Review Category : tradizioni spagnole

El Callejón del Infierno

Un antico proverbio madrileno diceva “Madrid, 9 meses de invierno y 3 de infierno” ad indicare che l’inverno in città dura 9 mesi, e poi direttamente passiamo alla stagione Inferno, che non é estate nè niente di simile.
40 gradi di giorno, più di 30 gradi di notte, giornate interminabili, luce accecante, asfalto bollente. Il vento è solo un dolce ricordo di luoghi lontani: la nostra bella Madrid non lascia spazio a folate, ma solo a bollori.
A ma, ovviamente, questo piace.
Questo caldo che ti fa fermare a tutti i negozietti cinesi a comprare una bottiglietta d’acqua mi sembra speciale, degno di una città strambotica come Madrid.
A dare conferma che Madrid per certi aspetti è un inferno ci pensa il Callejón del Infierno, cioè la Stradina dell’Inferno, che sicuramente avrai visto e probabilmente anche attraversato nel tuo girovagare per Plaza Mayor, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!
Callejon-del-Infierno-2
La Plaza Mayor comunica con l’esterno della città con circa 10 viuzze, stradine brulicanti di vita e allegre. Tutte meno una, quella che si trova la numero 33 di Calle Mayor: un viottolo buio e cupo, ben differente dagli altri!
Vi era un tempo in cui la nomenclatura delle strade non veniva affidata alle autorità municipali ma ai cittadini, cbe ricreando storie e leggende davano i nomi alle strade.
Questo successe nel 1672 per il Callejón del Infierno, così chiamato a seguito del secondo dei tre incendi che colpirono Plaza Mayor, quando le fiamme infernali occuparono interamente questo piccolo viottolo
La storia popolare ci ricorda altri due nomi con cui si chiamó questa strada: calle del Peso Real e Calle del Arco de Triunfo. Quest’ultimo nome (tutt’ora in uso) è un po’ paradossale, considerando che non si tratta di una via elegante e pomposa, ma di una claustrofobica stradina.
Quindi si, a Madrid abbiamo anche l’inferno!

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San Isidro: la festa più bella (per me)

