per ottenerne beneficio
ok, fin qui tutto facile :)
Allora quando devi dire che vuoi esprimere un desiderio devi usare il verbo expresar!!!
So bene che exprimir un deseo suona molto corretto, perché simile a esprimere un desiderio, però se dici questo stai letteralmente dicendo SPREMERE UN DESIDERIO!!
Tutti abbiamo litri e litri di desideri, però esprimiamoli, non spremiamoli!

A proposito di desideri l’altro giorno PischiOne era triste per una certa cosa e allora siccome eravamo a Sol io gli ho proposto di entrare nell’albero (che nell’albero di Sol si può entrare, c’è come un piccolo corridoio per fare avanti e indietro) e esprimere un desiderio, EXPRESAR, perchè con tutte quelle luci pazze secondo me il desiderio si faceva forza e volava in alto e si realizzava.

qui dentro si realizzano i desideri

Allora lui l’ha fatto e questo desiderio si è realizzato, ed è tornato felice. Io ho fatto due desideri: uno era uguale al suo, e si è pure realizzato, e il secondo non riesco a ricordarmi quale fosse, ma evidentemente non era cosi importante o forse si è realizzato e non me ne sono nemmeno accorta.
Quindi se sei a Madrid fino a gennaio che ci sarà l’albero ti invito a entrarci e EXPRESAR i tuoi desideri, che si realizzeranno. Esprimili con moderazione però!
Se non vieni a Madrid ma hai dei desideri molto importanti se vuoi mandami una mail a chechi@vivereamadrid.it e io cerco di entrare nell’albero per te e esprimere il tuo desiderio (purchè non sia troppo intimo!). Credo possa funzionare.
Adesso a EXPRIMIR arance contro il mal di gola!

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De Madrid al cielo…

De Madrid al cielo, y allí un agujerito para verlo

l'albero di luce

dentro l'albero di luce

ufo natalizi

l'angolo che emoziona

malinconia natalizia

la porta di luce

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PELAR, un gran verbo

Un verbo spagnolo molto molto bello è PELAR, scatola magica colma di mille significati.


Dal latino pilare PELAR significa:

  • Tagliare, rasare, togliere i capelli
  • Spennare: pelar un pollo, tagliare un pollo
  • Sbucciare, pulire: pelar una naranja, sbucciare un’arancia
  • Restare senza soldi: me pelaron en el casino, mi lasciarono senza soldi nel casino
  • Criticare (soprattutto in latino america)
  • Perdere i capelli
  • Perdere la pelle a causa del troppo sole: se me está pelando la espalda, mi sto sbucciando la schiena

Qualcosa può essere dura de pelar cioè difficile da conseguire i da vincere, come ad esempio este profesor es duro de pelar, cioè questo professore è un osso duro
Qualcosa que pela è qualcosa che produce una sensazione estrema, come ad esempio il freddo: hace un frío que pela, fa un freddo tremendo.
Un salario pelado è uno stipendio fisso, completamente senza bonus nè incentivi

Se qualcosa ti è indifferente ma vuoi rimarcarlo in senso dispregiativo potrai dire ME LA PELA: ¡que te enfades ma la pela! che sarebbe non me ne frega un cazzo che ti arrabbi! Idealmente PELARSELA indica due cose: o qualcosa che ti tocca solo superficialmente ma non scalfisce la tua anima, proprio come togliere i peli o masturbarsi, che sarebbe il nostro “questa cosa mi fa ‘na sega!

Un saggio proverbio spagnolo dice: Cuando las barbas de tu vecino veas pelar, pon las tuyas a remojar (quando vedi tagliare la barba al tuo vicino inizia a inumidire la tua), cioè se attorno a te le cose si mettono male è il caso di prepararti per affrontare il peggio… saggezza popolare!

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La corrida che tutti amano

Io non pensavo che stando 3 giorni in Italia avrei imparato cose sulla Spagna, e men che meno da mia nipotina quasi duenne, ma è così. Lei è innamorata di un torero, Torero Camomillo, e io sono innamorata di lei.
Quindi io sono innamorata di Torero Camomillo?
Probabilmente si!

Un bel racconto

Alza il volume a tope e dimmi che adesso anche tu non ami la corrida!

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