Parole autoctone del castellano

Quante lingue coabitano la lingua spagnola, el castellano, questo meraviglioso incontro di suoni e parole parlato da quasi 500 milioni di persone?
Il VI Congreso Internacional de la Lengua Española, che si tiene proprio in questi giorni a Panama, affronta questo curioso tema.
Intanto il giornale elpais ha chiesto a 20 scrittori del mondo hispanohablante di creare un Atlante sonoro delle parole spagnole piú autoctone: niente di piú interessante per me che adoro la letteratura hispánica.

Amo lo spagnolo, questa lingua che é tante lingue, e che ti permette di comunicare in quasi qualsiasi parte del mondo con la certezza che stai perdendo qualcosa importante della conversazione.

Ecco i termini che mi sono piaciuti di piú:

Argentina: BOLUDO. É un termine molto popolare e ambivalente, che gli spagnoli non usano mai. Si riferisce a una persona stupida, peró non sempre ha una connotazione dispettiva. Si puó usare tra amici in modo affettuoso

Bolivia: JAILÓN. Anche questa parola (che in Spagna non si usa mai) é qualcosa che appartiene alla higt society, un fighetto. Connotazione negativa, un jailón andrebbe d’amore e d’accordo con los fresas messicano, los chetos argentini o los pijos spagnoli

Cile: PATIPERRO. I cileni di definiscono cosí, con zampe di cane (pata de perros). Abbandonano con frequenza il paese in cerca di fortuna, chiusi in una terra stretta tra il mare e le Ande rompono limiti, si muovono. Patiperro é una parola quasi sconosciuta in Spagna

Colombia: VAINA. Una sorta di comodino universale, che si puó usare in modo indiscriminato in qualsiasi esclamazione. “¡que vaina!” puó significare qualcosa di disastroso o di esaltante. “Pásame esta vaina” indicando con l’indice qualcosa puó riferirsi a qualsiasi cosa: da un ago a un elefante. Termine assolutamente poliedrico tutto il cosmo é VAINA. Peccato che in Spagna non si usi questa curiosa parola!

Ecuador: YAPA. La yapa é un regalo.

Messico: PINCHE. Pinche significa un po’ tutto. Un impiegato, un regalo, un cane, un piatto. É fondamentalmente un epiteto che denigra tutto quello che tocca. In Spagna é una parola conosciuta, pero si usa solo per imitare l’accento e la parlata messicana. Pinche pendejo!

Perú: HUACHAFO. Si considera un sinonimo dello spagnolo cursi, cioé grezzo, ma in realtá ha un significato piu sociológico che grammaticale. Huachafería é cercare o pretendere di essere quello che non si é. Ostentare. Se usi questa parola in Spagna non ti capisce nessuno!

E per la Spagna quale parola é stata scelta come autoctona? CONTRADIÓS. Un parola colloquiale che si usa per indicare qualcosa di assurdo o contrario alla ragione. Esempio: “¡Entrar en casa con los zapatos embarrados es un contradiós!” (entrare in casa con le scarpe sporche di terra é un contradiós!).
Sebbene non sia la mia parola preferita capisco e condivido la scelta: Dio e le cose divine sono marcate a fuoco nel lessico e nella cultura spagnola!

Secondo me la parola autoctona per la Spagna é l’espressione “¡AL TORO!”. Sarebbe il nostro “dai, forza!” serve per darsi coraggio e lanciarsi nelle situazioni. Nella vita sempre ¡al toro!

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