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AIUTO!!!!

Eurovegas a Madrid

17/05/2013 | Uncategorized | Comments (2)

Più di un anno fa avevo parlato dell’EUROVEGAS, il mostruoso progetto dell’impresario Sheldon Adelson di costruire una Las Vegas europea in Spagna.
Le città che concorrevano per vincere questo progetto erano Madrid e Barcellona, e pochi mesi fa è stata dichiarata la vincitrice: Madrid.
Sebbene l’idea di ospitare un progetto miliardario, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, farebbe piacere e inorgoglirebbe chiunque in questo caso specifico la situazione è abbastanza diversa: il mastodontico progetto (30 kilometri di strade, 600.000 tonnellate di calcestruzzo, 3,3 milioni di metri quadrati) vuole piazzare hotel, casinò, sale riunioni, ristoranti e locali seguendo fedelmente il modello di Las Vegas.

AIUTO!!!!

Queste strutture porteranno soldi e lavoro, ma di che soldi e lavoro parliamo? Quale scempio dovrà vivere Alcorcón, il municipio a nord di Madrid che ospiterà il centro, e quante leggi si dovranno cambiare per creare la capitale del vizio?
Eurovegas è disegnato in tre fasi, per una durata totale di 13 o 14 anni, quasi 17.000 milioni di euro e 250.000 posti di lavoro (edilizia, ristorazione ma anche tutto quello che abitualmente ruota attorno al vizio, e che in Spagna certo non manca: prostituzione, droga, traffici illeciti). La prima fase inizierà tra pochi mesi e terminerà nel 2017 e prevede l’edificazione di 4 hotel di 4 e 5 stelle, per un totale di 12.000 stanze. 4.800 posti di ristorazione e ovviamente il fiore all’occhiello del perverso progetto di Sheldon Adelson: il casinò. 384 tavoli da gioco e 8160 slot machine, oltre a centri commerciali, un circo, outlets, sale riunioni, piscine, spa e campi da golf.
La seconda fase inizierà circa due anni dopo il completamento della prima, e la terza fase solo nel 2025, se non ci sono ritardi e imprevisti nei due stadi precedenti.

questo è bello??

Ovviamente Eurovegas cambierà radicalmente lo skyline madrileno: le quattro torri non si noteranno più per la loro altezza, poiché gli edifici che ospiteranno case da gioco e hotel saranno una sfida contro il buongusto e la discrezione. Proprio l’annullamento dei limiti di altezza delle nuove costruzioni ha permesso a Madrid di vincere la sfida con Barcellona. La capitale catalana, infatti, aveva stabilito un limite di altezza ai grattacieli per una questione di sicurezza nei voli e per non superare i 145 metri di altezza della torre Agbar.
Quando il miliardario Adelson visitó la torre più alta di Barcellona dichiarò: “Eso no es un rascacielos”, cioè “questo non è un grattacielo”, e proprio con questa frase fu chiaro il destino dell’Eurovegas.
Cosa nascerà dalla passione tutta iberica per il ladrillo (la mattonella) e la passione tutta americana per le luci e il kitsch? Non ci resta che aspettare qualche anno per scoprirlo con i nostri occhi, ma la cosa non promette bene…
Inoltre Adelson esige che si possa fumare nei suoi casinò, e il Governo ha subito dichiarato che probabilmente cambierà la legge anti-fumo, valutando la possibilità di fumare nella case da gioco. E perché dopo aver tanto faticosamente fatto e fatto accettare una civilissima legge antifumo che proibisce di fumare in tutti i locali chiusi per l’Eurovegas bisognerebbe fare un’eccezione? Ovviamente solo e sempre per i soldi, che il Governo spera siano tanti. Se poi questi soldi provengono dal gioco, dalla prostituzione o dalla droga poca importa, i sostenitori dell’Eurovegas saranno ben disposti a chiudere un occhi (e anche due).
Ma il Governo spagnolo pensa davvero che questo discutibile progetto possa cambiare le sorti dell’economica del Paese?

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¡dandolo toto!

Di libri e di cose. E di ladri!

26/04/2013 | Uncategorized | Comments (2)

Eccomi appena tornata da La Casa Encendida, dove oggi si teneva la Feria Editorial Independiente Libros Mutantes.

È stato bello, sebbene io non abbia comprato nessun libro perché sono molto molto depressa. Sono molto molto depressa perché avantieri (come diciamo in terronia, perché so che in polentonia dicono “l’altro ieri”) mentre giravo per il snobbissimo quartiere Salamanca con la mia amica LuciadiBari MI HANNO DERUBATA!!! Ed è ben la seconda volta in 4 anni!  Ah, ma allora Madrid è una città pericolosa! dirai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. NO! sono io che sono rincoglionita!
Infatti quando poi ho chiamato papá per dirglielo i miei sentimenti erano un mix di vergogna e paura, e invece lui è stato bravissimo e non si è per niente arrabbiato. Poi non so cosa abbia detto a mamma una volta chiuso il telefono, però a me non ha detto niente di brutto. Grazia papà!
Nel borsellino che mi hanno sottratto c’erano le mie carte di DEBITO, quindi fino alla prossima settimana che mi fanno le altre vado in giro con i soldi contati e non posso abbandonarmi a nessun capriccio, e la cosa mi frustra e mi deprime.
E soprattutto mi deprime l’avventura che mi aspetta: rifarmi la patente! Il 9 devo andare allo S-Consolato Italiano, che San Isidro mi aiuti!
Comunque tornando alla Casa Encendida oggi iniziava questo festival qui dei libri, che dura tutto il fine settimana. Siccome fino a ieri era estate (anche se proprio oggi fa freddo!) la Feria Editorial Independiente Libros Mutantes si tiene nel patio, dove c’è anche un palco e una signorina PINCHA, cioè mette i dischi, mentre alle sue spalle vengono proiettate immagini geometriche, nostalgia dei lontani anni ’90.

¡dandolo toto!

La dj era molto carismatica, anche se poi tornando a casa ho riflettuto sul suo carima e credo che gran parte di esso sia dovuto agli occhiali da sole, al rossetto rosso e alla maglia di pelle nera. Però va bè, questo tipo di riflessione tra donne si chiama anche “invidia”.

Per quanto riguarda i libri questi erano davvero tanti e indipendenti

e molti di loro erano appesi a delle strutture di legno, che facevano molto alternativo

Anche la gente era molto alternativa. Oggi La Casa Encendida era piena di modernillos, anche detti gafapasta, cioè “occhialisoldi”. Questi sono giovani stilosi alternativi. Alternativi a che?? non lo so, me lo chiedo e me lo richiedo ma non trovo risposta!
Cioè il modernillo non è altro che un fighetto però con un altro stile, solo che lui non lo sa e pensa di essere alternativo al fighetto per come si veste. Il modernillo e il pijo (fighetto) non lasciano niente al caso, e questa attenzione per i particolari li accomuna, e al contempo rende queste due categorie lontanissime da me, che sono la regina dell’improvvisazione.
Mi fanno tristezza a me, i modernillos e i pijos.

Poi ho visto anche la mostra di Albert Oehlen, che non conoscevo, e che lavora con i collages e i colori. Lui è come me, non è un modernillo.

Però nonostante i giri, le scoperte, le critiche e le pippe mentali il mio pensiero resta sempre e solo uno: il mio portafogli!!! Allora ho pensato di fare l’annuncio al ladro, perchè nel portafogli c’era il biglietto da visita del mio blog e secondo me quel pettegolo viene a vederlo:
Ladron que me has robado la cartera, quédate con mi pintalabios, con mis tarjetas (bloqueadas), con los 15 euros en efectivo, con la tarjeta del Corte Ingles y con todo lo demás, pero DEVUÉLVEME EL CARNET PARA CONDUCIR!!! Por favor, ¡¡¡el consulado me da miedo!!! Escríbeme a chechi@vivereamadrid.it y de doy la dirección donde enviarlo!!!

Me lo manderà???

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el empollón soffre di discriminazioni anche in spagna

Polla, e tutto il resto è noia..

