Eurovegas a Madrid

Più di un anno fa avevo parlato dell’EUROVEGAS, il mostruoso progetto dell’impresario Sheldon Adelson di costruire una Las Vegas europea in Spagna.
Le città che concorrevano per vincere questo progetto erano Madrid e Barcellona, e pochi mesi fa è stata dichiarata la vincitrice: Madrid.
Sebbene l’idea di ospitare un progetto miliardario, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, farebbe piacere e inorgoglirebbe chiunque in questo caso specifico la situazione è abbastanza diversa: il mastodontico progetto (30 kilometri di strade, 600.000 tonnellate di calcestruzzo, 3,3 milioni di metri quadrati) vuole piazzare hotel, casinò, sale riunioni, ristoranti e locali seguendo fedelmente il modello di Las Vegas.

AIUTO!!!!

Queste strutture porteranno soldi e lavoro, ma di che soldi e lavoro parliamo? Quale scempio dovrà vivere Alcorcón, il municipio a nord di Madrid che ospiterà il centro, e quante leggi si dovranno cambiare per creare la capitale del vizio?
Eurovegas è disegnato in tre fasi, per una durata totale di 13 o 14 anni, quasi 17.000 milioni di euro e 250.000 posti di lavoro (edilizia, ristorazione ma anche tutto quello che abitualmente ruota attorno al vizio, e che in Spagna certo non manca: prostituzione, droga, traffici illeciti). La prima fase inizierà tra pochi mesi e terminerà nel 2017 e prevede l’edificazione di 4 hotel di 4 e 5 stelle, per un totale di 12.000 stanze. 4.800 posti di ristorazione e ovviamente il fiore all’occhiello del perverso progetto di Sheldon Adelson: il casinò. 384 tavoli da gioco e 8160 slot machine, oltre a centri commerciali, un circo, outlets, sale riunioni, piscine, spa e campi da golf.
La seconda fase inizierà circa due anni dopo il completamento della prima, e la terza fase solo nel 2025, se non ci sono ritardi e imprevisti nei due stadi precedenti.

questo è bello??

Ovviamente Eurovegas cambierà radicalmente lo skyline madrileno: le quattro torri non si noteranno più per la loro altezza, poiché gli edifici che ospiteranno case da gioco e hotel saranno una sfida contro il buongusto e la discrezione. Proprio l’annullamento dei limiti di altezza delle nuove costruzioni ha permesso a Madrid di vincere la sfida con Barcellona. La capitale catalana, infatti, aveva stabilito un limite di altezza ai grattacieli per una questione di sicurezza nei voli e per non superare i 145 metri di altezza della torre Agbar.
Quando il miliardario Adelson visitó la torre più alta di Barcellona dichiarò: “Eso no es un rascacielos”, cioè “questo non è un grattacielo”, e proprio con questa frase fu chiaro il destino dell’Eurovegas.
Per maggiori informazioni sulla disputa tra le due città leggi qui
Cosa nascerà dalla passione tutta iberica per il ladrillo (la mattonella) e la passione tutta americana per le luci e il kitsch? Non ci resta che aspettare qualche anno per scoprirlo con i nostri occhi, ma la cosa non promette bene…
Inoltre Adelson esige che si possa fumare nei suoi casinò, e il Governo ha subito dichiarato che probabilmente cambierà la legge anti-fumo, valutando la possibilità di fumare nella case da gioco. E perché dopo aver tanto faticosamente fatto e fatto accettare una civilissima legge antifumo che proibisce di fumare in tutti i locali chiusi per l’Eurovegas bisognerebbe fare un’eccezione? Ovviamente solo e sempre per i soldi, che il Governo spera siano tanti. Se poi questi soldi provengono dal gioco, dalla prostituzione o dalla droga poca importa, i sostenitori dell’Eurovegas saranno ben disposti a chiudere un occhi (e anche due).
Ma il Governo spagnolo pensa davvero che questo discutibile progetto possa cambiare le sorti dell’economica del Paese?

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