Review Category : tradizioni spagnole

La Verbena de la Paloma

Nel dialetto barese (ma probabilmente in italiano!!!) la parola “paloma” indica il piccione, inteso come volatile (e non come l’organo sessuale femminile).

In spagnolo Paloma oltre ad indicare il volatile é anche un nome proprio di persona, ed é ovviamente anche una vergine, la Virgen de la Paloma, a cui si dedica una delle piú grandi feste della cittá: las Fiestas de la Paloma, conosciuta anche come Verbena de la Paloma (la verbena non é altro che una festa di carattere popolare).
spagna curiositá madrid

L’epicentro della Verbena de la Paloma é calle Toledo, al lado de mi casa, quindi inutile dire che Paloma per me é una santa speciale: condividiamo il quartiere, una sconfinata passione per i fiori, i colori, il folklore e…l’amore per i pompieri!
Infatti Paloma li protegge (é la patrona dei pompieri) e io ne apprezzo le virtú fisiche. Paloma, ¡amiga mia!

(piccola nota personale: sono particolarmente fiera di possedere il calendario Bomberos con niños, cioé pompieri con bambini. Nelle foto fustacchioni in uniforme giocano con bebé. Il target é chiaramente il mio: la trentenne lacerata tra la voglia di maternitá e l’ormonella matta. Tutti criticano il mio calendario, soprattutto PischiOne, ma so che Paloma la Virgen lo apprezza dall’alto dei cieli!)

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Inizialmente questa vergine era chiamata Virgen de la Soledad, per l’espressione triste e solitaria del suo viso su un dipinto trovato nel 1787. Una vicina del quartiere compró il quadro da alcune suore e lo espose fuori casa, in Calle de la Paloma. L’immagine inizió ad attrarre numerosi madrileni e proprio per questo cambió nome, in riferimento alla strada che ospitava il ritratto. Nel 1891 l’immagine du poi trasferita allla Parrocchia della Paloma.

Di questa festa bisogna dire due cose fondamentali: la prima é che la Virgen de la Paloma chiude una trilogia di verbenas: Cayetano (il 7 agosto) e San Lorenzo (il 10 agosto), feste che si svolgono tra il Centro e Aganzuela, in due quartieri contigui.
Nelle tre verbenas si celebra il concorso di “mantones de manila” decorando balconi e strade con i mantelli ricamati, si balla il chotis e si degustano i piatti tipici di Madrid.
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madrid la latina

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In particolare a Paloma si offrono fiori, in una processione che si svolgerá il 15 agosto.
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Proprio come per San Isidro sei vuoi fare davvero onore a Madrid dovrai vestirti da Manolo o Goyesco, a seconda del tuo status sociale.
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Manolo é una derivazione colloquiale di Manuel, un nome molto comune a Madrid. Sinonimo di majo (maja o manola per le donne) indica un uomo guapo, valiente e chulo cioé bello, coraggioso e figo. Il suo abbigliamento é semplice ma bello, una sorta di hipster della Madrid del ’700
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Goyesco é un termine che viene dalla pittura di Goya, che raffigurava le classi alte della societá spagnole. I vestiti del goyesco sono di vellutti, pizzi e ricami: praticamente i fighetti di fine ´700
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Tu ti senti piú Manolo o piú Goyesco? Decidi e vestiti di conseguenza!

Qui potrai trovare tutto il programma della festa, a cui io PURTROPPO non ci saró perchè devo andare a un matrimonio. Ma si puó essere cosi stronzi da sposarsi nel fine settimana della Fiesta de la Paloma??? Evidentemente SI!

¡Que vivan los novios y la Paloma!

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Orgullo Gay: siamo pronti!

Sará per via delle nuvole e della pioggia che a Madrid in questi giorni abbiamo l’arcobaleno piú splendente del mondo?
No, l’arcobaleno lo dobbiamo al Orgullo Gay, anche conosciuto come Gay Pride, festa dell’orgoglio, della tolleranza, del rispetto, insomma FESTA DELL’AMORE che in questi giorni ha Madrid come unico e insosituibile scenario!
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Il piú grande errore che si possa commettere in relazione a questa festa é pensare che é la festa dei gay. No! El Orgullo Gay é la festa di tutti noi che crediamo nella libertá e nella tolleranza! Per questo nella meravigliosa sfilata del sabato ci saranno, come ogni anno, drag queen, mamme, bimbi, lesbiche, orsi, gay, etero, bisex e chi piú ne ha piú ne metta.
Questa festa non é un inno all’omosessualitá ma alla libertá!
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La festa si é aperta ieri al grido di “Botella dimisión, Botella dimisión” dove botella non é la bottiglia ma il cognome della nostra ahimé sindaco.
Ma perché parlare di un sindaco odioso nella festa dell’amore? Ti chiederai tu stupito! Ebbene perché la Botella ha cercado di boicottare in tutti i modi la festa piú multitudinaria della cittá, prima creando problema sulla música, poi sull’itinerario per la sfilata, poi sul concerto…

Protagonista dell’inaugurazione della festa Conchita Wurst, vicintrice del festival di musica
Eurovision.
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Vedendo Conchita capisco il detto “donna barbuta sempre piaciuta”: ma quanto é sexy e femminile Conchita? Chiamami lesbicona, chiamami stramba ma a me Conchita mi piace!

Se vuoi leggere nel dettaglio il programa della festa clicca qui

Per me l’evento assolutamente imperdibile la sfilata di sabato,che seguirá questo percorso:
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e rivestirá le strade della capitale dei colori dell’arcobaleno.

Se vivi a Madrid o sei qui in vacanza ti invito a partecipare a questa meravigliosa manifestazione, che cancella le differenze in un clima di gioia e allegria.
Ci vediamo sabato!

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San Isidro a Madrid

Oggi il mio corazón é felice! Sará che qui é arrivata l’estate?? Nooooooo!!! Sará che non ho motivi concreti per essere triste?? Noooooo! Sará perchè la mia piantina di pomodoro cresce senza sosta??? Noooooo!!!
Io sono Felice perchè é 15 Maggio, il giorno di San Isidro!!!
San Isidro è il nostro amatissimo santo patrono, e sebbene io sia atea tutti i 15 Maggio della vita voglio stare a Madrid, ed andare a la pradera di San Isidro, a fare il pic nic!

La leggenda racconta che Isidro stava lavorando la terra (proprio nel parco che adesso ha il suo nome) quando ricevette la visita del suo capo Iván de Vargas che gli chiese dell’acqua.
Ma il povero Isidro aveva la brocca vuota, e quindi iniziò a colpire una roccia dicendo «Cuando Dios quería, aquí agua había»: in pochi secondi iniziò a sgorgare acqua, e Isidro potette placare la sete del suo signore e diventò Santo.

Quindi la tradizione vuole che il 15 maggio si vada alla Ermida de San Isidro nel quartiere di Carabanchel e si beva l’acqua della fonte miracolosa, che cura ogni dolore e problema.
Siccome l’anno scorso l’acqua miracolosa ha fatto davvero miracoli nella mia vita anche quest’anno mi sono armata di pazienza, e ho fatto quasi 2 ore di coda per bere l’acqua, fiduciosa in un frizzante 2014-2015!
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Poi sono andata a la pradera a fare il pic nic e a fotografare i chulapos (così si chiamavano anticamente gli abitanti del quartiere di Malasaña): le donne con un vestito tipo sivigliano, uno scialle, un mantellino ed un garofano rosso in testa, e gli uomini con cappello nero a quadri bianchi, stivaletti e un fazzoletto bianco al collo.
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Il vestito tipico da chulapa ricorda l’abito da flamenco ma in una versione più semplice, ed è sempre accompagnato da un garofano giusto sopra la fronte e una mantellina.
Se più che la classe media ti interessa un livello sociale più alto il vestito che fa per te è il goyesco, composto da tessuti più pregiati (tipo velluti e pizzi) e uno strano copricapo in testa
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Il nome goyesco deriva proprio dal maestro Francisco Goya, chulapo autentico, che amava moltissimo raffigurare i madrileni della fine del ’700
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Ma quello che più mi piace di San Isidro é il sentimento. Il santo di Madrid é il santo di tutti, perché Madrid es la suma de todos
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Ma tra tanto glamour alla pradera non se magna?? ti chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. SI, se magna!!!
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Io di San Isidro non posso dire proprio niente di brutto. ¡VIVA SAN ISIDRO!

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La Fiesta de los Mayos a Madrid

Son settimane, almeno 2, che ho la testa tra le nuvole.
Allora non mi va di scrivere, perché ho la sensazione di non dire niente di interessante.
In questi periodi cosí, tanto pieni di cose e pensieri che alla fine sembrano vuoti, secondo me la sola cosa che io posso fare è ESPERAR, che non a caso in spagnolo significa sia aspettare che sperare.

Espero aprobar, spero di superare l’esame
Se espera lluvia, si prevedono pioggie
Te espero aquí, ti aspetto qui

Tra le tante cose quello che aspetto l’evento più imminente è la Fiesta de los Mayos, che si terrá domenica 11 maggio nel mio amatissimo quartiere Lavapiés.
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Questa allegra festicciola, che fino al XX secolo si celebrava in tutti i quartieri di Madrid, andó prima persa a causa della vita frenetica e poi fu recuperata nel 1988 da due associazioni, la Agrupación de Madrileños e gli Amigos LOS CASTIZO.

Un po’ come inconfutabile prova che qui ogni occasione é buona per far festa sai che si festeggia?? il bel tempo! Fa caldo, oggi abbiamo raggiunto giá i 31 gradi, e dobbiamo festeggiare travestendoci!
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Ovviamente peró questa festa ha anche un aspetto edonistico: tra canti e balli per l’arrivo della primavera si elegge la donzella più bella di ogni strada o quartiere, la si veste di tutto punto, si incorona di fiori e e si colloca su un piccolo altare fatto con cuscini, tappeti, tende e molto, molti fiori.
Una sorta di Frida Kalo de noantri
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E che fa la meravigliosa donzella piazzata sull’altare? Si lascia ammirare dai vicini e curiosi, mentre le sue amiche raccolgono doni e offerte per la Vergine (vergine l’ho scritto in maiuscola perché si riferisce alla vergine vera, non alla donzella).

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Quindi domenica prossima si va tutti a Lavapiés, vicino la chiesa di San Lorenzo, dove ognuna delle associazioni che partecipano presenterà la sua maya, tra canti, balli e prodotti tipici di Madrid: rosquillas e vino.

La sola cosa da non fare in questa festa é strafare! perchè non strafare??? Ti chiederai stupito! perchè la prossima settimana é SAN ISIDRO!!! E per San Isidro si che dobbiamo essere forti e pronti a esagerare!

Ci vediamo domenica alle 10.30 a Lavapiés!

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La Noche de los Libros a Madrid

Oggi é San Jorge, cioé San Giorgio, e a Barcellona oggi é tutto chiuso, non si lavora e si fa festa perchè è el día de San Jorge.
Qui a Madrid infvece stiamo a sgobbare più che mai, perché a noi Jorge ci fa una pippa, a noi ci piace San Isidro.

Chi é Jorge e perché é santo? Tutto si svolse in Cappadocia, dove c’era un dragone cattivo che attaccava il regno seminando terrore e morte.
Gli abitanti della zona decisero di sacrificare ogni giorno due mucche per placare la fame del dragone, ma ben presto gli animali finirono e quindi si inizió a sorteggiare una persona per sfamare il cattivo animalone.
Un brutto giorno fu il turno di una principessa, bella, giovane, ricca e bionda. Poverina, andare verso la morte essendo giovani ricchi e biondi deve essere davvero terribile!!!!
Mentre sconsolata si dirigeva verso il dragone affamato incontró il cavaliere Jorge, o Giorgio che dir si voglia, che coraggiosamente uccise il dragone con la sua spada salvando la principessa.
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Dal sangue che sgorgava dal corpo del dragone uscí una rosa rossa, che il cavaliere regaló alla principessa.
Il re in segno di infinita gratitudine regaló a Jorge ricchezze, case e castelli ma siccome Jorge era buonissimo preferí distrubuire questi beni tra tutti gli abitanti del regno.
Inoltre fu edificata una chiesa in suo onore, e in questa chiesa le fontane sgorgavano acqua miracolosa, capace di curare gli ammalati. Questo cavaliere era davvero buono!

Proprio per questa storia in Cataluña, nelle Baleari e a Valencia il 23 Aprile gli uomini regalano alle donne una rosa, ricordando il gesto del cavaliere, e le donne regalano agli uomini un libro ricordando la morte di due grandi della letteratura europea: Cervantes e Shakespeare (Cervantes morí il 22 aprile ma fu interrato il 23, e Shakespeare morí il 23 aprile del Calendario Giuliano. Gabriel García Márquez, non potevi aspettare un paio di giorni a morire???).

Dunque oggi Barcellona é tutta ricolma di bancarelle con rose e libri: teneroni!
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Peró siccome a Madrid non siamo da meno, e non abbiamo niente da invidiare a NESSUNO, men che meno a Barcellona, da quest’anno pure a Madrid il 23 aprile é festa.

O meglio oggi si lavora, ma stasera é La Noche de los Libros, cioé la notte dei libri.
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Peró siccome noi siamo fedeli a San Isidro e non siamo sessisti la rosa non la regaliamo! Il gioco é solo regalare libri, a maschi, femmine e trans. Mi regali un libro? Ti regalo un libro!

Oggi io andró allo spa con la mia amica vichinga Theresa: vediamo, mi regala un libro? Io lo faró!

Il programa della festa lo trovi qui.
Fondamentalmente si va in giro a bere birra, e si possono comprare i libri con uno sconto del 10%. Inoltre ci sono anche conferenze, seminari, laboratori, esposizioni e chi più une ha più ne metta.

Io sono molto felice per l’esistenza di questa nuova festa madrileña, e sono felice che regaliamo solo libri e non rose perché io preferisco i libri alle rose, anche se sono molto femmina.

¡AUPA LA NOCHE DE LOS LIBRO!

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La Mona de Pascua

Oggi è Pasqua e al catechismo ci dicevano che oggi bisogna essere felici. Scopro con perplessitá che un sacco di conoscenti che ho come amici su facebook continuano ad andare a catechismo, e scrivono sulla bacheca che si sentono felici perché è Pasqua. Mi fa piacere (!).

Però tra gli italiani che viviamo a Madrid siamo ben pochi quelli che oggi possono dirsi FELICI: che tutto il mondo é paese non è vero per un cavolo, e lo sa bene chi passa dal terronissimo pranzo di pasquale, con 18 portate e buffet di dolci e frutta, all’austero convito di alcune famiglie iberiche, dove sembra che la resurrezione non sia ancora avvenuta e la guerra civile non sia mai finita.

A questo si somma una pressoché assoluta mancanza di uova di cioccolato.

Le tradizioni, mi dirai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid.
Si, lo so che l’uovo di cioccolato fa parte delle tradizioni di un Paese, ma io soffro.
Quello che c’è in molte regioni spagnole è la MONA DE PASCUA, un dolce molto simile alla nostra scarcella, ma soprattutto quasi identico al roscón de reyes. Che io non ho ancora capito se agli spagnoli il roscón gli piace un sacco, e per questo lo fanno per tutte le feste, o se non sono capaci di fare altri dolci.
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Ma torniamo alla MONA DE PASCUA: il nome MONA proviene da MUNNA, che in arabo significa “provvisione della bocca” ed era un regalo che i musulmani facevano ai loro signori.
Nel corso degli anni questa mona ha subito varie evoluzioni, fino a diventare un dolce di cioccolato in Cataluña e nella Comunitá Valenziana. Qui infatti la mona si decora di piccole uova di cioccolato colorate, e si trasforma per intero in una appetitosa scultura cioccolatosa decorata con animali, piume, fiocchi, fiori, uova… il limite é solo la tua fantasia!
tradizioni spagnole pasqua

pasqua a madrid.
pasqua a madrid

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pasqua madrid cibo
madrid pasqua

Ti ricordi l’uovo di Pasqua della nonna, di cioccolato a latte e con la sorpresa?? dimenticalo.
Qui siamo nel Paese delle eccessi, dove il coma glicemico é dietro ogni angolo.

Per scompensarti del tutto ti svelerò un inquietante segreto: la “stella di Natale”, cioé la pianta rossa che si regala a Natale alla suocera
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in spagnolo si chiama FLOR DE PASCUA!!! E perchè mai??? perchè in spagnolo PASCUA é qualsiasi celebrazione della nascita di Cristo,dell’adorazione dei Re Magi e della venuta dello Spirito Santo.
… come sempre un caos!!!

Buona Pasqua!

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Tradizioni a Madrid: la TORRIJA

Vado al supermercato e la vedo, entro dal panettiere ed eccola lì, passo dal bar per un caffé e la scorgo sul bancone, parlo con il portiere e vedo che ce l’ha in mano, e penso “mi perseguita!”

Ma di che parlo?? De la TORRIJA, anche detta torreja o tostada, un dolce tipico della Semana Santa madrileña.
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Questo bombone é composto da: una fettona di pane imbevuta nel latte, insaporita con spezie, cannella, liquore e miele, passata poi nell’uovo e, ovviamente altrimenti non sarebbe un dolce tipico spagnolo, fritta.

Benché gli ingredienti siano sani e popolari la TORRIJA non é per tutti! Per esempio non é per me, che non amo il latte, non mi piacciono le cose troppo zuccherose e sono allergica alle uova!!!

Come ben saprai durante la Quaresima i cristiani evitavano la carne e mangiavano meno, quindi durante questi giorni il pane si accumulava, diventando duro.
Per non buttarlo si bagnava nell’uovo, nel latte e in uno sciroppo dolce, che agiva da conservante, e si mangiava in sostituzione della carne.
Sará per questo che io ogni volta che vedo la torrija penso alla cotoletta alla milanese?? Pensó proprio di si!
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Comunque nonostante la mia innata repulsione per la torrija quest’anno mi farò coraggio e parteciperò alla Ruta de la Torrija de Madrid: 26 pasticcerie preparano (fino al 30 aprile) questo dolce con divertente varianti.
Togli il latte e metti il vino, cambia il miele con la crema, no alla cannella e si alla marmellata…

Le cose da fare sono 4:

  • girare per queste pasticcerie
  • “ponerse morados” (cioé mangiare fino a scoppiare) de torrijas
  • scaricarsi la app Rutappa
  • votare la più buona

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Il 26 aprile ci sará la premiazione e anche un corso gratuito per imparare a fare la torrija in casa.
Però io il 26 aprile al corso non posso andarci, perchè proprio quel giorno parto per NY city, ¡toma ya!

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Capodanno a Madrid!!!

Capodanno si avvicina!!!
Hai fatto la lista delle cose belle che ti ha portato il 2013? Hai fatto la lista di quello che vorresti ottenere con impegno, sforzo e un po’ di culo nel 2014? Ti senti carico di etusiasmo e buoni propositi per il nuovo anno?
A tutte queste domande e risposte di rito in Spagna si aggiunge anche una prova pratica di preparazione all’anno nuovo: comer las uvas, cioè mangiare 12 acini d’uva nelle ultime 12 scampanate che separano il vecchio anno dal nuovo. Dove nasce questa strambotica tradizione? E perché?
Inutile a dirsi che tutto iniziò a Madrid  a Puerta del Sol, in una delle principali piazze della capitale. L’usanza ebbe inizio nel 1909, un anno in cui gli agricoltori produssero un eccesso di uva e decisero di disfarsene distribuendo i grappoli tra la gente che aspettava il nuovo anno.

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Secondo la tradizione colui che mangia i 12 chicchi nelle ultime 12 scampanate avrà un anno prospero, ma attenzione! Non pensare che le 12 scampanate durino 12 secondi, altrimenti questo significherebbe che nessun essere umano con una deglutizione normale avrá un anno prospero!
Le 12 scampanate durano circa 40 secondi, e a misurare non c’è un apparecchio qualsiasi ma l’orologio di Puerta del Sol, che non ne sbaglia una perchè è sincronizzato con l’Observatorio Astonómico Nacional!
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Se non sei sicuro di poter ingurgitare i 12 acini in pochi secondi non resta che allenarti! A casa e, soprattutto, nella stessa Puerta del Sol durante le prove generali, il 30 e 31 Dicembre, che secondo me le prove sono più interessanti della festa in sé per se.
Cioè il 30 dicembre verso le 23.45 e il 31 dicembre a mezzogiorno ci si vede tutti a Puerta del Sol, sotto l’orologione, e si controlla: l’orologio funziona o no? le 12 uve riesco a mangiarmele o no? e siccome tutto è proprio bellissimo, proprio come se fosse il 31, oltre all’uva si porta anche lo champagne, per il brindisi, si esprimono dei desideri per il nuovo anno, e ci si fa anche gli auguri, per essere sicuri che poi il giorno dopo viene tutto bene!
Per non confonderti a contare gli acini potrai comprare una comodissima confezione di latta con 12 acini d’uva senza pelle e senza noccioli
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Oltre all’uva non dimenticare di indossare le parrucche colorate o i cappelli a forma di animali, gran classico del Natale madrileño. Quest’anno si usano i cappelli a forma di abete: belli di brutto!
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Anche se la mia preferita resta la mia parrucca rosa
Ci vediamo tra qualche giorno a Puerta del Sol!
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Tradizioni natalizie a Madrid: el Roscón de Reyes

Una delle cose che più mi appassionano del periodo natalizio a Madrid è il Roscón de Reyes, un bel dolcione grassone che unisce la tradizione a la rivoluzione
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Infatti se da un lato il roscón è quanto di più tradizionale ci sia nella nostra grande Madrid al contempo magiarlo da la possibilità di sovvertire l’ordine costituito e diventare RE, anche se solo per un giorno.
Il roscón è una sorta di ciambella (roscón significa appunto ciambella, e Reyes sono i Re, i questo caso i Re Magi) interamente ricoperta di zucchero e frutti canditi, e farcita con panna e crema. Tra questi zuccherosi ripieni si nascondono 2 piccole sorprese: una fava e una piccola figurina di un Re Magio.
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La fava rappresenta la sfortuna, mentre il Re Magio è simbolo della buona sorte.
Tagliando il roscón a grandi fette due commensali troveranno le figurine: chi troverà la fava dovrà pagare il roscón , mentre colui che troverà la statuina del Re Magio diventerà re per un giorno!
Devi infatti sapere, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che il roscón nasconde anche un terzo segreto: tra il vassoio e il dolce troverai una vera e propria corona dorata, ma di cartone e non d’oro, che cingerà il capo del fortunato commensale che ha trovato la statuina, cioè del RE!
E che fa il Re per un giorno? Ti chiederai. Di tutto! Può scegliere di non lavare i piatti, non sparecchiare, cosa guardare in tv e può persino comandare sugli altri: che gran fortuna essere Re!
Io nella mia vita spagnola ho mangiato veramente tanti roscón , e per ben due volte sono stata anche regina: che grandi giornate senza muovere nemmeno un dito!!!
Il roscón lo potrai fare in casa o se sei come me, cioè non ne hai per le palle di spadellare, puoi comprarlo in una qualsiasi pasticceria di Madrid: è economico e delizioso! Inoltre ce ne sono di tutte le misure: grandi, medi, piccoli e piccolissimi, per single.
L’anno scorso mi ricordo che comprammo un roscón piccino e quel golosone di PischiOne lo mangiò quasi tutto lui, trovando la fava e la figurina! Quindi era re ma al contempo doveva pagare il roscón!
Quest’anno invece siccome è un anno un po’ speciale, io mi sento euforica e penso che sia io che PischiOne meritiamo di essere RE ho aperto il micro roscón e ho cambiato la fava per un’altra statuina, e ho anche cercato di fare dei trucchetti per far capitare le due statuine proprio nelle due fette che avremmo mangiando.
Pero siccome io sono Chechi le due statuine sono capitate entrambe a lui (non chiedermi perchè!), che è quindi diventato doppio Re!!! Povera me!!!
Comunque che tu sia monarchico o repubblicano ci tengo a specificarti che il roscón lo devi mangiare si o si, da metà dicembre fino al 6 Gennaio di ogni anno, giorno in cui arrivano i Re Magi: così vuole la tradizione e così si fa!

Se questa tradizione ti piace importala in Italia nascondendo due figurine nel panettone!!!

Per restare in tema di tradizioni ti dirò una cosina: sai che in Spagna non è Babbo Natale che porta i regali ma sono i Re Magi?? Ecco, questo per ribadire l’importanza di questo dolce.
…a proposito di regali: hai comprato i regali a tutti?? a tutti gli amici? a tutta la famiglia? se non sai che comprare e sei un po’ povero e un po’ tirchio per soli 5 euro e 49 centesimi potrai regalare il mio ebook MADRID FUORI CIRCUITO  che è davvero un regalo divertente e poliedrico.

Ami la tua pischella? Regalale Madrid fuori circuito per dirle: scappiamo a Madrid!
Hai voglia di follie con la tua migliore amica?? Proponile un we indimenticabile con Madrid fuori circuito
Detesti il tuo compagno di casa? Regalagli Madrid fuori circuito per dirgli: SPARISCI!
Il tuo capo ti tortura? Invitalo ad andare a… Madrid regalandogli Madrid fuori circuito

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Le luci di Natale di Madrid

 Oggi è 8 di Dicembre, e come vuole la tradizione bisogna fare l’alberello di Natale o il presepe, attaccare il muschio sulla porta di casa o non fare niente, a seconda di quello che ognuno sente nel cuore e nella mente.
Io, come sempre, ho gironzolato per Madrid godendomi la cittá vestita a festa. Quante luci!! Quanti colori!! Quanti mercatini schifosetti (l’artigianato, questo grande sconosciuto a Madrid!)!! E soprattutto quanta gente, tutti schiacchiati per il centro cercando qualcosa.
Che si cerca l’8 dicembre nel centro di Madrid? sicuramente non spiritualità, forse regali, forse chocolate con churros o castagne arrostite.
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Ma è carina Madrid vestita a festa? Mi chiederai tu, caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. Si, Madrid sbrilluccicosa è molto carina, sebbene io la preferirei meno luci e più pulizia per le strade
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La cosa più carina che si possa fare a Natale a Madrid è entrare nell’albero di Puerta de Sol e esprimere un desiderio.
Io sono entrata, ho visto tutto giallo e rosso e ho sentito un’energia nuova, e mi sono sentita felice.
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Le mie preferite sono le enormi palle di luce che sembra vengano dalla spazio per schiantarsi sulle nostre teste
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Ti piacciono le nostre lucine di Natale? Spero di si, perchè se l’economia non migliora qualcosa mi dice che queste luci le useremo per i prossimi 20 anni!!!

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Curiositá a Madrid: calle de la Pasa

Oggi vorrei parlare di una delle mie strade preferite della GRANDE MADRID: calle de la Pasa.

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Stai ben attento, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, e non confondere la PASA con la PAJA! Infatti mente la PASA è l’uva passa la PAJA indica sia una graminacea che la masturbazione maschile!!!
Noi oggi non andremo nella “strada della sega” ma nella strada dell’uva passa… spero non ti dispiaccia!
L’origine di questo dolce e saporito nome è poeticissima: da una porta del vicino palazzo episcopale i frati distribuivano ai menticanti della cittá manciate di uva passa, mentre nel vicino pasadizo del Panecillo (cioè stradina del panino) si distribuivano pezzi di pane.

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Pero’ se posso essere sincera c’è una cosa che non sopporto di questa strada: il detto che dice «El que no pasa por la calle de la Pasa, no se casa» cioè colui che non passa per la strada della Pasa non si sposa.
Eddaje io a passare per questa strada 20 e 30 volte, ma non mi sposo mai! Perchéééééé?????
Perché questo detto non si fonda su una verità scientifica, ma sulla menzogna e sulla vicinanza alla vicaria ecclesiastica, che si trova al numero 3 di questa bella stradina.
Quando il matrimonio civile non esisteva, e la celebrazione ecclesiastica aveva un valore civile, il transito in questa stradina era obbligatorio per le coppie, in quanto qui alloggiava il vescovo.

Adesso invece di obbligatorio verso il vescovo non c’è proprio niente, e meno male, così si può andare in calle de la Pasa anche solo a bere una birra e per ricordare la storia di MADRID!

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¡Pisamierdas os amo!

La mia cosa preferita dell’autunno a Madrid sono las pisamierdas, letteralmente “le schiacciamerda”.
Caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se anche tu come me ami la moda ma sei un po’ retró, pero non esattamente vintage ma più concretamente un po’ antico, d’epoca, se come me ami i colori, gli accessori di qualitá e di bel disegno MA, proprio come me, sei piuttosto oculato nelle spese allora las pisamierdas fanno al caso tuo!
Di che parlo? Delle meravigliose scarpe di pelle che in Italia conosciamo molto bene come “Clark” (dalla famosa e costosa marca che le ha rese celebri nel Bel Paese) mentre in Spagna sono conosciute come Safari o, più comunemente, Pisamierdas.

amore a prima vista

Queste scarpe per me sono un po’ il sunto delle differenze tra Italia e Spagna: stessa scarpa, stessi materiali, stesso concetto ma in qui potrai scegliere tra tutti i colori dell’arcobaleno e oltre, mentre in Italia no. Inoltre in Spagna queste scarpe costano la ridicola cifra di 16 euro, mentre in Italia no!
Non c’è spagnolo che si rispetti che non abbia indossato las pisamierdas non solo nel corso della sua infanzia e adolescenza, ma anche nell’etá adulta…
L’etá adulta, che brutta bestia!
Quante difficoltá, quante sfide… ed ecco che spesso una scarpa bassa, dai colori brillanti e a pianta larga può aiutare a superare le situazioni più difficili! Potrai trovare las pisamierdas in tutti i negozi di scarpe della cittá, ma se vuoi trasformare il tuo acquisto in una esperienza socio-storico-culturale c’è solo un negozio in cui dovrai entrare: Calzados Lobo (indubbiamente il mio negozio prefirito a Madrid)

¡¡señor Lobo te amo!!

Questo negozio si trova nel cuore del quartiere La Latina, e si può raggiungere facilmente con i mezzi pubblici che a Madrid sono efficientissimi .
Questo rende la scelta dell’albergo molto più accessibile: anche se per qualche ragione a me oscura scegli un hotel lontano dal centro la boutique che vende le Pisamierdas sará comunque facilmente raggiungibile.

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Riconoscerai Calzados Lobo per l’inquietante fila che caratterizza l’ingresso, in qualsiasi stagione dell’anno: in estate per le alpargatas,  in inverno las pisamierdas e nelle mezze stagioni per le manoletinas
Io non ho mai aspettato meno di 15 minuti per entrare!
Se il tuo animo retrò è insaziabile ti informo che in questo negozio potrai trovare altre due calzature di eccezione di diversi colori e dal numero 30 al 40: i granchietti per andare sugli scogli e gli stivaletti di plastica, anche questi con prezzi che variano tra gli 8 e il 16 euro!
Una particolaritá infinitamente glamour de las pisamierdas sono i lacci, sempre perfettamente abbinati alla tonalitá della pelle della scarpa: divinas de la muerte!

queste sono le mie!

Non c’è autunno senza pisamierdas, come non c’è estate senza alpargadas. Viva le scarpe spagnole!

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