Quando PACE si dice Hammam Andaluz

Un giorno a lavoro mi successe una cosa peculiare.
Era una piacevole giornata di primavera, io mi sentivo molto felice e in gran forma.
Ricordo che andai in bagno e, vedendo la mia immagine riflessa, pensai “Yes, I can” e tutta innamorata di me medesima attraversai il corridoio. MA nel bel mezzo del pasillo (cioé del corridoio) incontrai una ragazza che è una modella, perchè nel mio lavoro a volte vengono delle modelle, e la modella mia guardò e mi disse “Chechi, che faccia stanca che hai! Non stai bene?” e lei era molto gentile e preoccupata, la modella, non lo diceva per cattiveria.
Fu quella la molla scatenante che mi avvicinò per la prima volta all’Hammam Andaluz.
Cara amica italiana che vuoi venire a vivere a Madrid, se anche tu come me sembri sempre in uno stato confusionale, se hai il look di chi è scampata a una violenza sessuale di gruppo anche appena uscita dalla parrucchiera, se anche tu hai la pelle super sensibile, le occhiaie indelebili, lo stress fino alle doppiepunte allora dobbiamo vederci all’Hammam Andaluz.
Però questo non è solo un posto per donne! Ci possono venire anche gli uomini, a patto che cerchino serenitá, pace e relax e non facciano i provoloni!
hamam madrid
Innanzi tutto bisogna dire che l’ubicazione di questo hammam é magica: a pochi passi da Puerta del Sol, a pochi centimetri da Plaza Mayor, mai vidi uno spa più centrale!
Poi diciamoci la veritá: qui si sta bene. Per 30 euro ti danno gli asciugamani puliti (che ti consiglio di lasciare nello spogliatoio perchè nell’hammam non servono, fa caldo, tutto si mischia e non si capisce niente), lo shampoo e il bagnoschiuma per lavarti, e poi ti danno il caldo il freddo e l’umido a seconda di quello che ti piace e soprattutto danno calma.
In questo hammam non si può ridere forte nè sgallettare, ci si deve rilassare! Prima nella piscina fredda, poi in quella bollente, poi in quella tiepida, poi nella sauna e tra un luogo e l’altro puoi bere il te gratis ed idratarti.
Qui, tra architetture arabe, potrai abbandonarti al suono dell’acqua e dimenticare l’aspirapolvere, la spesa, la riunione, il pischello, l’amante, tutto! Dovrai ricordarti solo di te stessa.

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Solo quando ti sentirai tonica e pulita potrai andare negli spogliatoi a docciarti, e guardandoti allo specchio ti sentirai meno Picasso del solito. O forse no… forse avrai ancora un occhio al posto della bocca o l’orecchio dove dovrebbe stare il naso, ma non ti importerá perchè ti sentirai felice! W l’HAMMAM ANDALUZ!

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L’OPERA, un buon motivo per viaggiare a Madrid

L’altro giorno ho fatto un’esperienza per me inedita: sono andata al Teatro Real a vedere l’OPERA, cioè più precisamente una semi-opera, in quanto nella rappresentazione alcune scene erano parlate, altre cantate.
Io, che ogni giorno cerco un nuovo motivo per vivere e viaggiare a Madrid, solo adesso, dopo anni e anni che vivo in questa straordinaria città, mi sono accorta che il Teatro Real è di per se un ottimo motivo per visitare la città: San Isidro perdonami!
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La costruzione del Teatro Real rimonta al 1830, quando il re Fernando VII volle rimodellare la Plaza de Oriente e dotare Madrid di un grande teatro dell’opera, come tutte le altri grandi capitali europee. Il teatro si trova proprio di fronte al Palacio Real, un uno degli angoli più belli e fotografati della nostra grande città, un luogo così magnifico che da solo costituisce un ottimo motivo per rendere un volo per Madrid
Tra edifici meravigliosi, giardini e fontane qui si trova anche la statua di Felipe IV a cavallo, opera del nostro connazionale Pietro Tacca e considerata la prima statua equestre del mondo che si sorregge unicamente sulle zampe posteriori del cavallo!
Il progetto del teatro passò nelle mani di vari architetti fino al 19 novembre 1850, data in cui il Real fu inaugurato con l’opera La favorita del nostro connazionale Gaetano Donizetti. L’ultimo rimodellamento fu fatto tra il 1991 e il 1997, e in questa occasione l’edificio fu dotato di sale di conferenza, zone di esposizione, un camerino collettivo per 324 persone, undici camerini individuali, una sala prove di più di 1472 metri quadrati e 3485 metri quadri di magazzini e laboratori.
Questi numeri sono una delle cose magiche del Teatro Real, che a guardarlo da fuori sembra piccolo piccolo e insignificante, e invece quando entri dentro le sale non finiscono più. Lo so bene io che durante la pausa dell’opera sono scappata tra le sale, fotografando tutto quello che mi capitava a tiro: il Teatro Real non finisce mai, e tra sale, saloni, corridoi, ristoranti, bar, bagni, lampadari, scale, porte e stanze chiuse ritrovare la strada per tornare alla propria poltrona è davvero un’impresa difficile e dura.
opera madrid
madrid opera
madrid cultura
Ma adesso torniamo alla mia prima volta: The Indian Queen di Henry Purcell. Sinceramente quando, una volta seduta, ho letto il libretto e mi sono resa conto che la rappresentazione durava più di 3 ore e mezza ho avuto un mancamento, ma (inutile a dirsi) alla fine queste 3 ore e mezza sono state piacevolissime.
L’opera parla di un conflitto immaginario (immaginario?) tra gli indiani d’America e gli spagnoli, e dell’amore immaginario (immaginario?) tra la regina messicana e il capo dei conquistatori spagnoli. Mai la parola “immaginario” generò tanto scetticismo in me, perché nella rappresentazione io vedevo chiaramente la storia della giovane Malinche, l’indigena che accompagno Hernán Cortés alla conquista dell’impero Azteca.
Però il libretto dell’opera diceva che la storia è immaginaria, e allora quello che penso è l’opera originale di Purcell rappresentava il conflitto tra aztechi e incas (che era immaginario), ma questa nuova versione di Peter Sellars, riadattata al conflitto azteco-spagnolo, indica proprio la storia di Malinche. La cosa più sorprendente dell’opera sono state le scenografie, e dopo le scenografie sono piacevolmente obbligata a citare Don Pedro Alvarado, impersonato da Noah Stewart, un bel maschione che subito ti fará ritornare il sorriso, mia cara amica italiana che vuoi venire a vivere a Madrid!

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Quello che posso dire ancora una volta è che tra danza, arte e architettura c’è la pace, ma non la pace della mente, ma la pace dell’anima.

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El jardin secreto (che fa bene al cuore)

Una cosa che mi dispiace parecchio di me e della mia generazione è che ogni tanto ci facciamo prendere dalla paura, e ci paralizziamo (nelle idee o nelle azioni, a seconda dell’indole di ognuno).
Poi ogni tanto esce in tv qualche sessantenne che ci studia, e che dice che non dobbiamo avere paura ma dobbiamo lottare, proprio come hanno fatto quelli della sua generazione. Solo che forse questo signore sessantenne dimentica che quelli della sua generazione che hanno lottato in piazza poi si sono sistemati tutti con un bel posto fisso, magari statale, mentre noi trentenni di adesso la lotta la facciamo ogni giorno, per cercare di mantenerci a galla.
E se non hai il lavoro lo cerchi, e se ce l’hai stai ben attento che non ti caccino con questi contratti di lavoro di Pulcinella, e tutto è precario per noi. La città precaria, la casa precaria, l’impiego precario, i sogni precari, poi dicono che nel mondo d’oggi non si crede nei valori, non ci si sposa, non si fanno figli. Ma come li cresciamo ‘sti figli??
Allora quando inizio a pensare a tutte queste cose la paura mi abbraccia, e la lotta diventa trovare qualcosa che rompa questa stretta, che spaventi la paura.
In questi momenti mi piace andare in un luogo magico: El jardin secreto, cioè Il giardino segreto, che se vogliamo possiamo chiamarlo “bar”, ma sinceramente mi sembra un po’ riduttivo.
Cioé giá un posto che é tutto azzurro fuori non può essere un bar, ma il paradiso!

lasciatemi qui

lasciatemi qui

amo questo posto

amo questo posto

Qui sentirai che il mondo è pace e amore

più pace e amore per tutti,grazie

più pace e amore per tutti,grazie

Si risveglierá la vecchiettina inglese che dorme in te, e vorrai assorbire tutti i liquidi del mondo con i biscotti-orsetti

amo avere 79 anni

amo avere 79 anni

Scoprirai che soffocare i pensieri con dosi brutali di zucchero è sano e giusto

gnammi!

gnammi!

caffé carini madrid

come innamorarsi di un dolce

Qui tutto è talmente magico, ovattato, onirico che varcata la soglia del bar sembra di entrare nella casa di zucchero di Hänsel e Gretel, ma senza la strega.
bar a madrid
Inoltre con delle enormi conchiglie che fanno da lampade e che emanano una luce soffusa e dolcissima anche il più brutto dei commensali ti sembrerá affascinante, e potrai vivere un amore passeggiare, segreto e virtuale della durata di un caffé

bar a madrid centro
Ma insomma questo bar ha qualcosa di brutto? ti chiederai tu, mia cara amica romanticona che vuoi venire a vivere a Madrid. Ebbene le cose brutte le ha, e se parlo al plurarle significa che sono BEN 2:
- la cola, cioé la fila di persone che in inverno si piazzano davanti alla porta in attesa del loro turno di dolcezza
- la cuenta, cioé il conto. Entri ne El jardin secreto per dimenticare i dolori sociali e far pace con il mondo, ed esci bestemmiando perchè hai pagato un caffé 4 euro.

Cosí é la vita, uno strano gioco di equilibri che danno dolcezza da un lato e amarezza dall’altro.
Ma almeno qui un po’ di dolcezza é garantita a tutti.

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PASAR, un verbo senza limiti

Siccome in questi giorni sta succedendo proprio di tutto la sola cosa che mi viene in mente è il verbo PASAR, uno di quei verbi versatili che tanto mi piacciono perché non mi stancano mai.
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PASAR significa:

  • trasportare, muovere, portare da un luogo all’altro (anche in senso figurato): pasarse al enemigo (passare con il nemico), pasar la frontera (attraversare la frontiera)
  • introdurre merce, specialmente in modo illegale: pasar droga (contrabbandare droga)
  • superare un punto: pasar el limite, la frontiera (superare il limite, la frontiera)
  • inviare, trasmettere: pasar una información (inviare una informazione)
  • dare, trasferire: te pasaré los libros (dare dei libri)
  • trascorrere un certo tempo in un luogo: pasaré el verano en la playa (trascorrerò l’estate al mare)
  • superare, eccedere: pasar una prueba (passare una prova)
  • soffire: pasar una enfermedad (soffrire una malattia)
  • tollerare, permettere: te he pasado mucca faenas (ho tollerato molti tuoi sbagli)
  • ingoiare cibo o bevande: no puedo pasar esta carne tan seca (non posso ingoiare questa carne così secca)
  • introdurre qualcosa attraverso un buco: pasar el hilo por el aguja (passare il filo dall’ago)
  • proiettare un film: que peli pasan esta noche? (che film trasmettono stanotte?)
  • trascrivere: pasar a limpio (trascrivere in bella copia)
  • finire, concludere: pasó el enfado (finí l’arrabbiatura)
  • occupare il tempo: pasamos el dia charlando (trascorriamo il giorno chiacchierando)
  • scadere: esta leche se ha pasado (questo latte è scaduto)
  • dimenticare qualcosa: se me pasó (mi scordai)

nei modi di dire questo poliedrico verbo si usa principalmente in tre espressioni che amo tanto:

  • Pasárselo bien/ pasárselo mal cioè divertirsi, stare bene o annoiarsi e stare male
  • Pasar por lo alto, cioè omettere qualcosa deliberatamente.
  • Te estás pasando, cioè stai esagerando.

Allora io sono dei giorni che mi chiedo ¿que está pasando? che attorno a me tutte le cose sembrano rompersi, e quelle che non funzionavano all’improvviso funzionano, e quelle che sembravano tranquille e rodate si rompono.
Vida mia, ¡en estos dias te estás pasando!

P.s.
Ti piace la nuova grafica del blog?? Sono moderna? Sono fashion? Posso essere orgogliosa di questa pagina dinamica e moderna? io dico SI!

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La cosa più bella del viaggio

« La tartaruga disse a Zeus: “Voglio una casa tutta per me, in modo che vi possa entrare solo chi dico io!”.
Zeus rispose: “Avrai una casa tutta tua, ma ci potrai entrare solo tu!” »
(Esopo)

 

 

La tartaruga rappresenta il mondo: il cielo è la sua corazza ricurva, il corpo la terra. La tartaruga, dopo il cane, è l’animale del mio cuore. Per questo un viaggio osservando tartarughe giganti è un viaggio perfetto

Galapagos: tartarugone ovunque!

Galapagos: tartarugone ovunque!

viaggi in spagna 1

amore a prima vista

guarda come è piccolo l'uccellino che le sta vicino!

guarda come è piccolo l’uccellino che le sta vicino!

madrid viaggi

buon appetito!

tutti gli animali sono stupendi
uccelli
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granchi galapagos
Blue-footed Booby / Blaufusstoelpel
ma come le tartarughe nessuno mai

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