21/04/2013 | Uncategorized | Comments (0)

Questo post contiene palabrotas, cioè parolacce, quindi se sei u poi’ bigotto non leggerlo, e soprattutto non sognare di venire a vivere a Madrid, perché Madrid non è un posto per bigotti!
Il tema di oggi è LA POLLA, cioè il cazzo, non tanto come organo sessuale maschile ma in quanto concetto, idea, parola.
POLLA (che si legge poia, perché ha la doppia L come paella, calle, etc..) è femminile, sebbene si tratti dell’attributo maschio per eccellenza. A compensare cotanta femminilità ci pensa EL COÑO, cioè la patata, che è invece una parola di genere maschile sebbene il solo pronunciarlo diffonde nell’aria miliardi di milioni di estrogeni.
Perché i generi di queste parole sono contrati rispetto all’italiano? Sono gli spagnoli a essere strani o sono gli italiani strampalati? Non ci è dato saperlo, quel che conta è che la stranezza della polla non si limita nel suo genere ma sfocia nel suo significato.
Potrai infatti esclamare ¡LA POLLA! Quando qualcosa ti piace tantoooo e ti emoziona.
Allo stesso modo potrai definire una persona la polla per dire che è un individuo straordinario, meraviglioso e sorprendente. Io vorrei tanto ¡ser la polla!
Un verbo che come suono ricorda la polla è empollar, che significa covare. Da qui l’aggettivo empollón, che indica un secchione che sta sempre seduto davanti ai libri, come se stesse covando un uovo.

el empollón soffre di discriminazioni anche in spagna

Se a empollón gli togli il prefisso EM resta pollón, che significa cazzone, ma il pollón non è detto che sia bravo, è semplicemente un superdotato!
Tutte quelle espressione di cui in italiano facciamo uso e abuso, come non mi frega un cazzo, dove cazzo vai?, chi cazzo è?, che cazzo fai?, in spagnolo non esistono!!! O meglio esistono ma non con polla!
E el coño?? quello lo racconto in un altro post, che sono 3 anni e mezzo che scrivo in questo mio bellissimo blog e ogni tanto ho paura di finire gli argomenti :)

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cane sconosciuto ti amo

Di partenze, pelos y pelotas

15/04/2013 | Uncategorized | Comments (0)

Siccome dopodomani devo andare a Londra in questi giorni sono un po’ su di giri, che a me Londra mi muove qualcosa dentro, e mi emoziona.
Quando vado a Londra finisco sempre con comprarmi o desiderare qualcosa con le borchie, bere litri di caffè da quei bicchieroni con il coperchio col buco e andare in giro senza calze anche se ci sono 9º.
Londra è magica, o almeno così mi viene in mente dal mio divano di Madrid, anche se poi io ovviamente anche questa volta di Londra non vedrò un cavolo, perché non avrò tempo.
Devo andare a Londra anche se non mi va molto, cioè come si direbbe a madrid “es lo que hay”, cioè questa è la situazione, allora tanto vale abituarmi all’idea e sentirmi euforica: LONDRAAAA!!!! La sola cosa che mi intristisce di questo viaggio a Londra è lasciare la primavera di Madrid, questo tripudio di pollini che già mi fa venire voglia di sedermi ai tavolini per strada e bere mille birre.

Non so esattamente perché ma la preparazione di questo viaggio mi ha fatto venire in mente un’espressione spagnola a me molto care: A PELO. Il pelo è il capello, in quanto il pelo nella concezione italiana è vello, che si leggio “veio”, come paella e calle (capito papà???ejejje!). L’espressione A PELO significa senza niente, quindi:
presentar algo a pelo fare una presentazione senza preparazione, a braccio
follar a pelo, fare sesso senza preservativo
Venir al pelo significa anche “calzare a pennello”, cioè qualcosa che viene proprio nel momento giusto
In modo molto molto colloquiale per dire che stai davvero bene puoi usare l’espressione “estar al pelo”, come sinonimo di molto bene.
Una parolina simile a pelo è pelota, cioè palla, da cui provengono altre mille espressioni:
estar en pelota, essere completamente nudo
per rendere più divertete l’espressione potrai dire:
estar en pelota viva
estar en pelota picada
se sorprendi qualcuno in un momento inaspettato potrai dire coger en pelota

Oltre a estar en pelota potrai (spero di no!) anche hacer la pelota o ser un pelota: nel caso di hacer la pelota, cioè fare la palla, significa essere lecchino mentre ser un pelota significa essere un paraculo
Se ti piace sbevucchiare potrai tomar un peloti, cioè bere un cocktail, ma questo solo a Madrid capitál in quando nel resto della spagna il peloti si chiama cubata. Quando la bevanda in questione è molto forte potrai dire che stai bevendo un PELOTAZO!
Se hai adocchiato un collega di ufficio per andare a tomar un peloti e lui si fa desiderare potrai dirgli che LA PELOTA ESTA EN TU TEJADO, cioè che la palla sta nel suo campo: spetta a lui prendere una decisione.
Ovviamente parlando di pelotas, cioè palle, non posso dimenticare l’espressione estoy hasta las pelotas, letteralmente “ne ho fino alle palle”, cioè il nostro ne ho le palle piene.

cane sconosciuto ti amo

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l'interno del monumento

11M tra ricordi e sorrisi

11/03/2013 | Uncategorized | Comments (1)

Nonostante marzo sia il mio mese preferito il giorno di oggi è triste, perché è l’anniversario dell’attentato dell’11 marzo 2004, quando un attacco terrorista colpì 4 treni della rete del Cercania della città, uccidendo 191 persone.
Siccome la malinconia era nell’aria dopo il lavoro sono andata alla stazione di Atocha, a dedicare qualche secondo di silenzio alle vittime nel bellissimo monumento dell’11M, che sempre mi fa emozionare

l'interno del monumento

le parole pesano (anche se sono sospese nell'aria)

Siccome questo monumento ti lascia un enorme dolore dentro dopo la visita dovevo fare qualcosa di rilassante, e mi sono messa a girovagare per la citta, cercando cose che mi facessero sorridere.
Ho trovato un cartello a La Latina che mi ha scatenato una grande solidarietà

DIO È TESTIMONE CHE NON PAGHERÒ 3 EURO PER UNA BIRRA

delle scarpe volanti

tra le nuvole

un interessante messaggio di protesta per il presidente Rajoy in riferimento all’aumento dell’IVA

Rajoy la ***** di tua madre hai fatto aumentare il prezzo delle caramelle gommose

E infine un cane morbidello

batuffolo

E così anche oggi Madrid mi ha insegnato una cosa: che anche una giornata triste riserva delle belle sorprese, basta saper guardare il mondo dal verso giusto.

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il pepito è buonissimo!

Pepito fetén

04/03/2013 | Uncategorized | Comments (1)

Spesso le lingue straniere ci fanno dei tranelli, e lo spagnolo è un po’ una lingua maestra in quanto a inganni per noi italiani.
Le parole che vorrei raccontare oggi sono due: PEPITO e FETÉN.
Dette così, una di seguito all’altra, uno penserebbe che pepito è il gas intestinale e fetén indica il suo fetido odore, e invece no!
Pepito in spagnolo è un panino di carne di vitello, che a Madrid capitál si suole mangiare a pranzo.

il pepito è buono!

Ma perché questo nome strambotico? Pare che l’origine di questo gustono panino si datata al dopoguerra, quando un tal Pepe, chiamato “Don Pepito”, andava sempre al solito bar e chiedeva un panino di carne, ben ripieno e profumato. Tutti quelli che frequentavano il bar iniziarono a dire “Quiero un bocadillo como el de Pepito” fino a quando per facilitare la richiesta iniziarono a ordinare solo un “pepito”.
La denominazione di “pepito” è diventata così popolare che a volte qualsiasi panino si denomina così, sebbene vorrei precisare, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che il PEPITO original è di vitello.
Pepito oltre a essere il gustoso panino è il nome del grillo più famoso del mondo: l’amico di Pinocchio, che in italia è “grillo parlante”, in spagnolo si chiama Pepito Grillo.

il rompino di Pepito Grillo e lo stordito di Pinocchio

E FETÉN? Contro ogni aspettativa (per lo meno mia) fetén significa:
• Sincero, autentico, onesto “es un amigo fetén”
• Buono, stupendo, eccellente “ha sito un día fetén”
• Molto buono, “lo has hecho fetén”
• La verità: “lo que te digo es la fetén, te lo prometo”

Quindi se qualcuno ti chiama FETÉN e poi ti offre un PEPITO non ti devi arrabbiare, ma devi essere ben contento, sai?

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quale BURRO preferisci??

Burro, asino e mantequilla

15/02/2013 | Uncategorized | Comments (4)

La mia parola spagnola favorita è burro.
Burro in spagnolo significa asino, mentre il burro come prodotto alimentare composto dalla materia grassa presente nel latte si dice mantequilla.
Allora questa qui è diventata la mia parola preferita un giorno in cui, in aeroporto, ho orecchiato una conversazione tra 2 spagnole. Una diceva “¿sabes lo que es burro en italiano?” e l’altra non lo sapeva, e la prima “mantequillaaaaa!!!!” e scoppiarono a ridere fortissimo, con delle lacrime.
Allora io ebbi come un’illuminazione, e mi misi a ridere forte con loro, davanti queste parole gemelle ma profondamente diverse, e tutte e tre ridevamo e ridevamo!
Cioè questo dei false friends che ci fanno tanto studiare in inglese e di cui io stessa parlo spesso, in riferimento alla grammatica spagnola, quel giorno hanno preso una luce nuova!
Merendare pane e asino, dire a qualcuno che è scemo come un burro. Scoprire la duplicità delle cose, che meraviglia!!!

quale BURRO preferisci??

Il burro spagnolo inoltre risolve uno dei più atroci dubbi grammaticali della storia (almeno per me), cioè: quando parlo di me e qualcuno, per esempio io e PischiOne, devo mettere prima il pronome IO o prima PischiOne?? In italiano credo sia indifferente, credo (credo!!! mi sbaglio??) si possa dire “io e pinco pallino” e “pinco pallino e io” ma…in spagnolo l’IO va sempre dietro gli altri, sempre.
Per ricordarlo si usa la frase “El burro delante para que no se espante” cioè “l’asino davanti perché non si spaventi”. Dove, con una buona dose di autostima, l’asino sta per tutta l’altra gente differente dall’IO!
Se non mi credi prova a dire davanti a uno spagnolo “yo e mi madre” e senza esitazione ti interromperà dicendo “¡¡¡El burro delante para que no se espante!!!”.
e la BURRADA?? non è la nostra burrata, cioè il formaggio fresco, ma indica:

  • un’enorme quantità di qualcosa (he hecho una burrada de cosas hoy, ho fatto tantissime cose oggi)
  • un’azione sbagliata, inopportuna (no hagas más burradas en la carretera, non fare più cretinate per strada)
  • una cosa volgare (¡no digas burradas!, non dire sconcerie!)

Ovviamente BURRO si usa anche in espressioni, come :
Bajarse del burro, cioè riconoscere un errore: ya te bajarás del burro, cabezota (riconoscerai i tuoi errori, testone!)
Hablando de Roma, el burro se asoma che sarebbe il nostro “parlando del diavolo spuntano le corna”
Hacerse el burro cioè “fare il cretino”

Ma io dico: se il semplice BURRO nasconde tutto queste cose t’immagini quanti segreti, fatti e misfatti dietro ogni parola?? una burrada!

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H, silenziosa nemica di ogni grammatica

Echar e hechar: quando la H fa la differenza

10/02/2013 | Uncategorized | Comments (3)

La H, o come diciamo in terronia “la mutina”, è una letterina apparentemente insulsa. Apparentemente, perché a volte scrivere la H in un momento inopportuno ti trasformerà in somaro, così come scriverla bene, senza titubare, ti renderà il nuovo Cervantes del XXI secolo.

H, silenziosa nemica di ogni grammatica

Il tranello più grande della H è tra il participio passato del verbo HACER, cioè fare, che è HECHO (con H) e il verbo ECHAR (sena H), super minestrone di azioni e emozioni.
ECHAR (senza H) significa:

  • fare in modo che qualcosa arrivi da qualche parte, dandole un impulso (echarse al agua)
  • fare in modo che una cosa cada in un determinato posto (echar una carta al buzón)
  • lasciar cadere, versare (echar sal)
  • far uscire qualcuno da un posto (lo echaron de la clase)
  • il fiorire di una pianta (la planta ha echado flores)
  • per persone e animali far uscire o aumentare parte del suo organismo (echar un diente)
  • chiudere con chiave (echar el cierre)
  • giocare soldi a qualcosa (echar una apuesta)
  • inclinare, muovere (echate hacia la derecha)
  • lasciare che una cosa la decida il destino (echar a suerte)
  • seguito dalla preposizione DE + infinitivo dare (echar de beber)
  • notare un aumento o un cambio (echar barriga)
  • supporre o approssimare (yo te echaba 20 años)
  • distribuiré (echar las cartas)
  • decidere, pronunciare (echar palabra)
  • imporre, applicare un castigo (echar diez años de cárcel)
  • riferito a film o spettacoli proiettare (hoy echan una peli)
  • consumare un certo periodo di tempo (eché dos horas en llegar)
  • inviare un documento, richiedere una determinata cosa (echar una solicitud)
  • tirarsi, lanciarsi (se echó sobre su enemigo)
  • riposarsi, dormiré (voy a echarme un rato)
  • iniziare una relazione amorosa (echarse novia)

Come se tutti questi significati non fossero sufficienti il verbo ECHAR compone anche mille espressioni, come:
echar a perder, rovinare, distruggere.
echar de menos, sentiré la mancanza di qualcosa
echarse atrás, non compiere una promessa (en el momento de firmar, se echó atrás)
echarse encima algo essere inminente, essere molto vicini (se nos va a echar la noche encima)
echarse encima de alguien, riprendere qualcuno con rabbia

Quindi mentre ECHO significa quasi tutto quello che a uno gli capita nella vita HECHO non significa nient’altro che FATTO, del verbo FARE.
ese hombre está mal hecho, quest’uomo è fatto male
Non dimenticare però che anche hecho ha i suoi tranelli!
De hecho è una locuzione che significa EFFETTIVAMENTE
Hecho y derecho è una locuzione che significa maturo, adulto (soy mujer hecha y derecha)

Di tutto questo la cosa importantissima che devi ricordare SEMPRE e tatuarti sulla fronte è che te echo de menos, cioè mi manchi, si scrive SENZA H. Per non dimenticarlo pensa che la mancanza viene da qualcosa che non hai, e per empatia anche ECHO perde l’H. Così tu non hai quello che ti manca, ECHO non ha l’H, e non sembrerai un asinello metropolitano (cosa che a me è successa più volte!).

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Madrid congelata

Quello che mi piace di M&M

Quello che mi piace di Madrid quando fa freddo è andare in giro a guardare gli edifici. Quelli del centro, che la periferia di Madrid è proprio raccapricciante.

Madrid congelata

Entrare nei bar e bere un bicchiere di CALDO

un caldo caldo

Guardare i mimi per strada

Questo signore lotta contro il tempo, come me.

Sedermi davanti al jardín vertical aspettando l’estate

bello bello

Domani ho un volo per Milano e sono contenta.
Quello che mi piace di Milano sono LE SCRITTE SUI MURI. In quanto a scritte sui muri Roma vince Milano e stravince Madrid, ma io domani vado a Milano e non a Roma, quindi mi accontento delle scritte di Milano. Vorrei cogliere l’occasione di questo post per invitare la gente che dice che Milano è brutta a leggerla. Milano ascoltata è brutta, ma letta è molto bella.
È così poetico scrivere pensieri, riflessioni e speranze sui muri!

dichiarazioni

saggi consigli

rivendicazioni

dure verità

Durissime verità!

bisogni

Se anche Madrid avesse delle scritte sui muri secondo me si starebbe ancora meglio qui. A me per esempio non peserebbe tanto camminare per 800 metri per arrivare alla metro, perchè lo farei con la speranza/sicurezza di trovare una scritta sui muri che mi dirà qualcosa, che mi scalderà il cuore.

non dimentichiamo!

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Madrid answers: fai una domanda, dai una risposta

Madrid answers: fai una domanda, dai una risposta

18/11/2012 | Uncategorized | Comments (0)

Ogni giorno ricevo numerosissime email con le domande più disparate. Non sempre ho le risposte, e spesso non ho tempo per scrivere ad ognuno singolarmente ma per questi 2 problemi ho la soluzione:MADRID ANSWER

Aiuta www.vivereamadrid.it a crescere: quando hai una domanda, o una risposta, scrivi su MADRID ANSWERS

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25-S Spagna: manifestazioni e cariche della polizia

25-S Spagna: manifestazioni e cariche della polizia

26/09/2012 | Uncategorized | Comments (0)

In Spagna abbiamo voglia di giustizia sociale
Questo succedeva ieri, durante la manifestazione contro le riforme del governo:

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Crisi economica spagnola: la burbuja inmobiliaria

Crisi economica spagnola: la burbuja inmobiliaria

29/07/2012 | Uncategorized | Comments (3)

Con l’espressione burbuja inmobiliaria si fa riferimento alla speculazione edilizia che ha dominato la Spagna approssimativamente dal 1997 fino al 2008.

I sintomi principali della burbuja inmobiliaria sono stati:
-incremento anormale dei prezzi degli alloggi
-benefici fiscali concessi per l’acquisto di beni immobili
-immigrazione (aumento della popolazione straniera in Spagna da un 0,52% rispetto alla popolazione totale nel 1981 a un 12% nel 2009)
-mancanza di suolo edificabile, quindi speculazione e riqualificazione del suolo urbano
-eccesso di credito

Secondo il Banco de España nel periodo 1997-2006 il prezzo delle case in Spagna ha visto un incremento del 150% in termini nominali, che corrisponde a un 100% in termini reali (leggi qui).
Tra il 2000 e il 2005 si progettarono attorno a un 800.000 case all’anno.
Occorre però precisare che non tutti gli edifici furono terminati. In concreto secondo il Ministerio de Vivienda furono completate: 525.331 opere nel 2003, 586.092 nel 2004 e 612.066 nel 2005.
Ovviamente delle edificazione terminate solo una parte fu venduta: nel 2004 circa 295.000 case nel 2005 circa 336.000. questi numeri significano accumulazione di case nuove, circa un 14,5% del totale (leggi qui)
Indebitamento immobiliario:
Uno dei principali effetti di questa situazione è la crescita del debito per la casa. Se i prezzi delle case aumentano il valore dei mutui aumenta. Il debito degli spagnoli si triplica in meno di 10 anni. Dal 1990 al 2004 la durata media di un mutuo aumenta da 12 a 25 anni.
La BURBUJA INMOBILIARIA ha due pilastri:
• la massiva presenza di denaro per incrementare i nuovi mutui (estrema facilità delle banche nel concedere ipoteche)
• interessi bassissimi per la Spagna per entrare nell’Euro, e quindi la capacità di aumentare i prezzi (maggiore potere economico)
Nel dicembre 2007 la bolla inmobiliaria esplode: ci sono TROPPI edifici (evidentemente si è costruito molto più del necessario), la domande cala di un 40% e l’offerta è sproporzionata.

Riassunto semplificativo ma realistico:
Non si può più costruire= disoccupazione= la gente non sa come pagare i mutui= le case vengono date in pegno alle banche= le banche hanno case ma non hanno soldi= l’economia spagnola è paralizzata e piena di ecomostri dalle sigle più disparate: PAUS, VPO, VPT…
Che sono? Inumani quartieri dalle dimensioni mastodontiche. Vuoti.

Come si possono progettare enormi quartieri così, senza servizi e senza storia? Come si può vivere in luoghi così inumani?
Grazie alla burbuja inmobiliaria si sono arricchiti in tanti.
Mentre adesso tutti ne paghiamo le conseguenze.

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