Come aprire un conto corrente per non residenti in Italia

Uno dei dilemmi di noi italiani che viviamo all’estero e siamo iscritti all’AIRE (o almeno si spera!) è che a volte abbiamo bisogno di aprire un Conto Corrente in Italia (ad esempio se dobbiamo sposarci) e non sappiamo come fare.
Nel tentativo di semplificare la burocrazia europea gli Stati Membri sono stati chiamati dall’Unione Europea a garantire ai cittadini la trasparenza delle informazioni bancarie, con l’obiettivo di permettere un confronto semplice e veloce tra gli istituti di credito.
Attualmente quindi è possibile aprire un conto corrente nei Paesi Comunitari pur non avendo la residenza.
Concretamente questo significa un cambiamento radicale nel concetto di cittadinanza, dal momento che non serve essere residenti in Italia per aprire un conto corrente nel nostro Paese. Sarà sufficiente essere cittadini dell’Unione Europea. Questo risulta beneficioso per gli studenti e i lavoratori all’estero per lunghi periodi.
I conti correnti cui si fa riferimento sono i “conti base”, che permettono le principali operazioni bancarie: accredito dello stipendio, versamenti e prelievi. Da sottolineare che questi conti sono gratuiti per i pensionati e per le persone il cui Isee è inferiore agli 8.000 euro.

Secondo la normativa europea è possibile aprire un conto corrente nel proprio Paese anche se si risiede all’estero, in uno stato dell’UE. È quanto si legge nella sezione dedicata ai conti bancari del sito ufficiale dell’UE, portale gestito dal dipartimento comunicazione della Commissione Europea che consulto spesso per avere una visione generale sui temi legati agli aiuti e consigli sulle leggi europee.
In questo articolo proverò, invece, a dare una risposta pratica al problema del conto corrente.
Un conto corrente per non residenti è un particolare prodotto bancario adatto appunto a chi non ha la residenza in Italia, cioè vengono ritenuti non residenti tutti coloro che non hanno residenza (cioè dimora abituale) né domicilio (cioè la principale sede di interessi e affari) sul territorio nazionale.
Può aprire un CC per non residenti chi:
· non è stato iscritto all’anagrafe dei soggetti residenti in Italia per più di 183 giorni l’anno
· non ha avuto domicilio (sede di interessi, affari, ecc.) in Italia per più di metà anno
· non ha avuto residenza (dimora abituale) in Italia per più di metà anno
Affinché una persona venga quindi considerata residente all’estero ai fini fiscali devono verificarsi tutte e tre le condizioni insieme. Per avere maggiori informazioni sul tema ti consiglio di visitare anche questa guida di Facile.it sul conto corrente per non residenti.

Quali sono le particolarità del conto corrente per non residenti?
Generalmente un conto corrente per residenti all’estero comporta costi più elevati rispetto ad un conto ordinario, per via delle commissioni sulle operazioni (Le spese per l’apertura prevedono una commissione iniziale di 10 euro, ai quali occorre aggiungere un canone mensile di 1 euro)
Come si apre?
I requisiti e la documentazione da presentare sono gli stessi di un conto normale. Occorre quindi avere la maggiore età e bisogna fornire alla banca un proprio documento di identità (es. passaporto), oltre a tutte le proprie generalità.
Un criterio importante, che può essere utile tenere in considerazione in fase di scelta della banca, può essere il circuito bancario al quale quest’ultima appartiene. In Italia esistono (ovviamente!!!) numerose banche o casse di risparmio differenti che aderiscono a diversi circuiti bancari.
Nel caso di noi cittadini italiani iscritti all’Aire perché residenti all’estero non è possibile convertire il nostro precedente conto corrente ordinario in un conto per stranieri non residenti. Saremo obbligati a chiudere il nostro primo CC e aprire un nuovo prodotto, su cui trasferire le somme.

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Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge