A Madrid c’è il sole
e si sta bene
En un lugar de la mancha, de cuyo nombre no quiero acordarme….
Programmi per il futuro:
Qualche giorno fa sono stata colta da un desiderio assolutamente inedito per me: fare sport nella natura.
Cioè a dire la verità sono stata prima implorata e poi minacciata da Pischi One che voleva andassi con lui a fare un giro in bici lungo il Madrid Rio, cioè il bellissimo parco (un po’ afoso, se posso dire la verità, poiché hanno piantato alberi piccolissimi, esili e senza foglie ma in ogni caso gli esperti hanno garantito che tra 10-15 anni ci sarà ombra) che costeggia il troppo spesso dimenticato fiume Manzanares.
Il Madrid Rio è davvero lunghissimo e pieno di gente sana e felice che fa sport o passeggia innamorata.
Anche i cani che camminano in questo parco sono tutti splendidi, pelosoni e vigorosi.
Le cose che questa volta più mi hanno impressionato di Madrid Rio visto dalla bici sono:
• il Puente Perrault,che sembra un gigante bigodino di metallo
• la PLAYA URBANA, che è una specie di pozzangherona con acqua di fiume che arriva alle ginocchia. Ma che vuoi?? Noi a Madrid siamo fatti così!
Poi presa da un’incontrollabile energia ho proposto a Pischi One di andare al lago di Casa de Campo, dove ero già stata il giorno del mio compleanno, ma con el teleferico e non sudando come un jabali su una bicicletta!
Del lago de casa de Campo ho apprezzato molto la zatterina piena di uccelli: quanta poesia!
Mentre tornavo a casa mi sono messa a guardare tutta questa natura urbana, il Manzanares abbracciato da alberelli e ponti, la gente contenta, gli animali, la città a pochi passi e mi sono sentita profondamente felice.
Tornata a casa ho trovato un appartamento su Wimdu vicino Madrid Rio per quando verranno i miei zii: affitterò delle bici e li porterò a Casa de Campo! ¡Madrid te quiero!
Oggi sono stata con la mia cara cara cara amica Dyana al museo Thyseen a vedere l’esposizione di Edward Hopper,il pittore che secondo me ha colto la verità sulla solitudine umana e sul colore.
Hopper nei suoi paesaggi americani riesce a cogliere e trasmettere il senso di desolazione e isolamento, cosa che io cerco di fare quando scatto foto alla squallida periferia di Madrid, perché condivido questa immagine di realismo disperato e un po’ primitivo.
In paesaggi deserti grandi strade e timide presenze umane ci lasciano immaginare la possibilità di un movimento umano ma soprattutto economico. Ma dove andiamo spostandoci in questi sconfortanti paesaggi? Cosa cerchiamo? Che stiamo facendo delle nostre vite??
La cosa che più amo di Hopper è il suo modo di vedere e riprodurre i colori, soprattutto l’azzurro (che è il mio colore preferito).

E in generale il suo modo si avvicinare colori freddi e caldi, con una perfetta simmetria che mi fa sentire caldo al cuore.
Alla fine dell’esposizione quelli del Thyseen hanno montato anche un giochino sulle reti sociali, con la riproduzione in 3D del dipindo Sol de mañana
Il giochino consiste nell’inviare un tweet su “a cosa pensa la signorina del dipinto”
Questo è il dipinto originale:
Secondo me la signorina pensa “ci sarà un posticino per me in questa megalopoli che ho di fronte?”e si preoccupa.
Uscite dall’esposizione io e Dyana eravamo un pò emozionate, e siamo andate a berci una birra alla Cafeteria Prado dove abbiamo visto un cochinillo molto triste, più triste della signorina del quadro di Hopper
Allora mi sono intrista un poco pure io e me ne sono tornata a casa.
Oggi è stata la mia prima volta nella libreria 8 ½ di Madrid, anche conosciuta come Ocho y Medio Libros de Cine, un angolo di paradiso situato in calle Martín de los Heros 11, proprio di fronte al paseo de la fama di Madrid (di cui parlerò in un altro post, che ho paura di esaurire gli argomenti!).
La libreria 8 ½ è un vero angolino di paradiso per gli amanti del cinema, della letteratura e forse anche dell’arte (ma di questo non sono proprio sicura perché secondo me i veri amanti dell’arte disprezzano un po’ le librerie che vendono paccottiglie. Non so, indagherò..)
Qui potrai trovare di tutto di più:
Molti molti libri
tantissimi oggetti inutili ma veramente cool
Cappelli, merletti, collane e chi più ne ha più ne metta (tutto rigorosamente cinematografico ¡por supuesto!)
Mille e mille autografi di registi, attori, scenografi e credo anche comparse
Un bel bar, molto a modo
E infine il mio oggetto preferito: un dragone cinese di peluche
Poi siccome quelli della libreria 8 ½ stanno troppo avanti ogni tanto la domenica organizzano anche un Garage sale, cioè un mercatino di cose usate. Il prossimo è il 30 settembre: dobbiamo andare!
Infine una cosa davvero pregevole di questa libreria è l’ampia scelta di libri in italiano a prezzi davvero bassi (a partire da 5 euro).
Insomma la libreria 8 ½ segna un prima e un dopo nella mia vita a Madrid: MAI PIÙ SENZA! Ci vediamo lí
Oltre a sentirsi mas feos que picio un’altra cosa che può capitare se è agosto e tu lavori duro a Madrid è avere mal di gola.
Un mal di gola di quelli che prendono le orecchie e un po’ gli occhi e che fanno dire si e no con la testa, che la voce non esce.
Con questo tipo di mal di gola oggi mi sono aggirata per la città, come sempre cercando emozioni intense: prima ho girovagato alla ricerca di hotel Madrid per alcuni amici che mi verranno a trovare, poi la mia meta è stata il Museo del Romanticismo, un museino senza infamia né lode dove regna silenzio e fresco e dove le emozioni forti scarseggiano ma comunque si sta abbastanza bene (ed è gratis).
La mostra che mi interessava era “TIERGARTEN. UN JARDÍN ROMÁNTICO ALEMÁN” del circuito Photoespaña.
Il fotógrafo Amparo Garrido per un intero anno ha fotografato il romantico giardino di Tiergarten, un luogo disegnato per suscitare nello spettatore l’emozione di una natura vergine e esuberante.
Cioè mentre nel ‘800 il modello era la natura, e l’arte non faceva altro che imitare questo modello adesso Amparo scopre che la natura ha mille trucchi e illusioni.
Il giardino ottocentesco non è più solo un giardino ma un micro mondo dove il limite tra selvaggio e civilizzato è minimo, e dove l’essere umano si sente più vulnerabile. Che bello!
Io personalmente guardando tante immagini così rigogliose e vive mi sono sentita molto vulnerabile, mi sono chiesta se davvero in natura esistono tanti verdi e marroni, mi è anche girata un pò la testa e mi sono dovuta sedere su una sediolina della sala.
Poi ho iniziato anche a pensare a delle cose un pò brutte, come per esempio noi uomini ci siamo così abituati al cemento che passiamo vite intere in città e ci dimentichiamo del profumo della terra bagnata, e ho pensato anche in altre cose ancora più brutte che credo sia meglio non dire…
Tanta natura ha risvegliato il mio animo romantico, e mi sono ricordata di una frase di Oscar Wilde che diceva:“La naturaleza del romanticismo es la incertidumbre” che se fosse vero significherebbe che noi giovani di questi anni siamo tutti dei gran romantici visto che viviamo nell’incertezza più completa, e invece mi guardo intorno e vedo parecchio realismo estremo e poco romanticismo.
Comunque che tu sia romantico o no guardando queste foto ti sentirari umano, che di questi tempi non è poco.
Se anche tu come me cerchi emozioni forti (e gratis) ti consiglio di andare alla Fundación Maprfe (dove lavora la mia cara amica Dyana) a vedere l’esilarante esposizione di Kirchner.
Per apprezzare Kirchner non bisogna obbligatoriamente conoscere la storia dell’arte, occorre solo amare il colore e condividere uno dei precetti dell’espressionismo: privilegiare, esasperandolo, il lato emotivo della realtà rispetto a quello percepibile oggettivamente.
A descrivere la realtà autentica ci pensa la fotografia: che la pittura ci aiuti a vedere l’ALTRA realtà, quella più intima.
Nell’esposizione non si possono fare le foto, ma siccome io sono di Bari sono riuscita a fare uno scatto di una delle mie opere preferite, una acrobata sobre el suelo y un payaso
È chiaro che non è vero niente: l’acrobata è uno strano animale e il pagliaccio non è altro che un turco con cappello, tunica e sigaro che guarda attonito la pista. Ma la pista non è una pista, è il deserto. (secondo me)
E così quello che conta è l’emozione, l’idea che ti provoca l’immagine e il colore, travolgente e esagerato: toni caldi e freddi si mischiano senza confine
I sentimenti si esternano con forza, come nel caso della stanca Erna
La città si trasforma
Se stai pensando che la sua pittura somiglia a quella di Gauguin, Van Gogh e Matisse hai ragione ma ti prego, frena questo pensiero!
Non dobbiamo cercare negli artisti segni di altri artisti più conosciuti che in qualche modo sminuiscono l’intensità delle loro opere. Kirchner ha fatto tutto così bene da farmi desiderare di non essere più io ma trasformarmi in Marcella
Questa fantastica esposizione non solo è aperta tutti i giorni con entrata gratutia, ma tutti i martedì dalle 12.00 alle 19.00 fino al 2 settembre potrai anche fare anche una visita guidata gratis: ¡la leche!
La mia sfida personale per le prossime settimane è riuscire a vedere tutte le 70 esposizioni di Photo España: ci riuscirò? Io credo di si! (se hai comprato dei volo per Madrid ti consiglio vivamente di consultare qui e vedere qualche esposizione!)
L’emozione del momento me l’ha regalata la sala espositiva Teatro Fernán Gómez (dove avevo già visto Beautiful Agony) con Asia Serendipity.
In realtà questo centro d’arte ospita anche un’altra esposizione di PhotoEspaña di nome De la Factory al mundo: fotografía y la comunidad de Warhol.
Questa seconda esposizione è molto più pubblicizzata della prima MA molto molto meno interessante!
Il protagonista è Warhol che come ogni buon artista POP che si rispetti muove grandi masse. Le foto raffigurano la vita di Andy e di tutti i suoi amici bohémiens de la Factory che fanno riunioni e incontri.
E come disse il saggio: STI CAZZI!
Invece l’esposizione Asia Serendipity è davvero bellissima e per un momento ci permette di assommarci al lato B delle cose.
Si tratta di nuovi talenti asiatici che rompono ogni barriera tra reale e immaginario e ci propongono un nuovo modello di fotografia. Non si tratta di natura nè di street style ma di visioni oniriche e surreali.
Tra le mie opere preferite indubbiamente quelle di Sohei Nishin, che scatta centinaia di fotografie aeree e le combina in un delirante collage, in cui ricompone la città.
In questo modo ogni piccola fotografia ricostruisce il tessuto urbano ma anche il tessuto immaginario, e la visione generale è realistica ma speciale, differente, visionaria.
Ma come avrà fatto Sohei a creare un genere fotografico così unico, a fermare il tempo sommando tanti momenti diversi della realtà ed a rendere interessante una foto panoramica? Non lo so ma lo amo!
Un altro fotografo che ha rapito il mio cuore è Sherman Ong Hanoi Haiku che racconta la vita.
Per me l’aspetto più interessante della vita è la gente (cosa sarà mai un’immagine di una spiaggia caraibica?? io voglio vedere persone, non cose!) e Sherman condivide questo mio pensiero e riesce a rendere poetica alche la dura realtà.
Io davanti una foto così resto senza parole.

http://www.edreams.it/voli/madrid/MAD/
Elenco delle cose che hanno reso questa domenica 3 giugno a Madrid BELLA:
Elenco delle cose che hanno reso questa domenica 3 giugno a Madrid BRUTTA:
Perdonatemi
In questi giorni come direbbe la mia cara amica Iria NON SONO PERSONA, però nonostante il mio stato semi assente ieri sono riuscita a trascinarmi al Parco del Retiro, dove come ogni anno ha sede la Feria del Libro, un appuntamento imperdibile per chi come me ama leggere e scrivere.
E sai qual è il paese invitato della Feria del Libro di quest’anno??? L’ITALIA! Che bello!
Allora io sotto un sole tropicale che sembra già non tramontare mai mi sono aggirata come un’ossessa per tutti gli stand cercando un po’ di italianità: un libro di Svevo, un Calvino, un Topolino, un piatto di spaghetti… qualsiasi cosa, purchè ITALIANA!
La mia sete di ITALIA è stata saziata solo allo stand nº 60 dove ho trovato dei libri italiani in italiano.
Perché è vero che alcuni chioschi avevano dei libri di autori italiani ma erano in spagnolo, e ci sono cose che non si possono tradurre!
Se non mi credi ecco le prime righe di una qualsiasi poesia di Montale, che non sono degna di commentare:
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro viaggio.
Adesso la stessa tradotta in spagnolo (non da me ma da un traduttore figo)
Del brazo tuyo he bajado por lo menos
un millón de escaleras
y ahora que no estás, cada escalón es un vacío.
También así de breve fue nuestro largo viaje.
Ti piace? Non ti può piacere, ma purtroppo non conosciamo tutte le lingue del mondo, cioè non sempre abbiamo la fortuna di poter leggere in originale!
Però insomma quello che voglio dire è che in questa Feria del Libro avere l’Italia come paese invitato era un po’ una cosa fuffa!
Maddai Chechi, sei sempre polemica! Si lo so, scusami caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!
Però insomma al di là dei libri in lingua originale o tradotti l’Istituto Italiano di Cultura a Madrid ha organizzato diversi incontri e seminari, di cui uno imperdibile su Bruno Munari, domani giovedì 31 Maggio alle 18.30.
Io me lo perderò, e sono triste per questo.
Eppoi sabato alle 20.30 ci sarà Gianrico Carofiglio che è di Bari come me, e forse potrò parlare con lui delle friselle e della focaccia.
Tra cotanta cultura non dobbiamo dimenticare i nostri problemi quotidiani presenti anche nel Parco del Retiro, come un certo vizietto che hanno preso le care Esperanza Aguirre e Ana Botella (rispettivamente presidentessa della comunità di Madrid e sindaco di Madrid) di privatizzare tutto! Tutto vogliono privatizzare ‘ste due, mamma mia!!!
E così la gente protesta:
Per concludere l’ultima cosa interessante che ho visto andando a La Feria del Libro è il pinguino GIGANTE.
In tutta Madrid ce ne sono 20, ognuno con un progetto solidario: se vuoi saperne di più clicca qui
E adesso dimmi il tuo parere, che mi interessa:
L’altra sera grazie ai miei cari amici Veronique y Carlos sono finalmente stata al Submundo, anche detto el chino subterráneo, cioè il ristorante cinese più famoso di tutta Madrid.
Erano mesi e mesi che desideravo vedere el Submundo, e in questo tempo la mia fervida immaginazione aveva reso questo ristorante qualcosa di unico e indescrivibile: ora era enorme, ora piccolo, ora chiassosissimo, ora monasteriale. Draghi, pesci, cani occhiuti, tavoli rotanti: l’ho immaginato con ogni tipo di decorazione ma sempre unico e inimitabile.
Ed ecco che qualche sera fa finalmente riesco a metterci piede, e… la realtà supera la fantasia! El Submundo non è grande, non ha draghi e non ti regalano nessun ventaglio di carta ma è un luogo assolutamente da vedere (e dove mangiare!) almeno una volta nella vita, secondo me.
Innanzi tutto questo ristorante esiste e tutti sanno che si trova in Plaza de España. Ma dove? Bhè, devi scendere al parcheggio!
Non ci saranno insegne a indicarti il posto, dovrai solo seguire l’odore di fritto anche quando la ragione ti dice non può essere qui il ristorante!!.
Quindi scendi le scale e tra la più antica agenzia turistica cinese e le macchinette per pagare il parcheggio c’è lui, el Submundo.
La fila è una caratteristica di questo peculiare ristorante, ma tu non scoraggiarti e cerca di capire velocemente se sei nella cola giusta: para llevar o para come aquí.
Il menú è in cinese, e gli ordini vengono presi direttamente nel corridoio (si,nel corridoio che porta al parcheggio!).
Ma com’è da dentro questo ristorante?? È un CAOS!!! un vero caos, però simpatico:
La sala è piena di buste di plastica con verdura, tovaglie sporche e pulite, cartoni, scatole e chi più ne ha più ne metta!
Insomma questo posto (proprio come il Bar Rest. Asturia) NON è per:
Ma insomma è un ristorante: come si mangia??? ti chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid.
Si mangia BENISSIMO!!!

E si paga anche poco! Il problema è che se a un certo punto devi andare a fare la pipì el Submundo non ha il bagno. Eh si, non ha il bagno questo ristorante. Dovrai andare al bagno del parcheggio, e metterti vicino la porta aspettando che qualcuno con il ticket del parcheggio voglia fare la pipì
Ma anche questo è il fascino del Submundo, un posto davvero speciale.
Per godere di questa esplosione di primavera e prepararmi alla grande Fiesta de San Isidro oggi sono stata tutto il pomeriggio in giro, infatti adesso sono solo le 20.45 ma sono stanchissima e ho tanto sonno!
La cosa più bella della mia passeggiatona è stata la scoperta di un angolo di tranquillità nel cuore di Madrid: Calle Hermosilla 26, in quel del barrio Salamanca.
Il barrio de Salamanca è il quartiere più fighetto de La Signora, straripante di negozi di gran lusso, macchioni e attici con terrazze: un panorama davvero frustante per chi ha una normovita (come me).
Ma tra cotanto fighettume ecco che si giunge a un portale, e….
Insomma in Calle Hermosilla 26 si sta proprio bene, ti consiglio di cercare voli lastminute e venire a vederla!
Poi ho attraversato la strada, con il cuore colmo di poesia, e qualcosa mi ha richiamato alla dura realtà:
UNA BAMBOLA VESTITA DA PRIMA COMUNIONE!