La Noche de los Libros a Madrid

Oggi é San Jorge, cioé San Giorgio, e a Barcellona oggi é tutto chiuso, non si lavora e si fa festa perchè è el día de San Jorge.
Qui a Madrid infvece stiamo a sgobbare più che mai, perché a noi Jorge ci fa una pippa, a noi ci piace San Isidro.

Chi é Jorge e perché é santo? Tutto si svolse in Cappadocia, dove c’era un dragone cattivo che attaccava il regno seminando terrore e morte.
Gli abitanti della zona decisero di sacrificare ogni giorno due mucche per placare la fame del dragone, ma ben presto gli animali finirono e quindi si inizió a sorteggiare una persona per sfamare il cattivo animalone.
Un brutto giorno fu il turno di una principessa, bella, giovane, ricca e bionda. Poverina, andare verso la morte essendo giovani ricchi e biondi deve essere davvero terribile!!!!
Mentre sconsolata si dirigeva verso il dragone affamato incontró il cavaliere Jorge, o Giorgio che dir si voglia, che coraggiosamente uccise il dragone con la sua spada salvando la principessa.
san_giorgio
Dal sangue che sgorgava dal corpo del dragone uscí una rosa rossa, che il cavaliere regaló alla principessa.
Il re in segno di infinita gratitudine regaló a Jorge ricchezze, case e castelli ma siccome Jorge era buonissimo preferí distrubuire questi beni tra tutti gli abitanti del regno.
Inoltre fu edificata una chiesa in suo onore, e in questa chiesa le fontane sgorgavano acqua miracolosa, capace di curare gli ammalati. Questo cavaliere era davvero buono!

Proprio per questa storia in Cataluña, nelle Baleari e a Valencia il 23 Aprile gli uomini regalano alle donne una rosa, ricordando il gesto del cavaliere, e le donne regalano agli uomini un libro ricordando la morte di due grandi della letteratura europea: Cervantes e Shakespeare (Cervantes morí il 22 aprile ma fu interrato il 23, e Shakespeare morí il 23 aprile del Calendario Giuliano. Gabriel García Márquez, non potevi aspettare un paio di giorni a morire???).

Dunque oggi Barcellona é tutta ricolma di bancarelle con rose e libri: teneroni!
tradizioni barcellona

barcellona viaggi

Peró siccome a Madrid non siamo da meno, e non abbiamo niente da invidiare a NESSUNO, men che meno a Barcellona, da quest’anno pure a Madrid il 23 aprile é festa.

O meglio oggi si lavora, ma stasera é La Noche de los Libros, cioé la notte dei libri.
madrid feste

Peró siccome noi siamo fedeli a San Isidro e non siamo sessisti la rosa non la regaliamo! Il gioco é solo regalare libri, a maschi, femmine e trans. Mi regali un libro? Ti regalo un libro!

Oggi io andró allo spa con la mia amica vichinga Theresa: vediamo, mi regala un libro? Io lo faró!

Il programa della festa lo trovi qui.
Fondamentalmente si va in giro a bere birra, e si possono comprare i libri con uno sconto del 10%. Inoltre ci sono anche conferenze, seminari, laboratori, esposizioni e chi più une ha più ne metta.

Io sono molto felice per l’esistenza di questa nuova festa madrileña, e sono felice che regaliamo solo libri e non rose perché io preferisco i libri alle rose, anche se sono molto femmina.

¡AUPA LA NOCHE DE LOS LIBRO!

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La Mona de Pascua

Oggi è Pasqua e al catechismo ci dicevano che oggi bisogna essere felici. Scopro con perplessitá che un sacco di conoscenti che ho come amici su facebook continuano ad andare a catechismo, e scrivono sulla bacheca che si sentono felici perché è Pasqua. Mi fa piacere (!).

Però tra gli italiani che viviamo a Madrid siamo ben pochi quelli che oggi possono dirsi FELICI: che tutto il mondo é paese non è vero per un cavolo, e lo sa bene chi passa dal terronissimo pranzo di pasquale, con 18 portate e buffet di dolci e frutta, all’austero convito di alcune famiglie iberiche, dove sembra che la resurrezione non sia ancora avvenuta e la guerra civile non sia mai finita.

A questo si somma una pressoché assoluta mancanza di uova di cioccolato.

Le tradizioni, mi dirai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid.
Si, lo so che l’uovo di cioccolato fa parte delle tradizioni di un Paese, ma io soffro.
Quello che c’è in molte regioni spagnole è la MONA DE PASCUA, un dolce molto simile alla nostra scarcella, ma soprattutto quasi identico al roscón de reyes. Che io non ho ancora capito se agli spagnoli il roscón gli piace un sacco, e per questo lo fanno per tutte le feste, o se non sono capaci di fare altri dolci.
pasqua madrid

Ma torniamo alla MONA DE PASCUA: il nome MONA proviene da MUNNA, che in arabo significa “provvisione della bocca” ed era un regalo che i musulmani facevano ai loro signori.
Nel corso degli anni questa mona ha subito varie evoluzioni, fino a diventare un dolce di cioccolato in Cataluña e nella Comunitá Valenziana. Qui infatti la mona si decora di piccole uova di cioccolato colorate, e si trasforma per intero in una appetitosa scultura cioccolatosa decorata con animali, piume, fiocchi, fiori, uova… il limite é solo la tua fantasia!
tradizioni spagnole pasqua

pasqua a madrid.
pasqua a madrid

pascua
pasqua madrid cibo
madrid pasqua

Ti ricordi l’uovo di Pasqua della nonna, di cioccolato a latte e con la sorpresa?? dimenticalo.
Qui siamo nel Paese delle eccessi, dove il coma glicemico é dietro ogni angolo.

Per scompensarti del tutto ti svelerò un inquietante segreto: la “stella di Natale”, cioé la pianta rossa che si regala a Natale alla suocera
natale madrid

in spagnolo si chiama FLOR DE PASCUA!!! E perchè mai??? perchè in spagnolo PASCUA é qualsiasi celebrazione della nascita di Cristo,dell’adorazione dei Re Magi e della venuta dello Spirito Santo.
… come sempre un caos!!!

Buona Pasqua!

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Tradizioni a Madrid: la TORRIJA

Vado al supermercato e la vedo, entro dal panettiere ed eccola lì, passo dal bar per un caffé e la scorgo sul bancone, parlo con il portiere e vedo che ce l’ha in mano, e penso “mi perseguita!”

Ma di che parlo?? De la TORRIJA, anche detta torreja o tostada, un dolce tipico della Semana Santa madrileña.
SONY DSC
Questo bombone é composto da: una fettona di pane imbevuta nel latte, insaporita con spezie, cannella, liquore e miele, passata poi nell’uovo e, ovviamente altrimenti non sarebbe un dolce tipico spagnolo, fritta.

Benché gli ingredienti siano sani e popolari la TORRIJA non é per tutti! Per esempio non é per me, che non amo il latte, non mi piacciono le cose troppo zuccherose e sono allergica alle uova!!!

Come ben saprai durante la Quaresima i cristiani evitavano la carne e mangiavano meno, quindi durante questi giorni il pane si accumulava, diventando duro.
Per non buttarlo si bagnava nell’uovo, nel latte e in uno sciroppo dolce, che agiva da conservante, e si mangiava in sostituzione della carne.
Sará per questo che io ogni volta che vedo la torrija penso alla cotoletta alla milanese?? Pensó proprio di si!
normal_torrijas

Comunque nonostante la mia innata repulsione per la torrija quest’anno mi farò coraggio e parteciperò alla Ruta de la Torrija de Madrid: 26 pasticcerie preparano (fino al 30 aprile) questo dolce con divertente varianti.
Togli il latte e metti il vino, cambia il miele con la crema, no alla cannella e si alla marmellata…

Le cose da fare sono 4:

  • girare per queste pasticcerie
  • “ponerse morados” (cioé mangiare fino a scoppiare) de torrijas
  • scaricarsi la app Rutappa
  • votare la più buona

torrija
Il 26 aprile ci sará la premiazione e anche un corso gratuito per imparare a fare la torrija in casa.
Però io il 26 aprile al corso non posso andarci, perchè proprio quel giorno parto per NY city, ¡toma ya!

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Pregúntale al polvo

Quello che posso dire oggi é che ieri ho finito il libro “Chiedi alla polvere” di John Fante.
Chiediallapolvere
Siccome questo libro é perfetto e siccome io mi sono innamorata di Artuno Bandini adesso per me scrivere un post é impossibile, perchè lo faccio male e me ne vergogno.
Deve passarmi l’imbarazzo per me stessa e l’innamoramento per Arturo prima di scrivere un altro post.
Cancella l’opacitá della tua vita con un buon libro.
Ask the Dust.

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Como Pedro por su casa

Espressioni spagnole basiche per capire i dialoghi tra castizos, cioé castigliani:
1- “como Pedro por su casa”
Sentirai pronunciare mille e mille volte questa frase, ma quando si usa e cosa significa questa stramba espressione?
Per esempio quando arrivi in un posto nuovo e sconosciuto e subito ti sentí a tuo agio, e ti muovi come se conoscessi perfettamente il contesto potrai dire di sentirti “como Pedro por su casa”.
La stessa espressione potrai usarla quando qualcuno ha molta confidenza e si comporta in modo completamente naturale, senza nessun imbarazzo per stare tra sconosciuti.
Esempi:
Fulanito* ha empezado hace 2 días en la nueva oficina y ya está como Pedro por su casa”
“Fulanito* acaba de llegar a Madrid y aunque nunca había estado allí, se mueve por la ciudad como Pedro por su casa”
Da dove viene questa strana espressione? Si trata di una derivazione di un’altra frase usata alla fine del secolo XI, e che diceva “Entrar como Pedro por Huesca”.
como pedro por su casa
Questa frase faceva riferimento a Pedro I di Aragona, re di Aragona e Pamplona, che combattette gli arabi nella Penisola Iberica. Gli storici raccontano che era un grandissimo stratega, e conquistó Huesca praticamente senza alcuno sforzo.
Si interpreró questa vittoria come se non ci fosse stata alcuna resistenza, e Pedro I di Aragona fosse andato a reclamare le sue proprietá.
Per questo ogni volta che qualcuno entrava in modo disinvolto in un luogo sconosciuto si faceva riferimento a questa battaglia. Con il tempo si adattó questo detto a altri territori, cambiando Huesca con casa.

¡Estoy segura que en Madrid te encontrarás como Pedro por su casa!

*Fulanito é il gemello separato dalla nascita dell’italico Pinco Pallino

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Picasso alla Fundación Mapfre

L’altro giorno io e Picasso siamo stati soli in una stanza, per 5 minuti buoni, a guardarci.
Autorretrato con paleta Picasso

E tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, sei mai stato solo con Picasso (o con UN Picasso) in una stanza?

Hai mai provato l’ebbrezza di pensare “è tutta per me quest’ opera”?

Hai mai guardato una foto (e non un dipinto!) di Jacqueline e le hai mai detto a voce alta “Pablo ti avrà pure amata, ma sei davvero bruttina!”?
Pablo Picasso und Ehefrau Jacqueline
Ebbene io qualche giorno fa ho fatto tutto questo e molto altro ancora in un luogo che mi sta tremendamente a cuore, la Fundación Mapfre.
Quando si parla di arte a Madrid vengono sempre in mente i classici musei Prado, Thyssen, Reina Sofia. Colas, cioè code, ovunque e per qualsiasi cosa: per comprare i biglietti, per entrare, per vedere le opere più importanti. Gente gente gente.
Se anche tu come me odi le file, stare tra troppa gente e ti rode pagare 12 euro per vedere arte (perché, tra le altre cose, pensi che l’arte sia un diritto di tutti e non un privilegio per pochi) allora la Fundación Mapfre fa al caso tuo. Questo spazio culturale gratuito (perché finanziato dalle assicurazioni Mapfre) e situato nel centro di Madrid organizza sempre meravigliose esposizioni temporanee, ma per qualche strana ragione non ci va mai nessuno.

Perché se il Prado organizzasse una mostra dal nome “Picasso en el taller” ci sarebbero file di ore per entrare (pagando!) mentre questa mostra alla Fundación Mapfre è deserta?? Mah…

Picasso en el taller, cioè nello studio, riunisce 80 dipinti, 70 disegni e 26 fotografie semplicemente impressionanti.
Il percorso espositivo inizia con Autorretrato con paleta, del 1906, e termina con Hombre en el taburete, del 1969.
Tra un dipinto e l’altro 60 anni di vita e di opere nel taller, che diventa allo stesso tempo spazio di sperimentazione e luogo di riflessione sul lavoro dell’artista e sulla sua traiettoria pittorica.
Lo studio è una sorta di “paesaggio interiore” (come lui stesso lo chiamava), il luogo dove si svolge il viaggio stilistico e iconografico di Picasso.
picasso

Per me le opere piu emozionanti sono state quelle de “El pintor y la modelo” (1961-1972).
picasso a madrid

pintor-modelo

Una figura femminile nel taller: può esserci un letto, una sedia, una porta. Questo pittore voyeur osserva nel suo spazio la modella e se stesso.
La modella è molto di piu di una modella che posa: è una donna che si offre agli occhi dell’artista, alla sua osservazione.
Una figura che dominerà il tempo, perché in realtà quello che Picasso vede e dipinge è un superamento della realtà, è la creazione stessa del suo sguardo nel suo studio d’artista, con i suoi pennelli.
Se non sei a Madrid puoi visitare virtualmente la mostra qui.
Se sei a Madrid vai subito alla Fundación Mapfre! É un ordine!

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