Review Category : emozioni

Tappe dell’ubriacatura spagnola

Sabato sono stata AL matrimonio, il matrimonio del mio caro, caro, caro (e potrei invecchiare scrivendo CARO) amico Pedro detto Dimitri Petrof e della cara cara Elena.
L’emozione, la gioia, i piantiiiii!!!!! W L’AMOREEE!
matrimonio spagnolo

Poi quel che resta di una boda, cioè di un matrimonio, oltre alle emozioni indelibili del cuore è un grande mal di testa per la barra libre, fiore all’occhiello di ogni matrimonio spagnolo che si rispetti.
Dopo la mangiata ci si sposta tutti in una sala allestita tipo discoteca, e si balla fino all’alba bevendo una quantità di alcol davvero impresionante, per lo meno per me.
Sarebbe l’open bar italiano, però a lo bestia, cioè nella versione più estrema e esagerata.
Mentre io ballavo e muovevo il passeggino sobria come poche persone al mondo, vedevo attorno a me la gente bere, bere, cambiare, trasformarsi, evolvere o involvere a seconda dei casi.
E così il mio interesse per l’antropologia iberica ha trovato spazio tra la musica assordante e il caos, e ho potuto stilare le tappe dell’ubriacatura spagnola:

Tappa 1 Un sorso timido in un piccolo bicchiere

Tappa 2 Si beve

2.1 sorsi sempre più vigorosi
2.2 l’alcol inizia a circolare nel sangue

Tappa 3 ESALTAZIONE DELL’AMICIZIA (la fase per me più interessante)
3.1 ringraziamenti reciproci, elogio delle virtù dell’altro
3.2 te quiero como a un herman@, ti voglio bene come ad un fratello (o sorella, a seconda del caso)
3.3 antes me caias mal, pero ahora… (prima mi eri antipático, però adesso…) qui seguono abbracci fraterni verosímilmente sinceri

Tappa 4 canti allegorici e balli regionali

Tappa 5 aumento della temperatura corpórea a segni di marpionamento
5.1 auto presentazione con sconosciuti
5.2 sguardi provocanti a tutte le donne del locale

Tappa 6. Rivelazione della autentica personalità dell’ubriacone
6.1. il simpaticone (questo è il caso di PischiOne, che al terzo cocktail parla pure con le piante)
6.2 il superdotato
6.3 il poligolta (questo è il caso del mio carooo amico Pedro, che al terzo cocktail cerca qualcuno con cui parlare inglese)
6.4 il viaggiatore (questo è il caso della caraaaa sposa di Pedro, Elena)
6.5 il depresso
6.6 l’Oppresso

Tappa 7. Degradazione della lingua
La S si trasofma in Z, la R in T, e via dicendo. Qui capire il castiglianoubriacone si fa più difficile

Tappa 8. Vituperio contro il clero e lo stato

Tappa 9. Autosufficienza morale ed económica
9.1 estoy de puta madre!!!! (sto benissimooo)
9.2 yo pago (in un matrimonio è facile dirlo, gia che al matrimonio la barra libre è ovviamente gratis)
9.3 yo conduzco!! (io guido!!! Meno male che nei matrimoni spagnoli c’è sempre un autobús che ti porta dalla sala in città)

Tappa 10. Scaricare la colpa
10.1 è colpa del bicchiere se…
10.2 è il ghiaccio, aveva qualcosa di strano…
10.3 che mi avete messo nel bicchiere, stronziiii

Tappa 11. Improvvisa Perdita dell’equilibrio

Tappa 12. Distruzione dell’immobile
12.1 perdita della memoria

Tappa 13. Difficile evacuazione dell’immobile
13.1 Yo no me quiero ir, este lugar si yo quiero lo compro…(non me ne voglio andaré, questo postos e voglio me lo compro….)

Tappa 14. Tachicardia e delirio di persecuzione

Tappa 15. Amnesia, scontro con la dura realtà e giuramenti posteriori
15.1 con chi mi sono baciatoooo??
15.2 con chi ci ho provato????
15.3 davvero??? Non mi ricordo niente!!!

Tappa 16. Contare i danni
16.1 e il mio cellulare?
16.2 chi ha bruciato la mia giacca con una sigaretta?
16.3 e le chiavi?
16.4 e questo livido???

Tappa 17 non berrò mai più (grande classico…)

Tappa 18 ma perchè sono rimasto fino alla fine? Avrei dovuto andaré a casa prima!

Il giorno dopo aspirina e antidolorifici come se non ci fosse un domani! questo spiega perchè in Spagna ci sono tantissimi bar, ma ci sono anche tantissimissime farmacie!

aaaaarriba abajo al centro pa dentroooooo

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Crescere un figlio in Spagna

Una delle cose che ti tolgono il sonno, quando cresci un figlio in Spagna, è il terrore che un giorno ti chieda di preparargli i PULPOS: spaghetti, wurstel, ketchup, sale.
spagna
(qui la ricetta, su una web che si chiama “rivista mio pediatra”)
Tutto il resto sono stronzate.

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CONCERTO DI NATALE (GRATUITO)

Caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, con somma gioia uso il mio blog per diffondere la notiziona del CONCERTO DI NATALE organizzato dal Com.It.Es con il patrocinio della Ambasciata d’Italia a Madrid e, ovviamente, invitarti!
Le date sono due: il prossimo 8 di dicembre a Malaga e il 12 a Madrid. teatro-concerto
La partecipazione é completamente gratuita é sufficiente registrarsi usando uno dei due link qui sotto riportati: REGISTRATI PER IL CONCERTO DI MADRID QUI presso l’Auditorio Sur di IFEMA di Madrid
REGISTRATI PER IL CONCERTO DI MALAGA QUI presso la Sala de Conciertos UNICAJA
Saranno due stupende serate dove ascoltando artisti Italiani e riconoscendo i meriti di connazionali e spagnoli amanti dell’Italianità, festeggeremo il prossimo Natale.

Il Consigliere del Com.It.Es di Madrid Saverio Ruggieri (Musicista presso la Orchestra di Cordova) ha potuto riunire un gruppo di musicisti italiani di altissimo livello, residenti in Spagna, formando il Quintetto d’Archi Itañol, composto oltre che dal proprio maestro Saverio Ruggieri al contrabasso, dai seguenti maestri: Stefano Postinghel, violinista concertino, membro della Orquesta Nacional de España.
Marco Scalvini, violino della Orquestra de Badajoz. Giovanna Azzone, viola che collabora con la Orquestra de Pamplona e diverse formazioni di musica da camera in Spagna e Italia.
Misael Lacasta, violoncello Concertino della Orchestra Cherubini del Mº Riccardo Muti e attualmente concertista. Il programma prevede la esecuzione di brani di autori italiani: Rossini, Corelli, Boccherini e Bottesini.
Presenteranno la serata Vito Candiloroe Marta Guandincerri conduttori dei programmi radiofonici di maggiore ascolto della radio online Frequenza Madrid 976 che trasmetterà il concerto in diretta in tutto il mondo grazie alla rete internet. Secondo la tradizione, oramai decennale, il Com.It.Es. di Madrid consegnerà i “Premi alla Italianità 2015”, concessi dal consiglio ogni anno a italiani, residenti in Spagna, e spagnoli, meritevoli, che per la loro traiettoria personale nei vari ambiti della società civile e professionale si sono distinti nella difesa dei valori e della cultura italiana.
Sala de Conciertos Unicaja Maria Cristina Malaga Prima, durante e dopo il concerto saranno disponibili per l’acquisto i biglietti della Lotteria di Natale del Com.It.Es. che prevede il sorteggio di fantastici regali offerti dai patrocinatori dell’evento.
Le somme raccolte sia a Malaga che a Madrid saranno devolute a favore delle famiglie della nostra comunità italiana in stato di necessità in collaborazione con la Società Italiana di Beneficenza (SIB).
Auditorium Sur – IFEMA Madrid
Programma di Madrid
16.30 – Apertura dell’evento, identificazione all’ingresso del pubblico registrato e accesso alla zona antistante l’Auditorio dedicata ai patrocinatori.
17,15 – Chiusura della entrata del pubblico (**)
17.30 – Inizio dell´evento con i discorsi di benvenuto degli Organizzatori e delle Autorità presenti delle Istituzioni Italiane.
18,00 – Inizio della prima parte del Concerto del Quintetto Itañol.
18.30 – Proclamazione dei Premiati e Consegna dei “Premi alla Italianità 2015”.
19,15 – Seconda parte del Concerto del Quintetto Itañol.
19,45 – Sorteggio dei premi della Lotteria di Natale del Com.It.Es
21,00 – Chiusura dell’evento.

A Malaga il concerto inizierà alle ore 19.00 e il pubblico registrato potrà accedere alla sala a partire dalle 0re 18.30.
L’INGRESSO È GRATUITO – Peró è obbligatorio registrarsi per poter assistere a uno degli eventi.

Importante: Solo nell’evento di Madrid verrà allestito, per i più piccoli (6-12 anni), un padiglione speciale in una sala adiacente all’Auditorium di IFEMA, gestito da personale specializzato, che realizzerà attività ludiche di intrattenimento durante tutta la durata del concerto, dando la possibilità ai genitori di poter godere della musica pienamente.
I posti sono limitati a 90 bambini, per cui si prega di comunicare la volontà di usufruire di questo servizio, scrivendo a segreteria@comitesspagna.info indicando i dati dei/l bambini/o e la età dopo aver realizzato la propria registrazione.

(**) AVVISO IMPORTANTE: La capacità massima dell’Auditorio Sur di IFEMA è di 600 posti a sedere e della Sala de Conciertos UNICAJA, Maria Cristina di Malaga è di 400 posti a sedere e non ci sarà numerazione della poltrona nel teatro associata alla prenotazione gratuita online, per cui il pubblico registrato occuperà i posti disponibili per ordine di arrivo.
Nel momento in cui la sala raggiunga la capienza massima, non si potrà più entrare per ovvi motivi di sicurezza. http://www.comitesspagna.info/notizie/concerto-di-natale-a-madrid-e-malaga-offerti-dal-com-it-es-di-madrid/ Non perdere la possibilità di godere di un evento culturale cosi importante!!!

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Ser de Madriz

Riflessioni sul SER DE MADRIZ, ossia essere madrileño Nota: qui Madrid è Madriz. La D non piace. madrid cose
1. Madrileño: si definisce tale qualsiasi essere nato nella regione di Madriz o a 10.000 km di distanza, senza discriminazione alcune di sesso, religione, razza, cultura o idee. Il Madrileño è colui che ama e vive Madriz, poco importa la sua provenienza. Anche io che sono nata e cresciuta a Cassano Murge in realtà soy de Madriz

2. Uno è di Madriz da qualsiasi parte della Comunidad de Madrid provenga. Sappiamo che se sei nato a Ostia non sei di Roma, però qui sei di Madriz sia che tu sia nato nella Sierra, sia che sia nato a Mostoles. Sei di Madriz e basta.

3. L’espressione “ir al pueblo” (andare al paese, inteso come passare qualche giorno di vacanza al paesino) non è una frase dispregiativa e centralista. Significa “passare qualche giorno o un fine settimana nel luogo di origine della propria famiglia”. Sebbene tutti noi siamo di Madriz la maggior parte dei nostri genitori e fratelli vivono e/o provengono da altri posti. Poverini.

4. È assolutamente falso che Madrid non ha una spiaggia. La costa di Valencia è la spiaggia di Madrid.

5. Chiedendo informazioni per raggiungere un posto si sente spesso l’espressione “está al lado” (sta vicino). Questa si potrebbe tradurre con “sta a 20 minuti di macchina o a 50 minuti a piedi”. Ma tu sai quanto è enorme Madriz?!? pensa solo che la nostra spiaggia sta a Valencia e capirai!

6. Da vero animale urbano il madrileño che va un fine settimana in provincia è molto affascinato e incuriosito dagli aspetti bucolici della vita di campagna, e fa domande idiote. Comprensibile, vorrei vedere il paesano muoversi nella metro di Madrid!

7. Per il madrileño la metropolitana di Madriz è la più bella e agile d’Europa. Concordo.

8. In città c’è una certa tendenza a pronunciare “ej que” invece di “es que”, pero non lasciarti ingannare: Madriz è aperta a tutti ma anche classista, e “ej que” urla provenienza dai quartieri di classe bassa. Sappilo.

9. Il madrileño detesta le preposizioni quando parla dei luoghi della capitale. Plaza de Castilla diventa Plazacastilla, Plaza de España è Plazaespaña.

10. Il madrileño si vanta di mangiare il pesce più fresco della penisola, sebbene la città sia a più di 250km dal mare. Se vuoi mangiare un pescadido fresco fresco vente a Madriz.

11. Quelli di Madrid sono le persone più internazionali del mondo. Dovunque tu sia, per esempio a Tokio, se incontri uno di Madrid e gli chiedi “di dove sei” lui inevitabilmente risponderà “¡de aqui, de Madriz!” (di qui, di Madrid!)

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Laude!

E perchè è quasi un mese che non scrivo??!? Ebbene mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, devo dirti che il 21 Settembre 2015 sono diventata MAMMA!!!
Ecco la mia piccola Laude, madrileña DOC, mio grande amore!
21 settembre
Prometto che questo blog non si trasformerà nel diario di una mamma alla prese con pannolini e pappine, e proprio per evitare questo mi sono presa qualche giorno di tempo per concentrarmi sul mio nuovo ruolo di mamma e poter tornar a scrivere con la leggerezza di sempre sulla splendida Madrid.
¡Hasta pronto compañeros!

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Tour di Madrid in bicicletta

Caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se tu ami la bicicletta Madrid a primo impatto non ti sembrerà certo una città facile: le macchine sfrecciano a tutta velocità (sebbene gli automobilisti rispettino solennemente semafori e strisce pedonali) e la capillare e invidiabile rete di trasporti pubblici riduce al minimo l’esigenza di spostarsi con mezzi privati. Proprio per questo, e per il clima invernale piuttosto rigido, i mezzi su due ruote non sono molto diffusi. Se guidare un motorino a Madrid si rivela un’esperienza piuttosto ardua, girare per la città sul sellino di una bicicletta è decisamente un’avventura da raccontare. Tuttavia, i ciclisti madrileni sono intrepidi, ma soprattutto tenaci, e nell’arco degli ultimi anni si sono ritagliati uno spazio importante sia nelle manifestazioni urbane che nella riorganizzazione urbanistica della città. Se condividi l’amore per la natura e un modello di vita sostenibile non ti resta quindi che affittare una bicicletta e pedalare, attraversando il centro e scegliendo percorsi particolari, che a piedi nonfaresti. madrid in bici Ma come si fa a visitare in bicicletta una città trafficata, enorme e sconosciuta (soprattutto se si è fuori allenamento o impigriti dalla digestione dei corposi piatti della tradizione spagnola)? Ho trovato su http://www.getyourguide.it/ la possibilità di prenotare un tour di tre ore, che oltre all’affitto della bici e dela casco (indispensabile) comprende anche una guida in lingua, pausa caffè e foto. Personalmente i percorsi ciclistici che conosco e adoro sono tre, in ordine crescente di impegno e sacrificio: · Il parco del Retiro. Nel polmone verde della città potrete fare una romantica e tranquilla passeggiata in bicicletta, tra viottoli di pietra, alberi e laghetti artificiali. L’unico pericolo in cui potresti incorrere sono i bambini sui pattini che, come in ogni città del mondo, non rispettano il codice della strada. bici retiro madrid · Madrid Rio. Pedalare su una specie di superstrada a quattro corsie non è di certo un’esperienza piacevole, però se la via di cui sopra è stata interrata, e al suo posto si sviluppa un parco lungo trenta chilometri, l’impresa si fa decisamente più interessante. Se poi il giardino in questione affianca il rio, cioè il “fiume”, l’esperienza diventa imperdibile! Molti dei turisti che visitano la città non entrano in contatto con il suo corso d’acqua, e persino la gente del posto spesso e volentieri lo ignora. Il fiume di cui stiamo parlando è il Manzanares, per tutti noi italiani di manzoniana memoria (chi non ricorda il verso di Il cinque Maggio «Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno…»?). madrid rio bici Madrid Rio è un tracciato tutto in pianura, e pedalando potrai incontrare qualsiasi tipo di organizzazione sportivo-ricreativa che si possa immaginare, compresa una spiaggia urbana! Fare tuffi o nuotare sarà assolutamente impossibile ma, tra una pedalata e l’altra, potrete prendere il sole e rinfrescarvi i piedi. Se riesci a non farti distrarre ta una pedalata e l’altra podrai vedere il Palazzo Reale, la Cattedrale de la Almudena e altre mille meraviglie della città, fino ad arrivare alla antica Estación del Norte, attualmente chiamata Estación de Principe Pio. La meravigliosa struttura, punta di diamante dell’architettura del ferro nella capitale, ospita adesso varie fermate della metropolitana e un grande centro commerciale, con tanto di cinema, ristoranti e negozi. Se entri a sbirciare cosa c’è dentro e a far eun po’ di shopping non dimenticare di legare la bici a un palo! · Anillo verde. Se percorrere trenta chilometri in bici ti sembra una passeggiatina ti sfido a farne sessantaquattro, percorrendo tutto l’anello verde che abbraccia la città. Tra salite e discese, parchi, foreste e campi, ti verrà il dubbio di aver sbagliato strada e di essere arrivati in qualche paesino sperduto della Comunità di Madrid. E invece no! Madrid è una metropoli, ma il verde di certo non manca. Nota dolente dell’anillo verde che mi sento in dovere di segnalare è che questo percorso tocca anche zone della città architettonicamente orribili, ma orribili davvero! Però come sai, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, esiste anche una Madrid di Merda che purtroppo non possiamo cancellare. Ecco una immagine della Madrid di Merda dalla bici: affittare bici madrid Se la bicicletta oltre ad essere un mezzo di trasporto è per te una filosofia e lo stile di vita ti invito a non perdere l’appuntamento con Bici Crítica (qui la web ufficiale). Ogni ultimo giovedì del mese alle 20 in plaza Cibeles si radunano centinaia di ciclisti, che disseminano un allegro panico tra gli automobilisti, bloccando strade e semafori. L’apogeo della Bici Crítica è la manifestazione annuale Ciclonudista, animata dallo stesso spirito giocoso e impertinente, ma con un pizzico di provocazione in più: i ciclisti, senza vestiti indosso,invadono il centro della città, secondo il motto ¡Seguimos desnudos frente al tráfico! madrid ciclonudista affittare biciclette a madrid Pedalare nudi in piena città è un’esperienza indimenticabile, degna della grande Madrid!

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Incontri indimenticabili

El oso con el madroño incontra la mia panza, al sesto mese di gravidanza.
Qui la testimonianza iconografica dell’incontro: ombre su ombre, sogni su sogni…
oso y...

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San Isidro: la festa più bella (per me)

Domani è uno dei giorni più importante dell’anno per me.
È il mio compleanno??? Noooo! È il compleanno di PischiOne, di qualche familiare, é un anniversario o una data storica?? Noooo!
Domani è SAN ISIDRO, e il mio cuore è colmo di gioia!
Madrid, questa metropoli moderna di più di sei milioni di abitanti (registrati, senza considerare tutti coloro che ci vivono per periodi limitati o senza documenti) all’improvviso si trasforma in piccolo paese di provincia, mantenedo vive tradizioni e folclore nel giorno del suo Santo Patrono. E che tu non sia cattolico poco importa, nemmeno io lo sono!
Ma festeggiare San Isidro è un qualcosa di trascendentale, che supera religioni e fedi. San Isidro è uno di noi!
Secondo la tradizione San isidro nacque proprio a Madrid nel 1082, in una famiglia di modestissime origini. Fin da piccolo Isidro aveva dovuto dedicarsi alla coltivazione dei campi, senza mai trascurare la fede, grazie all’aiuto degli angeli che aravano il campo mentre lui pregava. A Isidro sono attribuiti due miracoli: aver salvato un bambino caduto in un pozzo, e aver fatto sgorgare una fontana di acqua miracolosa, battendo con un bastone il suolo arido. Quest’acqua pare fosse capace non solo di fertilizzare la terra, ma anche di guarire dalle malattie, e proprio attorno a questa fonte nel ‘500 si innalzò una chiesetta dedicata al santo, chiesetta che ogni 15 maggio si trasforma in un luogo di pellegrinaggio e nel fulcro della festa del patrono.
Quindi se domani ti trovi a Madrid non puoi assolutamente perderti la magia di quello che accade nella Pradera de San Isidro, cioè nella enorme zona verde che comprende la chiesetta e un grandissimo parco attorno. Non ci saranno miracoli, ma l’atmosfera sarà surreale. Per me scoprire questa festa ha significato marcare un prima e un dopo nella mia idea di “santo patrono”.
A Cassano Murge, da dove io provengo e dove festeggiamo la Madonna degli Angeli, quello che si fa durante la festa patronale è vestirsi bene, mangiare le noccioline, guardare le bancarelle, stare con gli amici e se si è giovani andare alle giostre.
A San Isidro NO! La festa inizia ufficialmente alla Ermita di San Isidro, dove c’è la fonte Domani quindi bisognerà svegliarsi di buon’ora e fare una lunga fila per bere un sorso dell’acqua miracolosa (cosa che dovrai fare anche se godi di ottima salute, poiché la vida da muchas vueltas e non è mai buona educazione dire di no a un miracolo). fuente san isidro fonte madrid
Solo dopo aver bevuto l’acqua miracolosa ci si potrà lanciare nella festa Per partecipare alla celebrazione senza essere additati da tutti i passanti sarà il caso di vestirsi in modo adeguato per l’occasione, cioè da chulapo e chulapa. Si definisce chulapo il castigliano autentico, e indubbiamente non esiste città più castigliana, verace e genuina di Madrid!
Il chulapo e la chulapa non sono vecchietti nostalgici o giovani anacronistici, ma tutti coloro che amano la cultura spagnola, si identificano in essa e per il giorno di San Isidro vogliono rendere omaggio alla grande Castiglia, vestendosi con il tradizionale abito regionale del XIX secolo: per gli uomini un elegante pantalone nero, gilet, berrettino a quadretti bianco e nero e un garofano all’occhiello, mentre la chulapa… vi lascerà senza parole!
Il suo abito ricorda quello delle ballerine di flamenco, un lungo vestito generalmente a fondo bianco con pois rossi o verdi, uno scialle che le copre la testa, un garofano rosso sistemato sulla fronte, proprio al centro del capo, e scarpe con tacco grosso, per ballare fino a notte fonda senza perdere la femminilità. È importante rimarcare che il giorno di San Isidro tutti si vestono con gli abiti caratteristici, e per i turisti poco informati o gli autoctoni distratti ci sono bancarelle che vendono gli accessori base per essere un chulapo doc: scialli, berretti e garofani.
Questa tradizione in città è talmente radicata che nella settimana della festa anche i bambini vanno a scuola vestiti con gli abiti tipici, per cui non vi meravigliate se aspettando la metro o gironzolando per il centro vi scontrate con scolaresche mascherate! Questi piccoli chulapos tra qualche anno animeranno la festa della pradera, suonando la zarzuela o ballando il paso doble davanti a turisti basiti.
Ecco i miei due chulapos preferiti: JL e Lorenzen san isidro 2 san isidro 1
Una volta indossati almeno i complementi basici del chulapo e bevuta l’acqua miracolosa ci sono per lo meno 3 cose fondamentali che dovrai fare alla Pradera de San Isidro per entrare in sintonia con il santo patrono:
• lanciarti tra la folla e ballare qualche danza tipica, o almeno provarci
• sederti sul prato e bere tinto de verano, cioè vino rosso diluito con acqua tonica fresca e ghiaccio
• mangiare i dolcetti tipici per l’occasione, le rosquillas del Santo, per lo meno una lista e una tonta, letteralmente una intelligente e una scema.
L’intelligente è ricoperta di zucchero o crema, la scema non ha nessuna copertura
rosquillas
Se sei un temerario potrai anche mangiare una porzione di entresijo, cioè interiora di gallina e/o maiale tagliate in pezzettini di circa 5 cm e fritte in un enorme pentolone. Ma attenzione: riuscire a sopportare l’odore di mondo fritto che emanano i pentoloni della Pradera è solo per veri chulapos! madrid festa san isidro
Al tramonto, un po’ stanchi e provati ma sempre vestiti di tutto punto e muniti di garofano, ci si sposta a Las Vistilla, dei giardini nel centralissimo quartiere de La Latina, per seguire i festeggiamenti sempre con musica, danze e alcol.
In questa seconda parte della festa però il tinto de verano lascerà spazio ai super alcolici: in questa lunga giornata potrai strafare, l’acqua miracolosa di San Isidro ti proteggerà da ogni male!
(tutto il programma della festa qui!)

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Ti racconto una storia, la storia della app di vivereamadrid…

L’8 di novembre del 2009 scrissi il mio primo post, il primo post di VIVEREAMADRID che però aveva un altro dominio, una grafica diversa ed altre ambizioni. Iniziai questa meravigliosa avventura di blogger parlando del NIE, uno documento basico per vivere in Spagna.

Cosa mi portò ad aprire un blog, e perché scelsi proprio questo come primo argomento? Ero a Madrid a 10 mesi, iniziavo a conoscere gente e amare la città ma mi sentivo anche profondamente sola.

Mi mancavano i miei amici, la mia vita italiana e ovviamente la mia famiglia, mi disorientava la quantità di documenti e cose burocratiche che avevo affrontato per sistemarmi in città. Non capivo quale fosse il senso di essere nell’Unione Europea quando la trafila dei documenti per vivere in un paese accanto all’Italia era infinito, e soprattutto mi angosciava questo senso di abbandono che percepivo.

Vivevo con PischiOne in una casa di 20 metri con una stanza senza finestra (giuro!!!), parlavo un castigliano basico e non riuscivo a capire nè accettare davvero la cultura spagnola.

Ero una sfigata, per farla breve.

Avevo come unici amici due messicani (Marione e Nitzia) e spesso girovagavo senza meta chiedendomi cosa avrei potuto fare per migliorare la mia vita a Madrid. In questo scenario nefasto nacque vivereamadrid, questa specie di amico immaginario a cui raccontavo la vita in Spagna secondo me. Grazie a questo blog ho conosciuto persone che adesso sono autentici pilastri della mia vita a Madrid, ho scritto un libro, sono stata candidata del ComItEs, ho partecipato a trasmissioni radio e televisive ma soprattutto grazie a questo blog mi sembra di aver dato un valore aggiunto alla mia vita a Madrid.

Scrivere questo diario online è estremamente gratificante per me, leggere i tuoi commenti e vedere i “mi piace” di facebook è la prova che il tempo perso dietro questi scritti ha un senso. Scrivo per raccontare, per aiutare gli italiani che vorrebbero vivere qui e non sanno come muoversi, e scrivo per superare la solitudine che ancora, ogni tanto, si affaccia al mio cuore. Sono una immigrata, questa città non sarà mai completamente mia, questa lingua non sarà mai la mia madrelingua MA la mia italianità diventa una forza. Vivo in due paesi, penso in due lingue, ho due storie, tutto nella mia vita è doppio, anche (soprattutto) le possibilità.

Con questo ottimismo che non sempre è facile mantenere vivo (e chi vive all’estero lo sa bene) mi sono lanciata in una nuova avventura: creare la app di vivereamadrid.

app madrid

A dire il vero la app l’ha fatta tutta PischiOne, passando notti a programmare e sperimentare per poi, finalmente, metterla online.

E così vivereamadrid adesso non è solo un blog con una pagina facebook, ma anche una app (al momento solo per Android) in continua evoluzione.

Ma le fatiche vanno ricompensate, e adesso ho bisogno del tuo aiuto. Che devi fare? Scaricarti la app di vivereamadrid qui, e magari scrivermi i tuoi commenti per migliorarla!

Questo blog non mi dà da vivere, ultimamente non mi da nemmeno i soldi necessari per pagare l’hosting e il dominio, ma questo blog è la mia piccola creatura: aiutami a farla crescere!

Nella app troverai tutti gli articoli del blog, una mappa con i principali luoghi da vedere, e tantissime altre cose che stiamo creando e pensando rubando il tempo al sonno.

Scaricati e fai scaricare la app, e poi però non cancellarla! È gratis e mi farà felice!

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De Madrid al cielo, y en el cielo…

A Madrid non è tutto rosa e fiori, come forse a volte io stessa lascio pensare.
Madrid è un po’ secca, è troppo grande, a volte mi da rabbia passare per strade o interi quartieri a me sconosciuti, e che sono la prova tangibile che io di questa città conosco poco, e quel poco in modo limitato.
Madrid è difficile da spiegare e impossibile da domare, perché ha mille facce e mille sfumature che cozzano tra loro e la rendono un autentico mistero.
Io come straniera a volte mi chiedo sa davvero l’ho capita almeno un po’ questa città, o se sto vivendo i cliché per turisti.
In tutto questo interrogarmi sono andata a fare un passeggiata nel mio quartiere, in una strada che si chiama Calle Juan Duque, e mi sono messa a fare le cose che fanno i madrileni: sono andata al bar a tomar algo.
madrid curiosità
Siccome di Calle Juan Duque si puo dire tutto meno che sia un posto turistico mi sono lasciata trasportare da quel chiasso tutto castizo e ho rifatto pace con la città. È vero che non abbiamo il mare, che soffriamo un clima di inferno e che questa è una città assolutamente basica MA come si può restare indifferenti davanti all’allegra frenesia di Madrid?
Mi sono ricordata di un detto emblematico di questa città: “De Madrid al cielo y, en el cielo, un agujerito para verlo”, cioè da Madrid al cielo, e nel cielo un buchino per vedelo
Ovviamente mi sono messa a cercare l’origine di questo detto: Carlo III (1716-1788) diede impulso a Madrid come Villa e Corte, e la omaggiò della Puerta de Alcarlá e della Plaza de Cibeles.
Successivamente il re continuò la calle de Alcalà, che inizia da puerta del Sol, e la orientò per raccogliere i raggi dell’alba del giorno di San Juan, soltizio d’estate.
Nell’altro lato della città il Palazzo Reale e la Almudena dominano l’ovest, raccogliendo i raggi del tramonto e gli spettacolari tramonti sul fiume e Casa de Campo. In questa meravigliosa urbanistica indirizzata a godere del sole si coniò la frase “De Madrid al cielo y, en el cielo, un agujerito para verlo” che indica che vivendo Madrid si raggiunge il cielo, e persino dal cielo bisogna trovare uno spazio per sbirciare questa straordinaria città.
Madrid, come non amarti?

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La nostalgia è…

Oggi a telefono mamma mi ha detto “nel saleto un forte vento ha divelto degli alberi…” e poi mi ha detto tante altre cose, ma io sono rimasta come intrappolata tra gli alberi divelti.

La nostalgia è riconoscere il verbo “ha divelto” ma non ricordarne l’infinito.

Divellere. Che verbo fantastico, che avevo quasi dimenticato incastrata tra un italiano sempre più basico, confuso, contaminato da un castigliano che conosco bene ma non sarà mai la mia lingua materna.

Ecco una cosa stupenda dell’Italia e che mi manca da morire: la nostra fervida lingua materna, l’italiano.

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