Category: tradizioni spagnole

GLI STEREOTIPI, A MADRID

GLI STEREOTIPI, A MADRID

Premetto che non ho l’ispirazione per scrivere un post, ma piuttosto prenderei un last minute e scapperei in cina.

Dunque io l’altro giorno ero sul CERCANIA (come ogni giorno per circa 60 minuti, del resto!) e ho pettegolato una conversazione DIVINA tra due giovani studentesse universitarie madrileñe.
Il dialogo era:
A: “dobbiamo andare in erasmus in italia! Che lì i ragazzi sono belli!”
(con questa frase ho subito lasciato la lettura, usando il libro come schermo che mi ha resa invisibile, ed ho origliato tutto con grandissimo interesse)
B: “Si ma dove? In Italia dove sono belli?”
(io ridevo dietro il libro!)
A: “in Sicilia! Lì c’è la mafia!! Sono tutti belli quelli della mafia!non li vedi i film?”
B: “Ma nooo! Secondo me questo dei maschi italiani belli è un mito!!! Gli italiani sono appiccicosi e noiosi! Al massimo andiamo a roma, a beccare qualche straniero”
A: “No!no!no! in Sicilia! Lì stanno un sacco di bei ragazzi, e ci fidanziamo con un mafioso!”
B: “…ma lo sai che gli italiani non sono sessualmente dotati??…”
….silenzio. Io scoppio a ridere.
Io amo la ragazza A. Ma amo amo la ragazza B.
questo è il cercania, benedetto:

Allora ho pensato che questa storiettina poteva introdurre il post di oggi, che si chiama “GLI STEREOTIPI, A MADRID”: Cosa pensano gli spagnoli degli spagnoli??
Si pensa che:
gli ANDALUSI sono CHICCHIERONI e PIGRI, e fanno di tutto per non lavorare
i GALIZIANI sono IMBROGLIONI (e le donne PORCONE) (da qui l’espressione hacerse el gallego, cioè far finta di non capire)
i CANTABRI fighetti e molto nazionalisti
i BASCHI sono TESTONI e IRONICI
i VALENZIANI tremendamente BURINI
i CASTILLANO-LEONESI sono FREDDI
i CANARI sono “HEVONES”cioè vivono con calma
ovviamente tutte le cattiverie sugli stereopiti spagnoli si concentrano sui CATALANI, che vengono chiamati“POLACOS”, per marcare la distanza dagli spagnoli, e sono considerati: TIRCHI, CHIUSI DI MENTRE, LAVORATORI, INDIVIDUALISTI ED ANTIPATICI.
I MADRILEÑI invece siamo chiamati CHULAPOS Y ENGREIDOS. CHULAPOS viene da CHULO, BELLO, che qui siamo nella capi e quindi ci sentiamo tutti dei manzi, ragion per cui siamo ENGREIDOS: il solo avere la residenza a MADRID fa lievitare il super-io.

Allora a proposito di cercania e super-io devo dirti, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che domani c’è SCIOPERO NAZIONALE ed il mio amato cercania non garantisce alcun servizio. Comunque domani è un altro giorno, e domani ne parliamo, che ora è pronta la cena.

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Madrid en blanco

Madrid en blanco

Una cosa che io amo molto de La Signora è l’ORARIO. A Madrid il tempo si misura in modo differente, e ogni momento risulta perfetto per fare qualsiasi cosa. A Madrid potrai sentir dire che è presto per ma mai che è tardi. A MADRID, o Madriz, se lo dici alla madrileña, è normale cenare alle 22.00, stare in casa con gli amici e all’1 di notte dire “USCIAMO???”. Durante tutta la notte è un ottimo momento per ballare, bere, andare, fare ma è sempre prestissimo per tornare. Questo sempre, e soprattutto ieri, che a Madrid era LA NOCHE EN BLANCO.
Che poi stamattina mi sono messa a pensare che cosa curiosa sono le parole, che da noi si chiama NOTTE BIANCA e a me fa pensare a qualcosa di magico che avviene quella notte lì, mentre tutti sono svegli, mentre qui si chiama NOCHE EN BLANCO, ed indica direttamente lo stare svegli.
Dunque ieri notte Madriz era EN BLANCO: musei aperti, concerti, spettacoli, artisti di strada, mega bottellons in ogni angolo e tutto quello che si possa immaginare. A me la cosa che mi è piaciuta di più è stato il lampione al contrario in Gran Via che dava un aspetto surreale ad una situazione già di per sè onirica.
Poi proprio ieri ho scoperto che in occasione della Noche en blanco c’era il concorso MADRILEÑO DEL AÑO che è stato vinto da Alberto Santander Martínez, cioè questo qui: io credo si tratti di una vittoria meritatissima, perchè Alberto ha proprio la faccia di madrileño!
E adesso, da perfetta GATA, A DORMIR!

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Temi delicatissimi a Madrid:LA CORRIDA

Temi delicatissimi a Madrid:LA CORRIDA

Dunque io domenica sono stata a 240 km da Madrid, a PALENCIA, a vedere la CORRIDA DE TOROS (in spagnolo non dire mai solo corrida, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, perchè la parola corrida ha una connotazione fortemente sessuale!) e l’esperienza è stata davvero emozionante e sorprendente. Innanzi tutto per andare alla CORRIDA DE TOROS devi metterti tutto in tiro, e poi ti devi portare la merenda, perchè nella CORRIDA DE TOROS ci sono 3 toreri che toreano 6 tori, cioè 2 a testa, quindi dopo i primi 3 c’è la pausa e la gente magna la merenda che si è portata da casa, che è un pezzo di tortilla o un panino. La mia era panino con chorizo.
I tori della corrida sono degli animaloni bellissimi e giganteschi, e subito prima che un toro entri nella plaza un signore insulso mostra un cartello con i dati salienti dell’animale, mentre altri signori ugualmente insulsi puliscono la terra. Questo era il cartello del mio toro preferito,

Il torero se è bravo fa emozionare molto, perchè danza con il toro a suon di musica (sugli spalti c’è una piccola orchestra che suona) con una ritualità ancestrale. Poi però arriva il momento bruttone, in cui deve mettergli gli spiedini nella carne

anche in questo caso la crudeltà del gesto dipende infinitamente dalla maestria del torero. Io alla prima infilzata ho spiato solo con la punta dell’occhio ho pianto, però quando è arrivato EL FANDI ho potuto cogliere l’arte del gesto, dietro il dolore.
Questi enormi spiedini vengono messi nella schiena del toro, che è la parte più grassona, quindi lui si fa male ma soprattutto si incazza: e qui viene il bello!

Poi però il torero vince sempre (o quasi), ed a un certo punto entra una specie di corteo funebre a prendersi il corpo dell’animalone, mentre gli stessi signori di prima ricominciano a pulire (il tutto dura 10 minuti)

Una volta tolto il torone morto se lo spettacolo ti è piaciuto devi sventolare un fazzoletto bianco (ecco il mio, sventolato SOLO per EL FANDI)

Nella parte più alta della plaza de toros c’è un presidente, che in base al suo giudizio insindacabile ed ai fazzolettini bianchi premia il torero con:
1 orecchio se ha toreato bene
2 orecchie se ha toreato molto bene
2 orecchie e la coda se ha toreato divinamente
EL FANDI ha avuto un orecchio (nella sua mano sinistra; nella dx il cappello)

cosa fa il torero con l’orecchio che ha vinto???? cosa fa??? cosa fa???…
LO LANCIA SUL PUBBLICOOOOO!!!!!! MAMMA MIA!! meno male che io ero dall’altro lato!

A conclusione di questo post così delicato ci tengo a specificare che io amo moltissimo gli animali, e mi sono sempre dichiarata contro le corride. Però vivendo qui in spagna ho sentito il bisogno di vedere questo spettacolo, così emblematico per la cultura e la storia spagnola (basta pensare a tutta l’arte nata dalla tauromachia), che in questo momento storico è soggetto a infinite critiche (basti pensare che in cataluña poco più di un mese fa hanno proibito le corride). Come spesso avviene quando si critica qualcosa che non si conosce io mi sono ricreduta sulla corrida. Sebbene risconosca la sofferenza del toro ho avuto la fortuna di cogliere l’arte del torero.
Come sempre sarò lieta di leggere qualsiasi commento, e come sempre non applicherò censure, ma spero che prima di denigrare la corrida e me che sono andata a vederla ti fermerai a riflettere su quello che ha prodotto.

(il toro usato nelle corrido, di razza Brava, viene fatto riprodurre unicamente con questo fine. Abolendo le corride si fermerebbe la rispoduzione di questo toro. Si fermerebbe tutto il carrozzone che muove una corrida: la compra-vendita dei tori, i veterinari, i biglietti della corrida, i toreri, i sarti che preparano i vestiti dei toreri, i medici che operano i toreri incornati, gli stipendi degli uomini insulsi che puliscono la plaza de toros etc…)

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Storie di scarpe a Madrid

Storie di scarpe a Madrid

Dunque io ieri sono tornata dalle vacanze (ma sempre in vacanza stai?? Mi dirai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, e purtroppo io ti risponderò che adesso sono finite davvero, le mie vacanze) e inaspettatamente il ritorno è stato quasi più dolce della partenza, perché alcune persone mi hanno scritto delle mails carinissime, dicendo che il mio blog è troppo figo. Allora proprio a queste persone che pensano cose bellissime del mio blog vorrei dedicare il post di oggi, dove parlerò di una cosa bellissima che si usa a Madrid: LAS ALPARGATAS! Che cosa sono las ALPARGATAS?? Sono le scarpe in fibra naturale, che hanno la suola di rafia e la struttura in cotone, seta, raso o lana, e che in italiano sono conosciute come ESPADRILLAS. Io non so a cosa sia dovuto questo cambio di nome, ma insomma se tu entri in un negozio a Madrid e chiedi ESPADRILLAS non ti capisce nessuno!
A Madrid il mio negozio preferito per comprare las ALPARGATAS è lo stesso negozio che vende las pisamierdas, cioè Calzados Lobo . Il modello basico costa poco più di 4 euro, ed è disponibile in ogni colore e sfumatura che si possa immaginare!

Però devo dire che esiste un altro negozio fighissimo dove non solo potrai comprare las ALPARGATAS ma anche i materiali per fartele tu da solo!!!!!! Si tratta della suggestiva CASA VEGA, che ha SEMPRE una impressionante fila di clienti, e tempi di attesa di almeno 30 minuti!
Le ALPARGATAS vanno indossate tipo pantofole, con la parte di dietro sotto il tallone, e non vanno MAI portate al mare nè in piscina: se si bagnano le devi buttare!! Qui a Madrid sono davvero diffusissime: non c’è madrileño che non abbia almeno 2 paia di ALPARGATAS, sono assolutamente bisex e vengono indossate con qualsiasi capo di abbigliamento!
Oltre ad essere bellissimissime le ALPARGATAS sono davvero comode, abbastanza resistenti e estremamente versatili! Inoltre se tu sei una donna alla moda e ti piace indossare i tacchi o far vedere le dita dei piedi ti puoi comprare le ALPARGATAS con il tacco che ti faranno sentire una gran gnocca!
VIVA LAS ALPARGATAS!!

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Passioni a Madrid: las PIPAS

Passioni a Madrid: las PIPAS

Una cosa considerata de puta madre (cioè MAGNIFICA) a Madrid è il seme di girasole, conosciuto come pipa.
Las pipas hanno differenti misure e sapori, si vendono praticamente ovunque in sacchetti di plastica (stile papatine) e costano davvero pochissimo, il che le rende lo spuntino più comune de La Signora.

Las pipas si mangiano con una tecnica molto precisa, perché con una mano si tiene il sacchetto e con l’altra si mette la pipa in bocca, perpendicolare ai denti, si morde, quindi con la lingua si succhia il semino e si sputa la buccia a terra.
È fondamentale utilizzare solo una mano e sputare la buccia a terra: se vieni meno a questo stile non potrai mai essere un gatos, ricordalo!

Qui a Madrid las pipas pare abbiano anche un grande beneficio per la salute: sono consigliate alle donne in gravidanza perché contengono acido folico e vitamina B, sono indicate a vecchi e bambini perchè contengono calcio, raccomandate agli sportivi per il potassio ed il magnesio, perfette per gli studenti poiché pare aumentino il fosforo e indicatissime per i fumatori e gli stressati cronici poiché aiutano a liberare la tensione.
Insomma queste pipas sono un toccasana, ed io personalmente me le compro spessissimo aspettando il trenino per andare a lavoro, e sono specializzata nel mangiarle con una sola mano, anche se tuttavia nutro delle riserve riguardo le proprietà benefiche, che secondo me tutto quel sale non fa bene per un cazzo! Comunque proprio da qualche giorno stanno trasmettendo una pubblicità meravigliosa, che dice MATUPIPA TIENE PODER ( matupipa (la marca di questi semini) ha potere! mi piaceeee!!!).
A proposito di passioni e cose salate mi sembra doveroso mostrarti, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, la finestra del mio salone: abbiamo tolto la bandiera dell’inter ma per una giusta causa!

FORZA AZZURRI E FORZA ROSSI…MA SOPRATTUTTO FORZA AZZURRI!!!

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CHULAPOS  A MADRID!

CHULAPOS A MADRID!

Ieri c’è stata la festa di San Isidro, e tutta Madrid si è riversata nell’omonimo parco. In questo parco c’è l’obitorio della città, e a mi sembrava brutto fare bottellon proprio davanti all’ingresso dell’obitorio, ma insomma a Madrid tutto è un po’ estremo, e queste cose sembrano normali. Il parco era pienissimo di gente vestita da chulapos (così si chiamavano anticamente gli abitanti del quartiere di Malasaña): le donne con un vestito tipo sivigliano, uno scialle, un mantellino ed un garofano rosso in testa, e gli uomini con cappello nero a quadri bianchi, stivaletti e un fazzoletto bianco al collo.

La cosa che io AMO de La Signora è che nonostante la sua statura da megalopoli qui si vive in modo umano, coltivando le tradizioni, in una dimensione quasi, a volte, di paese. Ed allora io pure mi sono messa un garofano rosso tra i capelli e sono andata a celebrare il nostro santo. Al parco c’erano le giostre, le bancarelle di oggettini e poi le immancabili bancarelle di cibo, dove la cultura del “mondo fritto” imperava: c’erano delle enormi pentolone piene di olio bollente dove veniva fritta qualsiasi cosa!

Poi una cosa che piace molto qui a Madrid è il Salchipapas , un bicchierone di plastica da un litro pieno di patate fritte e salsiccia fritta, affogate nelle salse

Poi c’erano delle cosce di pollo frittissime che io solo a guardarle sono ingrassata
e dei panini lunghissimiiiiiiii (in questa foto non si vede bene ma erano lunghi quanto il mio avambraccio!)
Infine una cosa davvero nuova per me sono stata le mele caramellate per il motto come ti rendo maiala anche la frutta!
Il mercato nutturno della piazza di Marrakech alla festa di San isidro gli fa un baffo! tutto è stato bellissimo ed estremamente unto, e non vedo l’ora che torni SAN ISIDRO!

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2 Maggio: festa di MADRID!

2 Maggio: festa di MADRID!

Oggi è 2 di maggio, festa di Madrid: si celebra quello che è conosciuto come il “Levantamiento del 2 de mayo” del 1808.
In questa data le classi popolari di Madrid si opposero all’occupante francese. Di contro i francesi risposero in modo crudele alla (giusta) ribellione, e Murat esattamente il 2 maggio firmò un decreto che creava una commissione militare per sentenziare a morte tutti coloro che fossero stati incontrati con armi alla mano.
Nel Salòn del Prado e nei campi di Moncloa furono fucilati centinaia di patrioti. Murat pensava in questo modo di aver sconfitto i rivoluzionari, ma si sbagliava!
La sua prepotenza aveva solo ulteriormente infiammato l’animo degli spagnoli: la notte del 2 di Maggio, nella città di Mostoles un politico di nome Juan Pérez Villamil redasse una vera e propria dichiarazione di guerra ai francesi, dal nome Bando de los alcaldes de Móstoles o Bando de Independencia.

Insomma oggi a Madrid si festeggia la libertà: in alto i calici, gatos!

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COSE UN PÒ ZOZZE A MADRID

COSE UN PÒ ZOZZE A MADRID

Una cosa che a me piace molto di Madrid, e in generale di tutta la Spagna, è che qui siamo un po’ zozzi quando andiamo al bar. Nel senso che, caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se tu sei in un bar e ti metti la mano in tasca e trovi il fazzolettino smocciolone della scorsa settimana non cerchi un cestino dove buttarlo, ma lo butti a terra.

Praticamente tutti i rifiuti, organici e inorganici, nei bar tu li devi buttare a terra, perché qui si fa così.
Che io nella mia prima vita spagnola, a Barcellona, non ci avevo fatto molto caso a questo buttare a terra qualsiasi cosa, perché Barcellona è un po’ fighetta e questi fenomeni hanno un’entità ridotta, però da quando sono a Madrid a me sembra di impazzire! Tutti buttano a terra tutto, ma solo nei bar!

Poi a 240 km da Madrid io ho scoperto un posto, La mejillonera (che sarebbe “il cozzificio”, poiché mejillone è cozza) dove si buttano a terra anche i gusci delle cozze, e mentre cammini è tutto un cri cri senza soste. Tu succhi la cozza e butti il guscio: che goduria! Purtroppo adesso questo posto è chiuso per ristrutturazione, e per questo non dispongo di foto.
Comunque, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, la verità vera è che oggi è un giorno molto speciale qui in spagna per via del derby di questa notte Madrid-Barça: tutti al bar a gridare, bere birre e buttare qualsiasi cosa a terra!
Io, come sai, sono dell’Atlético ma forse questa notte chiudo un occhio e tifo Madrid!

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Storie di TORI a Madrid

Storie di TORI a Madrid

Oggi a Madrid c’è stata un’accesa manifestazione su un tema a me molto caro, cioè il tema della CORRIDA. Negli ultimi mesi questo tema sta generando discussioni senza fine: il Parlamento Catalano ne ha discusso per settimane, proponendo la possibile proibizione delle corride nelle comunità autonome, iniziativa che si voterà a maggio. Come reazione all’eventuale proibizione della tauromachia le comunità autonome di Madrid, Valencia, Murcia e Navarra hanno deciso di dichiarare questa attività Bene di Interesse Culturale.
A Madrid la presidentessa della comunità, Esperanza Aguirre, ha pronunciato un personale e passionale panegirico in difesa della tauromachia “un’arte che merita di essere protetta poiché appartiene alla cultura spagnola e mediterranea da tempi lontanissimi”; di tutta risposta i manifestanti hanno sfilato per le strade al grido di “Torero, cabrón, trabaja de peón” o “Esperanza, te gusta la matanza” (“torero, stronzo, lavora come muratore” o “Esperanza, ti piace la mattanza”).

Cosa pensa la Chechi su questo tema? Ebbene Chechi si sente un po’ confusa, e proprio per questo parla in terza persona! Da un lato riconosce la ferocia e l’esagerato accanimento contro il toro, e dall’altro pensa a Goya, Picasso, García Lorca, Hemingway, Orson Welles e tutti gli infiniti artisti e comuni mortali che si sono emozionati davanti a quest’arte, che la Chehi senza dubbio definirebbe Patrimonio Culturale Immateriale .
E questo e quanto.

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A 352 km da Madrid

A 352 km da Madrid

Anche lontani da La Signora a volte si può stare bene; questo fine settimana appena trascorso sono stata a Valencia, ed ho visto alcune cose davvero incredibili! Ecco un assaggio con tanto di prove:
1) le luminarie della festa patronale hanno i nomi di bevande alcoliche: ecco quella delle buonissima birra San Miguel

2) a volte le fate fanno paura…

3) le Madonne possono essere alte 10 metri ed essere fatte interamente da fiori…

ed ora buonanotte, da Madrid.

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STORIE DI POLLINI, DI CERETTE E DI HIJOS A MADRID

STORIE DI POLLINI, DI CERETTE E DI HIJOS A MADRID

L’aria è frizzantina e inebriante a Madrid: la primavera è alle porte! L’ho detto ad un vecchietto che mi stava accanto nel cercania, il trenino che prendo per andare a lavoro, e lui mi ha risposto “Madrid: nueve meses de invierno y tre de infierno”, cioè Madrid: nove mesi di inverno e tre di inferno, e lì è morta la nostra conversazione sul tempo. Comunque questo vecchietto si sbaglia: La Signora ha anche le mezze stagioni, e la primavera è davvero alle porte! Me lo dicono i miei polmoni intasati dai pollini. Dunque oggi per celebrare questa promessa di primavera sono andata al Centro Blondy farmi la ceretta, ed ho scoperto che la ceretta in spagna si fa in modo proprio diverso dall’italia, ed è proprio per questa diversità che ritengo opportuno scrivere un post su questo mio favoloso blog. Mentre in Italia le terribili estetiste ti mettono un leggero strato di cera calda sulla gamba, e poi con una striscia di carta ti strappano via tutto (cera, peli e pelle) qui in spagna ti mettono uno strato incredibile di cera ultrabollente sulla gamba, ma una roba alta due dita, e aspettano 4-5 secondi che la cera si raffreddi.
Una volta fredda vanno de tiron cioè con un movimento brutale ti strappano lo stratone di cera con peli e pelle attaccati: doloooooooreeeee! Io nonostante i lacrimoni mi sono concentrata molto sul procedimento, perché ho subito pensato ma-guarda-che-sprecone-le-terribili-estetiste-spagnole-quanta-cera-buttano e proprio mentre finivo di formulare questo pensiero l’estetista ha preso il pezzo di cera peloso E LO HA RIBUTTATO NELLA MACCHININA RISCALDA-CERA, PER RIUTILIZZARLO!!! Quindi secondo me nella macchinina riscalda-cera ci sono i peli di tutte le clienti!

A me oggi la ceretta l’ha fatta Susy, che si è presto infervorata in un discorso senza fine sulla cattiveria maschile e per ogni strappo aveva una prova inconfutabile di quanto tutti gli uomini siano di hijos (=figli) de puta. Che poi, visto che stiamo, vorrei precisare che esiste una differenza radicale tra hijo (=figlio) de puta e de puta madre, vale a dire che la proprietà transitiva in spagna non è vera per un cazzo! Infatti mentre l’ hijo de puta è un figlio di puttana, se uno è de puta madre vuol dire che è trooooppppoooo figo! Per Susy gli uomini sono tutti hijos de puta, anche quelli de puta madre.

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Storie luminose a Madrid

Storie luminose a Madrid

Io devo dire GRAZIE a varie persone della mia vita, e pian piano con questo blog le ringrazierò tutte.
Oggi è il turno di Ransie, una emerita sconosciuta (dalla lingua biforcuta almeno quanto la mia) che non solo legge il mio blog, lo commenta e lo mette tra i suoi link da visitare, MA mi dice pure che le piace come scrivo! Che ieri io incontrai nuovamente il mio ex coinquilino BimboDaniele su facebook (io su sto cazzo di facebook non ci devo andare piùùùùùùùù!), e lui prima ancora di dirmi ciao si definì linguista e mi scrisse “non è che scrivere un CHE in ogni riga ti rende più figa!”. Allora io vorrei cogliere l’occasione per spiegare una cosa del mio stile letterario e del mio uso e abuso del pronome CHE, che a me piace tanto. Perchè questo stile, lo stile del CHE, è una evoluzione del linguaggio…
insomma…Montale, Calvino e Svevo sono morti, scrivendo tutto lo scrivibile. Che ora è ora di percorrere nuove strade, dico io.
Ed ora torno al mio argomento preferito: MADRID.
Madrid non è una città, ma un posto dove tutto può succedere. Madrid non è una città ma Madrid Capital, e non si trova in una regione ma È la Comunidad Autonoma de Madrid.
La Signora è un vasto e eterogeneo territorio di archeologia urbana, perché cose davvero antiche non ce ne sono. Qui ci si affeziona alla metro, e si guardano i palazzi del ‘600 come a Roma si osserva il Colosseo. Una cosa che io amo molto di Madrid sono i suoi neon, che sembrano nei sporgenti sul suo corpo; mi provocano un po’ di disgusto ma a lungo andare mi piacciono, e diventano dei riferimenti nel contesto urbano. Tra tutti i suoi neon quello che più mi turba e conturba è il Tío Pepe, a Puerta del Sol, Tío Pepe è piazzato lì dal 1935, ed ha il grande pregio di essere sopravvissuto ai bombardamenti della Guerra Civile. Questa bottiglia con giacca, cappello e chitarra ricambia i miei sguardi sospetti e mi segue minacciosa nel mie frenetici giri attorno ai negozi di Puerta del Sol.

Adesso io sono un pò triste per quanto riguarda questo tema qui, il tema dei neon, perchè la Ordenanza de Publicidad Exterior mette in serio pericolo queste scritte luminose ed amabilmente retrò! Gli aspetti temuti sono: la saturazione dell’espressione pubblicitaria, l’eccessiva eterogeneità dello spazio dedicato al messaggio pubblicitario, il recare disturbo ai vicini, lo spreco di energia elettrica e l’inquinamento luminoso.
Allora io ho pensato che scriverò una lettera al sindaco de La Signora, il signor Alberto Ruiz-Gallardón, per proporgli di piazzare Tio Pepe sopra casa mia, che a me non mi disturba di sicuro…ed i vicini so come farli stare zitti, io!

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