Plaza de la Paja

A volte anche a me que soy mas urbana que un semáforo (più urbana di un semaforo) improvvisamente viene voglia di passare qualche ora in un luogo tranquillo, privo di sovrastimolazioni sensoriali e avvolto in una dimensione incantata.
Allora vado in una piccola piazzetta nel quartiere de La Latina, un posticino piccino, nascosto e verde dal nome plaza de la Paja.
Sign of Plaza de la Paja (square) in Centro district in Madrid (Spain).

madrid la latina

Come forse saprai PAJA significa varie cose, tra cui sega, intesa come masturbazione maschile: ma non farti ingannare!
Questa non è la Piazza della masturbazione ma l’origine di questo curioso nome probabilmente proviene dalla tradizione cattolica instaurata nel XVI secolo, quando gli abitanti della città erano obbligati a consegnare paja, cioè graminacee, ai cappellani della Capilla del Obispo che così avrebbero potuto alimentare le loro mule.

Quel che è certo è che in questo spiazzo confluiscono diverse vie del tracciato medievale della città e che dal XIII secolo per lo meno fino al XV secolo (quando Giovanni II di Castiglia ordinò di costruire la plaza de Arrabal, nucleo originario dell’attuale plaza Mayor) qui si svolgeva il mercato.
Lo spostamento delle attività commerciali in un’altra piazza, comunque, non tolse valore sociale a plaza de la Paja, che rimase luogo di residenza privilegiato per le famiglie nobili della città e punto di riferimento per le attività religiose, vista la presenza della Capilla del Obispo.

A me piace sedermi accanto alla statua di bronzo, che raffigura un uomo impegnato nella lettura e ammirare l’edificio religioso, che fu edificato nei primi decenni del ‘500 sul sito di una primitiva cappella, per ospitare le spoglie di san Isidro l’agricoltore, patrono della città, ma che in realtà non fu mai utilizzato per questo fine.
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Il promotore dell’iniziativa fu Francisco de Vargas, la cui famiglia aveva dato lavoro al santo, tuttavia il completamento dell’opera avvenne grazie al vescovo di Plasencia, e proprio per questo l’edificio divenne popolarmente noto con il nome di Capilla del Obispo, “cappella del Vescovo”, nonostante il suo nome ufficiale fosse Capilla de Santa María y San Juan Letrán.
La cappella è uno dei pochissimi esempi di architettura gotica esistenti a Madrid, sebbene le sue linee corrispondano a una fase più tarda di questo stile e le influenze rinascimentali siano abbastanza evidenti nella facciata austera e nel magnifico portale in legno con arco a tutto sesto.
1339 Francisco Giralte-Capilla del Obispo-Madrid 33

Adiacente alla cappella vi è il Palacio de los Vargas, edificato nel 1500 sempre dalla famiglia Vargas, e di fronte il Giardino del principe di Anglona, la cui visita è una specie di tuffo alla fine del XVIII secolo.
madrid centro la latina

Il giardino costituiva l’area ricreativa in stile neoclassico dell’annesso palazzo e presenta dettagli caratteristici dei giardini ispano-arabi, sebbene nel XX secolo abbia subito un’importante trasformazione nella vegetazione e nella fonte centrale, attualmente alta e in pietra ma inizialmente bassa e di marmo.
Percorrere i sentieri di questo piccolo gioiello semisconosciuto, di appena 500 metri quadrati, e passeggiare tra alberi di banano, alloro, mandorli, corbezzoli, melograni, fichi e frondosi alianti che creano un’ombra spessa e piacevolissima, soprattutto nelle calde giornate estive, è un’esperienza che regala una tranquillità straordinaria.

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