I Social Cannabis Club di Madrid

Un dubbio amletico attanaglia turisti e residenti a Madrid: fumare marijuana è legale o no in Spagna?  Uno degli aspetti più curiosi e trasgressivi di Madrid è proprio questo: in città si può fumare marijuana; mentre da un lato infatti la detenzione e il consumo di stupefacenti sono consentiti dalla legge solo per uso personale (fino a circa 200 grammi per persona), dall’altro la legislazione spagnola tollera i Social Cannabis Club.

Facendo l’occhiolino alle capitali europee più all’avanguardia, a Madrid è possibile trovare (e frequentare) vari Club in cui è permesso fumare marijuana. Questi Club funzionano come qualsiasi altra associazione: hanno un presidente, che si occupa di coltivare la marijuana per tutti, un tesoriere e ovviamente numerosi soci che pagano una quota annuale di iscrizione.

Il limite di erba consumata non lo controlla nessuno, a parte naturalmente il buon senso di ogni associato, che si autoregola segnalando quanti grammi consumerà ogni mese.

Mentre in Italia coloro che sono interessati al mondo della marijuana possono fare acquisti solo su headshop specializzati nella vendita di prodotti per fumare la cannabis come questo, l’atteggiamente della Spagna sul tema è più aperto. Aperto, ma anche silente, esattamente come avviene per la prosituzione che  non è legale MA basta passeggiare per la centralissima Calle Montera per vedere prostitute fianco a fianco dei poliziotti, ed è sufficiente percorrere una qualsiasi autostrada e superstrada spagnola per vedere decine di case chiuse (o puticlubs, come si chiamano qui).

Il primo cannabis club di Madrid è stato il famosissimo Paracuellos de Jarama, ma ce ne sono tanti altri. Il “Santa le club”, ad esempio, è ubicato in un antico bar madrileno, al riparo da occhi indiscreti; infatti, come ogni club privato che si rispetti, la sede non è pubblica, ma può conoscerla solo chi lo frequenta o è stato invitato.

“La Santa” ha un portone blindato che, racconta il suo gestore Pedro Perez, una specie di eroe della resistenza antiproibizionista, è stato fatto saltare più volte dalla polizia, che poi è stata costretta a lasciarlo in pace, in quanto non sussisteva nessun tipo di reato o infrazione.

La resistenza contro il proibizionismo in Spagna non la si fa solo per strada, ma aprendo sempre più club, che non solo sono luoghi tranquilli per fumare, ma hanno anche una funziona“sociale”, perché sostengono la ricerca medica sulla cannabis e ne difendono l’uso terapeutico, che è una delle istanze di chi ancora protesta conto l’attuale legge spagnola.

Ma chi sono i clienti dei Social Cannabis Club?? É facile immaginare fricchettoni da centro sociale, invece si tratta di adulti – devono avere  almeno 20 anni – consapevoli, che chiedono di poter esercitare il diritto di rilassarsi o di curarsi con l’uso delle droghe leggere.

Per chi volesse approfondire la conoscenza del fenomeno dei Social Cannabis Club spagnoli è visibile qui un interessante servizio andato recentemente in onda durante la trasmissione Le Iene.
Che tu sia a favore o contro la legalizzazione della cannabis (io ancora non ho un parere deciso su questo) quel che è certo è che bisogna informarsi e conoscere, pero poi poter opinare.

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