¡FLIPO EN COLORES!

Se un giorno ti succede una cosa bellissima, proprio come quella che è successa a me oggi, puoi dire FLIPOOOOOOOO, dal verbo FLIPAR.
Questo verbo qui significa prevalentemente due cose:
1) Qualcosa che ti piace moltissimo, per esempio me flipo con el cine cioè il cinema mi va impazzire
2) Nel linguaggio colloquiale degli anni ’80 drogarsi se flipa con las drogas cioè sta sotto con le droghe
In realtà è proprio da questo secondo significato che ha origine l’uso più ampio del verbo FLIPAR, che significa eccitarsi, sorprendersi, diventare pazzo e irrazionale per qualcosa.
FLIPAMOS quando qualcosa ci piace moltissimo, quando una situazione supera il livello di normalità e ci sbalordisce. In genere l’accezione di questo termine è positiva, ma a seconda dei contesti può avere anche un significato negativo “flipo con el precio de los vuelos” cioè “i prezzi dei biglietti aerei mi lasciano senza parole” il che può essere un bene o un male.
Flipar può significare anche sorprendersi in senso lato, per esempio “flipé con la noticia de la muerte de Michael Jackson”.
Da qui l’esclamazione !qué flipe! per dire qualcosa che impressione moltissimo.

Se el flipe, cioè lo stupore, raggiunge livelli esorbitanti si usa l’espressione FLIPAR EN COLORES.
Questo riferimento pittorico è vincolato alla visione allucinogena di alcuni narcotici, ma ovvimente se qualcosa te flipa en colores non è perché ti sei drogato, ma perché lo stupore è davvero incontenibile.
Ovviamente anche con l’aggettivo FLIPADO i verbi ser e estar ci fanno dei tranelli: ser un flipado significa essere un esaurito, un pazzo, mentre estar flipado significa semplicemente stupirsi.
Io oggi estoy flipando en colores di felicità.

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L’ingordigia, un gran bel peccato

Siccome oggi a Madrid è festa stamattina volevo fare qualcosa di speciale e memorabile, qualcosa che non fosse solo SCRIVERE come faccio da 4 mesi a questa parte per un progetto che poi, tra qualche settimana, ti racconterò.
Allora alle 11.00 ho preso La Motorona,bella e splendente proprio come nella foto, e sono andata al Convento de las Carboneras, dalle suore di clausura.

La Motorona mi fa impazzire!

Volevo farmi suora?? Noooo! Volevo pregare?? Non sia mai!!! Volevo fare un dispetto?? Che San Isidro non voglia!!!
La mia missione era solo una, dettata dalla gula, cioè da uno dei peccati capitali della religiose cristiana: l’ingordigia, che in concreto si è manifestata con l’acquisto dei dolci delle suore di clausura!
Siccome le suore di clausura non possono vedere nessuno loro non hanno un negozio, ma bisogna andare al convento che sta in Plaza del Conde Miranda, al numero 3.

un bel posto a Madrid

Si va a si suona al campanello, ma NON SBAGLIARTI MIO CARO AMICO ITALIANO CHE VUOI VENIRE A VIVERE A MADRID!!! Devi suonare alle monache, cioè MONJAS, non ai preti, cioè SACERDOTES! Perchè mentre las monjas non possono uscire e spadellano tutto il giorno, i preti gironzolano per la città e non producono niente di interessante nè di buono.

Suona a quello di sopra

Quando ti rispondono devi dire “quiero comprar dulces” e ti aprono, quindi entri nel monastero e segui la scritta TORNO, che indica il tornio, e non “torno subito” o cose così.
Ad accoglierti ci sarà anche la cugina di clausura della nostra amata Osa con el Madroño, che mi ha fatto molta tenerezza

segui la scritta "torno"

Quindi una vocina a metà strada tra una strega e una fatina ti chiederà che dolce vuoi: ti scegli i dolci e metti i soldi nel torno

Il tornio mangia-soldi

Io ho scelto las yemas de Santa Teresa, che sono i dolci preferiti di Pischi One e volevo fargli un regalino, con limone, zucchero, cannella, cocco e chi più ne ha più ne metta. 10 euro la scatola. Come direbbe la nonna “mocc alle suore!“, ovviamente in senso figurato*.

ecco i miei dolci!

gnammi!!!!

Adesso sono a casa, preparo il pranzo e con il caffè mangio las yemas: ¡SUBIDÓN SUBIDÓN!
*se non sei di bari e non conosci il concetto di “mocc a…” peggio per te!

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El pincho, un grande momento

Una cosa molto carina della vita mia vita in Spagna è l’abitudine del pincho, che si fa tutte le volte che si può.
Io lo faccio tutti i venerdì con i miei colleghi, nel bar sotto il lavoro che noi chiamiamo “Paco”, anche se il suo vero nome è un altro, soconociuto e che, credo, non sapremo mai.
“Paco” è un bel nome generico per un bar in Spagna, sarebbe come il “bar sport” in Italia, quindi se un giorno vieni a Madrid e ti innamori di un bar ma non conosci il suo nome potrai sempre chiamarlo “Paco”, per incrementare la tua relazione d’affetto con la locanda e dare un tocco personale al luogo.
Dunque tornando al pincho la prima cosa che devo dire su questa parola è che si pronuncia “pincio”, perchè in spagnolo il CH si legge “ci”. Per esempio la marca “chicco” gli spagnoli la pronunciano “cico” e così via. PINCHO significa, ovviamente, molte cose:
punta acuta
barretta di metallo con un manico e una punta dentata
e poi il MIO pincho: una piccola porzione di cibo che si usa per fare l’aperitivo.
Il pincho più tipico è quello di tortilla, ma siccome tu sai che sono allergica alle uova e non posso mangiare la tortilla per me il pincho tipico è la pulga de queso, cioè un piccolo panino di formaggio di capra puzzona.

viva le pecore!


L’altro giorno Paco mi ha chiesto perhcè non prendo mai il pincho de tortilla, e gli ho detto che sono allergica alle uova. E lui mi ha risposto che non c’entra niente, perchè la tortilla non è fatta con le uova, per via del rischio salmonella, e che mettono la huevina, no le uova vere.
Io non gli ho risposto niente ma mi sono subito sentita molto confusa: querido Paco, ma allora questa frittatona alta quanto mio nipote di 5 mesi è tutto un bluff??
Bho, questo è uno dei misteri di Paco. L’altro mistero è l’acconciatura della cameriera, ma quello non si può raccontare, lo devo testimoniare visualmente con una foto.
Un altro pincho famoso è il PINCHO MORUNO, che è uno spiedino di carne alla brace, buonissimo. Paco non lo fa.

il pincho moruno piace


Pincho ha anche un verbo, PINCHAR, che però non ha niente a che vedere con la cucina. Significa:
conficcare qualcosa di appuntito
iniettare
stimolare
arrabbiarsi
mettere i dischi
forare

Quando si va “a tomar el pincho” ovviamente si beve qualcosa, e questo qualcosa è quasi sempre la birra. Però se vai con i colleghi non ordinare la birra!!! Ordina un succo di frutta, o un refresco come in Spagna chiamano tutte le bevande analcoliche: cocacola, fanta, sprite, acquarius,e chi più ne ha più ne metta.
Si mangiucchia, si bevucchia e si charla, cioè si parla, di cose leggere: scandali famosi, musica, programmi per le vacanze e cose così. Il pincho è un momento spensierato, non si dicono cose serie nel pincho time!

Quello del pincho è un bel momento, io me lo godo sempre. Io aspetto con grande gioia il venerdì per tomar un pincho.

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11M tra ricordi e sorrisi

Nonostante marzo sia il mio mese preferito il giorno di oggi è triste, perché è l’anniversario dell’attentato dell’11 marzo 2004, quando un attacco terrorista colpì 4 treni della rete del Cercania della città, uccidendo 191 persone.
Siccome la malinconia era nell’aria dopo il lavoro sono andata alla stazione di Atocha, a dedicare qualche secondo di silenzio alle vittime nel bellissimo monumento dell’11M, che sempre mi fa emozionare

l'interno del monumento

le parole pesano (anche se sono sospese nell'aria)

Siccome questo monumento ti lascia un enorme dolore dentro dopo la visita dovevo fare qualcosa di rilassante, e mi sono messa a girovagare per la citta, cercando cose che mi facessero sorridere.
Ho trovato un cartello a La Latina che mi ha scatenato una grande solidarietà

DIO È TESTIMONE CHE NON PAGHERÒ 3 EURO PER UNA BIRRA

delle scarpe volanti

tra le nuvole

un interessante messaggio di protesta per il presidente Rajoy in riferimento all’aumento dell’IVA

Rajoy la ***** di tua madre hai fatto aumentare il prezzo delle caramelle gommose

E infine un cane morbidello

batuffolo

E così anche oggi Madrid mi ha insegnato una cosa: che anche una giornata triste riserva delle belle sorprese, basta saper guardare il mondo dal verso giusto.

