Anche a Chueca le donne desiderano

L’altra sera mi sono scaricata (arrestatemi!) il film RUBY SPARKS, veramente un bellissimo film.

¡el amor existe!

Come sempre mi succede quando vedo un film così, poetico, sognatore, surreale, mi sono innamorata dei protagonisti. Non importa se i protagonisti siano uomini o donne, perché siccome il film è una messa in scena, e non una realtà, non vale proprio la pena essere puntigliosi sulle tendenze sessuali proprie, degli attori o dei personaggi.
Il cinema si ama, e io mi sono innamorata molto l’altra sera di Calvin e Ruby, di un amore scemo, autoreferenziale, perchè lui è scrittore e io voglio essere scrittrice, e lei è pittrice e io voglio essere pittrice. Ricoveratemi.

nei film tutti i pischelli leggono nei parchi. nella realtà NO!

In una certa scena Ruby indossava delle scarpette rosse, e siccome il mio spirito di emulazione è mostruoso io ho subito desiderato avere quelle scarpe. Una parte di me diceva: “con quelle scarpette rosse sarai figa come Ruby!” e daje a bramare le scarpette. Un paio di scarpe rosse le ho, ma desidervano quelle di Ruby, basse da vera ragazza moderna e spensierata.
Allora mi sono subito ricordata dove dovevo andare a cercare le scarpette, e nel ricordo è sorta in me una duplice vergonga!
1º per non aver MAI portato la mia mamiuska in questo angolo di paradiso
2º per non averne mai parlato sul mio wonderfull blog: CALLE AUGUSTO FIGUEROA.
1 Km solo solo solo di negozi di scarpe. Ma negozi bellissimi!!!!! Che ogni vertina era tutto un esclamare! Ooohh, aaaahaaa!!!, eheehehe! Tante donne, giovani vecchie belle brutte ma tutte femmine, tutte lì entrando e uscendo da un negozio all’altro con quel che resta dei saldi.
Questa strada si trova a chueca, il quartiere gay di Madrid, ma ecco che anche a Chueca le donne possono essere travolte dalla passione!!!! Scarpa scarpe scarpe!
Alla fine le scarpe di Ruby io le ho trovate, ma non le ho comprate perchè costavano 60 eurini con lo sconto.
Papà, tu che leggi sempre il mio blog, me le compri tu le scarpe di Ruby di RUBY SPARKS????

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La patata, a Madrid

A Madrid ci piace la patata, infatti abbiamo pure un museo de las patatas.
Fritta, lessa, al forno, non importa come, quel che conta è che abbia mille salse. Tra tutti i tipi di patatas che potrai assaggiare per la città quelle più castizas, cioè le più tipiche e autentiche di Madrid, sono las patatas bravas.
Perché sono bravas? Ti chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. Il nome viene dalla salsa che le condisce, SALSA BRAVA, che a sua volta deve l’aggettivo al suo carattere forte, volitivo, determinata.
Questo aggettivo è proprio quello che si usa per i tori da corrida, toros bravos, che hanno un atavico istinto di difesa e un corpo potente e muscoloso, che nella tauromachia in sintesi si chiama “bravura”. La salsa brava è quindi la trasposizione culinaria del carattere iberico: rossa (gli ingredienti principali sono pomodoro e peperoncino), piccante e dal sapore forte, condisce delle patate tagliate in modo irregolare e fritte. Ovviamente queste patate vanno servite bollenti, per esprimere al meglio l’animo spagnolo. Vengono servite o come razione o più semplicemente come tapas, solitamente in inverno proprio per le altissime temperature della patata fritta e della salsa.

A Madrid sono buone ovunque ma c’è un bar speciale per questa patatona, il bar “las bravas” che oltre ad essere tutto rosso, arancione e giallo, richiamando le tonalità del piatto, ha una ricetta di salsa patentata, nº 357942 che ¡pica un huevo!

gnammi!

Le nemiche giurate de las bravas sono le loro gemelle separate dalla nascita, las patatas alioli. Mentre le prime sono castigliane queste alioli sono catalane, come indica il nome stesso che significa “aglio e olio”.
Sono delle patate lesse condite con una salsa fatta da aglio, olio e prezzemolo.

Queste patate si servono fredde, e per tutte quelle quantità incredibili di aglio che contengono hanno un sapore un po’ acidello e nauseabondo, un po’ come la loro terra di origine! Ejeje!
A Madrid pure las alioli le potrai mangiare ovunque, ma non c’è un posto che ha brevettato la salsa Alioli, perché secondo me mangiare un intero piatto di patate fredde e agliose è un tentativo di suicidio.
Poi mentre la parola BRAVO significa tante cose, la parola ALIOLI non va oltre il piattino di patate!
Tu a Madrid potrai:
poner bravo alguien, cioè far arrabbiare qualcuno
rendere una situazione brava, cioè difficile, pericolosa La pelea se puso brava cuando le dije todo
e ovviamente ponerte bravo, cioè arrabbiarti tanto, ma proprio tanto!
Poi se qualcuno ti fa innervosire, per esempio se stai guidando il motorino e ti fanno spaventare, potrai anche dire “¡me cago en Juan Bravooooooooo!”, quando cagarse in algo in spagnolo è come una piccola maledizione. È vero che in questo caso BRAVO è un cognome però ho pensato di metterlo uguale.
Invece con l’espressione alioli non puoi indicare proprio niente…. quindi: me cago en las patatas alioli, ¡aúpa las bravas!

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Pepi, Luci, Bom y otras chicas del montón

Presa da un incontenibile voglia di vivere la movida madrileña dal divano di casa, stasera ho visto il primo film del nostro amato/odiato Pedro Almodovar, Pepi, Luci, Bom y otras chicas del montón, girato nel lontano 1980.

un film non per tutti

Nel 1980 io non ero ancora nata, Almodovar non era ancora trentenne e Madrid si affacciava all’incredibile epoca conosciuta come MOVIDA MADRILEÑA.
Io di questo film non ho capito veramente un cavolo, però posso dire con una certa sicurezza che è un bel film, perché è vivo. Fa venire un po’ di mal di testa però fa venire anche voglia di ballare.
Di questo film devo dire due cose che mi hanno emozionata: innanzitutto alcune delle scene sono state girate in quella che poi, 30 anni dopo, sarebbe diventata la casa della mia cara amica Theresa e dove io ho passato tante e tante ore. Pensare di aver fatto la pipì in un posto dove Almodovar ha girato il primo film mi inorgoglisce molto, mi fa gonfiare tutto il petto come una gallinona e mi fa sentire, seppur in modo trasversale, parte della movida.
Poi questo film, Pepi, Luci, Bom y otras chicas del montón mi fa tenerezza perché Pedro lo scrisse mentre lavorava come impiegato amministrativo per Telefonica, la sip spagnola, ed era così sconosciuto che i suoi amici si autofinanziarono per aiutarlo a finire il rodaggio.
Le scene sono un vero lío ma che il regista è Pedro non si discute: nel film sono tutti speciali!
Gay, lesbicone, travestiti, uomini violenti, donne matte, sesso, perversioni, fantasie, ribellioni, creste, zeppe, durissimi anni ’80 e qui e lì un pizzico di speranza.
“Ma a Madrid siete tutti così?? Non c’è in tutta la città una persona normale, lì dove per normale intendiamo riferibile alla norma, alla consuetudine???” ti chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. Ebbene NO! Se non mi credi cerca voli per madrid
Anche qui ci sono gli etero, i calmi, i monogami, gli impotenti, le frigide e tutte quelle categorie di persone che ci sono nelle altre città, ma dietro il cinema di Almodovar e dietro la MOVIDA MADRILEÑA c’è un desiderio che solo a Madrid esiste: la voglia di dimenticare. Questa controcultura vuole cancellare il franchismo, vivere, trasgredire, parlare di cose che prima erano proibite e, perché no, provarle.
Franco moriva solo nel 1975, negli anni ’80 madrid faceva il suo trionfale ingresso nella trasgressione. Il tempo perso era stato troppo, e le cose da dire erano tante: bisognava dirle tutte, e in fretta!
Tenendo ben a mente queste date, e leggendo questi fenomeni culturali anche in chiave storica, ci emozioneremo. Scena della pipì sul viso inclusa (che ovviamente non era pipì vera):

Questa scena non è erotica, non è volgare, non è offensiva, è storica. È parte della historia de España!

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Elezioni 2013: come votare dalla Spagna

Dunque quello di oggi è un post molto molto serio, che si chiama: come votare per le elezioni 2013 quando sei residente in Spagna.
Innanzitutto per poter votare da Madrid devi essere iscritto all’AIRE. Iscriversi all’AIRE è facile (scopri qui come farlo) e fondamentale, non solo per poter esercitare il tuo diritto/dovere di voto ma anche per rifare il documento di identità, patente e passaporto direttamente al Consolato di Madrid (…IN BOCCA AL LUPO PER QUESTA TUA GRANDE AVVENTURA!!!).
Inoltre se vivi all’estero e non sei iscritto all’AIRE lo stato italiano paga dei soldi per te, per dei beni sociali che tu non usi e non consumi!!! Cose come strade, luci, impianti sportivi, etc…
Poi se non sei registrato all’AIRE la tua madrepatria non sa che vivi fuori, e quindi per colpa tua tutte quelle meravigliose statistiche sulla fuga dei cervelli se ne vanno alle cozze!
Una volta che sei iscritto all’AIRE riceverai (o meglio dovresti ricevere) direttamente a casa il plico elettorale. Per stare sereno puoi inviare una mail a elezioni.madrid@esteri.it indicando il tuo nome e cognome, e ti diranno se risulti iscritto e dove ti invieranno le schede elettorali.
Qualora anche tu, come me, avessi cambiato casa dovrai mandare una mail a anagrafe.madrid@esteri.it con i tuoi dati, proprio come nell’immagine.

copia tutto uguale uguale!

Mi raccomando a terminare con CORDIALI SALUTI: ci tengono moltissimo all’ufficio consolare!

Il pacco con le schede elettorali lo dovremmo ricevere entro il 10 febbraio: se il giorno 11 il pacco non l’hai ancora ricevuto chiama il numero 807.505.883 (a pagamento!) per scoprire dove sta il tuo pacco!

Se invece sei iscritto all’AIRE ma vuoi esercitare il tuo diritto di voto in italia devi comunicarlo per iscritto, ma sappi che è troppo tardi: il temine per presentare la domanda è scaduto!!! se non mi credi guarda qui!

Mi raccomando: noi cittadini italiani residenti all’estero dobbiamo votare prima di quelli residenti in Italia, quindi assicurati di essere iscritto alle liste elettorali

A proposito del numero 807.505.883 (a pagamento!)vorrei dire una cosa: quel numero lì oltre a essere il telefono ufficiale dell’ambasciata di Madrid è anche il telefono contro la nostalgia dell’Italia. Ogni volta che fai una domanda su cose burocratiche la risposta sarà un’altra domanda, ed entrerai nel circolo vizioso della burocrazia italiana che ti farà subito ringraziare il cielo di vivere in Spagna.
Quel numero lì cancella la malinconia per il caffè, per la pasta al dente, per gli assorbenti lines e per tutto quello che per te è l’Italia.
Che io dopo aver chiamato subito mi sono ricordata perchè dopo qualche giorno in Italia cerco voli per Madrid

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¡Montar un pollo!

In spagnolo per dire che qualcuno sta facendo molto casino, e creando una situazione alquanto complessa si può usare l’espressione “montar un pollo” (oltre che LIARLA PARDA ed altre mille modi di dire).
Per esempio “le dije lo que pensaba y montó un pollo en plena calle…” cioè “le dissi quello che pensavo e fece un gran casino per strada”.
L’origine di questa espressione pare risalga al XIX secolo, quando si fecero molto popolari gli oratori, che arrivavano in un luogo pubblico con un piccolo banchetto portatile, lo montavano, si mettevano in piedi per essere più alti della folla e parlavano.
Questo banchetto era conosciuto volgarmente come “poyo”, e proviene dal latino “pódium”. Da qui l’espressione “montar un poyo”, che poi diventò “montar un pollo” lì dove POLLO indica il pennuto, proprio come in italiano.

signore che monta un poyo

Pollo in spagnolo è pollo, ma polla in spagnolo non è la femmina del pollo ma il pene.
Montar è uno di quei verbi versatili, che significa montare, calvalcare, ponersi sopra qualcosa (come nell’origine di questa espressione),mettere su un negozio o un’impresa, collocare, etc…. e, soprattutto riferito agli animali, FARE SESSO.
Quindi, mio caro amico italiano che vivi a Madrid, stai ben attento che dire in pubblico “si pasa esto monto una polla” non è uguale a dire “si pasa esto monto un pollo”.
Cioè, tu LA POLLA fai benissimo a montarla, ma magari non dirlo a lavoro davanti al tuo capo.
Grazie!

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Vivo Così.

Di far freddo fa freddo, di essere stanca son stanchissima ma comunque mi trovo qui, sul mio tavolo ikea bellissimo, di un finto legno ma fatto molto bene, a scrivere.
Non mi va molto ma siccome il mio caro amico Alessandro di voglioviverecosì (io sono qui!) ne ha fatta una delle sue :) ho deciso deciso di scrivere un post.
Allora il caro caro Alessandro ha creato una serie tv che si chiama “Vivo così”, e che parla di noi italiani che viviamo all’estero. Una specie di Beautiful de noarti, però invece di Ridge e Brooke ci siamo noi, i mangiapasta (come dici Pischi One) espatriati.
Guarda la prima puntata qui , che anche se la serie inizia a Barcellona e non a Madrid io Alessandro lo perdono, perché lui vive a Minorca e se hai un amico che vive a Minorca il perdono è sempre meglio della condanna!

Allora partendo dall’episodio di Doris che arriva a Barcellona tutta carica e poi all’improvviso si scarica e vuole tornare a casa a me sono venute in mente tante storie, di mail di italiani che mi scrivono che vogliono vivere all’estero ma hanno paura e anche storie mie, di quando io arrivai a Barcellona (nella mia prima vita spagnola) e mi faceva paura tutto, soprattutto la gente che andava matta per Barcellona.
Allora più io ero diffidente e non capivo bene la città più incontravo italiani che vivevano a Barcellona e si sentivano catalani, e io non capivoooo, e non riuscivo nemmeno a riconoscere il catalano dal castigliano!
Poi dopo qualche settimana che stavo a Barcellona, e pensavo di essere in Spagna così come diceva la carta geografica delle medie, andai a fare un viaggio a Madrid e DIO SOLO SA quello che pensai quando vidi la città, LA SPAGNAAAAA, dissi a me stessa!

la grande Spagna

Poi invece quanche anno dopo questa mia prima vita spagnola, quando arrivai a Madrid per viverci per la mia seconda vita spagnola, di nuovo mi faceva paura tutto, soprattutto la gente che diceva Madriz e non Madrid, che a Madrid la D finale si dice Z. Poi un giorno pure io ho iniziato a dire MadriZ, e allora ho capito che MadriZ non mi faceva più paura, e ha iniziato a farmi paura l’aeroporto di Bergamo. Però veramente penso che fino a quando l’aeroporto di Bergamo mi farà paura io sarò una persona sana di mente.

Quello che misteriosamente non mi fa paura è vedere Adriano Pappalardo anno 1980 che canta in spagnolo Recomencemos

Questo post di stanotte lo dedico a mamma e papà, che oggi ho nostalgia!

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Di Parigi e della bellezza…

Ieri notte sono tornata da Parigi, che è proprio una città BELLISSIMA!!!

anche io ho sempre sognato di essere un tonno…

A Parigi le donne sembrano tutte affascinanti, ma io ho scoperto il loro segreto, il segreto della beauté française: IL ROSSETTO!
Son sempre tutte con il rossetto rosso, che dona un tocco di fascino e dannazione. Dei rossetti bellissimi! Sono stata quasi 2 ore in una profumeria un giorno, a provarli tutti: Lancome, Guerlain, Chanel, Dior… a Parigi ci sono anche dei rossetti che si chiamano “natural”, che SEMBRA non colorino e invece colorano, e ti fanno sembrare le labbra ciccione e sane anche quando sono sottili e screpolate! LI VOGLIO TUTTI!!
Il dubbio di oggi è: Dior o Chanel? Appena sciolgo questo enigma corro in profumeria!

il rossetto piace.

sono una donna, non sono una santa!

Ma la cosa che davvero mi ha impressionata di Parigi è vedere (o meglio rivedere, poichè tutte le volte che sono stata a Parigi ho avuto questo stesso identico pensiero, ma questa volta che sono più adulta delle altre volte l’ho avuto anche più forte) quello che succede nella sala 6 del 1º piano del Louvre, cioè davanti alla Monna Lisa.
Davanti la Monna Lisa la gente impazzisce, si accalca e fa foto con tutto quello che può

colleghi turisti, esattamente perchè state facendo queste foto???

Questa immagine, dei miei colleghi turisti matti facendo foto a un quadro mondialmente riconosciuto come “opera d’arte”, mi fa sempre sorgere un grande enigma: ma siamo sicuri che quest’opera per noi, per il nostro personale gusto, sia bella davvero?? o più semplicemente siamo stati educati così, a pensare che la Monna Lisa o Pinco Pallino sono delle opere d’arte e quindi ci sentiamo in dovere, anche inconsciamente, di andare a vedere questi dipinti e apprezzarli e intrappolarli nei nostri supporti digitali?
Insomma io me lo chiedo perchè non vorrei che i miei colleghi turisti per correre dalla Mona Lisa dimentichino di osservare gli altri dipinti,che proprio al 1º piano del Louvre abbondano di bellezza in quanto la collezione si chiama Pittura Italiana e la verità è che noi italiani facciamo quasi tutto male, ma le cose d’arte le facciamo benissimo!
Io, per esempio, sono andata a vedere i turisti che fotografavano la Monna, però non mi son fatta distrarre! ho fatto dei gran giri e ho trovato il mio quadro favorito: la Crocifissione del Bellini

La Crocifissione anche conosciuta come Il Calvario, 1465-70

Guardando questo quadro io prima ho sentito il petto tutto gonfio di italianità, che non mi capita quasi mai di sentire l’orgoglio di essere italiana e invece l’altro giorno Bellini mi ha proprio inorgoglita, e poi sempra dopo aver passato del tempo guardando questa Crocifissione io non son più tanto sicura che Cristo non sia mai esistito.

Dobbiamo sempre cercare la bellezza, ma quella che ci appassiona personalmente! Non semplicemente limitarci a riconoscere i gusti estetici che ci hanno inculcato!

E adesso, per non deludere i miei compaesani, devo concludere con l’unica frase possibile su Parigi:
Se Parigi avesse lu mere sarebbe una piccola Beri

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2013: si parte!

Come inizio io, Chechi di www.vivereamadrid.it, il 2013?? CON UN VIAGGIO!!! Domani me ne vado a Paris, con PischiOne, a fare dei gran giri ed a verificare che a Parigi ci si ama molto.
PischiOne, potrei forse amarti più di quanto ti amo qui a Madrid?? Non credo, ma domani verifichiamo.

ma che stronzata è questa della città dell’amore??!??!?

Caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, ti auguro un 2013 colmo di salute, amore, amicizia, lavoro, soldi, viaggi ed emozioni, il tutto in ordine sparso e intercambiabile.
Poi auguro alla mia famiglia di stare bene, frizzanti, esuberanti e sereni come solo loro sanno fare, e di venirmi a trovare sempre più spesso a Madrid.
Poi vorrei augurare alcune cose ai miei amici più cari, che senza di loro non so dove cazzo starei in questo momento: a Pinella, AndreaCugino, Andrea, Lucia, Anna, Nico, Kikone, Diana, Jose, Erica, Pedrito, Evona, Pierpy e ovviamente PischiOne vorrei augurare cose specifiche per ognuno, ma per non entrare nel personale ho pensato di fare qui un elenco, e che ognuno di loro si scelga quello che più gli piace. È un auguri tipo smartbox, ajajaaj!
Miei cari amici, in questo 2013 vorrei festeggiare con voi:
nascite, matrimoni, cambi di casa, convivenze, fidanzamenti, acquisti di case, nuovi lavori, aumenti di stipendio, viaggi, serenità familiare e forti emozioni.
A me personalmente auguro di continuare a condividere tutto con voi, che mi fate essere una persona migliore.

Buon inizio!!!

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