Review Category : emozioni

Malasaña e il negozio più stronzo del mondo :)

La mia passione vera è l’architettura.
Cioè piú che l’architettuta mi piace e mi interessa l’urbanesimo, o inurbamento che dir si voglia, cioè l’assunzione di uno stile di vita urbano da parte di masse contadine, o paesane (come me).
Da qui l’urbanizzazione, questo affascinantissimo sviluppo che porta un centro abitato a diventare città.
La città, con i semafori, gli autobús, la metropolitana, il traffico, tanti CAP diversi, persone che vivono nello stesso distretto ma che non si incontreranno MAI perchè questa zona è enorme e ha a sua volta tanti quartieri, ognuno dei quali ha diverse scuole, supermercati, a volte anche uffici postali e centri medici.
Mi sento così vicina ai futuristi quando penso alle città, e MADRID regna sovrana questo mio scenario metropolitano.
Dinamica e in continua trasformazione, questa magnifica città in divenire è il mio regno!

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Uno degli aspetti sociologici che più mi interessano delle città è la gentrificazione, cioè i cambiamenti socio-culturali e urbanisitici di una zona urbana, che passa dall’essere abitata dala clase operaia a essere una zona di clase medio alta.
Questi cambiamenti accadono a volte nelle periferie urbane, ma soprattutto sono frequenti nei centri storici e nei quartieri centrali, nelle zone con un certo degrado da un punto di vista edilizio e con costi abitativi bassi.
Nel momento in cui queste zone vengono sottoposte a restauro e miglioramento, tendono a far affluire su di loro nuovi abitanti ad alto reddito e ad espellere i vecchi abitanti a basso reddito, i quali non possono più permettersi di risiedervi.
La città che più ha sofferto questo fenomeno è sicuramente Londra (Londra mi piaciii! Madrid lo sa e non è gelosa) ma anche la grande e sferragliante Madrid non ne è esente, con il quartiere di Malasaña.

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Anche conosciuto come barrio de las Maravillas (“quartiere delle Meraviglie”) è il quartiere hípster della città. Qui troverai tutto quello che è stato di moda a Milano 3 anni fa ed è attualmente di moda a Madrid (ahahaha!).
Diciamo ceh Malasaña è la el Camden Town de noartri! Negli anni 70 e 80 lungo queste strade si svolgeva la famosa movida madrileña, e ancora adesso qui la notte è impossibile annoiarsi.
Ma della vita notturna di Malasaña parlerò in un altro post (probabilmente quando anche io riprenderò ad avere una vita notturna, cioè tra circa 15 anni!), adesso quello che mi interessa è la gentrificazione e uno dei negozi che provano questo fenómeno: i cupcake.
Non so in Italia ma a Madrid se un quartieri è moderno, fighetto e dinamico ha almeno un negozio di cupcake.
A me piace il salato, lo ammetto, ma non riesco a capire come qualcuno riesca a mangiarsi questi bomboni di zucchero fosforescente decorati con palline di zucchero sempre fosforescente ma di altre tonalita. Siete matti, cari consumatori di cupcake!

Io quando vedo questi bomboni di zucchero ho subito voglia di una scodella di riso bianco scondito!! davvero!!! L’unica cosa che giustifica questa mostruosità zuccherosa è la non-cultura di dolci che abbiamo a Madrid. Allora posso capire che in certi giorni del ciclo il corpo urla “vogliozuccherooooo!!!!!!” e le pasteccerie scarseggiano…

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Cosa c’è di peggio di un negozio di cupcake? Un negozio di cupcake per cani, tócate los pies!! Inno al consumismo più frenato, ma almeno artigianale!

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Biscotti, ciambelle e torte speciali fatte con farine speciali e ingredient naturali (senza additive e conservanti) e insomma, per non togliere ai cani hípster il piacere di un bel cupcake. Mi fa rabbrividere questo negozio! Perchè? non lo so bene! io amo i cani, ho sempre avuto cani e presto prenderò un bel pelosino cicciottino da portare in giro, ma forse proprio perchè amo l’animalità del cane mi imbarazza la sua umanizzazione forzata!

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Io boicotto questo negozio (facile, non avendo un cane!) e intanto aspetto con ansia la gentrificazione del mio quartiere in forma glamourosa… ce la faremo?!??!? chissá!

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Quasi tradire, pentirsi, amare. Vivere a Madrid.

Non so bene come sia potuto succedere, pero è accaduto.
Cioè, poteva accadere, stava per succedere, e sarebbe successo se non mi fossi soffermata a pensare qualche attimo in più, se non mi fossi buttata un bicchiere d’acqua in faccia e schiaffeggiata davanti allo specchio.
Qualche settimana fa ero pronta per andare a vivere a Barcellona.
É sorta questa possibilità e io non solo l’ho sfiorata ma l’ho quasi afferrata. Ho pensato al mare, ai voli diretti per Bari, alla vicinanza geográfica e stilistica all’Italia, ai bar puliti, alla gente vestita un po’ meglio, e mi sono detta “que sí, ¡coño!” e stavo per farlo.
Come quando incontri un tipo che ti piace, e lo guardi, e ti guarda, e poi non si sa come succede ma si inizia a parlare, a sorridere, e per un secondo piuttosto lungo pensi che quel tipo potrebbe essere una nuova possibilità, una nuova vita, o anche solo un brivido, una illusione, e insomma ti dici “ma si, che cazzo, una volta si vive!!” o magari non ti dici niente, fai solo un enorme urlo dentro per non sentire il cuore. Così mi è successo con Barcellona.
Mi sono immaginata per quelle strade, entrando nel portale di qualche bel palazzo dai soffitti alti, bevendo un caffé in un posto pulito, pagando un gintonic 20 euro MA su una terrazza con vista mare. E ho pensato di farlo.
Poi però l’universo è tornato in ordine (il mio), e anche la mia mente.
Ho fatto una passeggiata con la mia bambina lungo Madrid Rio ed ho capito che stavo per fare una cagata abissale. Ho sentito il mio amore per Madrid rinascere, e le ho chiesto scusa per averla tradita, anche se solo con il pensiero, però insistentemente e per diversi giorni.
Ora sono tornata in me. (Ho anche riletto questo mio post scritto più di due anni fa. Tutto torna. To anche trovato questo post dove parlo di Barcellona, scritto ben 5 anni fa, ma che sento ancora e sempre molto mio)

Mi è venuta in mente una espressione meravigliosa che dovrei usare di più: TÚ MISMO.
Sarebbe Te stesso, ha (come sempre, come tutto) vari significati a seconda del contesto ma a volte è usato in modo tagliete a significare “come vuoi, fai quello che ti pare, fai quello che pensi”.
È un delegare ogni responsabilità e scelta all’altro, ma spingendo alla consapevolezza e al peso delle proprie scelte.
-¿Qué le digo? -a ver, tú mismo
Cosa le dico? –quello che ti pare!
Questa traduzione è evidentemente esagerata, ma è quello che io mi sono detta per uscire fuori dal tunnel nero dei se e ma. Ed è quello che ognuno di noi deve dirsi quando ha qualche tormentata decisione da prendere: ¡tú mismo!

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Madrid in fotografia

Me pilla el toro, cioè mi prende il toro, ma non letteralmente (per fortuna!) ma in generale nella vita.
Non ho tempo per fare quasi nulla, e sto trascurando il blog. Che Madrid mi perdoni!

Per questo ho chiesto aiuto esterno per scrivere qualche post, e oggi ho il piacere e l’onore di avere su www.vivereamadrid.it un’invitata molto speciale: Elisa Santarelli, una fotografa che ha fatto l’erasmus a Madrid e ha deciso di pubblicare su questa pagina alcune fantastiche foto.

Questo è il suo testo, seguno le sue foto. Grazie Elisa!
“Il mio primo vero incontro con Madrid è stato nel 2010 in occasione dell’Erasmus, poi ci sono stati vari “ti ci devo portare” – piccole fughe – nel tentativo di ritrovare, anche solo per poco, quella dimensione piacevole che avevo lasciato. Questa volta però non sono tornata per nostalgia del passato ma per sperimentare nuovi punti di vista, allo scopo di realizzare un piccolo reportage fotografico sulla città.
Mi rendo conto che un mese sia troppo poco per raggiungere tale obiettivo, diciamo che quello che vedrete più che un reportage è un principio di reportage in cui ho cercato di individuare punti fermi e trasformazioni, relazioni e dialoghi tra la città e le persone che la vivono, abitanti del luogo o turisti che siano.
Passeggiando a distanza di tempo nei vari quartieri la sensazione che provo è che Madrid abbia subito, non necessariamente in termini negativi, un radicale cambiamento: mi impressionano gli schermi pubblicitari su Callao (e su Puerta del Sol, però meno), lo spostamento dell’insegna di Tio Pepe, l’Azoteca del circulo de Bellas Artes prima terrazzo abitato dal romanticismo ora lounge bar vestito in giacca e cravatta, la zona totalmente re-inventata del Rio Mazanes, Lavapiés non più “il posto dove è meglio non girare da soli” bensì il fulcro del turismo soprattutto culinario.
Ci sono cose che però non sono cambiate: i banchini del Rastro, i bevitori e i venditori di birra di Plaza dos de Mayo, il Parco del Retiro, il Templo de Debod, plaza Mayor, Palacio Real e tutti gli altri monumenti più o meno storici della capitale.
Luglio 2016. Arrivo a Madrid durante la settimana dell’Orgullo Lgbt, fervono i preparativi e gli arcobaleni attraversano il barrio di Chueca fino ad abbracciare tutta la città. Inizio a scattare da qui, dimenticando ogni bianco e nero.”

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Qui potrai trovare altre foto di Elisa

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ALPARGATAS MON AMOUR

Finalmente le riviste di moda mi danno ragione: quest’estate 2016 senza le alpargatas non sei NESSUNO, mia cara amica glamourosa che vuoi venire a vivere a Madrid.

moda scarpe spagnole

Di che parlo? delle ESPADRILLAS, le scarpe che dal XIV secolo ai giorni nostri marcano tendenza!

Mi ricordo le torride estati degli anni ’90 quando le mie coetanee indossavano le espadrillas con il tacco e io rosicavo perchè da un lato amavo quelle scarpe di corda e tela ma al contempo le detestavo e criticavo per via della zeppa, che mi sembrava burina.

Ebbene io in quei lontani anni ’90 non sapevo mica che le espadrillas sono un mondo!!!

Non potevo immaginare che 20 anni dopo ne avrei possedute infinite varianti!

Queste scarpe nella Penisola Isterica si chiamano alpargatas (ebbene si, a dispetto del suo suono esotico e spagnoleggiante la parola ESPADRILLAS non è spagnola!

Il nome ALPARGATA viene dalla parola ESPARTO, il materiale utilizzato per fabbricare le suole di queste scarpe. Per questo in Italia le conosciamo come ESPADRILLAS

Io di Madrid critico tutto, soprattutto il non-stile della gente, ma devo ammettere che se c’è una cosa che questa città ha in abbondanza sono proprio i negozi che vendono alpargatas originali, fatte a mano e ECONOMICHE!

espadrillas madrid

Caratterizzate da suola in corda e tela di cotone colorato a Madrid potrai trovarle praticamente in qualsiasi negozio di scarpe, a prezzi a dir poco ridicoli (il modelo base costa solo 6 euro!!)

Se anche tu ami queste scarpe a Madrid sarai obbligato a fare un salto alla storica alpargatería Casa Hernanz (calle Toledo 19), a pochi passi da plaza Mayor (e da casa mia!), per poter scegliere il modello e la tonalità che più ti aggrada: ci sono così tante possibilità che scegliere sarà un’impresa davvero titanica.

alpargatas madrid

casa hernanz

La famiglia Hernanz cuce alpargatas dal lontano 1840 e attualmente nel suo delizioso negozio dispone di più di 50 differenti colori, numeri dal 17 al 50, varie altezze della suola (dai modelli rasoterra fino a quelle con 15 centimetri di tacco) e pressoché infinite varianti: chiuse, aperte, con i lacci, con i fiocchi, ricamate, tinta unita, multicolore… per tutti i gusti!

L’impresa davvero ardua sarà varcare la soglia ed entrare: la fila all’ingresso è sempre lunghissima, perché non c’è spagnolo che si rispetti che non abbia almeno tre paia di alpargatas di diversi colori!

Prenditela con filosofia: in estate potrai aspettare anche un’ora e mezza!

Se poi la passione per l’artigianato ti attanaglia e la tua vena creativa non conosce limiti, potrai prima spiare nell’enorme vetrina il modello che più ti piace e poi acquistare tutti i materiali (cuoio, corde e tessuti naturali) per fabbricare con le tue stesse mani un paio di queste stupende scarpe.

Per me le più belle in assoluto sono quelle che in lacci, che danno un tocco più sofisticato a questa scarpa dalle origini umili

alpargatas cordones

Le cugine isolane delle alpargatas sono le menorquinas, che devono il loro nome proprio alla fantástica isola in cui sono nate, Minorca.

Questo sandalo copre solo il collo del piede, lasciando scoperte dita e tallone.

menorquinas

Inutile ricordare le origini umilissime di questi sandali, che nacquero come scarpe dal lavoro per i contadini e poi negli anni 60 divennero modaioli sandali estivi. A me personalmente sembrano scarpe anti progetto-donna, ma ne riconosco l’utilità e la comoditá.

Invece le cugine invernali delle alpargatas sono delle scarpe altrettanto belle, economiche e colorate: las pisamierdas.

pisamierdas

Letteralmente “schiaccia-merda” questo stivaletto ricorda in tutto e per tutto (meno che nel prezzo, circa 10 volte più basso!) le Clarks, con la sola differenza che las pisamierdas a Madrid trovano in tutti i colori dell’arcobaleno e hanno per l’appunto un prezzo ridicolo.

Ma non anticipiamo le mode invernali, pensiamo all’estate!

Girando per Madrid ti renderai conto che praticamente tutti indossano le espadrillas, ma ovviamente queste scarpe sono l’elemento essenziale anche per un outfit perfetto in un weekend a Barcellona

L’esperto di moda di Zalando ha dedicato proprio a questa città dei consigli sugli outfit per un week end (si sa che Barcellona è una città elegante e sofisticata, quindi se farai un giro da quelle parti ti consiglio di leggere l’interessante trafiletto dei consigli!), proponendo tra le scarpe le alpargatas classiche monocolore

Cosí come non c’è rosa senza spina non c’è estate senza alpargatas.

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Agosto a Madrid

La mia cara cara cara (e potrei invecchiare nello scrivere CARA) amica Anna (italiana che vive a Madrid) l’altro giorno mi ha scritto un wa che diceva AGOSTO, MADRID MIA NON TI CONOSCO.
Io per un verso rosico troppo sapendola un mese in spiaggia mentre io sono qui, nel cemento, ma poi giro per questa Madrid deserta e assolata e penso che ad agosto a Madrid si sta bene.
madrid in estate
Le ragioni per amare e vivere questa città nel mese più caldo dell’anno sono infinite, ma probabilmente la più importante è solo una:

AD AGOSTO A MADRID C’È POCA GENTE, e si sta in giro che è un piacere.

Durante gli altri 11 mesi dell’anno qualsiasi idea bizzarra, esotica e trasgressiva tu abbia su cosa fare a Madrid stai pur certo che per lo meno 100.000 persone (dei 6 milioni di abitanti) hanno avuto la tua stessissima, incontenibile voglia di fare quella cosa misteriosa in quel preciso momento. Ad agosto no.

poi…

GLI OUTFIT DA SPIAGGIA Sappiamo tutti quanto Madrid sia (drammaticamente) lontana dal mare, ma questo non impedisce affatto ai suoi abitanti di vestirsi come se stessero passeggiando su una spiaggia di Ibiza. Sará perchè in città abbondano le piscine (condominiali e pubbliche) ma è più che comune incontrare gente in costume da bagno e canottiera a fare la spesa, o a spasso per i parchi.
Qualsiasi angolino assolato è perfetto per prendere il sole, qualsiasi fontana o pozzanghera diventa un improvvisato acquafun per bambini. A Madrid rio gli zampilli sono sovrapopolati di bimbi che giocano in costume, sorvegliati dai genitori che prendono il sole (sempre in costume).
Questo imperante desiderio di mare dà davvero l’illusione che la spiaggia sia dietro l’angolo!

madrid di estate

IL NUDISMO IN PISCINA La prima volta che varcai la soglia di una piscina municipale (8 anni orsono) rimasi sconvolta dalla quantità di donne in topples.
Non capivo l’esigenza di scoprire le tette in piscina. Come se il topples fosse solo una cosa da spiaggia, e lontano dalla sabbia avesse un significato volgare e indecente. A darmi un autentico schiaffo morale è stata la nostra attuale sindaca Carmena, che quest’anno ha indetto alcune giornate di Día del bañador opcional, cioè del costume da bagno facoltativo.
Perchè? Perchè bisogna lottare e dimostrare la propia libertà, e la libertà è anche farsi un bagno nudelli!
Ma siccome libertà è anche non vedere piselli, patate e tette altrui ci sono delle piscine comunali che non hanno abbracciato questa iniziativa, quindi se sei un púdico informati prima di pagare l’ingresso!
Día del bañador opcional

LE FESTE DI QUARTIERE Agosto ci ricorda che Madrid prima di essere una grande capitale era un PUEBLO, e lo fa con le feste di Lavapiés, cascorro e La Latina.
L’epicentro di queste feste è la Calle del Oso (strada dell’orso) che debe il suo nome ad un episodio singolare: nel XVII secolo durante la celebrazione di una di queste feste i venditori ambulanti portarono un orso vivo, per soprendere i madrileñi.
Improvisamente due bambini sparirono, e dopo averli cercati per tutte le strade li trovarono nascosti nella gabbia dell’orso, vivi!
Per festeggiare il miracolo diedero alla strada il nome dell’animale.
Ad agosto per i quartieri del centro potrai bere limonata hasta aburrirte, assistere a zarzuelas e copillas e ovviamente ballare.
Ai suoni tipici castizos si sommano flamenco, rap, blues, folk perchè uno degli aspetti più affascinanti di questi quartieri è proprio la multiculturalità. feste madrid

I CINEMA ALL’APERTO Questa di per se è gia un’ottima ragione per dire che l’agosto a Madrid ha un senso! cinema all'aperto madrid I cinema all’aperto sono:

Ciclo Cine en el Paraíso en el Parque El Paraiso de San Blas(Distrito San Blas-Canillejas)

Cine en la Casa (La Casa Encendida)

Cine de Cibeles (Sunset Cinema en CentroCentro, en Palacio de Cibeles)

Cine Garden Conde Duque 

XX Festival Cine de Verano de Ciudad Lineal (Auditorio parque El Calero)

VIII Veranos de Cine de Tetuan

Cine de Verano Usera 2016 

Cine y Moda en el Museo del Traje 

Fundación Olivar de Castillejos

Infine amo Madrid ad Agosto per…

  • LA TORMENTA: le pioggie estive si ricevono con sorpresa, emozione e timoroso rispetto, come le nevicate invernali. I telegiornali sono basiti, e danno come notizia di apertura  “pioggia a Madrid” mentre i tavolini dei bar per strada si riempiono di sorrisi. Bagnati.

Insomma io AMO Madrid ad Agosto, e se tu no meglio per me: meno siamo e meglio è!

(p.s. ciao Anna, mi manchi!)

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Vaqueros cachetero, non posso farcela

A me piace la moda, sebbene guardandomi nessuno potrebbe immaginarlo.
Diciamoci la verità: a me sarebbe piaciuto avere un blog di moda, essere una fashion icon, farmi selfie nel cesso ed essere pagata per scattarmi foto con qualsiasi vestito.
Allora in questo navigare senza sosta per conoscere le tendenze ho scoperto che Zara ha fatto una giacca di finta pelle gialla, che pare faccia cagare ma al contempo piaccia, e infatti tutti se la comprano ed è andata subito fuori produzione.

moda spagnola
A vederla cosí non è brutta, anzi, peccato che stia bene solo alla modella che la indossa nel catalogo!
I blog di moda fighi si accaniscono contro sta giacchetta e criticano aspramente le ragazze che la indossano, mentre i blog di moda choni, cioè rozzi, basici, cozzali, la considerano BELLA ed elegante.
(piccola regressione: io questa giacchetta da Zara non l’ho vista, perchè essendo MADRE PRIMIPARA LEGGERMENTE ATTEMPATA penso siano 5 mesi che non entro in un negozio che non venda pannolini! Però si che l’ho vista in giro, perchè prima che esplodesse il caldo africano effettivamente era impossibile girare per Madrid senza incontrare qualcuno con sta giacca).
Insomma tutte le amanti della moda si accaniscono contro suddetta giacca, solo perchè è di plástica gialla, indossa stretta e fa sudare. Vabbè.

Invece non capisco perche nessuna fashion blogger critica i vaqueros cachetero!!!
moda madrid
Vaquero è il jeans, cachete è uno schiaffetto, un colpetto leggero (da leggere “cacete”).
Però il cachete è anche una ciccetta di carne, en el caso dei nostri jeans si riferisce proprio alle ciccette della chiappe.
Quindi il vaquero cachetero non è altro che un pantaloncino di jeans tagliato a mutanda, da cui esce mezzo culo. Questo pantaloncino-mutanda spopola a Madrid.
Bene, fa caldo, scopriamoci, però facciamolo guardandoci allo specchio prima, o nooo???!??
Non so se questa mania che hanno le madrilene di mettersi addosso qualsiasi cosa vada di moda è bella o è brutta… sicuramente la moda in città non lascia spazio ai complessi, pero io in giro per Madrid ho visto cose che voi umani…
moda a madrid

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Tappe dell’ubriacatura spagnola

Sabato sono stata AL matrimonio, il matrimonio del mio caro, caro, caro (e potrei invecchiare scrivendo CARO) amico Pedro detto Dimitri Petrof e della cara cara Elena.
L’emozione, la gioia, i piantiiiii!!!!! W L’AMOREEE!
matrimonio spagnolo

Poi quel che resta di una boda, cioè di un matrimonio, oltre alle emozioni indelibili del cuore è un grande mal di testa per la barra libre, fiore all’occhiello di ogni matrimonio spagnolo che si rispetti.
Dopo la mangiata ci si sposta tutti in una sala allestita tipo discoteca, e si balla fino all’alba bevendo una quantità di alcol davvero impresionante, per lo meno per me.
Sarebbe l’open bar italiano, però a lo bestia, cioè nella versione più estrema e esagerata.
Mentre io ballavo e muovevo il passeggino sobria come poche persone al mondo, vedevo attorno a me la gente bere, bere, cambiare, trasformarsi, evolvere o involvere a seconda dei casi.
E così il mio interesse per l’antropologia iberica ha trovato spazio tra la musica assordante e il caos, e ho potuto stilare le tappe dell’ubriacatura spagnola:

Tappa 1 Un sorso timido in un piccolo bicchiere

Tappa 2 Si beve

2.1 sorsi sempre più vigorosi
2.2 l’alcol inizia a circolare nel sangue

Tappa 3 ESALTAZIONE DELL’AMICIZIA (la fase per me più interessante)
3.1 ringraziamenti reciproci, elogio delle virtù dell’altro
3.2 te quiero como a un herman@, ti voglio bene come ad un fratello (o sorella, a seconda del caso)
3.3 antes me caias mal, pero ahora… (prima mi eri antipático, però adesso…) qui seguono abbracci fraterni verosímilmente sinceri

Tappa 4 canti allegorici e balli regionali

Tappa 5 aumento della temperatura corpórea a segni di marpionamento
5.1 auto presentazione con sconosciuti
5.2 sguardi provocanti a tutte le donne del locale

Tappa 6. Rivelazione della autentica personalità dell’ubriacone
6.1. il simpaticone (questo è il caso di PischiOne, che al terzo cocktail parla pure con le piante)
6.2 il superdotato
6.3 il poligolta (questo è il caso del mio carooo amico Pedro, che al terzo cocktail cerca qualcuno con cui parlare inglese)
6.4 il viaggiatore (questo è il caso della caraaaa sposa di Pedro, Elena)
6.5 il depresso
6.6 l’Oppresso

Tappa 7. Degradazione della lingua
La S si trasofma in Z, la R in T, e via dicendo. Qui capire il castiglianoubriacone si fa più difficile

Tappa 8. Vituperio contro il clero e lo stato

Tappa 9. Autosufficienza morale ed económica
9.1 estoy de puta madre!!!! (sto benissimooo)
9.2 yo pago (in un matrimonio è facile dirlo, gia che al matrimonio la barra libre è ovviamente gratis)
9.3 yo conduzco!! (io guido!!! Meno male che nei matrimoni spagnoli c’è sempre un autobús che ti porta dalla sala in città)

Tappa 10. Scaricare la colpa
10.1 è colpa del bicchiere se…
10.2 è il ghiaccio, aveva qualcosa di strano…
10.3 che mi avete messo nel bicchiere, stronziiii

Tappa 11. Improvvisa Perdita dell’equilibrio

Tappa 12. Distruzione dell’immobile
12.1 perdita della memoria

Tappa 13. Difficile evacuazione dell’immobile
13.1 Yo no me quiero ir, este lugar si yo quiero lo compro…(non me ne voglio andaré, questo postos e voglio me lo compro….)

Tappa 14. Tachicardia e delirio di persecuzione

Tappa 15. Amnesia, scontro con la dura realtà e giuramenti posteriori
15.1 con chi mi sono baciatoooo??
15.2 con chi ci ho provato????
15.3 davvero??? Non mi ricordo niente!!!

Tappa 16. Contare i danni
16.1 e il mio cellulare?
16.2 chi ha bruciato la mia giacca con una sigaretta?
16.3 e le chiavi?
16.4 e questo livido???

Tappa 17 non berrò mai più (grande classico…)

Tappa 18 ma perchè sono rimasto fino alla fine? Avrei dovuto andaré a casa prima!

Il giorno dopo aspirina e antidolorifici come se non ci fosse un domani! questo spiega perchè in Spagna ci sono tantissimi bar, ma ci sono anche tantissimissime farmacie!

aaaaarriba abajo al centro pa dentroooooo

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Crescere un figlio in Spagna

Una delle cose che ti tolgono il sonno, quando cresci un figlio in Spagna, è il terrore che un giorno ti chieda di preparargli i PULPOS: spaghetti, wurstel, ketchup, sale.
spagna
(qui la ricetta, su una web che si chiama “rivista mio pediatra”)
Tutto il resto sono stronzate.

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CONCERTO DI NATALE (GRATUITO)

Caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, con somma gioia uso il mio blog per diffondere la notiziona del CONCERTO DI NATALE organizzato dal Com.It.Es con il patrocinio della Ambasciata d’Italia a Madrid e, ovviamente, invitarti!
Le date sono due: il prossimo 8 di dicembre a Malaga e il 12 a Madrid. teatro-concerto
La partecipazione é completamente gratuita é sufficiente registrarsi usando uno dei due link qui sotto riportati: REGISTRATI PER IL CONCERTO DI MADRID QUI presso l’Auditorio Sur di IFEMA di Madrid
REGISTRATI PER IL CONCERTO DI MALAGA QUI presso la Sala de Conciertos UNICAJA
Saranno due stupende serate dove ascoltando artisti Italiani e riconoscendo i meriti di connazionali e spagnoli amanti dell’Italianità, festeggeremo il prossimo Natale.

Il Consigliere del Com.It.Es di Madrid Saverio Ruggieri (Musicista presso la Orchestra di Cordova) ha potuto riunire un gruppo di musicisti italiani di altissimo livello, residenti in Spagna, formando il Quintetto d’Archi Itañol, composto oltre che dal proprio maestro Saverio Ruggieri al contrabasso, dai seguenti maestri: Stefano Postinghel, violinista concertino, membro della Orquesta Nacional de España.
Marco Scalvini, violino della Orquestra de Badajoz. Giovanna Azzone, viola che collabora con la Orquestra de Pamplona e diverse formazioni di musica da camera in Spagna e Italia.
Misael Lacasta, violoncello Concertino della Orchestra Cherubini del Mº Riccardo Muti e attualmente concertista. Il programma prevede la esecuzione di brani di autori italiani: Rossini, Corelli, Boccherini e Bottesini.
Presenteranno la serata Vito Candiloroe Marta Guandincerri conduttori dei programmi radiofonici di maggiore ascolto della radio online Frequenza Madrid 976 che trasmetterà il concerto in diretta in tutto il mondo grazie alla rete internet. Secondo la tradizione, oramai decennale, il Com.It.Es. di Madrid consegnerà i “Premi alla Italianità 2015”, concessi dal consiglio ogni anno a italiani, residenti in Spagna, e spagnoli, meritevoli, che per la loro traiettoria personale nei vari ambiti della società civile e professionale si sono distinti nella difesa dei valori e della cultura italiana.
Sala de Conciertos Unicaja Maria Cristina Malaga Prima, durante e dopo il concerto saranno disponibili per l’acquisto i biglietti della Lotteria di Natale del Com.It.Es. che prevede il sorteggio di fantastici regali offerti dai patrocinatori dell’evento.
Le somme raccolte sia a Malaga che a Madrid saranno devolute a favore delle famiglie della nostra comunità italiana in stato di necessità in collaborazione con la Società Italiana di Beneficenza (SIB).
Auditorium Sur – IFEMA Madrid
Programma di Madrid
16.30 – Apertura dell’evento, identificazione all’ingresso del pubblico registrato e accesso alla zona antistante l’Auditorio dedicata ai patrocinatori.
17,15 – Chiusura della entrata del pubblico (**)
17.30 – Inizio dell´evento con i discorsi di benvenuto degli Organizzatori e delle Autorità presenti delle Istituzioni Italiane.
18,00 – Inizio della prima parte del Concerto del Quintetto Itañol.
18.30 – Proclamazione dei Premiati e Consegna dei “Premi alla Italianità 2015”.
19,15 – Seconda parte del Concerto del Quintetto Itañol.
19,45 – Sorteggio dei premi della Lotteria di Natale del Com.It.Es
21,00 – Chiusura dell’evento.

A Malaga il concerto inizierà alle ore 19.00 e il pubblico registrato potrà accedere alla sala a partire dalle 0re 18.30.
L’INGRESSO È GRATUITO – Peró è obbligatorio registrarsi per poter assistere a uno degli eventi.

Importante: Solo nell’evento di Madrid verrà allestito, per i più piccoli (6-12 anni), un padiglione speciale in una sala adiacente all’Auditorium di IFEMA, gestito da personale specializzato, che realizzerà attività ludiche di intrattenimento durante tutta la durata del concerto, dando la possibilità ai genitori di poter godere della musica pienamente.
I posti sono limitati a 90 bambini, per cui si prega di comunicare la volontà di usufruire di questo servizio, scrivendo a segreteria@comitesspagna.info indicando i dati dei/l bambini/o e la età dopo aver realizzato la propria registrazione.

(**) AVVISO IMPORTANTE: La capacità massima dell’Auditorio Sur di IFEMA è di 600 posti a sedere e della Sala de Conciertos UNICAJA, Maria Cristina di Malaga è di 400 posti a sedere e non ci sarà numerazione della poltrona nel teatro associata alla prenotazione gratuita online, per cui il pubblico registrato occuperà i posti disponibili per ordine di arrivo.
Nel momento in cui la sala raggiunga la capienza massima, non si potrà più entrare per ovvi motivi di sicurezza. http://www.comitesspagna.info/notizie/concerto-di-natale-a-madrid-e-malaga-offerti-dal-com-it-es-di-madrid/ Non perdere la possibilità di godere di un evento culturale cosi importante!!!

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Ser de Madriz

Riflessioni sul SER DE MADRIZ, ossia essere madrileño Nota: qui Madrid è Madriz. La D non piace. madrid cose
1. Madrileño: si definisce tale qualsiasi essere nato nella regione di Madriz o a 10.000 km di distanza, senza discriminazione alcune di sesso, religione, razza, cultura o idee. Il Madrileño è colui che ama e vive Madriz, poco importa la sua provenienza. Anche io che sono nata e cresciuta a Cassano Murge in realtà soy de Madriz

2. Uno è di Madriz da qualsiasi parte della Comunidad de Madrid provenga. Sappiamo che se sei nato a Ostia non sei di Roma, però qui sei di Madriz sia che tu sia nato nella Sierra, sia che sia nato a Mostoles. Sei di Madriz e basta.

3. L’espressione “ir al pueblo” (andare al paese, inteso come passare qualche giorno di vacanza al paesino) non è una frase dispregiativa e centralista. Significa “passare qualche giorno o un fine settimana nel luogo di origine della propria famiglia”. Sebbene tutti noi siamo di Madriz la maggior parte dei nostri genitori e fratelli vivono e/o provengono da altri posti. Poverini.

4. È assolutamente falso che Madrid non ha una spiaggia. La costa di Valencia è la spiaggia di Madrid.

5. Chiedendo informazioni per raggiungere un posto si sente spesso l’espressione “está al lado” (sta vicino). Questa si potrebbe tradurre con “sta a 20 minuti di macchina o a 50 minuti a piedi”. Ma tu sai quanto è enorme Madriz?!? pensa solo che la nostra spiaggia sta a Valencia e capirai!

6. Da vero animale urbano il madrileño che va un fine settimana in provincia è molto affascinato e incuriosito dagli aspetti bucolici della vita di campagna, e fa domande idiote. Comprensibile, vorrei vedere il paesano muoversi nella metro di Madrid!

7. Per il madrileño la metropolitana di Madriz è la più bella e agile d’Europa. Concordo.

8. In città c’è una certa tendenza a pronunciare “ej que” invece di “es que”, pero non lasciarti ingannare: Madriz è aperta a tutti ma anche classista, e “ej que” urla provenienza dai quartieri di classe bassa. Sappilo.

9. Il madrileño detesta le preposizioni quando parla dei luoghi della capitale. Plaza de Castilla diventa Plazacastilla, Plaza de España è Plazaespaña.

10. Il madrileño si vanta di mangiare il pesce più fresco della penisola, sebbene la città sia a più di 250km dal mare. Se vuoi mangiare un pescadido fresco fresco vente a Madriz.

11. Quelli di Madrid sono le persone più internazionali del mondo. Dovunque tu sia, per esempio a Tokio, se incontri uno di Madrid e gli chiedi “di dove sei” lui inevitabilmente risponderà “¡de aqui, de Madriz!” (di qui, di Madrid!)

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Laude!

E perchè è quasi un mese che non scrivo??!? Ebbene mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, devo dirti che il 21 Settembre 2015 sono diventata MAMMA!!!
Ecco la mia piccola Laude, madrileña DOC, mio grande amore!
21 settembre
Prometto che questo blog non si trasformerà nel diario di una mamma alla prese con pannolini e pappine, e proprio per evitare questo mi sono presa qualche giorno di tempo per concentrarmi sul mio nuovo ruolo di mamma e poter tornar a scrivere con la leggerezza di sempre sulla splendida Madrid.
¡Hasta pronto compañeros!

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Tour di Madrid in bicicletta

Caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se tu ami la bicicletta Madrid a primo impatto non ti sembrerà certo una città facile: le macchine sfrecciano a tutta velocità (sebbene gli automobilisti rispettino solennemente semafori e strisce pedonali) e la capillare e invidiabile rete di trasporti pubblici riduce al minimo l’esigenza di spostarsi con mezzi privati. Proprio per questo, e per il clima invernale piuttosto rigido, i mezzi su due ruote non sono molto diffusi. Se guidare un motorino a Madrid si rivela un’esperienza piuttosto ardua, girare per la città sul sellino di una bicicletta è decisamente un’avventura da raccontare. Tuttavia, i ciclisti madrileni sono intrepidi, ma soprattutto tenaci, e nell’arco degli ultimi anni si sono ritagliati uno spazio importante sia nelle manifestazioni urbane che nella riorganizzazione urbanistica della città. Se condividi l’amore per la natura e un modello di vita sostenibile non ti resta quindi che affittare una bicicletta e pedalare, attraversando il centro e scegliendo percorsi particolari, che a piedi nonfaresti. madrid in bici Ma come si fa a visitare in bicicletta una città trafficata, enorme e sconosciuta (soprattutto se si è fuori allenamento o impigriti dalla digestione dei corposi piatti della tradizione spagnola)? Ho trovato su http://www.getyourguide.it/ la possibilità di prenotare un tour di tre ore, che oltre all’affitto della bici e dela casco (indispensabile) comprende anche una guida in lingua, pausa caffè e foto. Personalmente i percorsi ciclistici che conosco e adoro sono tre, in ordine crescente di impegno e sacrificio: · Il parco del Retiro. Nel polmone verde della città potrete fare una romantica e tranquilla passeggiata in bicicletta, tra viottoli di pietra, alberi e laghetti artificiali. L’unico pericolo in cui potresti incorrere sono i bambini sui pattini che, come in ogni città del mondo, non rispettano il codice della strada. bici retiro madrid · Madrid Rio. Pedalare su una specie di superstrada a quattro corsie non è di certo un’esperienza piacevole, però se la via di cui sopra è stata interrata, e al suo posto si sviluppa un parco lungo trenta chilometri, l’impresa si fa decisamente più interessante. Se poi il giardino in questione affianca il rio, cioè il “fiume”, l’esperienza diventa imperdibile! Molti dei turisti che visitano la città non entrano in contatto con il suo corso d’acqua, e persino la gente del posto spesso e volentieri lo ignora. Il fiume di cui stiamo parlando è il Manzanares, per tutti noi italiani di manzoniana memoria (chi non ricorda il verso di Il cinque Maggio «Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno…»?). madrid rio bici Madrid Rio è un tracciato tutto in pianura, e pedalando potrai incontrare qualsiasi tipo di organizzazione sportivo-ricreativa che si possa immaginare, compresa una spiaggia urbana! Fare tuffi o nuotare sarà assolutamente impossibile ma, tra una pedalata e l’altra, potrete prendere il sole e rinfrescarvi i piedi. Se riesci a non farti distrarre ta una pedalata e l’altra podrai vedere il Palazzo Reale, la Cattedrale de la Almudena e altre mille meraviglie della città, fino ad arrivare alla antica Estación del Norte, attualmente chiamata Estación de Principe Pio. La meravigliosa struttura, punta di diamante dell’architettura del ferro nella capitale, ospita adesso varie fermate della metropolitana e un grande centro commerciale, con tanto di cinema, ristoranti e negozi. Se entri a sbirciare cosa c’è dentro e a far eun po’ di shopping non dimenticare di legare la bici a un palo! · Anillo verde. Se percorrere trenta chilometri in bici ti sembra una passeggiatina ti sfido a farne sessantaquattro, percorrendo tutto l’anello verde che abbraccia la città. Tra salite e discese, parchi, foreste e campi, ti verrà il dubbio di aver sbagliato strada e di essere arrivati in qualche paesino sperduto della Comunità di Madrid. E invece no! Madrid è una metropoli, ma il verde di certo non manca. Nota dolente dell’anillo verde che mi sento in dovere di segnalare è che questo percorso tocca anche zone della città architettonicamente orribili, ma orribili davvero! Però come sai, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, esiste anche una Madrid di Merda che purtroppo non possiamo cancellare. Ecco una immagine della Madrid di Merda dalla bici: affittare bici madrid Se la bicicletta oltre ad essere un mezzo di trasporto è per te una filosofia e lo stile di vita ti invito a non perdere l’appuntamento con Bici Crítica (qui la web ufficiale). Ogni ultimo giovedì del mese alle 20 in plaza Cibeles si radunano centinaia di ciclisti, che disseminano un allegro panico tra gli automobilisti, bloccando strade e semafori. L’apogeo della Bici Crítica è la manifestazione annuale Ciclonudista, animata dallo stesso spirito giocoso e impertinente, ma con un pizzico di provocazione in più: i ciclisti, senza vestiti indosso,invadono il centro della città, secondo il motto ¡Seguimos desnudos frente al tráfico! madrid ciclonudista affittare biciclette a madrid Pedalare nudi in piena città è un’esperienza indimenticabile, degna della grande Madrid!

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