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¡A PIÑON!

Ci sono giorni che a Madrid il tempo è pazzo. Piove ed esce il sole. Piove ed esce il sole.
Ad intermittenza, che a me questo clima qui mi fa ridere, e mi chiedo “riuscirò a tornare a casa in quei 10 minuti di sole?”.

Plaza Mayor con la lluvia

In queste giornate dettate da raggi e lampi mi piace pensare alle parole di questa strana lingua, che più passano gli anni e più per me lo spagnolo è affascinante.
Non mi abituerò mai a questa lingua, non mi sembrerà mai “normale”. Lo spagnolo è vivo, e a madrid si trasforma e si rigenera ogni momento.
La parola del mio cuore di oggi è piñon, che significa:
1) seme del pino
2) mandorla bianca commestibile del pino (pinolo)
3)un pezzo delle armi da fuoco
4) piccola ruota tentata, ingranaggio.
Da questo sostantivo nascono due espressioni bellissime: “a piñon fijo” e “estar a partir un piñon”
“a piñon fijo” significa a ritmo continuo, intenso, senza soste. Per esempio si può pensare a una certa cosa “a piñon fijo”, o comportarse mal a piñon fijo.
“estar a partir un piñon”, significa essere perfettamente in armonia con qualcuno, al punto che avendo un solo pinolo da condividere si riuscirebbe a dividerlo in 2 senza problemi.

Quando qualcuno si ossessiona con una cosa o è molto determinato in un atto puoi dire che ha fatto qualcosa a piñon

… si tú estas enamorado tienes tú amando en la cabeza a piñón fijo, y estáis a partir un piñon.
Il mio piñón fijo di oggi oltre che il mio innamorato è soprattutto il we: SANTO VENERDÌ!!!!

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Pepito fetén

Spesso le lingue straniere ci fanno dei tranelli, e lo spagnolo è un po’ una lingua maestra in quanto a inganni per noi italiani.
Le parole che vorrei raccontare oggi sono due: PEPITO e FETÉN.
Dette così, una di seguito all’altra, uno penserebbe che pepito è il gas intestinale e fetén indica il suo fetido odore, e invece no!
Pepito in spagnolo è un panino di carne di vitello, che a Madrid capitál si suole mangiare a pranzo.

il pepito è buono!

Ma perché questo nome strambotico? Pare che l’origine di questo gustono panino si datata al dopoguerra, quando un tal Pepe, chiamato “Don Pepito”, andava sempre al solito bar e chiedeva un panino di carne, ben ripieno e profumato. Tutti quelli che frequentavano il bar iniziarono a dire “Quiero un bocadillo como el de Pepito” fino a quando per facilitare la richiesta iniziarono a ordinare solo un “pepito”.
La denominazione di “pepito” è diventata così popolare che a volte qualsiasi panino si denomina così, sebbene vorrei precisare, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che il PEPITO original è di vitello.
Pepito oltre a essere il gustoso panino è il nome del grillo più famoso del mondo: l’amico di Pinocchio, che in italia è “grillo parlante”, in spagnolo si chiama Pepito Grillo.

il rompino di Pepito Grillo e lo stordito di Pinocchio

E FETÉN? Contro ogni aspettativa (per lo meno mia) fetén significa:
• Sincero, autentico, onesto “es un amigo fetén”
• Buono, stupendo, eccellente “ha sito un día fetén”
• Molto buono, “lo has hecho fetén”
• La verità: “lo que te digo es la fetén, te lo prometo”

Quindi se qualcuno ti chiama FETÉN e poi ti offre un PEPITO non ti devi arrabbiare, ma devi essere ben contento, sai?

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