Tutto il mondo è paese (ahimè!)

Dunque, da qualche giorno il PP, Partito Popolare attualmente al governo con Mariano Rajoy, è travolto da uno scandalo chungo, cioè “duro”, che com’è facile immaginare riguarda la grande passione dei politici: SOLDI.
Questa passione qui non conosce mode né confini! È forte quasi quanto la passione per la POLTRONA, che quando un politico viene eletto e ottiene finalmente una POLTRONA non ci sono cazzi, non la lascia!
Può essere al centro di qualsiasi scandalo o disonesta vicenda ma non ci sono possibilità che il politico di turno si dimetta, per lo meno in questa parte d’Europa, diciamo nel mediterraneo europeo.
Cosa sta succedendo in Spagna? La cosa è semplice, nella sua perversione: Luis Bárcenas, ex tesoriere del Partito Popolare tra il 1990 e il 2009, ha registrato per 18 anni in un suo quadernetto tutti i pagamenti illegali, donazioni non permesse per la norma del finanziamento ai partiti politici, relazioni con impresari imputati per corruzione, pagamenti fatti in nero ai politici del PP oltre a curiose valigette che viaggiavano in svizzera, verso conti bancari al momento non identificati.

c'è grossa crisi, di valori

In queste interessantissime 14 pagine di quaderno a quadretti compare anche Rajoy: 1997, pagamento semestrale di 2.100.000 pesetas (12.600 euro) o trimestrale di 1.050.000 pesetas (6.300 euro).
A partire dal 2002 questi soldi passano ad essere l’equivalente in euros, 12.600 semestrale o 6.300 trimestrale. Cioè un fisso, OVVIAMENTE IN NERO, di 25.200 euro, che l’attuale Presidente avrebbe incassato dal 1997 al 2008.
Ovviamente oltre all’attuale Presidente del Governo in questi appunti compaiono altri autorevoli nomi della politica e dell’economia nazionale, tutti omaggiati con pagamenti tanto periodici quanto illegali: Luisi del Rivero (allora vicepresidente di Sacyr Vallehermoso), Juan Miguel Villar Mir (presidente di OHL), José Mayor Oreja (presidente della FCC Costrucción e fratello dell’ex ministro degli Interni), Pilar del Castillo (allora Ministro dell’Educazione), Ana Palacio (all’epoca Ministro degli Interni), e la lista è lunghissima ma devo uscire e non posso mettere tutti i nomi!!!
Questa contabilità segreta di Bárcenas non ha nulla a che vedere con il pagamento ordinario degli stipendi al personale del partito! Inoltre nessuno di questi pagamenti venivano dichiarati o tassati, in quanto si attribuivamo a spese rappresentative che non vanno giustificate.
Non dichiarando questi ingressi i dirigenti del PP hanno commesso un’infrazione tributaria, però in nessun caso un delitto fiscale in questo le quantità incassate da ognuno sono inferiori ai 120.000 euro l’anno!!! Ah, mi sembra di stare in Italia…
Allora siccome Rajoy sta un po’ nervoso, perché non solo lo scandalo riguarda il suo partito ma coinvolge la sua stessa persona, ieri ha detto che la prossima settimana metterà online la sua dichiarazione dei redditi, per dimostrare a tutti che è innocente, che non ne sapeva niente e che, ovviamente, non ha alcun motivo per dimettersi.
Mio caro caro caro Mariano Rajoy, ma se i soldi di cui stiamo parlando sono soldi in nero, mazzette, bustarella, sobres se questa parola ti è più familiare, che cosa vuoi che si veda dalle tue dichiarazioni dei redditi????
Tu, Mariano, in cuor tuo sai cosa dovresti fare no????

Poi come un fulmine a ciel sereno mi sono ricordata di un altro scandalo, questa volta scemo, che qualche mese fa aveva coinvolto la consigliera del PSOE (Partido Socialista Obrero Español) Olvido Hormigos Carpio, il cui sciagurato amante aveva messo online un video in cui la consigliera si masturbava.
E per il semplice video mastrubino il PP era insorto, chiedendo le dimissioni della signora Olvido!!!
Allora dico io: CHE VERGOGNA!
La consigliera si dovrebbe dimettere per aver inviato un video intimo al suo innamorato (mentre a quel cretino dell’innamorato nessuno lo giudica!) e la dirigenza del PP può prendere mazzette a volontà senza lasciare le poltrone???
Come direbbe Rita Pavone: datemi un martello!

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Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge