Bar mitici a Madrid: il Melo’s

Non che io abbia qualcosa contro la quinoa, no.
A me piacciono le insalate detox, la soia, i semi di sesamo, i germogli di fieno e anche quelli di barbabietola.
Non che il kale non eserciti un certo fascino su di me, sí che lo esercita!
E in alcune specifiche occasioni ho anche avuto l’acquolina in bocca pensando al tofu (per esempio quando mia suocera mi ha preparato dei deliziosi spaghetti al tomate frito, spaghetti che aveva fatto cuocere per 23 minuti).
Insomma io sono una alla moda, ho anche un account di instagram, sono una detox, non proprio vegan però diciamo nemmeno contro quelle certe persone che non mangiano carne etc, in generale non sono contro nessuno,
MA
penso che ogni tanto sia necessario interrompere questa catena di salutismo e fare un salto al MELO’S a Lavapies, perchè QUANDO CI VUOLE CI VUOLE!

Avevo giá parlato del Melo’s secoli fa, ma ci sono certi amori che non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano, e uno di questi amori è proprio la zapatilla del Melo’s.
Ci troviamo di fronte a un bar autenticamente spagnolo: sovraffollato, puzzone, chiassoso, pieno di carte per terra, economico, buono e dall’estetica minimalista (per usare un eufemismo) come solo i bar di Madrid possono essere.

È quasi sempre stracolmo di gente, quindi trovare posto in uno dei 5 tavolini della sala
posteriore è quasi impossibile, ma nella vita mai dire mai, quindi provaci!
Le sue specialità sono due: croquetas e zapatillas.
Le crocchette sono croccanti fuori e quasi liquide dentro, mentre la zapatilla è una fettona esagerata di pane casereccio, coperta di lacón (una sorta di prosciutto cotto cucinato alla piastra) e queso tetilla fuso (una sorta di scamorza, anch’essa alla piastra).

Un cartello sulla parete afferma che “las raciones que se sirven en este bar son abundantes. Por favor, pedid con moderación“.

Quando andarci: dal martedì al sabato, dalle 21.00 alle 2.00

Con chi andarci: ben attento a chi porterai in questo bar!
No al primo appuntamento, e forse nemmeno al secondo.
No con amici fighetti.
Non con amici sportivi, vegani, salutisti, astemi.
Visto che il chiasso e la quantità di gente che ti schiaccia rende impossibile qualsiasi tipo di conversazione tu consiglio di andarci con il pischello con cui stai da una vita o con qualche amico telepatico con cui comunicare con sguardi e sorrisi ma senza proferir parola.
Questo non è un posto in cui andare da solo!

Mi raccomando, ponte morado e poi prometti a te stesso: “da domani solo insalata!”

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Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge