Janet Echelman a Plaza Mayor. Madrid 1.78

Arte contemporanea a Madrid

Quattro mesi senza scrivere, uno spiacevolissimo record.
Che mi è successo? Di tutto, fondamentalmente cose belle che tolgono sonno, respiro e appetito, e anche la forza per scrivere.
Però poi oggi sono stata a Plaza Mayor a vedere la scultura di Janet Echelman e mi sono chiesta cosa stessi facendo con la mia vita a Madrid, considerando che per anni questo blog è stato non dico il centro della mia intera esistenza ma quasi.
Ed allora scrivo, e lo faccio per invitarti ad affacciarti a Plaza Mayor, guardare questa istallazione dal titolo “1.78 Madrid” e provare a sentire anche tu il desiderio di ritrovarti.

Janet Echelman a Plaza Mayor

Il titolo dell’opera e si riferisce a 1.78 microsecondi, la quantità di tempo che il giorno si ridusse in seguito al terremoto in Giappone del 2011, che accellerò la rotazione della terra per un giorno.

L’installazione è una gigantesca rete, laboriosa opera di artigianato e al contempo incredibile performance di ingegneria.
I centinaia di fili utilizzati sono stati intrecciati a mano per creare la rete, però a sua volta ognuna di queste fibre è una vera sfida tecnologica: la struttura dell’opera è di fibre di polietileno dall’altissimo peso molecolare, che crea un materiale quindici volte più forte dell’acciaio.
Un meraviglioso lavoro di reinterpretazione delle tecniche ancestrali (le tradizionali reti dei pescatori) usando nuovi materiali.

Ma cosa significa questa sorta di pesce volante che incombe sulla statua di Filippo III?
L’obiettivo è ricordare come il tempo può oscillare in un solo giorno, e in generale come cambia la percezione delle cose.
400 anni fa (l’installazione è inserita nel programa Cuatro Estaciones, iniziato nella primavera del 2017 per celebrare il IV centenario della Piazza) la gente si riuniva in Plaza Mayor per vedere spettacoli violenti, mentre oggi nella stessa Piazza si contempla arte: una traiettoria di speranza per l’umanitià.

L’opera sarà esposta in Plaza Mayor fino al 19 Febbraio.
Sebbene nelle ore notturne sia sapientemente illuminata io ti consilglio di andarci di giorno, perchè la luce del sole rischiara i pensieri e ci protende verso un futuro luminoso, mentre la notte tende a incupirci ed essere nostalgici (almeno per me).

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Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge