San Isidro, la fiesta de Madrid

Sebbene il tempo sia una merdy oggi è un giorno speciale, perchè è SAN ISIDRO, la festa del nostro santo patrono: AUGURI ISIDRO!
In questa festa tutto quello che è denominato “casticismo madrileño” prende il sopravvento sulla normalità, e l’immagine che noi stranieri abbiamo della Spagna (non senza stereotipi) diventa improvvisamente realtà.

La parola CASTIZO significa infatti “che possiede caratteristiche peculiari e tipiche di un posto”, quindi nel caso del nostra caro SAN ISIDRO la Pradera de San Isidro, nel quartiere di Carabanchel, è un tripudio di vestiti tipici, musiche, balli, giostre, vino, birra e grandi mangiate.

io e PischiOne tra 30 anni

Ma la cosa imprescindibile il giorno di San Isidro è andare alla chiesetta del santo e passare varie decine di minuti in coda per poi raggiungere finalmente la fonte miracolosa, e bere acqua prodigiosa a volontà.
Sono diversi anni che un po’ per pigrizia e un po’ per distrazione non riesco a bere l’acqua santa, ma quest’anno, avendo un concreto bisogno di miracoli su vari fronti, mi sono data da fare e sono addirittura riuscita a convincere PischiOne ad accompagnarmi a prendere l’acqua del santo: e sono soddisfazioni!

la fonte dei miracoli

Dei giovanotti riempiono le bottiglie che fedeli, curiosi e cercatori di emozioni (come me) si sono PREVIAMENTE portati da casa. Ma se per distrazione dimentichi il recipiente per prendere l’acqua non temere: per 2 euro potrai comprare delle bottiglie di plastica, o bere direttamente dai bicchieri “sociali” che passano di bocca in bocca.
Poi se vuoi puoi dare anche l’offerta

miracoli con offerta

Io ho condiviso la mia bottiglietta con PischiOne, poi tornata a casa ho usato una parte dell’acqua miracolosa rimantente per bagnare un po’ le mie tre piantine, metterne un pochino nell’acquario e dare da bere ai miei canarini. Me ne è rimasta un altro poco per gli amici che passano da qui, che secondo me le cose miracolose è bene condividerle.

Poi siamo andati a comprare las rosquillas, cioè i dolci tipici. Ne vendevano di tutti i tipi ma io ho voluto las tontas, letteralmente “le sceme”, cioè quelle senza gelatine nè zuccheri sopra (15 maggio, la prova costume si avvicina…).

GNAMMI!

Io, che sono una vera CHULAPA, cioè una persona profondamente radicata nella cultura madrileña, alla pradera mi sento felice

voglio vivere in questa strada

Mi piace tutto quello che vedo, soprattutto la sconfinatezza di Madrid (non geografica ma culturale)






Il vestito tipico da chulapa ricorda l’abito da flamenco ma in una versione più semplice, ed è sempre accompagnato da un garofano giusto sopra la fronte e una mantellina. Se più che la classe media ti interessa un livello sociale più alto il vestito che fa per te è il goyesco, composto da tessuti più pregiati (tipo velluti e pizzi) e uno strano copricapo in testa

chulapas "pijas", cioè "fighette"

Il nome goyesco deriva proprio dal maestro Francisco Goya, chulapo autentico, che amava moltissimo raffigurare i madrileni della fine del ‘700

"El Quitasol" Francisco Goya, 1777

Ma tra tanto glamour alla pradera non si mangia??? ti chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. SI, se magna!!!





Se ti trovi a Madrid e ti sei perso tutto questo NON ROSICARE!!! Sebbene oggi sia il giorno del santo tutti i festeggiamente proseguono fino a domenica, e qui potrai trovare il programma ufficiale della festa. ¡SAN ISIDRO TE AMO!

About Chechi 707 Articoli
Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge