Review Category : Uncategorized

Orgullo gay 2014

Ieri con il cuore pieno di allegria sono stata con la mia cara amica vichinga Theresa e il piccolo vichingo Lorenz (anche detto “Sturm und Drang”) alla sfilata dell’Orgullo Gay, simulando (senza volerlo) una magnifica coppia lesbo con tanto di bambino nato da qualche avventura clandestina.
Erano gradevoli gli sguardi di ammirazione che ci dedicavano -erroneamente-  tutte le lesbiche presenti alla manifestazione!
SONY DSC
Theresa, Sturm und Drang e io siamo molto orgogliosi di vivere a Madrid, una città tollerante, aperta, allegra, pacifista e meravigliosa!
Che dire di questa giornata? Lascio parlare le immagini

madrid orgullo gay

madrid orgullo

SONY DSC

madrid lesbo

SONY DSC

SONY DSC

SONY DSC

SONY DSC

SONY DSC

SONY DSC

L’immagine che non dimenticheró facilmente di questo Orgullo é il cagnolino con tutú…com direbbe mio padre: “POVERA BESTIA!”
SONY DSC

Quello che é piaciuto di piú a Lori é stato indubbiamente il contatto ravvicinato con la sivigliana barbuta
SONY DSC

Quello che é piaciuto di piú a Theresa é stata una conversazione surreale con una Reinona , che riporto qui:

Reinona: que niña más guapa ¿cómo se llama?
Theresa: es un chico, se llama Lorenzo
Reinona: ¿¿¡¡¿¿GLORIAAA?!?? Que nombre más bonito!

La giornata é stata splendida, con cambio di nome e sesso per Lori incluso.
Se continuiamo cosí tra pochi anni dovremo organizzare la sfilata etero a Madrid, e spero che gli omosessuali ci diano una mano a difendere anche i nostri diritti!

VIVE LA LIBERTÉ

Read More →

Il sesso delle parole

Siccome in spagnolo “nipote” intesa come figlia di un fratello o sorella si dice sobrino o sobrina, a seconda del genere sessuale, PischiOne non riesce mai e poi mai a ricordarsi che in italiano nipote è neutro.
E allora ogni volta che parla in italiano di sua nipote dicemia nipotaaa”, e i suoi interlocutori sorridono benevoli, e lui sorride innamorato della nipota.
E cosí è tutto un sorridere ma solo io so perchè.

Read More →

Picasso alla Fundación Mapfre

L’altro giorno io e Picasso siamo stati soli in una stanza, per 5 minuti buoni, a guardarci.
Autorretrato con paleta Picasso

E tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, sei mai stato solo con Picasso (o con UN Picasso) in una stanza?

Hai mai provato l’ebbrezza di pensare “è tutta per me quest’ opera”?

Hai mai guardato una foto (e non un dipinto!) di Jacqueline e le hai mai detto a voce alta “Pablo ti avrà pure amata, ma sei davvero bruttina!”?
Pablo Picasso und Ehefrau Jacqueline
Ebbene io qualche giorno fa ho fatto tutto questo e molto altro ancora in un luogo che mi sta tremendamente a cuore, la Fundación Mapfre.
Quando si parla di arte a Madrid vengono sempre in mente i classici musei Prado, Thyssen, Reina Sofia. Colas, cioè code, ovunque e per qualsiasi cosa: per comprare i biglietti, per entrare, per vedere le opere più importanti. Gente gente gente.
Se anche tu come me odi le file, stare tra troppa gente e ti rode pagare 12 euro per vedere arte (perché, tra le altre cose, pensi che l’arte sia un diritto di tutti e non un privilegio per pochi) allora la Fundación Mapfre fa al caso tuo. Questo spazio culturale gratuito (perché finanziato dalle assicurazioni Mapfre) e situato nel centro di Madrid organizza sempre meravigliose esposizioni temporanee, ma per qualche strana ragione non ci va mai nessuno.

Perché se il Prado organizzasse una mostra dal nome “Picasso en el taller” ci sarebbero file di ore per entrare (pagando!) mentre questa mostra alla Fundación Mapfre è deserta?? Mah…

Picasso en el taller, cioè nello studio, riunisce 80 dipinti, 70 disegni e 26 fotografie semplicemente impressionanti.
Il percorso espositivo inizia con Autorretrato con paleta, del 1906, e termina con Hombre en el taburete, del 1969.
Tra un dipinto e l’altro 60 anni di vita e di opere nel taller, che diventa allo stesso tempo spazio di sperimentazione e luogo di riflessione sul lavoro dell’artista e sulla sua traiettoria pittorica.
Lo studio è una sorta di “paesaggio interiore” (come lui stesso lo chiamava), il luogo dove si svolge il viaggio stilistico e iconografico di Picasso.
picasso

Per me le opere piu emozionanti sono state quelle de “El pintor y la modelo” (1961-1972).
picasso a madrid

pintor-modelo

Una figura femminile nel taller: può esserci un letto, una sedia, una porta. Questo pittore voyeur osserva nel suo spazio la modella e se stesso.
La modella è molto di piu di una modella che posa: è una donna che si offre agli occhi dell’artista, alla sua osservazione.
Una figura che dominerà il tempo, perché in realtà quello che Picasso vede e dipinge è un superamento della realtà, è la creazione stessa del suo sguardo nel suo studio d’artista, con i suoi pennelli.
Se non sei a Madrid puoi visitare virtualmente la mostra qui.
Se sei a Madrid vai subito alla Fundación Mapfre! É un ordine!

Read More →

Quello che io non so spiegare a parole: El Palentino

Ci sono cose che io non so spiegare a parole, e allora spesso ricorro alle immagini, che possono aiutarmi a far visualizzare un concetto, un’idea.
Ma a volte nemmeno la mia Sony può trasmettere l’essenza delle cose, e allora non resta che affidarmi alla tua grande intuizione, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid.
L’argomento di difficile verbalizzazione è sempre lui: il bar spagnolo.
Sto posto zozzo, caciarone, umido, soffocante, spesso angusto dove si svolge una parte importantissima della vita spagnola che io amo.
Il bar spagnolo, con il suolo ricoperto di cartacce, noccioli di olive, ossicini di pollo e San Isidro solo sa che altro…
Il bar spagnolo, la guerra del decibel. Quando torni in strada ti sembrerà di essere entrato in un santuario di clausura.
Il bar spagnolo: tutti parlano con tutti, ma non con finalità sessuali (non solo).
Nel bar spagnolo la regola è che non si deve capire niente, e che anche l’integro e morigerato passante che varca la soglia del bar per puro caso deve perdere la cognizione del tempo e dello spazio.

Ebbene se ti chiedi qual è “il bar spagnolo” per antonomasia qui a Madrid io la risposta ce l’ho chiara e forte: El Palentino.
el palentino madrid
Palentino indica l’abitante di Palencia, ridente cittadina della Castilla Leon che io conosco fin troppo bene.
I palentini si sono auto-attribuiti un detto che dice “Palentino, borracho y fino”, cioè “palentino, ubriaco e fine”, e il bar non delude lo spirito della cittá natale del proprietario, per lo meno in quanto a borracho.

El Palentino è un luogo del passato, dove pare che né il tempo né la modernità abbiano varcato la soglia.
La sua decorazione smise di essere di moda verso la metá degli anni ’60, la coda per entrare è quasi interminabile e una volta sull’uscio un buttafuori dall’aria arcigna dovrá decidere (seguendo criteri del tutto indecifrabili) se potrai entrare o ancora no.
Varcata la soglia verrai assalito da un odore peculiare di cui non riuscirai a liberarti facilmente, ma poco importa: El Palentino è il tipico locale in cui sai quando entri ma non hai la minima idea dell’ora in cui uscirai.
bar madrid

Fiore all’occhiello dei peggiori bar di Madrid qui potrai bere birre e cubatas (cioè cocktail) a prezzi ridicoli e rimpinzarti di tapas.

Ma probabilmente l’esperienza ultraterrena che ti regalerà questo bar sará guardare la tua facciona riflessa nell’enorme specchio che copre quasi per intero la parete, illuminata da una luce fredda e bianca data da alcuni neon fosforescenti che pendono dal soffitto.
Il dubbio é: questi neon da supermercato discount agli occhi del raffinato palentino sono eleganti e di classe o sono stati piazzati lí dal suo peggior nemico??
bar a madrid

Supera i tuoi limiti e vai a El Palentino, ma presta molta attenzione nello scegliere con chi frequentare questo bar.
Un amico un po’ fighetto, uno straniero che non ha capito niente di Madrid o tua nonna potrebbero non capire la passione per un bar cosí indescrivibile.
Ma tu, madrileño di adozione, sai che questo posto è una delle gioie nascoste di Madrid, tappa obbligata per lo meno una vez en la vida… o per non smettere mai di frequentarlo…

Dedico questo post a tutti gli amici di Palencia e a PischiOne, gran amante de El Palentino.

Read More →

Presentazione di MADRID FUORI CIRCUITO

Caro amico italiano che vivi a Madrid, ricordi quando prima di arrivare mi mandavi mail assurde tipo “come arrivo dall’aeroporto al centro??”??
O quando mi chiedevi consigli su come conquistare un macho iberico??
O quando pretendevi sapere da me che documenti servissero per il passaggio di proprietá della macchina del tuo coinquilino spagnolo?
Ricordi quando mi scrivevi per invitarmi a bere un pessimo caffé, riempiendo il mio cuore di gioia??
Ricordi quando mi inviavi maledizioni perchè qualche mio post troppo ironico ti aveva offeso??

Hai presente quella nostalgia che ti avvolgeva giranzolando solo per la cittá, e che subito comunicavi a me non in quanto io, in quanto tua amica, ma in quanto vivereamadrid.it, cioé italianitá in Spagna??

Ebbene se ricordi almeno una di queste cose sappi che il prossimo giovedì 6 Febbraio alle 19.00 devi stare con me!
E se invece non mi hai mai scritto e mai chiesto niente non importa: il 6 Febbraio alle 19.00 devi ugualmente stare con me!
Ti aspetto presso la sala del ComItEs in Calle de Agustín de Betancourt 3 (metro Rio Rosas – Nuevos Ministerios) per la presentazione del mio libro MADRID FUORI CIRCUITO
loc1 copia
La sala dove si terrá la presentazione sta proprio sotto il nostro sConsolato Italiano, dove sicuramente ci siamo visti e probabilmente abbiamo pure litigato in qualche fila per rifare la carta di identitá o non so che documento.
Ma questa volta lo sConsolato sará un luogo di giubilo, perchè prima presenteró il mio libro con il consigliere del ComItEs Pietro Mariani e poi berremo del vino!

Siccome come dice mio padre io ho l’ansia anticipatoria adesso sto in paranoia dura perchè penso che non verrá nessuno a sentirmi, quindi almeno tu, si proprio tu, vieni!

Ci vediamo li!!! Verrai???

Verrai alla presentazione?
 
 
 
  
pollcode.com free polls 

Read More →

Il sindaco di Madrid parla inglese (???)

È ormai da qualche giorno che a Madrid si parla solo del nostro sindaco Ana Botella, per ragioni imbarazzanti.
Io inizialmente avevo deciso di non raccontare niente, ma poi ho cambiato idea. Perchè non raccontare anche gli aspetti teatri e oscuri di questa cittá???
Ana Botella dal 2011 è sindaco della nostra amata città. Sarà difficile diventare sindaco di Madrid!!! dirai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. Ebbene non sempre è difficile diventare sindaco di una cittá, almeno non nel caso di Ana Botella.

Di questa donna bisogna sapere solo 2 cose:
1- é la moglie di Aznar, il politico del Partido Popular (destra) che tra il 1996 e il 2004 fu Presidente della nazione.
2- è sindaco de rebote. Gallardon vinse le elezioni, ma fu nominato ministro da Rajoy, e per incompatibilità di incarichi rinunciò ad essere sindaco di Madrid per lasciare spazio alla Botella.

De rebote è una straordinaria espressione, che in italiano si tradurrebbe come “di conseguenza”, o in caso positivo come questo “a culo”. Rebotar significa letteralmente rimbalzare
Un cuerpo elástico rebota, un corpo elastico rimbalza
Da qui l’espressione DE REBOTE che indica una conseguenza un po’ casuale, qualcosa non determinato dalla volontá
Se enfadó y de rebote me llevé la bronca, si arrabbiò e di conseguenza io mi presi il rimprovero
Quindi, tornando alla nostra prima cittadina di Madrid, lei è sindaca de rebote, solo perché quello che aveva vinto rinunciò.

Ana Botella non ne fa una buona. Non lo dico perché le mie idee politiche non potrebbero essere più distanti dalle sue, ma perché riesce sempre a fare cose sbagliate, anche quando non deve esprimere idee ma fare solo pubbliche relazioni.

Da qui il fattaccio: qualche giorno fa il fior fiore dei nostri rappresentati si trovava in Argentina, per difendere la candidatura di Madrid alle Olimpiadi 2020. Il nostro sindaco fece una breve presentazione in un inglese più che maccheronico, che raggiunse il suo apice con “relaxing cup of café con leche” del miglior spaenglish del mondo!

Come può un sindaco spendere non si sa quanti miliardi per presentare la sua cittá come sede delle Olimpiadi e non avere tempo e voglia di prepararsi un discorso in inglese come i cristiani??
Possiamo immaginare quanto questa donna può aver socializzato e parlato con i membri del COI?
Che immagine ha dato della Spagna?

Chuck Norris lo sa:

Se anche tu odi ti vergogni di questa classe politica ci vediamo sabato (domani) alle 17.00 in Plaza Mayor per bere una RELAXING CUP OF CAFÉ CON LECHE, sognando le dimissioni di Ana Botella, cioé volevo dire di Ana Bottle

a domani!

Read More →

¡Hasta pronto Pedrito!

Questo giorno qui che è finito da poche ore, il 14 giugno, è stato un giorno un po’ carino e un po’ tristarello, perchè il mio caro caro caro amico Pedro detto Dimitri Petrof è partito per l’Equador, dove starà alcuni mesi per lavoro.

veramente lontano :(

Cioè lui ha detto che sono 4 mesi ma probabilmente saranno di piú.
Sebbene sia felice per questa sua nuova esperienza il mio cuore oggi è piccolo piccolo, e tutto mi sembra tristino, grigetto, bruttarello. Pedro è stato il mio primo amico di Madrid, conosciuto nel minuto 1 in questa cittá, croce e delizia delle mie notti madrileñe.
Con chi litigherò sull’attualità politica? Chi mi racconterà i segreti di questa città? chi mi farà una testa a pallone dicendomi che Chambéry è il quartiere più bello di madrid? chi mi dirà che sono la regina della lasagna? A chi chiamerò alle 6 di mattina per sapere dove cazzo si trova PischiOne?? Queste e altre domande assillano il mio cuore, in una Madrid nuova per me, più vuota.

La parola che oggi associo all’amato e lontano Pedro è PASAR, uno di quei verbi minestroni che significano mille cose, belel o brutte a seconda dei contesti:
• Trasferirsi, spostarsi, pasarse al enemigo, passare al nemico
• Attraversare da una parte all’altra pasar la frontera,pasar un río attraversare un fiume
• Introdurre o estrarre merci in modo illegale pasar droga,introdurre droga
• Andare oltre un punto, trapassarlo pasar el límite de la frontera passare il limite della frontiera
• Inviare, trasmettere pasar información passare informazione
• Dare o trasferire te pasaré esos libros mañana, ti darò i libri domani
• Trascorrere del tempo pasó el verano en la playa, passò l’estate al mare
• Superare, eccedere, pasar una prueba superare una prova
• soffrire pasar una enfermedad, soffrire una malattia
• tollerare o permettere ya te he pasado muchas faenas, giá ho tollerato molti sgarbi
• ingoiare no puedo pasar esta carne tan seca, non posso deglutiré questa carne così secca
• passare una cosa sopra un’altra pasar la fregona al suelo, passare lo straccio delle pulizie sul suolo
• introdurre pasar el hilo por la aguja, pasarse il filo nell’ago
• proiettare un film ¿qué película pasan esta noche? Che film trasmettono stanotte?
• Correré successivamente gli elementi di una serie pasar las páginas de un libro, scorrere le pagine
• Transitare da un luogo all’altro pasar al interior, passare all’interno
• Mettere fine a qualcosa pasó el enfado, finí la rabbia
• Occupare il tempo pasamos la tarde charlando, passammo il pomeriggio chiacchierando
• tollerare, lasciar stare pasaré por alto su actitud, ignoreró il suo comportamento

E soprattutto questo verbo mi fa pensare a Pedro nei seguenti usi:

• Sperimentare una situazione , costruendo la frase con la preposizione POR:
la economía pasa por un mal momento, l’economia vive un mal momento
• Essere considerato per qualcosa, con la preposizione POR e un aggettivo: pasar por guay, essere considerato una persona simpatica, gradevole.
• Dimenticare, se me pasó, mi dimenticai
• Succedere ¿qué pasa?, che sucede?
• scadere esta leche se ha pasado, questo latte è scaduto
• esagerare: nos hemos pasado, abbiamo esagerato
• divertirsi molto o stare male: lo estamos pasando en grande, lo pasamos mal ci siamo divertiti molto, siamo stati male

Pedro, espero que estos meses pasen rápidos, que tú te lo pases bien, que no te pases haciendo el bestia y que no pases di nuestros recuerdos y de nuestra amistad. A la vuelta pasaremos mucho tiempo juntos. ¡Buen viaje, cuidate, te quiero mucho!

siamo bellissimi Pedro!

Read More →

Nella metro di Madriz

In questo fine settimane non ho molto da dire, perchè quello che sto facendo è riposare, e lo sto facendo piuttosto bene passando ore e ore su una delle mie pagine preferite.
Però ci sono cose che mi obbligano a scrivere un post, come la stazione di metro SOL che si è venduta alla vodafone

aiuto

produci, consuma, muori

Cioé siccome la centralissima fermata di SOL congiunge 3 linee, 1,2,3 (azzurra, rossa, gialla) e siccome vodafone è rossa allora SOL è diventata VODAFONE SOL.
Che dire?? l’unico commento possibile è quello che ha fatto la mia cara amica Anna inviandomi le foto:
¡TE CAGAS!, cioé: quello che stai per vedere genererá in te moltissimo stupore!

Read More →

Eurovegas a Madrid

Più di un anno fa avevo parlato dell’EUROVEGAS, il mostruoso progetto dell’impresario Sheldon Adelson di costruire una Las Vegas europea in Spagna.
Le città che concorrevano per vincere questo progetto erano Madrid e Barcellona, e pochi mesi fa è stata dichiarata la vincitrice: Madrid.
Sebbene l’idea di ospitare un progetto miliardario, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, farebbe piacere e inorgoglirebbe chiunque in questo caso specifico la situazione è abbastanza diversa: il mastodontico progetto (30 kilometri di strade, 600.000 tonnellate di calcestruzzo, 3,3 milioni di metri quadrati) vuole piazzare hotel, casinò, sale riunioni, ristoranti e locali seguendo fedelmente il modello di Las Vegas.

AIUTO!!!!

Queste strutture porteranno soldi e lavoro, ma di che soldi e lavoro parliamo? Quale scempio dovrà vivere Alcorcón, il municipio a nord di Madrid che ospiterà il centro, e quante leggi si dovranno cambiare per creare la capitale del vizio?
Eurovegas è disegnato in tre fasi, per una durata totale di 13 o 14 anni, quasi 17.000 milioni di euro e 250.000 posti di lavoro (edilizia, ristorazione ma anche tutto quello che abitualmente ruota attorno al vizio, e che in Spagna certo non manca: prostituzione, droga, traffici illeciti). La prima fase inizierà tra pochi mesi e terminerà nel 2017 e prevede l’edificazione di 4 hotel di 4 e 5 stelle, per un totale di 12.000 stanze. 4.800 posti di ristorazione e ovviamente il fiore all’occhiello del perverso progetto di Sheldon Adelson: il casinò. 384 tavoli da gioco e 8160 slot machine, oltre a centri commerciali, un circo, outlets, sale riunioni, piscine, spa e campi da golf.
La seconda fase inizierà circa due anni dopo il completamento della prima, e la terza fase solo nel 2025, se non ci sono ritardi e imprevisti nei due stadi precedenti.

questo è bello??

Ovviamente Eurovegas cambierà radicalmente lo skyline madrileno: le quattro torri non si noteranno più per la loro altezza, poiché gli edifici che ospiteranno case da gioco e hotel saranno una sfida contro il buongusto e la discrezione. Proprio l’annullamento dei limiti di altezza delle nuove costruzioni ha permesso a Madrid di vincere la sfida con Barcellona. La capitale catalana, infatti, aveva stabilito un limite di altezza ai grattacieli per una questione di sicurezza nei voli e per non superare i 145 metri di altezza della torre Agbar.
Quando il miliardario Adelson visitó la torre più alta di Barcellona dichiarò: “Eso no es un rascacielos”, cioè “questo non è un grattacielo”, e proprio con questa frase fu chiaro il destino dell’Eurovegas.
Per maggiori informazioni sulla disputa tra le due città leggi qui
Cosa nascerà dalla passione tutta iberica per il ladrillo (la mattonella) e la passione tutta americana per le luci e il kitsch? Non ci resta che aspettare qualche anno per scoprirlo con i nostri occhi, ma la cosa non promette bene…
Inoltre Adelson esige che si possa fumare nei suoi casinò, e il Governo ha subito dichiarato che probabilmente cambierà la legge anti-fumo, valutando la possibilità di fumare nella case da gioco. E perché dopo aver tanto faticosamente fatto e fatto accettare una civilissima legge antifumo che proibisce di fumare in tutti i locali chiusi per l’Eurovegas bisognerebbe fare un’eccezione? Ovviamente solo e sempre per i soldi, che il Governo spera siano tanti. Se poi questi soldi provengono dal gioco, dalla prostituzione o dalla droga poca importa, i sostenitori dell’Eurovegas saranno ben disposti a chiudere un occhi (e anche due).
Ma il Governo spagnolo pensa davvero che questo discutibile progetto possa cambiare le sorti dell’economica del Paese?

Read More →

Di libri e di cose. E di ladri!

Eccomi appena tornata da La Casa Encendida, dove oggi si teneva la Feria Editorial Independiente Libros Mutantes.

È stato bello, sebbene io non abbia comprato nessun libro perché sono molto molto depressa. Sono molto molto depressa perché avantieri (come diciamo in terronia, perché so che in polentonia dicono “l’altro ieri”) mentre giravo per il snobbissimo quartiere Salamanca con la mia amica LuciadiBari MI HANNO DERUBATA!!! Ed è ben la seconda volta in 4 anni!  Ah, ma allora Madrid è una città pericolosa! dirai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. NO! sono io che sono rincoglionita!
Infatti quando poi ho chiamato papá per dirglielo i miei sentimenti erano un mix di vergogna e paura, e invece lui è stato bravissimo e non si è per niente arrabbiato. Poi non so cosa abbia detto a mamma una volta chiuso il telefono, però a me non ha detto niente di brutto. Grazia papà!
Nel borsellino che mi hanno sottratto c’erano le mie carte di DEBITO, quindi fino alla prossima settimana che mi fanno le altre vado in giro con i soldi contati e non posso abbandonarmi a nessun capriccio, e la cosa mi frustra e mi deprime.
E soprattutto mi deprime l’avventura che mi aspetta: rifarmi la patente! Il 9 devo andare allo S-Consolato Italiano, che San Isidro mi aiuti!
Comunque tornando alla Casa Encendida oggi iniziava questo festival qui dei libri, che dura tutto il fine settimana. Siccome fino a ieri era estate (anche se proprio oggi fa freddo!) la Feria Editorial Independiente Libros Mutantes si tiene nel patio, dove c’è anche un palco e una signorina PINCHA, cioè mette i dischi, mentre alle sue spalle vengono proiettate immagini geometriche, nostalgia dei lontani anni ’90.

¡dandolo toto!

La dj era molto carismatica, anche se poi tornando a casa ho riflettuto sul suo carima e credo che gran parte di esso sia dovuto agli occhiali da sole, al rossetto rosso e alla maglia di pelle nera. Però va bè, questo tipo di riflessione tra donne si chiama anche “invidia”.

Per quanto riguarda i libri questi erano davvero tanti e indipendenti

e molti di loro erano appesi a delle strutture di legno, che facevano molto alternativo

Anche la gente era molto alternativa. Oggi La Casa Encendida era piena di modernillos, anche detti gafapasta, cioè “occhialisoldi”. Questi sono giovani stilosi alternativi. Alternativi a che?? non lo so, me lo chiedo e me lo richiedo ma non trovo risposta!
Cioè il modernillo non è altro che un fighetto però con un altro stile, solo che lui non lo sa e pensa di essere alternativo al fighetto per come si veste. Il modernillo e il pijo (fighetto) non lasciano niente al caso, e questa attenzione per i particolari li accomuna, e al contempo rende queste due categorie lontanissime da me, che sono la regina dell’improvvisazione.
Mi fanno tristezza a me, i modernillos e i pijos.

Poi ho visto anche la mostra di Albert Oehlen, che non conoscevo, e che lavora con i collages e i colori. Lui è come me, non è un modernillo.

Però nonostante i giri, le scoperte, le critiche e le pippe mentali il mio pensiero resta sempre e solo uno: il mio portafogli!!! Allora ho pensato di fare l’annuncio al ladro, perchè nel portafogli c’era il biglietto da visita del mio blog e secondo me quel pettegolo viene a vederlo:
Ladron que me has robado la cartera, quédate con mi pintalabios, con mis tarjetas (bloqueadas), con los 15 euros en efectivo, con la tarjeta del Corte Ingles y con todo lo demás, pero DEVUÉLVEME EL CARNET PARA CONDUCIR!!! Por favor, ¡¡¡el consulado me da miedo!!! Escríbeme a chechi@vivereamadrid.it y de doy la dirección donde enviarlo!!!

Me lo manderà???

Read More →

Polla, e tutto il resto è noia..

Questo post contiene palabrotas, cioè parolacce, quindi se sei u poi’ bigotto non leggerlo, e soprattutto non sognare di venire a vivere a Madrid, perché Madrid non è un posto per bigotti!
Il tema di oggi è LA POLLA, cioè il cazzo, non tanto come organo sessuale maschile ma in quanto concetto, idea, parola.
POLLA (che si legge poia, perché ha la doppia L come paella, calle, etc..) è femminile, sebbene si tratti dell’attributo maschio per eccellenza. A compensare cotanta femminilità ci pensa EL COÑO, cioè la patata, che è invece una parola di genere maschile sebbene il solo pronunciarlo diffonde nell’aria miliardi di milioni di estrogeni.
Perché i generi di queste parole sono contrati rispetto all’italiano? Sono gli spagnoli a essere strani o sono gli italiani strampalati? Non ci è dato saperlo, quel che conta è che la stranezza della polla non si limita nel suo genere ma sfocia nel suo significato.
Potrai infatti esclamare ¡LA POLLA! Quando qualcosa ti piace tantoooo e ti emoziona.
Allo stesso modo potrai definire una persona la polla per dire che è un individuo straordinario, meraviglioso e sorprendente. Io vorrei tanto ¡ser la polla!
Un verbo che come suono ricorda la polla è empollar, che significa covare. Da qui l’aggettivo empollón, che indica un secchione che sta sempre seduto davanti ai libri, come se stesse covando un uovo.

el empollón soffre di discriminazioni anche in spagna

Se a empollón gli togli il prefisso EM resta pollón, che significa cazzone, ma il pollón non è detto che sia bravo, è semplicemente un superdotato!
Tutte quelle espressione di cui in italiano facciamo uso e abuso, come non mi frega un cazzo, dove cazzo vai?, chi cazzo è?, che cazzo fai?, in spagnolo non esistono!!! O meglio esistono ma non con polla!
E el coño?? quello lo racconto in un altro post, che sono 3 anni e mezzo che scrivo in questo mio bellissimo blog e ogni tanto ho paura di finire gli argomenti :)

Read More →