Domani è uno dei giorni più importante dell’anno per me.
È il mio compleanno??? Noooo! È il compleanno di PischiOne, di qualche familiare, é un anniversario o una data storica?? Noooo!
Domani è SAN ISIDRO, e il mio cuore è colmo di gioia!
Madrid, questa metropoli moderna di più di sei milioni di abitanti (registrati, senza considerare tutti coloro che ci vivono per periodi limitati o senza documenti) all’improvviso si trasforma in piccolo paese di provincia, mantenedo vive tradizioni e folclore nel giorno del suo Santo Patrono. E che tu non sia cattolico poco importa, nemmeno io lo sono!
Ma festeggiare San Isidro è un qualcosa di trascendentale, che supera religioni e fedi. San Isidro è uno di noi!
Secondo la tradizione San isidro nacque proprio a Madrid nel 1082, in una famiglia di modestissime origini. Fin da piccolo Isidro aveva dovuto dedicarsi alla coltivazione dei campi, senza mai trascurare la fede, grazie all’aiuto degli angeli che aravano il campo mentre lui pregava. A Isidro sono attribuiti due miracoli: aver salvato un bambino caduto in un pozzo, e aver fatto sgorgare una fontana di acqua miracolosa, battendo con un bastone il suolo arido. Quest’acqua pare fosse capace non solo di fertilizzare la terra, ma anche di guarire dalle malattie, e proprio attorno a questa fonte nel ‘500 si innalzò una chiesetta dedicata al santo, chiesetta che ogni 15 maggio si trasforma in un luogo di pellegrinaggio e nel fulcro della festa del patrono.
Quindi se domani ti trovi a Madrid non puoi assolutamente perderti la magia di quello che accade nella Pradera de San Isidro, cioè nella enorme zona verde che comprende la chiesetta e un grandissimo parco attorno. Non ci saranno miracoli, ma l’atmosfera sarà surreale. Per me scoprire questa festa ha significato marcare un prima e un dopo nella mia idea di “santo patrono”.
A Cassano Murge, da dove io provengo e dove festeggiamo la Madonna degli Angeli, quello che si fa durante la festa patronale è vestirsi bene, mangiare le noccioline, guardare le bancarelle, stare con gli amici e se si è giovani andare alle giostre.
A San Isidro NO! La festa inizia ufficialmente alla Ermita di San Isidro, dove c’è la fonte Domani quindi bisognerà svegliarsi di buon’ora e fare una lunga fila per bere un sorso dell’acqua miracolosa (cosa che dovrai fare anche se godi di ottima salute, poiché la vida da muchas vueltas e non è mai buona educazione dire di no a un miracolo). fuente san isidro fonte madrid
Solo dopo aver bevuto l’acqua miracolosa ci si potrà lanciare nella festa Per partecipare alla celebrazione senza essere additati da tutti i passanti sarà il caso di vestirsi in modo adeguato per l’occasione, cioè da chulapo e chulapa. Si definisce chulapo il castigliano autentico, e indubbiamente non esiste città più castigliana, verace e genuina di Madrid!
Il chulapo e la chulapa non sono vecchietti nostalgici o giovani anacronistici, ma tutti coloro che amano la cultura spagnola, si identificano in essa e per il giorno di San Isidro vogliono rendere omaggio alla grande Castiglia, vestendosi con il tradizionale abito regionale del XIX secolo: per gli uomini un elegante pantalone nero, gilet, berrettino a quadretti bianco e nero e un garofano all’occhiello, mentre la chulapa… vi lascerà senza parole!
Il suo abito ricorda quello delle ballerine di flamenco, un lungo vestito generalmente a fondo bianco con pois rossi o verdi, uno scialle che le copre la testa, un garofano rosso sistemato sulla fronte, proprio al centro del capo, e scarpe con tacco grosso, per ballare fino a notte fonda senza perdere la femminilità. È importante rimarcare che il giorno di San Isidro tutti si vestono con gli abiti caratteristici, e per i turisti poco informati o gli autoctoni distratti ci sono bancarelle che vendono gli accessori base per essere un chulapo doc: scialli, berretti e garofani.
Questa tradizione in città è talmente radicata che nella settimana della festa anche i bambini vanno a scuola vestiti con gli abiti tipici, per cui non vi meravigliate se aspettando la metro o gironzolando per il centro vi scontrate con scolaresche mascherate! Questi piccoli chulapos tra qualche anno animeranno la festa della pradera, suonando la zarzuela o ballando il paso doble davanti a turisti basiti.
Ecco i miei due chulapos preferiti: JL e Lorenzen san isidro 2 san isidro 1
Una volta indossati almeno i complementi basici del chulapo e bevuta l’acqua miracolosa ci sono per lo meno 3 cose fondamentali che dovrai fare alla Pradera de San Isidro per entrare in sintonia con il santo patrono:
• lanciarti tra la folla e ballare qualche danza tipica, o almeno provarci
• sederti sul prato e bere tinto de verano, cioè vino rosso diluito con acqua tonica fresca e ghiaccio
• mangiare i dolcetti tipici per l’occasione, le rosquillas del Santo, per lo meno una lista e una tonta, letteralmente una intelligente e una scema.
L’intelligente è ricoperta di zucchero o crema, la scema non ha nessuna copertura
rosquillas
Se sei un temerario potrai anche mangiare una porzione di entresijo, cioè interiora di gallina e/o maiale tagliate in pezzettini di circa 5 cm e fritte in un enorme pentolone. Ma attenzione: riuscire a sopportare l’odore di mondo fritto che emanano i pentoloni della Pradera è solo per veri chulapos! madrid festa san isidro
Al tramonto, un po’ stanchi e provati ma sempre vestiti di tutto punto e muniti di garofano, ci si sposta a Las Vistilla, dei giardini nel centralissimo quartiere de La Latina, per seguire i festeggiamenti sempre con musica, danze e alcol.
In questa seconda parte della festa però il tinto de verano lascerà spazio ai super alcolici: in questa lunga giornata potrai strafare, l’acqua miracolosa di San Isidro ti proteggerà da ogni male!
(tutto il programma della festa qui!)

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La Zarzuela (San Isidro parte 1)

San Isidro si avvicina (15 Maggio) e devo dire la verità: non sto più nella pelle! Per me questa festa è più che importante, più che bella, più che sacra (anche perché io nel sacro non credo).
Questa festa è Madrid sottoforma di festa, e se c’è un momento ideale per conoscere Madrid è proprio durante San Isidro, quando questa città da 6 milioni di abitanti si comporta come se fosse un paesino di 6.000 persone, mantenendo vive le tradizioni.
Oggi vorrei parlare di una tradizione musicale tipica di San Isidro: la Zarzuela. Teatro, canto, strumenti, parole, mito, dramma e tematiche classiche si incontrano in un’unica opera teatrale in cui la splendida Madrid fa da scenario, e così prende vita il genere lirico-drammatico castigliano per antonomasia.


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Il nome Zarzuela ha origine dal Palacio de la Zarzuela, una delle residenze della famiglia reale spagnola, non lontana da Madrid, dove si tenne la prima rappresentazione, e il palazzo a sua volta si chiama così per via della grande abbondanza di zarzas nella zona, cioè di more.
Le prime zarzuelas risalgono alla metà del Seicento, con le opere di Calderón de la Barca; nel corso del XVIII secolo, cominciarono ad assumere caratteristiche simili alle operette italiane, con canzoni, cori, scene comiche e un duetto centrale. Fu dopo la rivoluzione del 1868 che la zarzuela cambiò, in quanto la crisi economica ebbe ripercussioni anche sul teatro: lo spettacolo teatrale era caro e certamente non ci si poteva permettere di sostenere costi elevati, per cui si decise di ridurre la durata delle opere, che passò da quattro ore a una soltanto. Inoltre la gente cercava nelle opere teatrali la propria storia, la quotidianità, ed ecco che i temi si distaccarono in modo sempre più netto da quelli dell’operetta italiana per diventare completamente locali, madrileni.
Gli ingredienti base della zarzuela sono amore, passione, pettegolezzo, equivoco, e i protagonisti variano per età e per carattere ma restano sempre e solo loro, i chulapos!
Questo termine deriva da chulo (“bello”, “grazioso”) e indica l’individuo di classe popolare di Madrid, che si contraddistingue per i vestiti tipici molto particolari e il suo stile nel camminare, tra il sicuro di sé e il presuntuoso. Tutt’oggi il madrileno tipico viene definito dal resto della Spagna chulo, con ammirazione e certamente con un pizzico di invidia (…del resto, come dargli torto?).
Si può studiare e leggere molto su una città e un popolo per conoscerne la storia, ma a volte è sufficiente divertirsi come vuole la tradizione per capirne l’essenza. La mia zarzuela preferita è La verbena de la Paloma..
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La verbena è una festa popolare che si celebra di notte, e nel caso specifico la verbena de la Paloma è la festa della Vergine della Paloma, protettrice del centralissimo quartiere di La Latina.
L’operetta, firmata da Ricardo de la Vega nel 1894, narra di due bellissime muchachas, Susana e Casta, che durante la festività del quartiere accettano le avances di un maturo banchiere, don Hilarión.
La cosa non piace affatto al giovane Julián, innamorato di Susana, e la situazione si complica quando il giorno centrale della festa le due ragazze, splendenti nei loro abiti da chulapas, con tanto di fiore tra i capelli e mantellina, decidono di accompagnare il loro anziano ammiratore… Cosa succederà dopo? Riuscirà Julián a (ri)conquistare Susana? E che ne sarà di Casta? Non ti resta che andare a teatro per scoprirlo!
tradizioni a madrid

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La Noche de los Libros a Madrid

Domani è 23 aprile, festa di San Jorge (San Giorgio) e Giornata Internazionale dei Libri.
A Barcellona questa giornata si celebra con una poeticissima tradizione: gli uomini regalano alle donne una rosa, ricordando il cavaliere Jorge (Giorgio) che cercava di salvare la principessa.
Le donne regalano agli uomini un libro, ricordando la sepoltura e la morte di due crendi maestri della letteratura europea Cervantes e  Shakespeare. Tutta la città di Barcellona, ed in particolare La Ramblas, si popola di venditori di libri e rose, e devo ammettere che il romanticismo di questa tradizione non ha rivali. Peccato che c’è questa brutta abitudine di mettere la bandiera catalana OVUNQUE, proprio quando abbiamo bisogno di unità e non di bandiere. Cmq…
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E a Madrid che si fa? Siccome noi non siamo rosiconi passivi ma siamo rosiconi attivi  abbiamo inventato la nostra personale celebrazione: LA NOCHE DE LOS LIBROS, cioè La Notte dei Libri: che bello!!
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Quest’anno celebriamo la decima edizione con il motto “10 años celebrando el libro”: più di 600 attività, 500 autori e 250 istituzioni convolte nell’organizzazione, 159 librerie e 123 biblioteche omaggiano IL LIBRO, questo mágico oggetto che fa sognare e non passerà MAI di moda (si spera!). Che poi, se vogliamo essere pignoli, dobbiamo percisare che l’evento non si svolge solo di notte ma anche di giorno quindi il suo nome è incorretto!
Che si fa esattamente in questa magica giornata/nottata? il programa puoi trovarlo qui, intanto l’unica certezza è che il 23 Aprile tutte le librerie della capitale fanno un 10% di sconto su tutti i libri.
Devo essere sincera: in questa festa Barcellona batte Madrid 10 a 0, perchè qui nella capitale la Noche de los Libros non è sentita come una festa locale e radicata, e non ha ancora realmente uno spessore culturale (cosa che spero cambierà con gli anni). Sembra piuttosto una trovata per vendere libri :(

madrid festa

Però siccome sta a noi cambiare le cose DOMANI REGALIAMO LIBRI, a Madrid e in qualsiasi altro luogo!

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La torrija, solo per i piú coraggiosi

Una delle cose che proprio non capisco della vita in Spagna è la torrija, un dolce tipico pasquale che non è bello, non è buono e non è profumato. Torrija mia, ma come caspita fanno gli iberici a trovarti irresistibile?
Sinceramente questi sono gli aspetti che mi preoccupano della vita a Madrid!
dolci tipici madrid
Entrare nel supermercato e trovare un tavolo ricolmo degli ingredienti per fare torrijas caseras: zucchero a man salva, uova XXXXL a volotá, latte come se fossimo degli agnellini appena nati, pane gigante fabbricato da Gulliver in persona e poi il miele (sul miele non ho niente da dire) é INQUIETANTEEEE!!!
dolci tipici spagnoli
Ma cosa è questo dolce, qual è la sua origine e perchè fa impazzire gli spagnoli? Andiamo con ordine!
La torrija é una fettona di pane “vecchio” (nel senso che non è pane appena sfornato ma deve avere per lo meno 2 o 3 giorni) inzuppata di latte o vino con miele. Poi immersa nell’uovo e infine, come no, fritta nell’olio bollente. I suoi ingredienti e l’uso del pane vecchio ci fanno subito capire che la torrija è un piatto di origini umili, che pare venisse utilizzato per far recuperare energie alle partorienti. Successivamente divenne tipico della quaresima, probabilmente perché durante questo periodo non si puó mangiare carne. Per me l’unica cosa che rende interessante la torrija è che si somiglia un po’ alla cotoletta, se guardi di sfuggita il bancone di un bar.
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Per fare le cose fatte per bene la torrija non si accompagna a qualsiasi bevanta MA al chato de vino, cosí come vuole la tridizione madrilena (chato si pronuncia CIATO)
Il chato è un bicchiere tipico delle taverne, pittosto basso e grosso
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Se sei a Madrid in questo periodo e ti consideri un coraggioso prova la torrja, e poi scrivimi se ti é piaciuta!!
Come avrai capito a me la torrija proprio non piace, peró la sua presenza in giro per supermercati, pasticcerie e panifici mi trasmette una grande allegria perchè mi ricorda che la festa di San Isidro si avvicina. E con San Isidro qualsiasi cosa diventa bellissima!!!

 
ps
Cambiando discorso da ieri é online la APP di VIVERE A MADRID!! Sono molto orgogliosa di questo lavoro del mio pischello, quindi per favore se ti piace il mio blog e/o vuoi aiutarmi a salvare la mia vita matrimoniale scaricati la APP di VIVERE A MADRID e usala! Potrai leggere tutti gli articoli, vedere la mappa della città con le informazioni su posti rilevanti, cercare delle cose e tanto altro ancora!

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Spagna, un paese al contrario.

In Spagna la pianta più tipica del Natale, la cosiddetta “stella di Natale” si chiama Flor de Pascua.
Pascua significa Pasqua. Flor significa Fiore.
Fiore di Pasqua, a Natale. Parliamone. Anzi no, non parliamone.
curiosità grammatica spagnola

Come direbbe la mia cara amica Erika “cosa possiamo aspettarci da un paese che mangia l’insalata russa come piatto principale?”

Meno male che tra due giorni vado in Italia, che in questi giorni ho le palle strapiene delle stranezze della Penisola Isterica. Buona Pasqua…cioè, Buon Natale.

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La Verbena de la Paloma

Nel dialetto barese (ma probabilmente in italiano!!!) la parola “paloma” indica il piccione, inteso come volatile (e non come l’organo sessuale femminile).

In spagnolo Paloma oltre ad indicare il volatile é anche un nome proprio di persona, ed é ovviamente anche una vergine, la Virgen de la Paloma, a cui si dedica una delle piú grandi feste della cittá: las Fiestas de la Paloma, conosciuta anche come Verbena de la Paloma (la verbena non é altro che una festa di carattere popolare).
spagna curiositá madrid

L’epicentro della Verbena de la Paloma é calle Toledo, al lado de mi casa, quindi inutile dire che Paloma per me é una santa speciale: condividiamo il quartiere, una sconfinata passione per i fiori, i colori, il folklore e…l’amore per i pompieri!
Infatti Paloma li protegge (é la patrona dei pompieri) e io ne apprezzo le virtú fisiche. Paloma, ¡amiga mia!

(piccola nota personale: sono particolarmente fiera di possedere il calendario Bomberos con niños, cioé pompieri con bambini. Nelle foto fustacchioni in uniforme giocano con bebé. Il target é chiaramente il mio: la trentenne lacerata tra la voglia di maternitá e l’ormonella matta. Tutti criticano il mio calendario, soprattutto PischiOne, ma so che Paloma la Virgen lo apprezza dall’alto dei cieli!)

madrid feste

Inizialmente questa vergine era chiamata Virgen de la Soledad, per l’espressione triste e solitaria del suo viso su un dipinto trovato nel 1787. Una vicina del quartiere compró il quadro da alcune suore e lo espose fuori casa, in Calle de la Paloma. L’immagine inizió ad attrarre numerosi madrileni e proprio per questo cambió nome, in riferimento alla strada che ospitava il ritratto. Nel 1891 l’immagine du poi trasferita allla Parrocchia della Paloma.

Di questa festa bisogna dire due cose fondamentali: la prima é che la Virgen de la Paloma chiude una trilogia di verbenas: Cayetano (il 7 agosto) e San Lorenzo (il 10 agosto), feste che si svolgono tra il Centro e Aganzuela, in due quartieri contigui.
Nelle tre verbenas si celebra il concorso di “mantones de manila” decorando balconi e strade con i mantelli ricamati, si balla il chotis e si degustano i piatti tipici di Madrid.
madrid paloma

verbena de la paloma

madrid la latina

madrid fiestas

In particolare a Paloma si offrono fiori, in una processione che si svolgerá il 15 agosto.
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Proprio come per San Isidro sei vuoi fare davvero onore a Madrid dovrai vestirti da Manolo o Goyesco, a seconda del tuo status sociale.
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Manolo é una derivazione colloquiale di Manuel, un nome molto comune a Madrid. Sinonimo di majo (maja o manola per le donne) indica un uomo guapo, valiente e chulo cioé bello, coraggioso e figo. Il suo abbigliamento é semplice ma bello, una sorta di hipster della Madrid del ’700
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Goyesco é un termine che viene dalla pittura di Goya, che raffigurava le classi alte della societá spagnole. I vestiti del goyesco sono di vellutti, pizzi e ricami: praticamente i fighetti di fine ´700
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Tu ti senti piú Manolo o piú Goyesco? Decidi e vestiti di conseguenza!

Qui potrai trovare tutto il programma della festa, a cui io PURTROPPO non ci saró perchè devo andare a un matrimonio. Ma si puó essere cosi stronzi da sposarsi nel fine settimana della Fiesta de la Paloma??? Evidentemente SI!

¡Que vivan los novios y la Paloma!

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Orgullo Gay: siamo pronti!

Sará per via delle nuvole e della pioggia che a Madrid in questi giorni abbiamo l’arcobaleno piú splendente del mondo?
No, l’arcobaleno lo dobbiamo al Orgullo Gay, anche conosciuto come Gay Pride, festa dell’orgoglio, della tolleranza, del rispetto, insomma FESTA DELL’AMORE che in questi giorni ha Madrid come unico e insosituibile scenario!
madrid orgullo gay
Il piú grande errore che si possa commettere in relazione a questa festa é pensare che é la festa dei gay. No! El Orgullo Gay é la festa di tutti noi che crediamo nella libertá e nella tolleranza! Per questo nella meravigliosa sfilata del sabato ci saranno, come ogni anno, drag queen, mamme, bimbi, lesbiche, orsi, gay, etero, bisex e chi piú ne ha piú ne metta.
Questa festa non é un inno all’omosessualitá ma alla libertá!
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La festa si é aperta ieri al grido di “Botella dimisión, Botella dimisión” dove botella non é la bottiglia ma il cognome della nostra ahimé sindaco.
Ma perché parlare di un sindaco odioso nella festa dell’amore? Ti chiederai tu stupito! Ebbene perché la Botella ha cercado di boicottare in tutti i modi la festa piú multitudinaria della cittá, prima creando problema sulla música, poi sull’itinerario per la sfilata, poi sul concerto…

Protagonista dell’inaugurazione della festa Conchita Wurst, vicintrice del festival di musica
Eurovision.
gay pride amdrid

Vedendo Conchita capisco il detto “donna barbuta sempre piaciuta”: ma quanto é sexy e femminile Conchita? Chiamami lesbicona, chiamami stramba ma a me Conchita mi piace!

Se vuoi leggere nel dettaglio il programa della festa clicca qui

Per me l’evento assolutamente imperdibile la sfilata di sabato,che seguirá questo percorso:
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e rivestirá le strade della capitale dei colori dell’arcobaleno.

Se vivi a Madrid o sei qui in vacanza ti invito a partecipare a questa meravigliosa manifestazione, che cancella le differenze in un clima di gioia e allegria.
Ci vediamo sabato!

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San Isidro a Madrid

Oggi il mio corazón é felice! Sará che qui é arrivata l’estate?? Nooooooo!!! Sará che non ho motivi concreti per essere triste?? Noooooo! Sará perchè la mia piantina di pomodoro cresce senza sosta??? Noooooo!!!
Io sono Felice perchè é 15 Maggio, il giorno di San Isidro!!!
San Isidro è il nostro amatissimo santo patrono, e sebbene io sia atea tutti i 15 Maggio della vita voglio stare a Madrid, ed andare a la pradera di San Isidro, a fare il pic nic!

La leggenda racconta che Isidro stava lavorando la terra (proprio nel parco che adesso ha il suo nome) quando ricevette la visita del suo capo Iván de Vargas che gli chiese dell’acqua.
Ma il povero Isidro aveva la brocca vuota, e quindi iniziò a colpire una roccia dicendo «Cuando Dios quería, aquí agua había»: in pochi secondi iniziò a sgorgare acqua, e Isidro potette placare la sete del suo signore e diventò Santo.

Quindi la tradizione vuole che il 15 maggio si vada alla Ermida de San Isidro nel quartiere di Carabanchel e si beva l’acqua della fonte miracolosa, che cura ogni dolore e problema.
Siccome l’anno scorso l’acqua miracolosa ha fatto davvero miracoli nella mia vita anche quest’anno mi sono armata di pazienza, e ho fatto quasi 2 ore di coda per bere l’acqua, fiduciosa in un frizzante 2014-2015!
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Poi sono andata a la pradera a fare il pic nic e a fotografare i chulapos (così si chiamavano anticamente gli abitanti del quartiere di Malasaña): le donne con un vestito tipo sivigliano, uno scialle, un mantellino ed un garofano rosso in testa, e gli uomini con cappello nero a quadri bianchi, stivaletti e un fazzoletto bianco al collo.
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Il vestito tipico da chulapa ricorda l’abito da flamenco ma in una versione più semplice, ed è sempre accompagnato da un garofano giusto sopra la fronte e una mantellina.
Se più che la classe media ti interessa un livello sociale più alto il vestito che fa per te è il goyesco, composto da tessuti più pregiati (tipo velluti e pizzi) e uno strano copricapo in testa
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Il nome goyesco deriva proprio dal maestro Francisco Goya, chulapo autentico, che amava moltissimo raffigurare i madrileni della fine del ’700
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Ma quello che più mi piace di San Isidro é il sentimento. Il santo di Madrid é il santo di tutti, perché Madrid es la suma de todos
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Ma tra tanto glamour alla pradera non se magna?? ti chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. SI, se magna!!!
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Io di San Isidro non posso dire proprio niente di brutto. ¡VIVA SAN ISIDRO!

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La Fiesta de los Mayos a Madrid

Son settimane, almeno 2, che ho la testa tra le nuvole.
Allora non mi va di scrivere, perché ho la sensazione di non dire niente di interessante.
In questi periodi cosí, tanto pieni di cose e pensieri che alla fine sembrano vuoti, secondo me la sola cosa che io posso fare è ESPERAR, che non a caso in spagnolo significa sia aspettare che sperare.

Espero aprobar, spero di superare l’esame
Se espera lluvia, si prevedono pioggie
Te espero aquí, ti aspetto qui

Tra le tante cose quello che aspetto l’evento più imminente è la Fiesta de los Mayos, che si terrá domenica 11 maggio nel mio amatissimo quartiere Lavapiés.
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Questa allegra festicciola, che fino al XX secolo si celebrava in tutti i quartieri di Madrid, andó prima persa a causa della vita frenetica e poi fu recuperata nel 1988 da due associazioni, la Agrupación de Madrileños e gli Amigos LOS CASTIZO.

Un po’ come inconfutabile prova che qui ogni occasione é buona per far festa sai che si festeggia?? il bel tempo! Fa caldo, oggi abbiamo raggiunto giá i 31 gradi, e dobbiamo festeggiare travestendoci!
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Ovviamente peró questa festa ha anche un aspetto edonistico: tra canti e balli per l’arrivo della primavera si elegge la donzella più bella di ogni strada o quartiere, la si veste di tutto punto, si incorona di fiori e e si colloca su un piccolo altare fatto con cuscini, tappeti, tende e molto, molti fiori.
Una sorta di Frida Kalo de noantri
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E che fa la meravigliosa donzella piazzata sull’altare? Si lascia ammirare dai vicini e curiosi, mentre le sue amiche raccolgono doni e offerte per la Vergine (vergine l’ho scritto in maiuscola perché si riferisce alla vergine vera, non alla donzella).

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Quindi domenica prossima si va tutti a Lavapiés, vicino la chiesa di San Lorenzo, dove ognuna delle associazioni che partecipano presenterà la sua maya, tra canti, balli e prodotti tipici di Madrid: rosquillas e vino.

La sola cosa da non fare in questa festa é strafare! perchè non strafare??? Ti chiederai stupito! perchè la prossima settimana é SAN ISIDRO!!! E per San Isidro si che dobbiamo essere forti e pronti a esagerare!

Ci vediamo domenica alle 10.30 a Lavapiés!

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La Noche de los Libros a Madrid

Oggi é San Jorge, cioé San Giorgio, e a Barcellona oggi é tutto chiuso, non si lavora e si fa festa perchè è el día de San Jorge.
Qui a Madrid infvece stiamo a sgobbare più che mai, perché a noi Jorge ci fa una pippa, a noi ci piace San Isidro.

Chi é Jorge e perché é santo? Tutto si svolse in Cappadocia, dove c’era un dragone cattivo che attaccava il regno seminando terrore e morte.
Gli abitanti della zona decisero di sacrificare ogni giorno due mucche per placare la fame del dragone, ma ben presto gli animali finirono e quindi si inizió a sorteggiare una persona per sfamare il cattivo animalone.
Un brutto giorno fu il turno di una principessa, bella, giovane, ricca e bionda. Poverina, andare verso la morte essendo giovani ricchi e biondi deve essere davvero terribile!!!!
Mentre sconsolata si dirigeva verso il dragone affamato incontró il cavaliere Jorge, o Giorgio che dir si voglia, che coraggiosamente uccise il dragone con la sua spada salvando la principessa.
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Dal sangue che sgorgava dal corpo del dragone uscí una rosa rossa, che il cavaliere regaló alla principessa.
Il re in segno di infinita gratitudine regaló a Jorge ricchezze, case e castelli ma siccome Jorge era buonissimo preferí distrubuire questi beni tra tutti gli abitanti del regno.
Inoltre fu edificata una chiesa in suo onore, e in questa chiesa le fontane sgorgavano acqua miracolosa, capace di curare gli ammalati. Questo cavaliere era davvero buono!

Proprio per questa storia in Cataluña, nelle Baleari e a Valencia il 23 Aprile gli uomini regalano alle donne una rosa, ricordando il gesto del cavaliere, e le donne regalano agli uomini un libro ricordando la morte di due grandi della letteratura europea: Cervantes e Shakespeare (Cervantes morí il 22 aprile ma fu interrato il 23, e Shakespeare morí il 23 aprile del Calendario Giuliano. Gabriel García Márquez, non potevi aspettare un paio di giorni a morire???).

Dunque oggi Barcellona é tutta ricolma di bancarelle con rose e libri: teneroni!
tradizioni barcellona

barcellona viaggi

Peró siccome a Madrid non siamo da meno, e non abbiamo niente da invidiare a NESSUNO, men che meno a Barcellona, da quest’anno pure a Madrid il 23 aprile é festa.

O meglio oggi si lavora, ma stasera é La Noche de los Libros, cioé la notte dei libri.
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Peró siccome noi siamo fedeli a San Isidro e non siamo sessisti la rosa non la regaliamo! Il gioco é solo regalare libri, a maschi, femmine e trans. Mi regali un libro? Ti regalo un libro!

Oggi io andró allo spa con la mia amica vichinga Theresa: vediamo, mi regala un libro? Io lo faró!

Il programa della festa lo trovi qui.
Fondamentalmente si va in giro a bere birra, e si possono comprare i libri con uno sconto del 10%. Inoltre ci sono anche conferenze, seminari, laboratori, esposizioni e chi più une ha più ne metta.

Io sono molto felice per l’esistenza di questa nuova festa madrileña, e sono felice che regaliamo solo libri e non rose perché io preferisco i libri alle rose, anche se sono molto femmina.

¡AUPA LA NOCHE DE LOS LIBRO!

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La Mona de Pascua

Oggi è Pasqua e al catechismo ci dicevano che oggi bisogna essere felici. Scopro con perplessitá che un sacco di conoscenti che ho come amici su facebook continuano ad andare a catechismo, e scrivono sulla bacheca che si sentono felici perché è Pasqua. Mi fa piacere (!).

Però tra gli italiani che viviamo a Madrid siamo ben pochi quelli che oggi possono dirsi FELICI: che tutto il mondo é paese non è vero per un cavolo, e lo sa bene chi passa dal terronissimo pranzo di pasquale, con 18 portate e buffet di dolci e frutta, all’austero convito di alcune famiglie iberiche, dove sembra che la resurrezione non sia ancora avvenuta e la guerra civile non sia mai finita.

A questo si somma una pressoché assoluta mancanza di uova di cioccolato.

Le tradizioni, mi dirai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid.
Si, lo so che l’uovo di cioccolato fa parte delle tradizioni di un Paese, ma io soffro.
Quello che c’è in molte regioni spagnole è la MONA DE PASCUA, un dolce molto simile alla nostra scarcella, ma soprattutto quasi identico al roscón de reyes. Che io non ho ancora capito se agli spagnoli il roscón gli piace un sacco, e per questo lo fanno per tutte le feste, o se non sono capaci di fare altri dolci.
pasqua madrid

Ma torniamo alla MONA DE PASCUA: il nome MONA proviene da MUNNA, che in arabo significa “provvisione della bocca” ed era un regalo che i musulmani facevano ai loro signori.
Nel corso degli anni questa mona ha subito varie evoluzioni, fino a diventare un dolce di cioccolato in Cataluña e nella Comunitá Valenziana. Qui infatti la mona si decora di piccole uova di cioccolato colorate, e si trasforma per intero in una appetitosa scultura cioccolatosa decorata con animali, piume, fiocchi, fiori, uova… il limite é solo la tua fantasia!
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Ti ricordi l’uovo di Pasqua della nonna, di cioccolato a latte e con la sorpresa?? dimenticalo.
Qui siamo nel Paese delle eccessi, dove il coma glicemico é dietro ogni angolo.

Per scompensarti del tutto ti svelerò un inquietante segreto: la “stella di Natale”, cioé la pianta rossa che si regala a Natale alla suocera
natale madrid

in spagnolo si chiama FLOR DE PASCUA!!! E perchè mai??? perchè in spagnolo PASCUA é qualsiasi celebrazione della nascita di Cristo,dell’adorazione dei Re Magi e della venuta dello Spirito Santo.
… come sempre un caos!!!

Buona Pasqua!

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