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10 esperienze gastronomiche a Madrid

Sarà per la gravidanza, sarà quel che sarà ma io in questo periodo ho sempre fame.
Mi aggiro per le strade di Madrid come un lupo mannaro in cerca di cibo saporito, in cerca di sapori che possano in qualche modo colmare la nostalgia di focaccia e panzerotti che mi porto dentro.
Per questo ho pensato di scrivere un breve ma efficace elenco delle 10 esperienze culinarie imperdibili a Madrid. Del resto viaggiare non è solo visitare luoghi, ma anche sedersi a tavola e scoprire i sapori della nuova terra…

Chocolate caliente

cioccolato con porras e churros
Tradurre questa specialità come cioccolata calda è a dir poco riduttivo! Il chocolate caliente più che una colazione, una merenda e un sostitutivo della cena è un autentico rito del madrileno DOC. Il cioccolato liquefatto viene servito in una tazza, e non va bevuto ma ASSORBITO con porras y churros, dei dolci a base di farina, acqua, zucchero e sale fritti nell’olio bollente.
La loro composizione è uguale, la sola differenza è che negli ingredienti de las porras viene aggiunto un po’ di bicarbonato.
Come riconoscerli? In genere la porra è un cilindro sui 10 cm e piuttosto grande di diamentro, il churro invece è una specie di tarallone più sottile. Il mio posto preferito per concedermi questo peccato di gola (mio e praticamente di tutti i madrileni) è la Chocolateria San Ginés, a pochi passi da Plaza Mayor

La Latina:  salir de tapas

tapas
Sicuramente il miglior quartiere per provare le famose TAPAS è La Latina!
L’etimologia della parola tapas deriva da tapar, cioè coprire, e viene dall’antica tradizione di coprire il bicchiere di vino delle taverne con un pezzo di pane e formaggio, per impedire agli insetti di entrare nel bicchiere. La tapa è quindi un piccolo aperitivo gratuito: diffida dai bar pieni di scritte “tapas 1 euro”, sono solo per turisti!
Per lanciarti nell’autentico TAPEO madrileño dovrai perderti nelle stradine de La Latina e prendere una caña in ogni bar che incontri. Questa attività ha inizio nel tardo pomeriggio e non conosce fine, quindi nota importante: scriviti su un foglietto l’indirizzo del tuo hotel, per essere sicuro di poterci tornare!!

Mercado de San Miguel: un tapeo più sofisticato

mercado san miguel
Un vecchio mercato tradizionale trasformato sia architettonicamente che nel suo spirito, il Mercado di San Miguel ti permetterà di vivere  una esperienza gastronomica curiosa.
In generale tutto è carissimo nelle bancarelle, ma non posso certamente criticare la varietà dei cibi: salumi, verdure, sushi, dolci, gelati, vini, sangria… tutto con sapore delizioso! Assolutamente da provare!
Plaza de San Miguel s/n, 28005 Madrid

Lavapiés: il giro del mondo in una cena

madrid lavapies
Sicuramente tra i miei quartieri preferiti, per una inifnità di ragioni che non potrei nemmeno spiegare. Forse l’idea di Lavapiès per me, straniera a Madrid, è l’idea di una terra di tutti e di nessuno, dove la gente ha cosi tanti colori, culture e lingue che l’impressione generale è di non essere né in Spagna né in nessun posto. Terra di nessuno e terra di tutti.
Qui potrai provare qualsiasi cibo e bevanda, dalle più tradizionali spagnole ad alimenti di paesi lontani.
Per me cenare a Lavapiès significa:
kebab e humus
cena indiana
cena africana

Non ti consiglio nessun posto, solo di scendere dalla metro affamato e farti guidare dall’olfatto!

Entresijos e gallinejas

madrid piatti tipici
Autentica specialità di Madrid, gli autoctoni dai 60 anni in su ne parlano come se fosse nettare degli dei.
Personalmente non posso esprimere nessuna opinione perché non ho mai avuto il coraggio di provare entresijos e gallinejas a causa dell’odore nauseabondo che emanano! Si tratta di interiora di maiale e altri animali fritti. Fritti e rifirtti.
Uno dei posti più famosi dove provare questo piattone è Gallinejas Embajadores. Se ci vai raccontami la tua esperienza!!! (Calle Embajadores 84. Quando esci dalla metro segui l’odore di fritto)

• Bocata de calamares a Plaza Mayor

madrid cosa mangiare
Il bocadillo de calamares è un panino lungo, tipo baguette, molto mollicoso e riempito di calamari impanati in farina e lievito e fritti in olio d’oliva.
È un piatto comune in tutta la capitale e si trova in qualsiasi bar della città, ma se vuoi andare sul sicuro e perderti nel piacere del calamaro fritto dovrai dirigerti o verso il bar El Brillante, vicino la stazione di Atocha, o a plaza Mayor, in uno dei qualsiasi bar che abbracciano questo meraviglioso spiazzo. Devi ordinare un bocadillo de calamares para llevar (cioè da asporto) e mangiarlo seduto nella piazza-
Qualora tu sia capitato nell’unico bar della città che non ha i calamari freschi no panic! Potrai spalmare una buona quantità di maionese nel panino per coprirne il sapore non proprio delizioso!

Paella

paella madrid 1
Non sono ancora sicura di quale sia il miglior posto dove mangiare una PAELLA degna di questo nome a Madrid, quindi l’unico consiglio che posso darti è di leggere qui per conoscere qualcosa in più della paella e NON mangiarla a cena! La paella è un pranzo!

Cocido madrileño

cocido madrileno
Indubbiamente tra i miei piatti preferiti, ma solo in inverno! Con il caldo tropicale di Madrid dubito che tu riesca a trovare un posto che prepari cocido da aprile a ottobre, ma se cosí fosse NON MANGIARLO MAI SE LA TEMPERATURA ESTERNA È SUPERIORE AI 7º!!! Potresti morire!
È consigliabile mangiare il cocido a pranzo, perché mangiarlo a cena potrebbe regalarti una notte indimenticabile…
La tradizione vuole che il cocido si mangi proprio la domenica a pranzo:si tratta di un gustosissimo bollito di ceci, verza, patate, cipolla, carote, carne, pancetta e vari salumi “gastrocontundenti””. Questa pietanza si serve separando gli ingredienti in due portate ben distinte: prima il brodo dentro il quale si sono cotti tutti gli ingredienti, poi il mix di carne, ceci e verdure, spesso accompagnati da la pelota, letteralmente la “palla”: una grande polpetta fatta con mollica di pane, spezie e uovo, fritta e immersa nel brodo per circa un’ora.

Io adoro mangiare il cocido alla Taberna J. Blanco, nel quartiere di La Latina. Per 14 euro la domenica e per 9 euro il mercoledì potrete mangiare un piatto eccezionale! (Calle de las Tabernillas, 23, 28005 Madrid)

Croquetas de bacalao

crocchette spagnole
Ci sono due posti dove dovrai provare le crocchette di baccalà: Casa Revuelta e Casa Labra
sai la crocchetta ti patate italiana della friggitoria sotto casa?? Ebbene, non ha niente a che vedere con la croqueta española! Lussioriosa, esagerata, straripante, incontenibile, la crocchetta spagnola è un autentico piacere grasso, anche quando è di baccalà. Noi italiani siamo solo dei principianti!

Champiñones rellenos

piatti tipici spanoli

Prendi un funghetto, ricoprilo di jamon serrano (quello buono!), aglio e prezzemolo e fallo cuocere su una piastra ben unta a 1000º: ecco quello mangerai alla Maison del Champiñon (C/ Cava de San Miguel, 17, 28005 Madrid)
Autentico tempio profano del funghetto, non andarci è un reato!

11 TORTILLA ESPAÑOLA

tortilla de patatas
E della tortilla non parli??? ti chiederai tu stupito, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid! Ebbene io non è che non voglio parlare della tortilla, anzi, ma il fatto è che sono allergica alle uova!!

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Espadrillas!

Ogni anno mi sento in diritto e in dovere di dedicare un post a una delle creazioni spagnole che più amo: le espadrillas!
La mia passione per queste scarpe non avrà mai fine, e le ragioni sono tante, anche e soprattutto sociali e culturali.
madrid espadrillas

Innanzi tutto il nome: sebbene in italiano ESPADRILLAS sia una parola dal suono esotico e spagnoleggiante qui in Spagna nessuno chiama queste scarpe con questo nome! Le espadrillas si conoscono come alpargatas!

Caratterizzate da suola in corda e tela di cotone colorato, in Spagna potrai trovarle praticamente in qualsiasi negozio di scarpe, a prezzi a dir poco ridicoli! Il costo medio di una alpargatas bassa di cotone è 6 euro!
Ovviamente anche per queste scarpe a Madrid è obbligatorio fare un salto alla storica alpargatería Casa Hernanz (calle Toledo 19), a pochi passi da plaza Mayor, per poter scegliere il modello e la tonalità che più ti aggrada: ci sono così tante possibilità che scegliere sarà un’impresa davvero titanica.
espadrillas madrid

Per farti capire quanto io ami questo negozio e queste scarpe ti dirò solo che proprio a Casa Hernanz ho comprato le scarpe per il mio matrimonio (cosa che aveva inorridito la mia parrucchiera): ALPARGATAS BLANCAS! Guarda che eleganza:

espadrillas

Secondo me se vivi in Spagna o passi da queste parti DEVI comprarti le alpargatas, o espadrillas che dir si voglia! Altrimenti è un po’ come andare a Amsterdam e non entrare nemmeno in un coffe shop! Colora i tuoi piedi per 6 euro!

La famiglia Hernanz cuce alpargatas dal lontano 1840 e attualmente nel suo delizioso negozio dispone di più di 50 differenti colori, numeri dal 17 al 50, varie altezze della suola (dai modelli rasoterra fino a quelle con 15 centimetri di tacco) e pressoché infinite varianti: chiuse, aperte, con i lacci, con i fiocchi, ricamate, tinta unita, multicolore… per tutti i gusti!
L’impresa davvero ardua sarà varcare la soglia ed entrare: la fila all’ingresso è sempre lunghissima, perché non c’è spagnolo che si rispetti che non abbia almeno tre paia di alpargatas di diversi colori! Prenditela con filosofia: in estate potrai aspettare anche un’ora e mezza!

Se poi la passione per l’artigianato ti attanaglia e la tua vena creativa non conosce limiti, potrai prima spiare nell’enorme vetrina il modello che più ti piace e poi acquistare tutti i materiali (cuoio, corde e tessuti naturali) per fabbricarvi con le tue stesse mani un paio di queste stupende scarpe.
esparillas scarpe

espadrilals scarpe

 

Chi varca la soglia di Casa Hernanz in inverno troverà la bottega decisamente più tranquilla: non ci sono le file chilometriche tipiche della bella stagione e sicuramente qualche modello di alpargatas ha lasciato spazio alla scarpa invernale più amata della penisola, las pisamierdas.
Letteralmente “schiaccia-merda” questo stivaletto ricorda in tutto e per tutto (meno che nel prezzo, circa 10 volte più basso!) le Clarks, con la sola differenza che las pisamierdas da Casa Hernanz si trovano in tutti i colori dell’arcobaleno e hanno per l’appunto un prezzo ridicolo.

E infine ci sono in vendita stivali di gomma di ogni colore e misura, per dare un tocco di colore ai rari giorni grigi e piovosi di Madrid.
Chi non ama le calzature non creda di essere in salvo: a Casa Hernanz troverai una vastissima scelta di cesti, borse e tappeti intrecciati a mano.
Insomma uscire da questo negozio senza aver comprato nulla è praticamente impossibile, provare per credere!

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50 sfumature di rosso

Fa caldo, e siccome le mezze stagioni non esistono più é improvvisamente esplosa l’estate.
Il sole tramonta alle 21.00, la luce è accecante, il sole riflesso sul ladrillo (mattoni) arancionato caratteristico della mia Madrid crea 50 sfumature di rosso che sono ben piú sadomaso del celebre libro e conseguenziale film.

madrid tramonto

Rosso passione per Madrid, rosso di caldo, di tormento, di afa, di speranze, di ricerche, di attese, di energie.
I tramonti purpurei di Madrid ve li sognate in qualsiasi altra cittá.

Madrid, cittá dal bel cuore circondata da un ammasso di mattonelle selvagge, al tramonto mi intristisci.
Mi sembri un agglomerato di cemento secco e risecco. Penso di te le peggio cattiverie perchè ti mancano le sfumature dei colori freddi, sei solo un ammasso di rossi arancioni e marroni.
Per ritrovarti devo andare sul lungo fiume: li qualche tonalita fredda stempera la tua rabbia rossa, e anche nel tramoto ritrovo la tua anima, selvaggia Madrid.
Madrid-Puesta-Sol-Madrid-Rio

Però il cuore non è puro, e ripenso alla rubrica Madrid di Merda di questo blog, aperta e non sviluppata a dovere. Ecco, Madrid di merda c’è e io la conosco. L’ho vista in una Piazza: plaza del Amanecer en Mendez Alvaro (piazza dell’alba a Mendez Alvaro)
Se vuoi vedere una cosa brutta vacci, secondo me ne vale la pena. (per la cronaca: Mendez Alvaro é una stazione di metro, autobus e treni locali, e tutto intorno si sviluppa una delle zone più tristi e disumane della città).Odio questo posto.

Come quando ami una persona: devi conoscere tutto della sua anima, anche i lati oscuri. E cosi quella piazza, plaza del Amanecer en Mendez Alvaro, è un posto di merda, emblema di una Madrid senza carattere, con poca storia, senza alcun riferimento e gusto estetico.

Meno male che poi Madrid é anche altro, meno male che non tutto è mattone.

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Una cosa che a Madrid é speciale: il POLLO!

Una cosa che in Spagna é profondamente diversa dall’Italia è il POLLO ASADO, cioè il girarrosto, o pollo arrosto che dir si voglia.
L’animale è sempre lui, il pollo, ma con alcune radicali differenze rispetto al suo cugino italico.
Innanzi tutto in spagnolo si pronuncerà POIO perché come già sai la doppia L diventa i.
La seconda differenza è la densità di polli nella capitale spagnola: Madrid è ricolma di asadores, in ogni angolo troverai una polleria con giganteschi spiedini di ferro su cui ruotano e lentamente si cucinano gallinacei.

madrid polloasado

Infatti qui è molto tipico comprare un pollo asado da asporto il fine settimana, e mangiarlo a casa. Se non mi credi ti invito a passeggiare per La Latina (quartiere centralissimo della capitale) tra le 14.00 e le 15.00 del sabato e della domenica: vedrai file e file di pazienti pollo-amatori che aspettano il proprio turno per comprare un pollo asado)
Generalmente l’offerta standard è pollo intero+patate+peperoni 7 euro: ¡Bueno, Bonito y Barato! (buno, carino ed economico, la regola delle 3 B che in genere si usa per commentare locali e bar, ma che credo sia compatibile con il re pollo.)

Ma la differenza vera di cui vorrei parlarti, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, è la salsa che accompagna il pollo. Io ricordo che quando (2 o 3 volte nella vita) al mare papà ordinava il pollo arrosto questo veniva consegnato in una specie di bustona di cartone, e veniva poi piazzato in un vassoio e tagliato: la sua carne era bianca, un po’ spugnosa, piuttosto secca. Bisognava metterci il limone per poterlo mangiare, perché altrimenti “non scendeva”.

In Spagna, invece, il pollo viene consegnato in un contenitore di alluminio o plastica rigido e duro, perché è accompagnato da litri di SALSA.

pollo asado

Salsa di che? Acqua? Limone? Olio? Aceto? In un primo momento non si capisce. È calda, buonissima, profumata. Inzuppa il pollo in profondità, e lo rende estremamente saporito.

salsa pollo

Poi succede sempre, o per lo meno a Pischi One e a me succede sempre, che in due non possiamo finire un pollo intero, e quindi mettiamo in frigo quello che resta. E quando dopo qualche ora lo tiriamo fuori dal frigo ecco che si scopre la natura di quella che un tempo fu una salsa, e che il freddo ha trasformato un una spessissima cappa gelatinosa! La salsa non è altro che il grasso dello stesso pollo, che colando viene raccolta nella parte inferiore del girarrosto!!! Ahahah gola, peccato capitale!!!

pollo madrid

Io pensavo che il miglior asador fosse El Murciano di Lavapiés, pero domenica scorsa ho scoperto El Sabroso di Embajadores ed é stato subito amore.
Senti a me, se non ti va di cucinare FATTI UN POLLO!
Sconsigliato ai salutisti!!!

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L’IMPATTO PSICOLOGICO DELLA EMIGRAZIONE: RACCOMANDAZIONI PRIMA E DOPO LA PARTENZA.

Partire, tornare, partire.
Poi arriva il momento in cui non si sa più qual è la propria casa. L’Italia o la Spagna?

Ho pensato di pubblicare per la prima volta nella storia del mio blog un contenuto scritto non da me ma da uno psicologo e psicoterapeuta, il dott Carlo Cattaneo (ccattaneo@sinews.es) della Sinews MTI.
In questo scritto ho trovato degli spunti interessanti, spero che sia lo stesso anche per te, mio caro amico italiano che vivi a Madrid

L’IMPATTO PSICOLOGICO DELLA EMIGRAZIONE: RACCOMANDAZIONI PRIMA E DOPO LA PARTENZA.

Il fenomeno della migrazione abbraccia molteplici e differenti motivazioni personali e circonstanziali però c’è da evidenziare una ragione comune: il desiderio e la speranza di cominciare una nuova tappa personale e ottenere un miglioramento nella propia vita.
Emigrare è forse una delle decisioni più importanti che puó prendere una persona, insieme alle decisioni di sposarsi, avere figli o iniziare una cariera formativa o lavorativa.
Emigrare può essere una esperienza arricchente ma può anche rivelarsi un momento di crisi personale, facendo salire alla luce aspetti che non abbiamo vissuto fino ad oggi. Dobbiamo mettere in conto che ogni persona porta con se “uno bagaglio psicologico” nel quale faranno peso tutte quelle esperienze vissute fino a quel momento e che in alcuni casi rendono difficile l’adattamento alle nuove circostanze. Saper affrontare questo prova può fortificarci e farci crescere come persona, superando momenti di crisi e lasciandoci alle spalle ciò che c’impedisce andare avanti.
I fenomeni psicologici che si verificano quando emigriamo hanno una stretta relazione con ciò che lasciamo alle nostre spalle: la famiglia, gli amici, il luogo dove siamo nati, in definitiva la storia paricolare di ognuno.
A tal proposito, ecco alcune raccomandazioni da pratticare prima di partire e che ci possono aiutare nell’affrontare questo genere di cambiamento:
- Elaborazione del “lutto”. La miglior forma di iniziare un nuova tappa è chiudere conscientemente la anteriore: celebrare un congedo con familiari e amici. È necessario essere cosciente della perdita che suppone migrare in un luogo lontano. In questo modo attraversiamo la pena momentanea per distanziarci dalla sofferenza che suppone lasciare la propia terra.

- Perdita dell’identità. Più che una perdita possiamo vederla come una nuova possibilità. Molte volte ci sentíamo legati ai ruoli familiari e amistosi del nostro luogo d’origine. È il momento di liberarsene e cominciare a essere quello che si vuole essere. Siamo e saremo la stessa persona però con la posibilita di dare un salto qualitativo e avvicinarci di più a come in realtà vorremmo essere.

- Sentimento di fallimento per dover partire. Prendere la decisione di emigrare è una prova di coraggio e di voler migliorare. Di fronte alla posibilita di restare impantanato la persona decide dare un passo avanti per creare nuove posibilita.

- Insicurezza per quello che verrà. Parlare con persone che sono passate per lo stesso processo e conoscere il contesto anche solo indirettamente (altre referenze) aiuta a togliersi paure per quello che possa accadere, inoltre ad avere una visione più realistica di ciò che incontreremo.

Raccomandazioni una volta arrivati al luogo di destinazione:
- Cambio d’identità. È bene restare aperti e apprendere, tanto la nuova lingua come la nuova forma di vita. Adattarsi e immergersi nella nuova cultura non significa cambiare d’identità, si aggiungerà a quello che uno è.

- Sentimento di nostalgia. È necessario non restare fra i due mondi, l’anteriore e il nuovo. Anche se non perdíamo il contatto con il mondo anteriore, una eccessiva relazione tanto pensativa come emozionale con quello che abbiamo lasciato non ci aiuta ad adattarci alla nuova situazione. Molte volte si corre il rischio di idealizzare quello che si ha avuto e non vediamo quello che di positivo ha il presente.

- Solitudine. L’isolamento può essere dovuto all’immagine negativa que ha la persona di se stessa per la situazione che sta vivendo, entrando poi in un circolo vizioso dal quale è complicato uscirci. Oltre ad appartare i pensamenti negativi su se stessi, è necessario cercare persone affini che compenetrano e empatizzano con la situazione vissuta. A tal proposito si potrebbe accudire a gruppi, luoghi d’incontro, reti sociali che abbiano qualcosa in comune (non solo la provenienza).

- Disinganno per la nuova situazione. È necessario riflettere sulle aspettative che si tenevano e vedere se sono fattibili di fronte alla nuova situazione. Se non lo sono, è necessario cambiarle e adattarsi alle nuove aspettative.

- Frustrazione per l’impossibilità di trovare lavoro. È necessario distinguere le cose che dipendono da noi stessi da quelle che no, questo aiutarà a non sentirsi frustrati per qualcosa che sta fuori dalla nostra portata. Per esempio: cercare lavoro nel miglior modo possibile dipende da noi, che ci offrono il lavoro dipende dalla situazione economica o dalle circostanze.

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¡Sí, quiero!

Eccoci, questi siamo noi. Pischi One e io il 14 settembre 2014, giorno del nostro matrimonio.
¡Sí, quiero!

matrimonio

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La verbena de la Paloma

Ieri per me é stata una giornata molto speciale, perchè non solo sono riuscita a vedere la mia prima zarzuela ma sono riuscita pure a trascinare al teatro Pischi One!
Il caro Dimitri Petrofe a cara Elena loro volevano venire da subito a vedere la zarzuela, perchè sono di Madrid e ci tengono molto alle tradizioni della capitale, no come Pischi One, che ritrova le sue tradizioni solo nel bar El Palentino (probabilmente il bar più autenticamente spagnolo che io conosca) e mi fa disperare.
Siccome il teatro a cui siamo andati è in calle Pez, che è proprio la stessa strada de El Palentino, ti lascio immaginare che panico avevo passando davanti al bar per raggiungere il teatro! Ma alla fine è andato tutto bene.

Prima di entrare nel cuore dell’opera che abbiamo visto, La verbena de la Paloma, diró in due parole che cosa è la verbena: è un genere musico-teatrale nato in Spagna, che si caratterizza per avere parti vocali, parti strumentali e parti parlate. Il termine “zarzuela” viene dal Palacio de la Zarzuela, il palazzo reale situato vicino Madrid e dove si svolsero le prime rappresentazioni di questo genere musicale.
zarzuela

Le prime zarzuelas risalgono alla metà del Seicento, con le opere di Calderón de la Barca; nel corso del XVIII secolo, cominciarono ad assumere caratteristiche simili alle operette italiane, con canzoni, cori, scene comiche e un duetto centrale.
Fu dopo la rivoluzione del 1868 che la zarzuela cambiò, in quanto la crisi economica ebbe ripercussioni anche sul teatro: lo spettacolo teatrale era caro e certamente non ci si poteva permettere di sostenere costi elevati, per cui si decise di ridurre la durata delle opere, che passò da quattro ore a una soltanto.
Inoltre la gente cercava nelle opere teatrali la propria storia, la quotidianità, ed ecco che i temi si distaccarono in modo sempre più netto da quelli dell’operetta italiana per diventare completamente locali, madrileni.
Gli ingredienti base della zarzuela sono amore, passione, pettegolezzo, equivoco, e i protagonisti variano per età e per carattere ma restano sempre e solo loro, i chulapos (da chulo, “bello”, “grazioso”,indica l’individuo di classe popolare di Madrid)
Per capire l’essenza della città di Madrid e conoscere la storia dell’antica villa la zarzuela perfetta è La verbena de la Paloma, un’operetta scoppiettante che ha tutti gli ingredienti base della zarzuela nonché alcuni della vita: l’amore, la gelosia, la complicitá.
La verbena è una festa popolare che si celebra di notte, e nel caso specifico la verbena de la Paloma è la festa della Vergine della Paloma, protettrice del centralissimo quartiere di La Latina. L’operetta, firmata da Ricardo de la Vega nel 1894, narra di due bellissime muchachas, Susana e Casta, che durante la festività del quartiere accettano le avances di un maturo banchiere, don Hilarión.

LA VERBENA
La cosa non piace affatto al giovane Julián, innamorato di Susana, e la situazione si complica quando il giorno centrale della festa le due ragazze, splendenti nei loro abiti da chulapas, con tanto di fiore tra i capelli e mantellina, decidono di accompagnare il loro anziano ammiratore…

La verbena de la Paloma
Come finisce l’intricata vicenda? Ovviamente bene: Susana e Julian si fidanzano e don Hilarión (che in realtà non ama nessuna della due ragazze ma è solo attratto dalla loro giovinezza) resta solo. Ben gli sta!

La parte che piú mi ha emozionato è stata la canzone ¿Dónde vas con mantón de manila?
Povero Julian, io che sono una gelosona posso capirlo!

VIVA LA VERBENA!

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Orgullo gay 2014

Ieri con il cuore pieno di allegria sono stata con la mia cara amica vichinga Theresa e il piccolo vichingo Lorenz (anche detto “Sturm und Drang”) alla sfilata dell’Orgullo Gay, simulando (senza volerlo) una magnifica coppia lesbo con tanto di bambino nato da qualche avventura clandestina.
Erano gradevoli gli sguardi di ammirazione che ci dedicavano -erroneamente-  tutte le lesbiche presenti alla manifestazione!
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Theresa, Sturm und Drang e io siamo molto orgogliosi di vivere a Madrid, una città tollerante, aperta, allegra, pacifista e meravigliosa!
Che dire di questa giornata? Lascio parlare le immagini

madrid orgullo gay

madrid orgullo

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L’immagine che non dimenticheró facilmente di questo Orgullo é il cagnolino con tutú…com direbbe mio padre: “POVERA BESTIA!”
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Quello che é piaciuto di piú a Lori é stato indubbiamente il contatto ravvicinato con la sivigliana barbuta
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Quello che é piaciuto di piú a Theresa é stata una conversazione surreale con una Reinona , che riporto qui:

Reinona: que niña más guapa ¿cómo se llama?
Theresa: es un chico, se llama Lorenzo
Reinona: ¿¿¡¡¿¿GLORIAAA?!?? Que nombre más bonito!

La giornata é stata splendida, con cambio di nome e sesso per Lori incluso.
Se continuiamo cosí tra pochi anni dovremo organizzare la sfilata etero a Madrid, e spero che gli omosessuali ci diano una mano a difendere anche i nostri diritti!

VIVE LA LIBERTÉ

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Il sesso delle parole

Siccome in spagnolo “nipote” intesa come figlia di un fratello o sorella si dice sobrino o sobrina, a seconda del genere sessuale, PischiOne non riesce mai e poi mai a ricordarsi che in italiano nipote è neutro.
E allora ogni volta che parla in italiano di sua nipote dicemia nipotaaa”, e i suoi interlocutori sorridono benevoli, e lui sorride innamorato della nipota.
E cosí è tutto un sorridere ma solo io so perchè.

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Picasso alla Fundación Mapfre

L’altro giorno io e Picasso siamo stati soli in una stanza, per 5 minuti buoni, a guardarci.
Autorretrato con paleta Picasso

E tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, sei mai stato solo con Picasso (o con UN Picasso) in una stanza?

Hai mai provato l’ebbrezza di pensare “è tutta per me quest’ opera”?

Hai mai guardato una foto (e non un dipinto!) di Jacqueline e le hai mai detto a voce alta “Pablo ti avrà pure amata, ma sei davvero bruttina!”?
Pablo Picasso und Ehefrau Jacqueline
Ebbene io qualche giorno fa ho fatto tutto questo e molto altro ancora in un luogo che mi sta tremendamente a cuore, la Fundación Mapfre.
Quando si parla di arte a Madrid vengono sempre in mente i classici musei Prado, Thyssen, Reina Sofia. Colas, cioè code, ovunque e per qualsiasi cosa: per comprare i biglietti, per entrare, per vedere le opere più importanti. Gente gente gente.
Se anche tu come me odi le file, stare tra troppa gente e ti rode pagare 12 euro per vedere arte (perché, tra le altre cose, pensi che l’arte sia un diritto di tutti e non un privilegio per pochi) allora la Fundación Mapfre fa al caso tuo. Questo spazio culturale gratuito (perché finanziato dalle assicurazioni Mapfre) e situato nel centro di Madrid organizza sempre meravigliose esposizioni temporanee, ma per qualche strana ragione non ci va mai nessuno.

Perché se il Prado organizzasse una mostra dal nome “Picasso en el taller” ci sarebbero file di ore per entrare (pagando!) mentre questa mostra alla Fundación Mapfre è deserta?? Mah…

Picasso en el taller, cioè nello studio, riunisce 80 dipinti, 70 disegni e 26 fotografie semplicemente impressionanti.
Il percorso espositivo inizia con Autorretrato con paleta, del 1906, e termina con Hombre en el taburete, del 1969.
Tra un dipinto e l’altro 60 anni di vita e di opere nel taller, che diventa allo stesso tempo spazio di sperimentazione e luogo di riflessione sul lavoro dell’artista e sulla sua traiettoria pittorica.
Lo studio è una sorta di “paesaggio interiore” (come lui stesso lo chiamava), il luogo dove si svolge il viaggio stilistico e iconografico di Picasso.
picasso

Per me le opere piu emozionanti sono state quelle de “El pintor y la modelo” (1961-1972).
picasso a madrid

pintor-modelo

Una figura femminile nel taller: può esserci un letto, una sedia, una porta. Questo pittore voyeur osserva nel suo spazio la modella e se stesso.
La modella è molto di piu di una modella che posa: è una donna che si offre agli occhi dell’artista, alla sua osservazione.
Una figura che dominerà il tempo, perché in realtà quello che Picasso vede e dipinge è un superamento della realtà, è la creazione stessa del suo sguardo nel suo studio d’artista, con i suoi pennelli.
Se non sei a Madrid puoi visitare virtualmente la mostra qui.
Se sei a Madrid vai subito alla Fundación Mapfre! É un ordine!

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Quello che io non so spiegare a parole: El Palentino

Ci sono cose che io non so spiegare a parole, e allora spesso ricorro alle immagini, che possono aiutarmi a far visualizzare un concetto, un’idea.
Ma a volte nemmeno la mia Sony può trasmettere l’essenza delle cose, e allora non resta che affidarmi alla tua grande intuizione, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid.
L’argomento di difficile verbalizzazione è sempre lui: il bar spagnolo.
Sto posto zozzo, caciarone, umido, soffocante, spesso angusto dove si svolge una parte importantissima della vita spagnola che io amo.
Il bar spagnolo, con il suolo ricoperto di cartacce, noccioli di olive, ossicini di pollo e San Isidro solo sa che altro…
Il bar spagnolo, la guerra del decibel. Quando torni in strada ti sembrerà di essere entrato in un santuario di clausura.
Il bar spagnolo: tutti parlano con tutti, ma non con finalità sessuali (non solo).
Nel bar spagnolo la regola è che non si deve capire niente, e che anche l’integro e morigerato passante che varca la soglia del bar per puro caso deve perdere la cognizione del tempo e dello spazio.

Ebbene se ti chiedi qual è “il bar spagnolo” per antonomasia qui a Madrid io la risposta ce l’ho chiara e forte: El Palentino.
el palentino madrid
Palentino indica l’abitante di Palencia, ridente cittadina della Castilla Leon che io conosco fin troppo bene.
I palentini si sono auto-attribuiti un detto che dice “Palentino, borracho y fino”, cioè “palentino, ubriaco e fine”, e il bar non delude lo spirito della cittá natale del proprietario, per lo meno in quanto a borracho.

El Palentino è un luogo del passato, dove pare che né il tempo né la modernità abbiano varcato la soglia.
La sua decorazione smise di essere di moda verso la metá degli anni ’60, la coda per entrare è quasi interminabile e una volta sull’uscio un buttafuori dall’aria arcigna dovrá decidere (seguendo criteri del tutto indecifrabili) se potrai entrare o ancora no.
Varcata la soglia verrai assalito da un odore peculiare di cui non riuscirai a liberarti facilmente, ma poco importa: El Palentino è il tipico locale in cui sai quando entri ma non hai la minima idea dell’ora in cui uscirai.
bar madrid

Fiore all’occhiello dei peggiori bar di Madrid qui potrai bere birre e cubatas (cioè cocktail) a prezzi ridicoli e rimpinzarti di tapas.

Ma probabilmente l’esperienza ultraterrena che ti regalerà questo bar sará guardare la tua facciona riflessa nell’enorme specchio che copre quasi per intero la parete, illuminata da una luce fredda e bianca data da alcuni neon fosforescenti che pendono dal soffitto.
Il dubbio é: questi neon da supermercato discount agli occhi del raffinato palentino sono eleganti e di classe o sono stati piazzati lí dal suo peggior nemico??
bar a madrid

Supera i tuoi limiti e vai a El Palentino, ma presta molta attenzione nello scegliere con chi frequentare questo bar.
Un amico un po’ fighetto, uno straniero che non ha capito niente di Madrid o tua nonna potrebbero non capire la passione per un bar cosí indescrivibile.
Ma tu, madrileño di adozione, sai che questo posto è una delle gioie nascoste di Madrid, tappa obbligata per lo meno una vez en la vida… o per non smettere mai di frequentarlo…

Dedico questo post a tutti gli amici di Palencia e a PischiOne, gran amante de El Palentino.

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Presentazione di MADRID FUORI CIRCUITO

Caro amico italiano che vivi a Madrid, ricordi quando prima di arrivare mi mandavi mail assurde tipo “come arrivo dall’aeroporto al centro??”??
O quando mi chiedevi consigli su come conquistare un macho iberico??
O quando pretendevi sapere da me che documenti servissero per il passaggio di proprietá della macchina del tuo coinquilino spagnolo?
Ricordi quando mi scrivevi per invitarmi a bere un pessimo caffé, riempiendo il mio cuore di gioia??
Ricordi quando mi inviavi maledizioni perchè qualche mio post troppo ironico ti aveva offeso??

Hai presente quella nostalgia che ti avvolgeva giranzolando solo per la cittá, e che subito comunicavi a me non in quanto io, in quanto tua amica, ma in quanto vivereamadrid.it, cioé italianitá in Spagna??

Ebbene se ricordi almeno una di queste cose sappi che il prossimo giovedì 6 Febbraio alle 19.00 devi stare con me!
E se invece non mi hai mai scritto e mai chiesto niente non importa: il 6 Febbraio alle 19.00 devi ugualmente stare con me!
Ti aspetto presso la sala del ComItEs in Calle de Agustín de Betancourt 3 (metro Rio Rosas – Nuevos Ministerios) per la presentazione del mio libro MADRID FUORI CIRCUITO
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La sala dove si terrá la presentazione sta proprio sotto il nostro sConsolato Italiano, dove sicuramente ci siamo visti e probabilmente abbiamo pure litigato in qualche fila per rifare la carta di identitá o non so che documento.
Ma questa volta lo sConsolato sará un luogo di giubilo, perchè prima presenteró il mio libro con il consigliere del ComItEs Pietro Mariani e poi berremo del vino!

Siccome come dice mio padre io ho l’ansia anticipatoria adesso sto in paranoia dura perchè penso che non verrá nessuno a sentirmi, quindi almeno tu, si proprio tu, vieni!

Ci vediamo li!!! Verrai???

Verrai alla presentazione?
 
 
 
  
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