Cielo bianco su Madrid

Ogni tanto mi scrive qualcuno che legge il blog e vuole incontrarmi.
Mi lusinga che la gente voglia incontrarmi, grazie sono lusingata, quindi anche se non ho tempo io tendenzialmente dico di si, agli incontri con i lettori, perché diciamoci la verità: questo blog senza di te, mio caro lettore e amico, non esiste. Mica scrivo per me.
Che se scrivessi per me lo farei nel diario segreto delle medie, e invece lo faccio per te, per noi, diciamo.
Insomma non so perché ma ogni volta che fisso un appuntamento per conoscere qualcuno che legge il blog mi succedono cose che spengono la mia verve, è proprio imbarazzante! Mi viene la dermatite, che non posso manco truccarmi che mi si stacca la faccia, mi viene il raffreddore, ho l’isteria pre-mestruale, ho i capelli sporchi e non mi da tempo lavarli… mi succedono sempre cose così, che sicuramente la gente pensa che quella che va agli incontri non è la Chechi che scrive, ma è un’altra. Invece sono proprio io!
Mi fa vergogna a volte essere così, essere me in questo modo, che poi nella mia vita me ne frego di questo senso di inadeguatezza ma quando il virtuale incontra il reale mi sento sempre così, spaurita. Che si va in un bar, magari a bere un bicchiere di vino, e io quasi mi vedo da fuori, passando per la vetrina, ed ecco che vedo il mio profilo ma non sapendo che sono io! Vedo una spettinata che si mangiucchia la parte interna della bocca, e penso: quella lì si sente inadeguata.

Allora poi stamattina mi sono svegliata che il cielo è bianco come un enorme batuffolo di ovatta, sembra che debba nevicare, e ho pensato che questo batuffolone è sceso per cancellare l’inadeguatezza che tutti sentiamo delle volte e renderci tranquilli.

nevicherà??

Non bisogna essere stronzi e tirarsela, ma nemmeno essere troppo umili e sentirsi insufficienti. NO?

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Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge