Curiositá a Madrid: calle de la Pasa

Oggi vorrei parlare di una delle mie strade preferite della GRANDE MADRID: calle de la Pasa.

madrid curiositá
Stai ben attento, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, e non confondere la PASA con la PAJA! Infatti mente la PASA è l’uva passa la PAJA indica sia una graminacea che la masturbazione maschile!!!
Noi oggi non andremo nella “strada della sega” ma nella strada dell’uva passa… spero non ti dispiaccia!
L’origine di questo dolce e saporito nome è poeticissima: da una porta del vicino palazzo episcopale i frati distribuivano ai menticanti della cittá manciate di uva passa, mentre nel vicino pasadizo del Panecillo (cioè stradina del panino) si distribuivano pezzi di pane.

madrid tradizioni

tradizioni spagnole

Pero’ se posso essere sincera c’è una cosa che non sopporto di questa strada: il detto che dice «El que no pasa por la calle de la Pasa, no se casa» cioè colui che non passa per la strada della Pasa non si sposa.
Eddaje io a passare per questa strada 20 e 30 volte, ma non mi sposo mai! Perchéééééé?????
Perché questo detto non si fonda su una verità scientifica, ma sulla menzogna e sulla vicinanza alla vicaria ecclesiastica, che si trova al numero 3 di questa bella stradina.
Quando il matrimonio civile non esisteva, e la celebrazione ecclesiastica aveva un valore civile, il transito in questa stradina era obbligatorio per le coppie, in quanto qui alloggiava il vescovo.

Adesso invece di obbligatorio verso il vescovo non c’è proprio niente, e meno male, così si può andare in calle de la Pasa anche solo a bere una birra e per ricordare la storia di MADRID!

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Libreria 8 ½: un posto per cinefili?

Siccome ieri pioveva, e l’autunno sembrava urlare “eccomi qui!!!” in tutte le strade della nostra amata Madrid, io sono stata assalita da una morbosa, incontrollabile e irrefrenabile voglia di CINEMA.
Allora prima di rinchiudermi in una sala cinematografica mi sono concessa una passeggiata intellettualoide in un bar che non lascia indifferente nessun cinefilo, sebbene scateni pensieri complessi: la libreria caffetteria 8 ½, il cui nome è un omaggio al nostro grande Fellini.

8 1/2: quando l’arte si fa POP

Che si fa a 8 ½? Si beve un caffè, si compra un libro e si va a casa?? Noooo! Innanzi tutto ci si sente fighi, che ogni tanto non fa male. Poi si partecipa a corsi, eventi, presentazioni dei libri, si guardano i manifesti dei film, gli oggetti legati ai grandi classici del cinema, si sfogliano i libri, si guarda il ragazzo della cassa che con la sua aria preoccupata e pensosa sembra un gran figo
libreria otto e mezzo madrid
si guardano le riviste degli anni 80 e si beve un caffè, seduti ai tavolini di “Via Margutta”, e si pensa così di essere più vicini al cinema.
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MA se posso dire la verità questa è solo un’illusione!
Se vai alla libreria caffetteria 8 ½ con l’occhio critico di chi ha passato una settimana di merda e cerca la VERITÁ ti renderai subito conto che è tutta una costruzione, una messa in scena, una accozzaglia di cimeli cinematografici che nell’insieme fanno scena, ma individualmente sono miserabili.
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Questa libreria caffetteria a guardarla bene è come una decorazione barocca: se la scomponi non ne trovi il senso, e se la vedi nella sua globalità piace molto, a patto che non l’analizzi a fondo.
Dove sta il Neorealismo, il drammatico, il vivo e il reale delle situazioni quotidiane, il meraviglioso nella piccola cronaca, anzi nella piccolissima cronaca? Qui puoi trovare l’autografo di Almodovar, e stare bene mezz’ora.
Se cerchi la vita vera vai al bar accanto.


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¡Pisamierdas os amo!

La mia cosa preferita dell’autunno a Madrid sono las pisamierdas, letteralmente “le schiacciamerda”.
Caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se anche tu come me ami la moda ma sei un po’ retró, pero non esattamente vintage ma più concretamente un po’ antico, d’epoca, se come me ami i colori, gli accessori di qualitá e di bel disegno MA, proprio come me, sei piuttosto oculato nelle spese allora las pisamierdas fanno al caso tuo!
Di che parlo? Delle meravigliose scarpe di pelle che in Italia conosciamo molto bene come “Clark” (dalla famosa e costosa marca che le ha rese celebri nel Bel Paese) mentre in Spagna sono conosciute come Safari o, più comunemente, Pisamierdas.

amore a prima vista

Queste scarpe per me sono un po’ il sunto delle differenze tra Italia e Spagna: stessa scarpa, stessi materiali, stesso concetto ma in qui potrai scegliere tra tutti i colori dell’arcobaleno e oltre, mentre in Italia no. Inoltre in Spagna queste scarpe costano la ridicola cifra di 16 euro, mentre in Italia no!
Non c’è spagnolo che si rispetti che non abbia indossato las pisamierdas non solo nel corso della sua infanzia e adolescenza, ma anche nell’etá adulta…
L’etá adulta, che brutta bestia!
Quante difficoltá, quante sfide… ed ecco che spesso una scarpa bassa, dai colori brillanti e a pianta larga può aiutare a superare le situazioni più difficili! Potrai trovare las pisamierdas in tutti i negozi di scarpe della cittá, ma se vuoi trasformare il tuo acquisto in una esperienza socio-storico-culturale c’è solo un negozio in cui dovrai entrare: Calzados Lobo (indubbiamente il mio negozio prefirito a Madrid)

¡¡señor Lobo te amo!!

Questo negozio si trova nel cuore del quartiere La Latina, e si può raggiungere facilmente con i mezzi pubblici che a Madrid sono efficientissimi .
Questo rende la scelta dell’albergo molto più accessibile: anche se per qualche ragione a me oscura scegli un hotel lontano dal centro la boutique che vende le Pisamierdas sará comunque facilmente raggiungibile.

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Riconoscerai Calzados Lobo per l’inquietante fila che caratterizza l’ingresso, in qualsiasi stagione dell’anno: in estate per le alpargatas,  in inverno las pisamierdas e nelle mezze stagioni per le manoletinas
Io non ho mai aspettato meno di 15 minuti per entrare!
Se il tuo animo retrò è insaziabile ti informo che in questo negozio potrai trovare altre due calzature di eccezione di diversi colori e dal numero 30 al 40: i granchietti per andare sugli scogli e gli stivaletti di plastica, anche questi con prezzi che variano tra gli 8 e il 16 euro!
Una particolaritá infinitamente glamour de las pisamierdas sono i lacci, sempre perfettamente abbinati alla tonalitá della pelle della scarpa: divinas de la muerte!

queste sono le mie!

Non c’è autunno senza pisamierdas, come non c’è estate senza alpargadas. Viva le scarpe spagnole!

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I Macchiaioli a Madrid

Siccome oggi è un giorno di merda, proprio così, senza mezzi termini, prima di rinchiudermi in casa a piangere sono andata a vedere l’esposizione sui MACCHIAIOLI e il realismo impressionista in Italia alla Fundación Mapfre.
Vedere cose dell’arte italiana a Madrid mi fa male al cuore, però visto che peggio di così male al cuore non potevo tenere (relativamente alle cose che non riguardano la salute né la morte) mi sono fatta questa overdose di Italia figurativa.

italia a madrid

I Macchialioli sono un gruppo di giovani pittori che iniziano la ricerca di una nuova arte, e si oppongono alla pittura accademica e al romanticismo storico, ricercando la verità e il realismo nella pittura.
Sono ancorati alla realtá ma anche minimalisti: preferiscono l’abbreviazione, la massa e il rilievo rispetto alla minuziosità descrittiva romantica.

Ritratto di Diego Martelli con berretto rosso

L’immagine di un giovane che dipinge cercando dannatamente qualcosa mi ha fatto sentire un po’ meno sola al mondo. Del resto tutti noi cerchiamo delle cose, solo che in genere non ci uniamo in gruppi, non ci diamo dei nomi e cerchiamo felicità più individuali e non sperimentazioni artistiche.

Secondo me guardare opere d’arte è un buon tentativo di contrastare la tristezza e cercare di arginare la negativitá che ci circonda, e sentirci più vivi, più vicini alla felicitá.
Anche se oggi per me non è servito a un cazzo.

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TU MISMO…

Tra le espressioni spagnole che regnano sovrane nel mio cuore c’è il poliedrico TU MISMO, che letteramente si tradurrebbe in “tu stesso”.
Che vuol dire “tu stesso” e quando si usa?

a volte il vocabolario non basta

Ebbene se TU MISMO si trova all’inizio della frase il suo significato è piuttosto innocente, e serve solo a rimarcare il soggetto della frase
Tu mismo eres quien debe decidir, tu sei colui che debe decidere
Tu mismo puedes hacerlo, tu puoi farlo
ma se questa stessa espressione viene usata sola, magari dopo un discorso, o come risposta sono guai!!
Quando il TU MISMO è usato solito significa tú verás, cioé tu decidi, tu saprai, come vuoi tu, è una tua scelta… ma in senso un po’ dispettivo.
Cioé se qualcuno ti dice TU MISMO significa che tutto il peso di un’azione o di una scelta ricadrá su di te! Potrai usare questa espressione anche per troncare un discorso in modo netto ma senza essere volgare: TU MISMO!
Quindi nel castigliano occhio al TU MISMO, è un avvertimento più che un’espressione!!!

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I migliori COCKTAIL di Madrid

La vita è trasbordante di domande e piuttosto carente di risposte, ma ecco che alla domanda più importante del fine settimana la risposta c’è.
La domanda in questione sarebbe: DOVE SI POSSONO BERE I MIGLIORI COCKTAIL DI MADRID?
Ebbene mentre per anni ho glissato sul tema, dando risposte vaghe del tipo “non l’ho ancora scoperto, dimmelo tu” adesso io so che il miglior bar di cocktail della nostra amata Madriz è LA TABERNA CHICA, lì dove “chica” non significa ragazza ma piccola.

se un giorno sparisco venite a cercarmi qui!

Questo piccolo bar, nel cuore della latina (Costanilla de San Pedro 5), lo consiglio a:
-ever green (come me)
-amanti dell’alcol buono e economico, della musica e della gente

Se invece sei un fighetto, ti piacciono i posti puliti, la gente elegante e sei un po’ edonista io ti consiglio vivamente di non avvicinarti proprio a La taberna chica.

Ci tengo a precisarlo perché più di due anni fa raccontai del Museo de las patatas (che secondo me è un gran posto) e un caro e stimato lettore mi scrisse che aveva seguito il mio consiglio, era andato in questo Museo de las patatas però gli aveva fatto schifo. Questo episodio mi intristí molto.

Allora a La taberna chica se sei fighetto non ci andare, ma se sei come ma vacci subito, correndo, e ordina una caipiroska.
Qui la capiroska la fanno con delle fragole che sono di un grande, ma di un grande che è meglio non chiedersi da dove vengono delle fragolone cosí!

fresas y vodka, una grande coppia

Anche in questo meraviglioso e angusto angolino di movida troverai l’immancabile cartello PROIBITO CANTARE E BATTERE LE MANI

Forse in Italia hai mai visto dei cartelli così nei bar?? Per quale ragione scrivere un cartello di questo tipo??  spero vivamente di non dover star qui a dare spiegazioni su questa scritta, perchè significherebbe che in 5 anni di blog non son riuscita a dire proprio un cazzo su Madrid!!!

Ma parliamo dei difetti de La taberna chica, io ne ho trovati ben 2!
1) i cócteles costano ben 7,5 euro, una cifra del tutto considerevole sebbene si tratti di un ottimo investimento
2) come in tutti i bar di Madrid anche qui non si può uscire per strada con il bicchiere, la birra, etc.. ma siccome La taberna è di un piccolo imbarazzante non poter uscire fuori a bere è fastidioso.

Per il resto posso affermare con veemenza che si tratta di un bar cojonudo.

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Ci vediamo lì!

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El surrealismo y el sueño

Oggi racconto di una esposizione, ma non tanto per la mostra in sé quanto per il titolo: El surrealismo y el sueño, cioè Il surrealismo e il sogno.
Una cosa è surreale quando trascende il reale e tocca una dimensione fantastica, onirica.
Il surrealismo è il monumento artistico d’avanguardia, nato in Francia nel primo dopoguerra, che si opponeva al dominio della ragione come unico strumento conoscitivo. Per i surrealisti l’irrazionale, il sogno, l’inconscio erano possibilità di nuovi mezzi espressivi.

‘El arte de la conversación’, 1963, Magritte

Qual è l’arte che esprime meglio i lati irrazionali del nostro essere? Indubbiamente la pittura! Quindi, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se anche tu vuoi lasciarti trascinare nella sensibilità contemporanea non ti resta che varcare la soglia del Museo Thyssen, e avvicinarti alla suggestiva relazione tra sogno e surrealismo per “soli” 10 eurini. Che vuoi?? Al Thyssen anche per sognare serve el dinero!!!

L’esposizione contiene ben 163 opere e 7 videoinstallazioni con frammenti di film (tra cui anche Un perro andaluz di Buñuel), che creando una sorta di nesso tra pittura e cinematografia.
L’idea centrale del surrealismo è per me sacra: Vivere è sognare, e se rinunciamo ai nostri sogni smettiamo di vivere.
Ma a volte la vita è dura, ed ecco che il Thyssen ce lo ricorda piazzandoci Dalì e le sue opere come presentazione della mostra. Perché? dico io! con tutti i nomi straordinari che vanta questa esposizione (Breton, Miró, Ernst, Magritte, Delvaux) come mai piazzano Dali da ogni parte? La spiegazione è unica e sola: perché tutte le esposizioni devono essere POP, popolari, a prescindere dalla corrente artistica delle opere.
Dalì piace, che ci possiamo fare?? a me personalmente ME LA TRAE FLOJA. A me piace l’eleganza

‘Papilla estelar’, 1958, Remedios Varo

Viva i sogni, viva l’amore!

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I dettagli contano (soprattutto nella grammatica)

Pollo in spagnolo si dice POLLO, proprio come in italiano, con l’unica variante della pronuncia, perhcè come ben sai la doppia L si pronuncia quasi come una “i”, quindi pollo è “poio”.
E che succede se al pollo gli metti una A, rendendolo femminile? Ebbene mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, prima di sbarcare nella nostra amata Penisola Isterica memorizza che POLLA in spagnolo non è la fidanzata del pollo, ma è il membro maschile!
Carotina, biscia, bisonte, pipilino, uccellino, pisellino… come vuoi chiamarlo? Quello è LA POLLA, di genere femminile seppur membro maschio per eccellenza.
Ma attenzione! Mentre in italiano “essere un cazzone” ha un connotato negativo nel nobile castillano “ser la polla” è una cosa molto positiva perhcè diciamoci la veritá: la polla piace!

La patata invece si chiama COÑO, lí dove la Ñ assume il suono di “gn”, quindi si legge “cogno”.
EL COÑO per qualche ragione misogena che al momento mi sfugge ha un significato negativo.
Qualcosa è un “coñazo” quando è noiosa e pesante.
Un cosa sta “al quinto coño” per indicare un luogo lontano, fuori da ogni logica geografica.
il dizionario non ti tradisce MAI
Inoltre mentre in italia la parola “cazzo” si usa come rafforzativo (che cazzo vuoi? Dove cazzo sta? Cazzo!!!!) i nostri gemelli diversi spagnoli lasciano svolgere la funzione rafforzativa al membro femminile (¿Qué coño quieres?¿Donde coño está? ¡¡¡Coño!!).

IMPORTANTE: in italiano è comune l’espressione “non ho mangiato un cazzo” per dire che ho mangiato poco o niente. In spagnolo NON DEVI MAI tradurre alla lettera questa espressione, in quanto il verbo “comer” associato alla “polla” indica solo e sempre la fellatio!

Cioé il dove in italiano si usa il maschile in spagnolo si usa il femminile.
Lì dove in italiano pensi alla patata qui pensi al pisello, e viceversa.
Cosa ci insegna questo breve ma intenso viaggio nella grammatica spagnola?? Che a chi dice che Italia e Spagna, italiano e spagnolo, sono uguali potrai rispondere (urlando)
“¿¿¿¿¿¿¿¿¿¿¿¿¿que coño dicessssssss?????????????”

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